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INIZIO_TESTO_DA_INDICIZZARE

PROGRAMMA DI RICERCA

italiano - english

Culture e istituzioni a confronto nella comunicazione turistica

Università degli Studi di Torino
Abstract
Il progetto (lingue implicate : francese prioritariamente, spagnolo portoghese e italiano) si sviluppa in tre filoni ben definiti che presentano sia un versante teorico che un versante applicativo.
I tre filoni sono:
- analisi della comunicazione turistica (testi del turismo come guide, dépliants, audioguide, CDRom e DVD) in ottica soprattutto linguistica. Superamento di stereotipi facilmente reperibili in questi testi (si veda la letteratura sull’argomento) grazie all’ interculturalità e all’impatto della pluralità linguistica;
- esame, in ottica traduttologica, di quanto viene proposto dalla comunicazione turistica istituzionale in Italia (Ministero, Regione, Provincia). Messa a punto teorica e, sul versante applicativo, redazione in francese, italiano e spagnolo di schede terminografiche da inserire nella banca dati on line del progetto TERMIT operante presso la SSLMIT (Scuola Superiore di Lingue Moderne per Interpreti e Traduttori);
- rilevazione delle problematiche relative all’Intercomprensione tra lingue neolatine con un pubblico particolare: gli studenti Erasmus e un turismo spesso dimenticato: il turismo Erasmus.
Un quarto punto è essenzialmente pratico : visite guidate a monumenti e musei delle città e regioni delle unità di ricerca, in “Intercomprensione”, rivolte a un pubblico di turisti di lingue neolatine. <<<

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Maria Grazia Margarito Università degli Studi di TORINO
Obiettivo del Programma di Ricerca
La ricerca proposta si colloca nell’ambito della comunicazione turistica e ne privilegia l’aspetto linguistico, in sincronia: guide turistiche, dépliants, articoli in riviste di viaggio, rubriche specifiche in giornali di vario tipo. Non verranno però tralasciate altre semiotiche, come quelle reperibili in testi verbo-iconici (pubblicità), in testi espografici, in testi scritti oralizzati (presentazioni orali da parte di professionisti del settore, testi inseriti nelle audio-guide), testi che utilizzano la multimedialità (visite virtuali a monumenti e musei, DVD, CDRom…).
Il vastissimo campo della Letteratura di viaggio NON è qui oggetto delle nostre indagini, seppure apparirà come citazione con valore di autorità (Guide turistiche, Riviste di viaggio).
Dei testi turistici la presente ricerca indagherà soprattutto l'aspetto linguistico, sia in ottica di Linguistica testuale - tipologia dei "discours procéduraux" (J.-M. Adam)-, sia in ottica di Analyse de discours che di analisi conversazionale (C. Kerbrat-Orecchioni). Saranno sottolineati i tracciati retorici dell'argomentazione turistica.
La comunicazione turistica - per noi comunicazione soprattutto linguistica - incontra (o si scontra) facilmente stereotipi, e clichés di lingua, ma al di là di queste rigidità ci interessano qui le forme culturali, le immagini che culture diverse veicolano e il mutare di tali rappresentazioni di sé e dell'altro, le costruzioni di identità plurali.
L'équipe torinese comprende partecipanti di Lingua portoghese e spagnola, oltre che francese. Una parte pratica di questo progetto si inserisce nella Intercomprensione tra lingue neolatine.
E' infatti prevista - PER TUTTE E TRE LE UNITA' DI RICERCA - dopo una sessione di Intercomprensione sulla piattaforma virtuale Galanet, l'organizzasione di giornate di Turismo in Intercomprensione che verranno proposte ad istituzioni locali (Regione, Provincia, Musei, Fondazioni).
Altro punto del presente progetto è l’esame delle modalità d’accoglienza del visitatore straniero in Italia attraverso un’analisi della comunicazione turistica istituzionale (materiale scritto e orale oggetto di traduzioni ed interpretazioni) che l’unità di ricerca di Trieste intende indagare con un doppio obiettivo, uno teorico ed uno applicativo.
Nella parte teorica si approfondirà la riflessione già in atto in campo traduttologico analizzando le strategie traduttive utilizzate includendo nello studio la disamina della prospettiva interculturale insita in ogni discorso turistico.
Nella parte applicativa si analizzerà la situazione reale della comunicazione istituzionale del territorio di riferimento, il Friuli Venezia Giulia, reperendo il materiale esistente in ambito regionale con l’obiettivo di repertoriarlo e quantificarlo in funzione delle categorie di risorse linguistiche oggetto di studio (la coppia italiano-francese e quella italiano-spagnolo). Tale disamina sarà integrata dall’analisi delle realtà interlinguistiche presenti.
