Vai al contenuto| Home page|

   Ti trovi in: HOME »Programmi, progetti e risultati »I progetti »PRIN - Programmi di ricerca di Rilevante Interesse Nazionale»Programma di ricerca
INIZIO_TESTO_DA_INDICIZZARE

PROGRAMMA DI RICERCA

italiano - english
Programmi di ricerca simili:
Classificazione scientifico-disciplinare
Classificazione geografica
Parole Chiave
DIRITTO ROMANO, BIBLIOTECA DIGITALE, BIBLIOGRAFIA, FONTI DI COGNIZIONE, INFORMATICA GIURIDICA

BIA-net: accesso in rete alla Bibliotheca Iuris Antiqui

Università degli Studi di Perugia
Abstract
Il Progetto renderà possibile la realizzazione di una Biblioteca digitale in rete per la comunità storico-giuridica, basata su una collezione digitale specialistica oggi divenuta lo strumento di informazione più diffuso tra gli studiosi del diritto romano e antico (BIA), arricchita da particolari servizi, propri della diffusione in rete. La Biblioteca digitale consentirà funzionalità maggiori di una tradizionale biblioteca o di una collezione digitale su CD-ROM, come la possibilità di un’interfaccia per servizi avanzati, la ricerca anche in risorse collegate, spazi virtuali per gli utenti, altre funzionalità personalizzate. Il progetto, dopo una fase iniziale, nella quale gli specialisti delle varie discipline e studiosi di diritto romano lavoreranno a stretto contatto nella selezione e struttura della collezione digitale, si articolerà in due Sottogruppi: il primo consisterà nella messa a punto di una edizione digitale filologicamente corretta delle fonti e nell’integrazione della bibliografia di riferimento; il secondo si occuperà dell’analisi delle funzionalità di ricerca e della implementazione del motore di ricerca specialistico. <<<

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Nicola Palazzolo Università degli Studi di PERUGIA
Obiettivo del Programma di Ricerca
Partendo dall’esperienza acquisita negli anni e dal successo presso gli specialisti dei due prodotti che sono il frutto dell’attività del gruppo di ricerca promotore del progetto (Biblioteca Iuris Antiqui. Sistema informativo integrato sui diritti dell’Antichità – CD-ROM. Seconda edizione, Catania, 2002; BD-Rom . Archivio elettronico della letteratura romanistica. CD-ROM Vol. I, Catania 2004; Vol. II, Catania 2006), la ricerca si ripropone di rendere accessibile in rete l’intero patrimonio scientifico romanistica già digitalizzato e finora accessibile solo mediante CD-ROM, con le note difficoltà di aggiornamento che questo tipo di supporto comporta.
Com’è noto, il limite della Biblioteca Iuris Antiqui è duplice: a) da un lato il fatto che il lavoro di revisione filologica del testo delle fonti, che richiede grande accuratezza ed acribia, procede ovviamente molto lentamente, ed esso stesso non è sufficiente per fornire allo studioso un patrimonio informativo completo pari a quello delle migliori edizioni cartacee: esso manca ancora, anche per le fonti ‘restaurate’ di tutto l’apparato critico (note, ipotesi di ricostruzione, varianti dei manoscritti) che oggi è irrinunciabile per qualunque studioso serio; inoltre i tentativi fatti di memorizzare gli apparati critici del Digesto e del Codex sotto forma di immagini delle pagine relative e poi di collegarli con tecnologie ipermediali al testo digitalizzato non hanno prodotto grandi risultati, specie in relazione al fatto che un tale apparato occuperebbe una memoria enorme, incompatibile con la capienza degli attuali CD-ROM; b) dall’altro il fatto che l’aggiornamento bibliografico per essere davvero efficace richiederebbe tempi molto rapidi (cioè una cadenza almeno annuale), che non sono compatibili con quelli necessari per produrre un nuovo CD-ROM nella sua forma completa e aggiornata in tutte le sue parti. A questo si aggiunga il fatto che la possibilità di avere oggi da parte degli stessi autori, per gli scritti più recenti, il testo elettronico degli articoli pubblicati richiederebbe l’inserimento – ove possibile – nell’archivio OPERA del testo integrale degli articoli di dottrina, cosa che ancora una volta viene resa impossibile dall’ampiezza degli attuali CD-ROM.
