Contenuto
Ti trovi in: HOME »Programmi, progetti e risultati »I progetti »PRIN - Programmi di ricerca di Rilevante Interesse Nazionale»Programma di ricercaINIZIO_TESTO_DA_INDICIZZARE
PROGRAMMA DI RICERCA
italiano - english
Unità di Ricerca
- Università degli Studi di BERGAMO
LINGUE, LETTERATURE E CULTURE COMPARATE
- Università degli Studi di MILANO
LINGUE E CULTURE CONTEMPORANEE
- Università degli Studi di TORINO
SCIENZE DEL LINGUAGGIO E LETTERATURE MODERNE E COMPARATE
- Università degli Studi di NAPOLI "Federico II"
SCIENZE STATISTICHE
- Università degli Studi di ROMA "Foro Italico"
SCIENZE DELLA FORMAZIONE PER LE ATTIVITA’ MOTORIE E DELLO SPORT
Programmi di ricerca simili:
- 1 - Settori eterogenei, crescita e progresso tecnico
- 2 - Approccio integrato alla speciazione e filogenesi delle piante nell'area del Mediterraneo.
- 3 - Identità e cultura nei linguaggi settoriali inglesi
- 4 - Ruolo della profilassi con eparina a basso peso molecolare in chirurgia oncologica: prevenzione delle metastasi
- 5 - Problematiche legate alla complessità e all’incertezza nei problemi di flusso e trasporto nelle formazioni naturali eterogenee
- 6 - Europa ed Occidente a confronto
- 7 - Analisi testuale di fonti pre-moderne e moderne nell'Asia Orientale: uno studio interdisciplinare fra psicologia, linguistica e antropologia storica.
- 8 - La qualità delle democrazie in Europa
- 9 - Competizione e Regolazione in Mercati a due Versanti con Applicazioni ai Media ed altri Settori
- 10 - Il linguaggio della comunicazione turistica spagnolo-italiano. Aspetti lessicali, pragmatici e interculturali
Classificazione scientifico-disciplinare
- Area scientifico disciplinare: Scienze dell'antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche
Classificazione geografica
- Regione: Lombardia
Parole Chiave
VARIAZIONE, GENERI TESTUALI, DISCORSO, INGLESE, LINGUAGGI SETTORIALITensioni e variazioni nei generi settoriali inglesi
Università degli Studi di BergamoAbstract
Il progetto si focalizza sulle caratteristiche, in continua evoluzione, dei discorsi professionali e disciplinari in lingua inglese. Esso mira a registrare le trasformazioni cui sono stati sottoposti i generi testuali settoriali, anche in risposta alla sempre crescente globalizzazione delle pratiche comunicative e all’impatto delle tecnnologie informatiche, focalizzando l’attenzione in particolare su fenomeni quali la creazione, la migrazione e l’ibridizzazione dei generi. Saranno investigate le fonti di tensione all’interno e tra i testi, attraverso l’osservazione dei ‘genre sets’ utilizzati da diverse comunità specialistiche, identificati e analizzati tramite il supporto di dati etnografici forniti da soggetti appartenenti a tali comunità.La gamma e la distribuzione di generi testuali specifici all’interno di tali serie sarà esplorata grazie a corpora rappresentativi di documenti prodotti da specifiche comunità specialistiche. Successivamente, le unità di ricerca identificheranno e valuteranno le tensioni all’interno di generi (affermati, emergenti o in declino), relativamente alla loro riconfigurazione, contaminazione reciproca, denominazione, scopi comunicativi, ecc., attraverso un approccio che sia in grado di bilanciare conoscenze profonde dei processi intellettivi/interazionali necessari per testualizzare un dato genere con un’analisi macrolinguistica delle caratteristiche retoriche e microlinguistiche codificate nei suoi prodotti.
Infine, i risultati ottenuti con tali analisi saranno usati per ricostruire i legami esistenti all’interno del discorso specialistico, tra le pratiche professionali settoriali da un lato, e le attuali tensioni presenti nei generi dall’altro. Ogni unità applicherà questo quadro comune al settore prescelto per l’analisi, entro i confini e le prospettive associati a un dato ambito di discorso (ad esempio, legale, economico, accademico, istituzionale, socio-politico).