Per la parte scritta si analizzerà il materiale tradotto attualmente reperibile presso le Istituzioni presenti sul territorio con l’intento di riflettere sulle strategie traduttive operate e sull’uso delle stereotipie riscontrate.
Per la parte orale verrano indagate situazioni comunicative a quoziente variabile di interazionalità partendo da contesti comunicativi sia monologici che dialogici, per analizzare ruolo e status dei partecipanti all’evento e approfondire le dinamiche di turnazione della prise de parole. I risultati confluiranno inoltre nell’analisi concettuale dei termini in uso nella produzione della comunicazione in ambito turistico: concretamente, redazione di schede terminografiche da inserire nella banca dati on line del progetto TERMIT operante presso la SSLMIT.
Un altro punto originale del presente progetto parte dalla constatazione della necessità di una Europa in cui le diversità, comprese quelle linguistiche, non siano motivo di conflitto ma di arricchimento. Istituzioni e studiosi sviluppano riflessioni sempre più approfondite su concetti legati tra loro quali plurilinguismo e intercomprensione. Il primo è da intendersi non come poliglottismo ma come repertorio linguistico plurilingue (Béacco, 2005). Si tratta delle diverse lingue (ivi comprese quelle nazionali, regionali, le minoritarie, i dialetti…) che ciascun locutore conosce secondo modalità e livelli di padronanza diversi. Come scrive U. Eco “Un’Europa di poliglotti non è un’Europa di persone che parlano correttamente molte lingue, ma di persone che possono incontrarsi parlando ciascuna la propria lingua intendendo quella dell’altro” (2000 ,19). Attraverso lo sviluppo dell’intercomprensione di lingue prossime (in particolare lingue romanze), le finalità di questo progetto sono di coniugare educazione plurilingue e interculturale con le tecnologie della comunicazione (piattaforma Galanet) al fine di mettere a punto un protocollo di formazione rivolto studenti in situazione di mobilità (Erasmus). <<<
Risultati parziali attesi
- Analisi del discorso turistico e ricerca degli aspetti culturali nella comunicazione turistica
- Ricerca di aspetti interculturali e intertestuali al di là dei prevedibili stereotipi
- A seguito d’una sessione sulla piattaforma virtuale Galanet (intercomprensione tra lingue neolatine) avente il turismo come tema esame di aspetti interculturali e multiculturali e possibili nuove forme di comunicazione e di mediazione in ambito turistico
-Analisi della comunicazione turistica istituzionale attuale (lingue francese, spagnola, portoghese e italiana) nell’ambito del Friuli Venezia Giulia (regione campione) e delle strategie scelte nella traduzione
- Creazione d’una banca dati specialistica del discorso turistico, strumento indispensabile per traduttori, interpreti e operatori turistici
- Analisi concettuale dei termini usati per produrre discorso turistico, al fine di allestire delle schede terminografiche da collocare nell’ambito del progetto Termit, banca dati terminologica della SSLMIT on line. Si intende arricchire le schede con indicazioni fonetiche e prosodiche in formato mP3 nell’obiettivo di dare uno strumento in grado di offrire la pronuncia non solo della parola ma anche di un contesto più ampio
- Esame di un aspetto solitamente tralasciato, il “turismo ERASMUS”, lo studente in mobilità è infatti un turista del tutto particolare sia per le motivazioni del viaggio, sia per i tempi di permanenza.
Nelle produzioni degli studenti si analizzerà quindi il ruolo che questo particolare aspetto assume nella comprensione di una cultura altra. In particolare verranno utilizzati gli spazi di comunicazione virtuale realizzati negli ultimi anni sulla piattaforma Galanet, che costituiranno un vero e proprio laboratorio di ricerca sulla chat plurilingue come pratica sociale rispondente al principio di “situated and shared cognition” (Mondada &amp; Pekarek Doehler, 2000).
- Sperimentazione in loco di una « Visita turistica in Intercomprensione » rivolta ad un pubblico di visitatoridi lingue neolatine. Le visite saranno proposte, offerte e stabilite in
accordo con le istituzioni locali (Regione, Provincia), presso Musei, e fondazioni che aderiscano all'iniziativa.
Tale sperimentazione ha lo scopo di constatare sul campo la ricezione e la reale validità di una comunicazione in Intercomprensione, con pubblico "autentico" di turisti. L’iniziativa sarà accompagnata da questionario rivolto ai partecipanti (gradimento, utilitàdell'iniziativa, informazioni sull'"immaginario turistico" che sovente alimenta i processi di identità). <<<
Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
Benché la comunicazione turistica sia stata descritta e analizzata dal punto di vista sociologico ed economico come il mezzo attraverso il quale si conducono affari e scambi, il discorso turistico veicola immagini, simboli, rappresentazioni, valori e norme culturali. La ricerca linguistica sul discorso turistico consiste nell'analisi di un corpus di materiale turistico - pubblicità, guide, pieghevoli, brochure, articoli di riviste specializzate, ma anche siti web- che integra la tematica del viaggio con quella della rappresentazione culturale dell'altro. Il lavoro qui presentato si collocherà quindi in ambito esclusivamente linguistico-comunicativo e sincronico.