E’ per queste ragioni che il gruppo di ricerca ha ritenuto opportuno avviare un processo che possa portare alla messa in linea dell’intero corpus delle opere prodotte (i tre archivi di BIA, nonché la più recente BD-Rom), perseguendo l’interoperabilità dei dati, attraverso l’adozione di formati standard, e la disponibilità di un accesso avanzato alle risorse attraverso l’uso di protocolli informatici aperti (non proprietari) per la ricerca in rete. Inoltre la disponibilità degli archivi in linea permetterà di rendere possibile funzionalità avanzate, come l’integrazione con motori di ricerca e registri di risorse digitali, per un avanzamento degli strumenti a disposizione del ricercatore. Questo sarà possibile coinvolgendo nuove competenze, che sono necessarie nella realizzazione di questa impresa. <<<
Risultati parziali attesi
C’è una comprensibile attesa nella comunità scientifica romanistica per l’aggiornamento e il completamento delle due opere concepite e realizzate dal gruppo di ricerca che oggi presenta questo progetto (BIA e BD-Rom). Il successo ottenuto da questi prodotti, ormai ritenuti strumento indispensabile per l’accesso sia alle fonti che all’informazione bibliografica, fa ritenere che anche solo un semplice aggiornamento ed un progressivo miglioramento dei prodotti esistenti sarebbero salutati come un successo. Ma la ricerca che si propone non è questo, o meglio va molto oltre quest’obiettivo. Si tratta invece di mettere a frutto le più recenti esperienze in materia di biblioteche digitali e di motori per la ricerca in rete per far fare alle esperienze finora realizzate un salto di qualità che anche i romanisti più attenti all’innovazione tecnologica cominciano ad avvertire come un’esigenza nella quale impegnarsi: quella cioè di passare dal supporto ottico (il CD-ROM o il DVD) all’accesso diretto in rete, con tutti i vantaggi in termini di facilità di acquisizione e di importazione dei materiali, di integrazione e navigazione tra archivi diversi, di facilità di aggiornamento e manutenzione del sistema.
L’obiettivo è certamente ambizioso, sia perché si tratta di applicare tecnologie nuove ad un complesso di dati (fonti, bibliografia, strumenti per la ricerca) che finora erano stati trattati all’interno di sistemi chiusi e proprietari, sia perché costringe a cimentarsi con problemi, anche teorici, assolutamente nuovi per i romanisti, ma anche per gli esperti di biblioteche digitali, quali quelli relativi all’individuazione di specifiche tipologie di documenti, testuali e bibliografici, in funzione delle quali costruire appositi DTD (Document Type Description) che individui in maniera univoca il documento in questione.
Questa parte della ricerca, come ben si comprende, va ben oltre il prodotto da realizzare (BIA-Net), perché – così com’è accaduto per ben più note tipologie di documenti: si pensi ai DTD degli atti legislativi prodotti dal progetto “Norme in Rete” del Ministero della Giustizia - i DTD delle fonti giuridiche romane prodotti nell’ambito di questo progetto diventerebbero, in assenza di iniziative simili, uno standard di fatto (ma con un prestigio scientifico di rilievo) che si imporrebbe nel panorama delle iniziative, che fioriscono numerose anche nei nostri studi, di digitalizzazione di vasti patrimoni documentari. Purtroppo si tratta però di iniziative che si sviluppano senza un adeguato sostrato teorico e specialmente fuori da ogni standard riconosciuto a livello internazionale, e per questo sono destinate a rimanere isolate e non fruibili dalla generalità degli studiosi interessati.