Tale approccio unirà l’interesse teorico nella selezione di strumenti idonei a descrivere le dinamiche inerenti i generi e una particolare attenzione per l’efficacia di tali strumenti per registrare la gamma e la distribuzione dei generi oggetto di studio in questo progetto. Le analisi condotte dalle cinque unità permetteranno di comprendere meglio le cause delle trasformazioni testuali e delle tensioni esistenti all’interno dei ‘genre sets’, i quali, pur possedendo caratteristiche comuni nei vari settori, possono differenziarsi in quanto a origine, contenuto e scopo. <<<
Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Maurizio Gotti Università degli Studi di BERGAMOObiettivo del Programma di Ricerca
I principali obiettivi del progetto possono essere riassunti come di seguito indicato:- Costituire una serie di corpora di inglese specialistico, rappresentativi dei parlanti nativi e non, impegnati nella comunicazione internazionale in ambito scientifico-accademico, economico e finanziario, politico, legale e delle istituzioni europee. La ricerca si concentrerà sulla variazione dell’estensione e distribuzione dei generi esaminati all’interno dei settori specialistici sopraindicati, in risposta sia alle trasformazioni strutturali, epistemologiche e semiotiche delle comunità che ‘possiedono’ tali generi sia al loro uso delle nuove tecnologie.
- Ricercare in tali corpora le tensioni all’interno dei generi istituzionalizzati, emergenti o in declino, in termini di riconfigurazione testuale, di contaminazione reciproca e denominazione, anche guardando all’insieme degli scopi comunicativi che costituiscono il loro fondamento logico e retorico. Ciò richiede un approccio integrato capace di ricollegarsi a (e spiegare) la dimensione intellettuale, interpersonale e microlinguistica della comunicazione specialistica.
- Studiare le continue trasformazioni dei generi rappresentati nel corpus, grazie anche ai dati etnograficici forniti da esperti del settore, allo scopo di comprendere quali pressioni possano aver originato le variazioni quantitative/qualitative tra tali testi e al loro interno.
- Comprendere maggiormente l’impatto che la globalizzazione e le nuove tecnologie hanno avuto sull’insieme dei generi testuali a cui hanno accesso i membri delle comunità che usano l’inglese per scopi professionali o accademici. Problema, questo, che riguarda non solo il linguista, ma anche l’educatore, il sociologo e l’esperto di scienze della comunicazione.
Questa prima fase del programma sarà volta alla compilazione di corpora rappresentativi in ogni dominio specialistico individuato. I testi più rilevanti saranno reperiti in formato cartaceo e digitale. Tali corpora saranno disponibili per la comunità scientifica in CD-ROM per ulteriori ricerche e per scopi pedagogico-didattici.
Successivamente, i singoli corpora saranno analizzati elettronicamente e manualmente. Ogni unità di ricerca realizzerà un’analisi a più livelli, dal micro- al macro-testo, implementando le procedure della linguistica dei corpora e applicando gli strumenti analitici forniti dalla retorica contrastiva, dalla linguistica testuale, dall’analisi del discorso, dalla pragmatica e dalla sociolinguistica. Per l’analisi lessicografica e l’analisi dei testi orali e multimediali ci si baserà specificatamente su metodi e strumenti che coinvolgano l’interrogazione digitale dei testi.
Durante tutto il processo investigativo, le unità coinvolte opereranno in stretta connessione, allo scopo di assicurare uniformità al loro approccio metodologico. I primi risultati e le conclusioni saranno discussi a livello nazionale in incontri dalle unità di ricerca coinvolte nel progetto con la partecipazione di colleghi italiani e studiosi stranieri. <<<
Risultati parziali attesi
Fase 1I risultati previsti per la prima fase sono:
a. compilazione e traduzione di terminologie specialistiche relative agli ambiti esaminati;
b. realizzazione di studi preliminari, finalizzati ad individuare le aree da privilegiare nella fase centrale della ricerca e gli strumenti più utili rispetto alle finalità specifiche del progetto, e monitoraggio pilota dei dispositivi di analisi;
c. seminario nazionale di carattere metodologico per la presentazione dei testi raccolti e il confronto dei dati tra le diverse Unità;
d. creazione di un apposito sito internet all’interno di quello già esistente per il CERLIS (www.unibg.it/cerlis.htm).