Il vastissimo campo della Letteratura di viaggio ("Récits, Mémoires de voyage") NON è qui oggetto delle nostre indagini, seppure apparirà qua e là come modello, come citazione con valore di autorità (Guide turistiche, Riviste di viaggio).
La letteratura scientifica francese sui testi turistici (e testi del turismo) considera che essi si inseriscono nella tipologia dei "discours ordinaires" da un lato e, quando testi delle professioni del turismo, nei testi di specialità dall'altro. In questo secondo caso sono da tener presenti le problematiche legate alle lingue di specialità e alla terminologia.
Dei testi turistici la presente ricerca indagherà soprattutto l'aspetto linguistico, sia in ottica di Linguistica testuale - e qui l'analisi li inserirà nella tipologia dei "discours procéduraux" ( J.-M. Adam), sia in ottica di Analisi del discorso (Analyse de discours della scuola francese : Pêcheux, Guilhoumiou, Collinot, Mazière), di analisi conversazionale (Moeschler, C. Kerbrat-Orecchioni). Saranno inoltre sottolineati in particolare i tracciati retorici dell'argomentazione turistica. Il Convegno internazionale di Cipro (11-13 ottobre 2002) "Invitation au voyage. Le discours touristique : identité et altérité / Invitation au voyage - Construction of the Self and of the Other inTourist Discourse" ha ben dimostrato quale ampio campo si apra agli studiosi che intendano analizzare questi testi, con indagini che in grandissima parte sono ancora tutte da effettuare.
Per i testi turistici (e testi del turismo) esistono studi a carattere sociologico e, qualora tali testi siano correlati alla pubblicità, anche semiologici; per le analisi linguistiche, alle quali la nostra ricerca vuole portare il suo contributo, ricordiamo i lavori di S. Moirand e della sua équipe (« Une histoire de discours... » ; « Parcours linguistiques de discours spécialisés... ») che da anni effettuano analisi del discorso, della « presenza dell'altro-da-sé » nel discorso, delle peculiarità discorsive nelle diverse categorie testuali. Sui testi turistici si è di recente lavorato in "L'Italie en stéréotypes. Analyse de textes touristiques" (M.G. Margarito dir.) e questa ricerca vorrebbe esserne una delle prosecuzioni possibili.
Il presente studio si occuperà anche delle rappresentazioni culturali presenti nel discorso turistico e dei complessi rapporti che ciascuna cultura nazionale rappresentata instaura con le altre (lettori/turisti). In particolare, la ricerca si incentrerà sulle rappresentazioni culturali dell'Italia nel discorso turistico in altre lingue neolatine (francese, spagnolo, portoghese).
Il discorso dell'identità (inscindibile da quello dell'alterità) è stato esaminato in ottica originale dai diversi lavori sulla Intercomprensione tra lingue d'una medesima origine (per noi, lingue neolatine). Si conoscono i lavori di Claire Blanche Benveniste e quanto è stato fatto nell'ambito di Eurom4. La riflessione sulla Intercomprensione tra lingue "parenti" è stata alla base di iniziative che hanno ottenuto l'appoggio della Comunità europea. Tra queste l'attuale piattaforma virtuale Galanet (Galatea in un primo momento, diventata poi Galanet. Riflessioni sorte durante sessioni di lavoro sulla piattaforma Galanet portano ad esaminare la multiculturalità e l'interculturalità sotto queste nuove forme di comunicazione. Il turismo stesso ne rimane toccato (turismo in Intercomprensione e da Intercomprensione): si aprono vie nuove di ricerca che vorremmo percorrere.
IN AMBITO TRADUTTOLOGICO:
È iniziata da qualche anno una riflessione interdisciplinare sulla comunicazione turistica nell’ambito delle scienze del linguaggio che vede coinvolte l’analisi del discorso (Baider 2004, Cortini 2001, Kerbrat-Orecchioni 2004), la linguistica delle lingue specializzate (Calvi 2000, Mayer 2001, Gotti 2006), l’analisi degli stereotipi (Margarito 2000, 2004), la sociolinguistica (Dann 1996), la semiotica (Pahud 2004) e più recentemente la traduttologia (Federici 2006, Navarro Errasti et al. 2004, Palusci e Francescani 2006, Snell-Hornby 1999).
La grande varietà di discorsi, tanto scritti - racconti di viaggiatori, guide turistiche, brochure, pubblicità, siti internet - quanto orali - monologici quali audioguide individuali o oversound, video documentari, trasmissioni radiotelevisive e dialogici quali visite guidate, manifestazioni culturali – rivela la complessità della costruzione dell’identità e dell’alterità e la sfida identitaria che ne consegue.