Dello studio teorico fa parte anche la possibilità di uno sfruttamento commerciale dei risultati della ricerca, con i problemi connessi, dalla tutela del diritto di autore al commercio elettronico. E’ opinione del gruppo di ricerca che, per quanto riguarda le fonti, occorre separare (e con le tecnologie della ricerca in linea ciò è possibile) la consultazione del testo delle fonti, in una versione filologicamente corretta ed affidabile, la quale dovrebbe sempre essere consentita con modalità di accesso gratuite, e l’utilizzo di strumenti di ricerca sulle fonti, per ricavarne concordanze, indagini sul lessico, o comunque ricerche avanzate, per le quali si potrebbe pensare ad un accesso a pagamento gestito da un distributore esterno. La stessa cosa si potrebbe pensare per gli archivi bibliografici, distinguendo tra l’accesso ai record della banca dati e l’accesso ai testi pieni di opere bibliografiche. <<<
Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
Le applicazioni dell'informatica alla storia del diritto romano sono state in questi ultimi anni molto significative e variegate, specialmente in Italia, ed hanno favorito un importante rinnovamento dei mezzi ausiliari dell'indagine romanistica, sia per quanto concerne l'accesso alle informazioni bibliografiche sia per quel che riguarda il reperimento delle fonti antiche relative ad un particolare argomento.
Per quanto riguarda i testi delle fonti, lo studioso può oggi avvalersi di molteplici sistemi informativi, all'interno dei quali è immagazzinato il testo integrale delle fonti di cognizione (dirette e indirette, tecniche ed atecniche). Comunemente si parla in questi casi di archivi 'a testo pieno' o 'full-text'. Per quanto riguarda la bibliografia, invece, si tratta quasi sempre di archivi di riferimento (reference data base), nei quali cioè non si trova il testo integrale delle opere bibliografiche, ma semplicemente gli estremi bibliografici (autore, titolo, periodico, casa editrice, numero delle pagine). Molto spesso si trova un breve riassunto dell’opera (abstract), o il sommario, ove si tratti di opere monografiche o di raccolte di scritti. Solo in casi sporadici, e generalmente solo per le opere più antiche, ma ancora di frequente consultazione, si è di recente iniziato a digitalizzare, generalmente come immagine stereotipa, più raramente a testo pieno, l’edizione integrale di alcune opere significative. Infine, sono stati messi a punto strumenti di ricerca efficaci ed avanzati, sia dal punto di vista informatico che da quello documentario per il reperimento tanto delle fonti, che della bibliografia.
Le considerazioni sopra esposte valgono anzitutto per quello che è probabilmente il più importante e diffuso archivio testuale e bibliografico per lo studio del diritto romano e cioè la Bibliotheca Iuris Antiqui (BIA), nella sua edizione 2000. Con i suoi tre archivi integrati (FONTES, OPERA, THESAURUS) essa consente ai romanisti non solo un accesso rapido e completo al complesso delle fonti giuridiche antiche ed a tutta la bibliografia relativa, ma anche la possibilità – mediante un opportuno incrocio dei dati - di effettuare ricerche mirate su singoli aspetti e su argomenti specifici.
Più in particolare, per quanto riguarda l’archivio delle fonti giuridiche (FONTES) si tratta di un testo elettronico adeguatamente strutturato in campi, che agevola il reperimento delle informazioni attraverso varie chiavi di ricerca gestite da un efficiente programma di information retrieval. Si tratta di un fondo documentario di notevole ampiezza (circa 14 milioni di caratteri), contenente la gran parte delle fonti giuridiche romane di tradizione manoscritta, che è stato acquisito e trasferito all'interno del programma di reperimento delle informazioni utilizzato per BIA. Per la seconda edizione di BIA (2002) è stato avviato un profondo lavoro di 'restauro filologico' che ha portato alla revisione integrale del testo elettronico del Digesto giustinianeo, oggi reso conforme all'editio minor di Mommsen-Krüger (più precisamente l'editio stereotypa XII, Berolini 1911). Il lavoro di restauro è continuato con la revisione integrale del testo del Codex Iustinianus, che è stato reso conforme a quello dell’edizione stereotypa X, Berolini 1929, a cura di Paul Krüger; col ‘restauro fililogico’ delle fonti giuridiche di provenienza epigrafica e papirologia tratte dal primo volume dei FIRA e già presenti nell’archivio Fontes di BIA; e con l’acquisizione del testo delle Novelle giustinianee, reperito in un vecchio formato elettronico degli anni ’70 e convertito, previo restauro filologico, in un formato compatibile con i nuovi programmi di information retrieval. Per altro verso si è provveduto, da parte di una delle unità di ricerca collegate, alla digitalizzazione di un ampio numero di fonti giuridiche su supporto epigrafico (in gran parte pubblicate nella più nota raccolta, anche se oggi in buona parte invecchiata, dei FIRA, vol. I).