Fase 2
I risultati previsti per la seconda fase sono:
a. allestimento di CD-ROM contenente i materiali raccolti organizzati in forma ipertestuale;
b. organizzazione, in collaborazione con le altre Unità del Progetto, di un seminario metodologico dedicato ad una revisione e discussione dei risultati finali ottenuti e della metodologia applicata;
c. relazioni contenenti i risultati delle analisi effettuate.
Fase 3
I risultati previsti per la terza fase sono:
a. convegno internazionale per la presentazione dei risultati del Progetto;
b. articoli pubblicati in riviste scientifiche nazionali e internazionali;
c. contributi ad atti di convegni e seminari;
d. pubblicazione di volumi monografici e/o collettivi di impostazione linguistica sui temi della ricerca, con particolare attenzione alle tensioni e variazioni nei generi settoriali inglesi;
e. creazione di un prodotto multimediale per utilizzo on-line nonché di applicazioni didattiche in ambito accademico;
f. strumenti didattici su supporto elettronico per tutoriali linguistici riferiti alle scienze sociali, economiche e internazionali <<<
Durata
24 mesiBase di partenza scientifica nazionale o internazionale
Il processo di internazionalizzazione della lingua inglese offre un’importante testimonianza dell’interazione tra fattori linguistici e culturali nella costruzione del discorso, sia in ambito specialistico, sia in contesti discorsivi più ampi: l’analisi del discorso è in grado di enfatizzare gli inerenti valori culturali di un dato gruppo sociale, le cui testualizzazioni riflettono un insieme di interpretazioni condivise – una “world view” con chiare implicazioni istituzionali. I discorsi settoriali, che hanno origine in comunità legate a esigenze locali nonché a convenzioni internazionali, offrono un terreno fertile per l’analisi della variazione, sia a livello testuale, sia nello sviluppo di schemi interpretativi che modellano i tratti semantico-pragmatici della comunità professionale coinvolta.Questo processo è maggiormente evidente in ambiti d’uso quali la comunicazione accademica, tecnica, scientifica e legale, in cui la socializzazione/testualizzazione delle conoscenze riveste una funzione coesiva essenziale. L’indagine degli ambiti in tali settori e il loro sviluppo in senso diacronico è fonte di importanti risultati per quanto riguarda la relazione lingua-cultura, la cui interazione è stata indagata da vari studi etnografici e sociolinguistici (Bhatia 1993, 2004; Berkenkotter & Huckin 1995; Bondi 1999; Cortese & Hymes 2001; Swales 1990, 1998, 2004; Gillaerts & Gotti 2005).
Le tensioni testuali emergenti dalla globalizzazione sono state analizzate principalmente nella comunicazione professionale in inglese, sia in contesti monolinguistici sia in quelli multilinguistici (Pan et al. 2002; Pavlenko & Blackledge 2003; Candlin & Gotti 2004a, 2004b; Cortese & Riley 2002;Cortese & Duszak 2005). Il discorso accademico è stato oggetto di ricerche di primaria importanza (Mauranen 1993; Ventola & Mauranen 1996; Duszak 1997; Hyland & Bondi 2006), seguito più recentemente dal discorso legale, con un progetto di ricerca sull’integrità dei generi impiegati nell’inglese giuridico e in altre 12 lingue europee e non, tra cui l’italiano (Bhatia et al. 2003a; 2003b). Altri studi hanno preso in esame la comunicazione commerciale (Clyne 1994; Ulijn & Murray 1995; Bargiela-Chiappini & Nickerson 1999; Poncini 2004; Bargiela-Chiappini & Gotti 2005; Del Lungo Camiciotti et al. 2006) e il discorso istituzionale (Boden 1994; Martin & Christie 1997) in contesti inter- e multi-culturali.
Vi è, comunque, un chiaro bisogno di identificare le continue variazioni nei generi professionali e accademici prendendo anche in considerazione i notevoli cambiamenti a cui sono state sottoposte le comunità specialistiche negli ultimi decenni, in risposta non solo all’evolversi del contesto economico-culturale, ma anche a ben più rilevanti sviluppi quali l’informatica e i media digitali. In particolare, sarà utile indagare quali siano le attuali tensioni nei generi tra gli ambiti professionali, le cui origini e cause non sono ancora pienamente comprese ma che tuttavia possono preludere a ulteriori e più rilevanti cambiamenti nel prossimo futuro.