La traduttologia applicata alla comunicazione turistica s’interroga su come le lingue-culture s’incontrano per creare un ponte tra il viaggiatore straniero ospite e chi lo accoglie e desidera fare conoscere il patrimonio artistico e culturale del proprio paese. La ricerca si articola attualmente in diversi filoni incentrati sulla comunicazione turistica nell’ambito della traduzione specializzata (Calvi 2000, Ritt 2007), della traduzione interculturale (Palusci e Francescani 2006) così come in quello della terminologia per la definizione dei campi concettuali (Termit) e della terminografia per la costituzione di banche dati multilingue (Termit).
IN AMBITO DI INTERCOMPRENSIONE, INTERCULTURALITA' E DI MOBILITA' STUDENTESCA:
A partire dagli anni 90, con l’elaborazione di un Quadro Comune di Riferimento Europeo per le Lingue prima e con la Dichiarazione di Bologna poi, i paesi membri e le istituzioni comunitarie dell’Unione europea si sforzano di creare uno “spazio europeo per l’istruzione superiore”, attraverso una serie di azioni che hanno gradualmente contribuito all’armonizzazione dei differenti sistemi educativi:
- l’unificazione dei cicli,
- la trasparenza dei criteri per la valutazione dei risultati,
- il riconoscimento delle competenze acquisite,
- una accresciuta mobilità degli individui.
La mobilità degli studenti, dei docenti e del personale amministrativo costituisce infatti il fondamento della costruzione dello Spazio Europeo dell'Istruzione Superiore;
a questo scopo, il programma Socrates e, al suo interno l’Erasmus sono stati concepiti al fine di sviluppare la dimensione europea dell’istruzione e di rafforzare lo spirito di collaborazione attraverso la conoscenza e la valorizzazione culturale di tutti gli stati membri.
In questo quadro le lingue rivestono un ruolo fondamentale in quanto strumento di comunicazione, capitale per lo sviluppo professionale e, non ultimo, luogo di costruzione dell’identità individuale e collettiva.
Le raccomandazioni delle istanze europee hanno progressivamente messo l’accento su questa valenza etica e culturale dell’apprendimento linguistico, abbandonando una visione inizialmente troppo legata a interessi strettamente professionali o strumentali.
Negli ultimi anni numerose ricerche (Gohard- Radenkovic, A. 2000, Kohler-Bally, P. 2001,. Lévy, D., Anquetil, M. 2002, Murphy-Lejeune, E. 2003, Papatsiba V. 2003, Zarate, G. et Gohard-Radenkovic, A. 2004, Anquetil, M. 2006) si sono allora interrogate sulle finalità dichiarate dell’Erasmus, sui risultati effettivamente raggiunti e sui rischi di riduzione di questa esperienza di mobilità nello spazio europeo ad un semplice stage linguistico. Ora il soggiorno dello studente all’estero si rivela un potente mezzo di decentramento culturale, di trasformazione dell’identità personale, linguistica, culturale, e si configura come un’occasione privilegiata di incontro con l’alterità e di costruzione di una sensibilità interculturale.
Considerare questo processo come “naturale”, attivato automaticamente dalla frequentazione dell’altro, sembra negare le implicazioni emotive legate a ciò che è stato definito lo shock culturale, il senso di isolamento e di spaesamento vissuto dallo studente Eramus, sia nel paese straniero, sia nel momento del suo ritorno a casa.
Numerose università hanno adottato dei “dispositivi di accompagnamento” della mobilità (Anquetil 2006) in modo da sviluppare, oltre ad atteggiamenti intellettuali e a saperi disciplinari, anche capacità di adattamento a contesti culturali diversi e una competenza di comunicazione plurilingue.
In particolare questa competenza plurilingue, nel caso di lingue prossime come le lingue romanze, può realizzarsi fondamentalmente attraverso lo sviluppo di abilità ricettive allo scritto o all’orale. Infatti, secondo un documento della Délégation générale à la langue française et aux langues de France sull’“Intercompréhension entre langues apparentées” (2006), “una Europa di poliglotti non è una Europa di persone che parlano correntemente molte lingue, ma nel migliore dei casi di persone che possono incontrarsi parlando ciascuno la propria lingua”.
I lavori e i progetti sull’intercomprensione hanno fatto capire il potenziale del principio di dissociazione delle competenze comunicative nell’apprendimento delle lingue dal punto di vista didattico e sociale. Nei progetti europei d’intercomprensione (Galatea, Galanet (www.galanet.eu), Galapro, Eurocom, ICE …) si è focalizzata l’attenzione sullo sviluppo di competenze di ricezione e in particolare delle strategie linguistiche e culturali, che permettono l’apertura alla dimensione plurilingue e multiculturale delle società odierne. <<<