Per quanto riguarda la bibliografia, anche qui la più recente, ed anche la più ampia finora realizzata, delle banche dati bibliografiche è costituita dall'archivio "OPERA" della Bibliotheca Iuris Antiqui (B.I.A.). Si tratta di una base di dati secondaria (reference database), che contiene cioè riferimenti bibliografici di oltre 40.000 opere, tra monografie, raccolte di scritti, testate di riviste, articoli, che si occupano di diritto romano e antico, in parte tratti da repertori bibliografici specializzati, ed in una parte maggiore memorizzati manualmente. La copertura temporale, nell’edizione 2000, va dal 1940 al 1998. I volumi monografici, le raccolte di scritti e le annate delle principali riviste di settore, contenuti nell’archivio bibliografico, riportano generalmente il sommario completo. Per gli articoli si è invece riportato un abstract, laddove questo si trovava già nella fonte originale. La descrizione bibliografica del documento viene fatta secondo i criteri in uso nei repertori bibliografici correnti. Per gli scritti contenuti in raccolte o periodici il titolo della raccolta o del periodico viene individuato in forma abbreviata, se non addirittura codificata. La descrizione dell’opera viene fatta nella lingua originale dei singoli documenti. Nel caso di lingue in caratteri diversi da quelli latini, le relative parole sono state traslitterate in caratteri latini.
Su un piano diverso, anche se sempre in relazione alla produzione scientifica storico-giuridica, stanno quelle realizzazioni che non si limitano a fornire gli estremi bibliografici di ciascuna opera segnalata, ma ne riportano il testo integrale in forma digitalizzata. Tra le iniziative più significative in questa direzione è da segnalare quella, avviata nel 1998 dallo stesso gruppo di ricerca di BIA, di ripubblicare in versione facsimilare digitalizzata su CD-Rom le opere più significative della letteratura romanistica (BD-Rom – Biblioteca Digitale Romanistica). Il primo CD-ROM, pubblicato nel 2004, contiene i manuali ed i trattati di diritto pubblico romano di maggiore rilievo pubblicati dal 1839 fino al 1920, per un totale di circa 16.000 pagine in formato facsimilare. Il secondo CD-ROM, uscito nei mesi scorsi, contiene i manuali e gli studi generali sulle fonti. Sono state predisposte dal gruppo di ricerca ideatore del progetto una serie di funzionalità aggiuntive, che rendono l’opera ben diversa rispetto ad altre simili iniziative. Due sono specialmente gli strumenti innovativi: a) gli indici a testo pieno delle singole opere, consultabili pertanto per ogni singola parola in essi contenuta, e indicizzati mediante uno o più descrittori per argomento e uno o più codici di classificazione; b) le schede di spoglio contenenti l’indicazione delle fonti citate in ciascuna pagina.
Infine il Thesaurus, costruito appositamente per BIA, è lo strumento che consente ai due archivi delle fonti e della letteratura di interagire tra loro, ampliando enormemente le potenzialità di ricerca. Si tratta di uno strumento documentario di notevole ampiezza, che contiene lo schema concettuale da cui dipendono i codici di classificazione relativi ai vari argomenti del diritto romano e dei diritti antichi, e all’interno di questi i descrittori verbali (circa 8000 termini in lingua latina o latinizzata) che servono ai fini della ricerca per argomento.
Inoltre, programmi di digitalizzazione di massa, in particolare quelli avviati dall’Unione Europea ed i depositi istituzionali Open Access hanno reso disponibile una quantità di fonti e di opere di riferimento di cui è utile l’integrazione con l’archivio BIA, a vantaggio di un maggiore valore dei dati raccolti ed anche per utilizzare al meglio le risorse esistenti. <<<