In linea con lo schema sopra evidenziato, il progetto aspira a migliorare la comprensione delle fluttuazioni e delle instabilità testuali nei testi specialistici inglesi impiegati a livello internazionale nei vari ambiti professionali (il discorso accademico-scientifico, del commercio e della finanza, della politica, istituzionale europeo, e legale) tra parlanti nativi e non. La ricerca si realizzerà su testi autentici, raccolti secondo i principi della moderna analisi dei corpora (Stubbs 1996; Biber et al. 1998; Tognini-Bonelli 2001; Hunston 2002), provenienti sia da fonti di dominio pubblico sia da organizzazioni private contattate dalle unità di ricerca, per portare a termine un’indagine quantitativa e qualitativa che incorpori ricerche preventivamente condotte dalle unità di ricerca sui vari aspetti dell’instabilità testuale nella comunicazione accademica e multimodale (Campagna 2004; Gotti & Giannoni 2006; Giannoni 2006; Garzone et al. 2007; Fairclough, Cortese & Ardizzone 2007; Garzone & Sarangi forth.).
Negli ultimi due decenni lo studio dei linguaggi specialistici ha fatto principalmente riferimento alla teoria dei generi associata alla genre analysis, un approccio essenzialmente macrotestuale e retorico che si è dimostrato particolarmente utile ai fini della descrizione e categorizzazione di testi specialistici, soprattutto laddove accompagnato da prospettive analitiche complementari di natura più strettamente linguistica, attente alle realizzazioni testuali delle mosse retoriche individuate. Ma in tempi recenti si è manifestata l'esigenza di rivedere e aggiornare questa teoria e la strumentazione analitica che ad essa si accompagna, innanzi tutto in considerazione della rapida e radicale evoluzione delle pratiche comunicative verificatasi negli ultimi anni nei diversi settori specialistici, che sovente ha portato all'emergere di una componente promozionale anche in contesti in cui essa era tradizionalmente assente (cfr. per es. Bhatia 2004), ma anche in seguito all'introduzione e diffusione di nuove tecnologie con spiccate opzioni di multimedialità e multimodalità. Questi cambiamenti hanno portato non solo alla nascita di nuovi generi, ma in molti casi anche alla “migrazione” di generi esistenti all'ambiente computerizzato e telematico, con una conseguente sostanziale riorganizzazione delle loro coordinate testuali e semiotiche (cfr. per es. Askehave & Swales 2001; Swales 2004; Candlin 2006; Askehave & Nielsen 2005).
A fronte di questi sviluppi, il progetto intende sottoporre a revisione critica la strumentazione teorica fondamentale della teoria dei generi nel campo della comunicazione specialistica, rivisitando il concetto di genere stesso, e aggiornare i criteri utilizzati nella descrizione e categorizzazione dei generi testuali, adeguandoli al nuovo assetto semiotico di molte tipologie di testi specialistici. Verrà inoltre riconsiderato in maniera critica il valore euristico del concetto di genere ai fini dell'analisi testuale. Una speciale attenzione sarà rivolta all’adattamento o alla reinterpretazione degli attuali repertori di generi esistenti nella comunicazione online, la quale include fenomeni come la migrazione di generi e, in alcuni casi, l’emergenza di generi totalmente nuovi in risposta ai bisogni particolari di un ambiente telematico (Kress & van Leeuwen 2001; O’Halloran 2004; LeVine & Scollon 2004; Scollon & Wong Scollon 2004; Ventola et al. 2004). Per quanto i modelli tradizionali e le categorie di analisi linguistica/testuale non siano di per sé inadeguati per questo scopo, il loro utilizzo richiede uno schema concettuale multimodale, comprensivo di categorie analitiche che includa non solo testi ma anche elementi non-linguistici e non lineari (ad esempio, il contenuto visivo, iconico e funzionale).
Un’esplorazione dei punti di tensione nei generi situati negli ambiti professionali prescelti permetterà di valutare:
(a) se i cambiamenti nella gamma e distribuzione dei generi all’interno di una comunità discorsiva siano manifestazione di tendenze comuni condivise dai vari tipi di discorsi specialistici o limitati alla sfera professionale presa in considerazione;
(b) in che misura l’instabilità dei generi sia percepita e testualizzata come fenomeno positivo e produttivo dai membri della comunità piuttosto che come aspetto disfunzionale, fonte di insicurezza retorica, specialmente nei contesti interculturali;
(c) quali delle caratteristiche testuali, sul piano socio-retorico, discorsivo, semantico o pragmatico, siano state maggiormente influenzate dall’impatto di tali cambiamenti, e possano quindi costituirne una dimostrazione diretta.
Rispondere a queste domande contribuirà alla comprensione dei generi accademici e professionali, nel momento in cui le interpretazioni e applicazioni semplicistiche del concetto di genere inducono alcuni autori (Askehave 1999; Askehave and Swales 2001; Candlin 2006) a metterne in discussione una concezione incentrata sul mero scopo comunicativo. Nello specifico, è probabile che emerga una definizione rivisitata e aggiornata dello ‘scopo comunicativo’ grazie ad una maggiore consapevolezza della multifunzionalità dei generi, i cui scopi, obiettivi e risultati stanno diventando sempre più evasivi e difficili da cogliere. Il concetto di “struttura” come proprietà ricorrente dei generi dovrà allo stesso modo essere riformulato per spiegare la co-articolazione del discorso tipica degli ambienti ipermediali.
Infine, i fenomeni ricorrenti osservati nei corpora esaminati saranno definiti sia in testi analoghi, sia in testi che si distinguono per l’origine, il contenuto e il contesto. Alla luce di tali dati, si offrirà una teorizzazione delle variabili accademiche, professionali e socioculturali che permettono (o impediscono) alle comunità specialistiche di negoziare e sfruttare norme generiche che siano ampiamente condivise tra i soggetti collocati in vario modo al loro interno. La complessa interazione che oppone o riconcilia esigenze, valori e standard locali/globali è un elemento che produce una crescente ibridità e instabilità testuale nel linguaggio delle comunità settoriali.
Riferimenti bibliografici
Askehave I. 1999. Communicative purpose as genre determinant. Hermes 23, 13-23.
Askehave, I. and Nielsen, A.E. 2005. What are the characteristics of digital genres? Genre theory from a multi-modal perspective. Proceedings of the 38th Annual Hawaii International Conference on System Sciences (HICSS'05).
Askehave I. and Swales J.M. 2001. Genre identification and communicative purpose: a problem and a possible solution. Applied Linguistics 23/2, 195-212.
Bargiela-Chiappini F. and Gotti M. (eds) 2005. Asian Business Discourse(s). Bern: Peter Lang.
Bargiela-Chiappini F. and Nickerson C. (eds) 1999. Writing Business: Genres, Media and Discourses. London: Longman.
Berkenkotter C. and Huckin, T.N. 1995. Genre Knowledge in Disciplinary Communication: Cognition/Culture/Power. Hillsdale, NJ: Erlbaum.
Bhatia V.K. 1993. Analysing Genre. Language Use in Professional Settings. London: Longman.
Bhaia V.K. 2004. Worlds of Written Discourse: A Genre-based View. London: Continuum.
Bhatia V.K., Candlin C.N. and Gotti M. (eds) 2003a. Legal Discourse in Multilingual and Multicultural Contexts: Arbitration Texts in Europe. Bern: Peter Lang.
Bhatia V.K., Candlin C.N., Engberg J. and Trosborg A. (eds) 2003b. Multilingual and Multicultural Contexts of Legislation: An International Perspective. Frankfurt am Main: Peter Lang.
Biber D., Conrad S. and Reppen R. 1998. Corpus Linguistics. Cambridge: Cambridge University Press.
Boden D. 1994. The Business of Talk. Organization in Action. Cambridge: Polity Press.
Bondi M. 1999. English Across Genres. Modena: Il Fiorino.
Campagna S. 2004. Discoursal Strategies On-line: an Intercultural Approach to the Language of Charities. Turin: Cortina.
Candlin C.N. 2006. Accounting for interdiscursivity: challenges to professional expertise. In Gotti M. and Giannoni D.S. (eds) New Trends in Specialized Discourse Analysis. Bern: Peter Lang, 21-45.
Candlin. C.N. and Gotti M. (eds) 2004a. Intercultural Aspects of Specialized Communication. Bern: Peter Lang.
Candlin C.N. and Gotti M. (eds) 2004b. Intercultural Discourse in Domain-Specific English. Special issue of Textus. 17/1. Genoa: Tilgher.
Clyne M. 1994. Inter-Cultural Communication at Work: Cultural Values in Discourse. Cambridge: Cambridge University Press.
Cortese G. and Hymes D. (eds) 2001. ‘Languaging’ in and across Human Groups. Perspectives on Difference and Asymmetry. Special issue of Textus 14/2.
Cortese G. and Riley P. (eds) 2002. Domain-specific English. Textual Practices across Communities and Classrooms. Bern: Peter Lang.
Cortese G. and Duszak A. (eds) 2005. Identity, Community, Discourse. English in Intercultural Settings. Bern: Peter Lang.
Del Lungo Camiciotti G., Dossena M., Crawford Camiciottoli B. (eds) 2006. Variation in Business and Economic Discourse. Diachronic and Genre Perspectives. Rome: Officina Edizioni.
Duszak A. (ed.) 1997. Culture and Styles of Academic Discourse. Berlin: Mouton de Gruyter.
Fairclough, N., Cortese, G., Ardizzone, P. (eds.) 2007. Discourse Analysis and Contemporary Social Change. Bern:Peter Lang.
Garzone G. and Sarangi S. (eds) forthcoming. Discourse, Ideology and Ethics in Specialized Communication. Bern: Peter Lang.
Garzone G., Poncini G. and Catenaccio P. (eds) 2007. Multimodality in Corporate Communication. Web Genres and Discursive Identity. Milan: Franco Angeli.
Giannoni D.S. 2006. Evidence of generic tension in academic book acknowledgements. In Bhatia V.K. and Gotti M. (eds) Explorations in Specialized Genres. Bern: Peter Lang, 21-42.
Gillaerts P. and Gotti M (eds) 2005. Genre Variation in Business Letters. Bern: Peter Lang.
Gotti M. and Giannoni D.S. (eds) 2006. New Trends in Specialized Discourse Analysis. Bern: Peter Lang.
Hunston S. 2002. Corpora in Applied Linguistics. Cambridge: Cambridge University Press.
Hyland K. and Bondi M. (eds) 2006. Academic Discourse Across Disciplines. Bern: Peter Lang.
Kress G. and van Leeuwen T. 2001. Multimodal Discourse. London: Arnold.
LeVine P. and Scollon R. (eds) 2004. Discourse and Technology. Multimodal Discourse Analysis. Washington: Georgetown University Press.
Martin J. and Christie F. (eds) 1997. Genre and Institutions. London: Cassell.
Mauranen A. 1993. Cultural Differences in Academic Rhetoric. Frankfurt am Main: Peter Lang.
O’Halloran K. (ed.) 2004. Multimodal Discourse Analysis. Systemic-Functional Perspectives. London: Continuum.
Pan Y., Wong Scollon S. and Scollon R. 2002. Professional Communication in International Settings. Oxford: Blackwell.
Pavlenko A. and Blackledge A. (eds) 2003. Negotiation of Identities in Multilingual Contexts. Clevedon: Multilingual Matters.
Poncini G. 2004. Discursive Strategies in Multicultural Business Meetings. Bern: Peter Lang.
Scollon, R. and Wong Scollon S. 2004. Nexus Analysis: Discourse and the Emerging Internet. London: Routledge.
Stubbs M. 1996. Text and Corpus Analysis. Computer-Assisted Studies of Language and Culture. Oxford: Blackwell.
Swales J.M. 1990. Genre Analysis. English in Academic and Research Settings. Cambridge: Cambridge University Press.
Swales J.M. 1998. Other Floors, Other Voices. A Textography of a Small University Building. London: Earlbaum.
Swales J.M. 2004. Research Genres: Explorations and Applications. Cambridge: Cambridge University Press.
Tognini-Bonelli E. 2001. Corpus Linguistics at Work. Amsterdam: Benjamins.
Ulijn J. and Murray D. (eds) 1995. Intercultural Discourse in Business and Technology. Special issue of Text. 15/4.
Ventola E., Charles C. and Kaltenbacher M. (eds) 2004. Perspectives on Multimodality. Amsterdam: Benjamins.
Ventola E. and Mauranen A. (eds) 1996. Academic Writing. Intercultural and Textual Issues. Amsterdam: Benjamins. <<<



