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INIZIO_TESTO_DA_INDICIZZARE

PROGRAMMA DI RICERCA

italiano - english

Monumenti epigrafici e letterari del medioevo iranico, centrasiatico e indiano: filologia e lessicografia.

Università degli Studi di Roma "La Sapienza"
Abstract
Il presente progetto rappresenta la continuazione di un PRIN finanziato nel 2005, nel quale si è dato inizio ad una collaborazione tra due équipe di ricerca, entrambe interessate all'edizione di testi medievali di ambito iranico e/o indiane, che hanno messo in comune esperienze, metodologie e finanziamenti nell'intento di promuovere un'area di eccellenza all'interno degli studi orientali. Le attività tipiche di ognuna delle due équipe sono brevemente tratteggiate qui di seguito:
Roma "Sapienza": i risultati già ottenuti dal progetto pilota "NIBEG" e poi dalla prosecuzione del progetto di Lessicografia Mediopersiana, finanziato dal MIUR nel 2005, hanno dato una risoluta spinta sia alla realizzazione di un software adatto alla lingua studiata e sviluppato grazie anche all'attiva collaborazione con i nostri partners di Gerusalemme, sia alla costituzione di una prima banca dati testuale che è alla base del Middle Persian Dictionary Project, posto sotto l'egida dell'Unione Accademica Internazionale, che si propone di supplire alla mancanza di un dizionario scientifico del mediopersiano zoroastriano (si vedano Shaked 2002, Cereti 2001 pp.20-21 e Cereti-Shaked 2005).
Nel corso del biennio per il quale si è richiesto il finanziamento si prevede di continuare l'azione prevista nella scorsa fase del progetto, integrandola della parte non realizzata a causa del minore finanziamento ed arricchendola, al tempo stesso, di nuove edizioni testuali.
La dott.ssa Barbati realizzerà, dunque, l'edizione delle iscrizioni minori, mentre il dott. Terribili si occuperà principalmente di una selezione di capitoli tratti dal terzo libro del Denkard.
Il prof. Cereti, coordinatore del progetto, volgerà la sua attenzione al Bundahishn. In questo lavoro sarà coadiuvato, specie per il lessico più propriamente religioso e di derivazione avestica dal prof. G. Gnoli. Al tempo stesso il prof. Cereti collaborerà con la dott.ssa Calabria all'immissione delle legende monetarie mediopersiane che si trovano sulle monete sasanidi.
Si prevede, inoltre, la partecipazione di una figura a contratto: un esperto della tradizione Parsi e Pazand con spiccate competenze anche per quanto concerne il mediopersiano zoroastriano, che si dedicherà allo studio ed alla digitalizazzione di un gruppo di testi appartenenti alla tradizione del Jamaspi.
Napoli "L'Orientale: il progetto prosegue il Prin 2005 (Filologia e lessicografia di testi buddhisti indiani, iranici e tibetani) e comprende studi su fonti manoscritte che documentano tre fasi della storia del buddhismo:
– inizi del Vajrayana (sec. VIII) e sua sistematizzazione nel Kalacakra nell’India del Nord (X-XIsec.) a confronto con shivaismo, vishnuismo e Islam;
– diffusione della letteratura Theravada nell'Asia sud-orientale e incontro del buddhismo indiano con le concezioni locali;
– diffusione del buddhismo nell'Asia centrale percorsa da vie di comunicazione tra Occidente e Oriente e quindi luogo di incontro tra culture.
A. Testi sanscriti. – Tra VIII e XI sec. Vajrayana e Kalacakra integrarono la speculazione del Mahayana con nuovi insegnamenti, ma pochi dei molti testi in sanscrito e apabhramsa sono editi. (Sferra)
B. Testi pali. – Il Vessantarajataka è l’ultimo e uno dei più importanti jataka. Il testo è commentato in tre opere pali indispensabili per la sua corretta comprensione: oltre alla Vessantarajatakatika e alla Vessantaradipani già edite ma non tradotte, di particolare importanza è la Vessantaravivarana, un inedito commentario anonimo pali composto in Thailandia (XV sec.). (Cicuzza)
C. Testi khotanesi. – Il khotanese (V-X sec.) è una lingua iranica imperfettamente decifrata. Per il progresso degli studi sono necessari nuovi strumenti lessicografici e l’analisi approfondita dei principali testi. In previsione di un imminente progetto di dizionario si affinerà l’interpretazione del Libro di Zambasta e si completeranno alcuni lavori incompiuti di R.E. Emmerick. (Maggi) <<<

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Carlo Giovanni Cereti Università degli Studi di ROMA "La Sapienza"
Obiettivo del Programma di Ricerca
Scopo principale del presente progetto, portato avanti da due gruppi di ricerca, è quello di preparare l'edizione di testi del medioevo iranico e indiano al fine di ottenere materiale linguistico necessario per gli studi lessicografici che si intendono sviluppare. Si riuscirà, così, a supplire una grande e grave lacuna in questo ambito di studi. Per raggiungere questo scopo ognuno dei due gruppi di ricerca ha sviluppato una propria strategia. L'unità di ricerca dell'università di Roma "La Sapienza", che lavora su testi mediopersiani, focalizzerà le sue energie sui seguenti punti: a) la creazione di un database aggiornato dell'articolato corpus selezionato, b) una rinnovata analisi testuale e linguistica; e c) la gestione lessicografica dei testi. Elementi caratteristici della lavorazione dei testi saranno: la ricognizione e la raccolta sistematica dei testi e del relativo materiale bibliografico, la trascrizione e la digitalizzazione dell'intero corpus. L'analisi testuale implica a sua volta la revisione dell'intero corpus testuale alla luce delle ultime acquisizioni in campo storico, filologico, epigrafico e linguistico al fine di ricavarne nuove letture ed interpretazioni. Tale database testuale verrà inoltre arricchitto dall’inserimento di metadati relativi ai singoli esemplari iscritti, quali lo stato di conservazione, il contesto archeologico di ritrovamento, l’attuale collocazione museale, le informazioni linguistiche riferite ai diversi piani dell’analisi linguistica etc.
Il lavoro dell'unità di ricerca dell'università di Napoli "L'Orientale" verterà su testi buddhisti appartenenti a tre diverse tradizioni linguistiche: sanscrita, pali e khotanese. I testi in questione documentano la transizione dal Mahayana al Vajrayana (VIII sec.) e la sistematizzazione di quest'ultimo nel Kalacakra nel nord dell'India (X-XI sec.); la diffusione del Theravada nell'Asia sud-orientale; e la diffusione del buddhismo in Asia centrale. Tutto ciò prevede l'edizione critica e la traduzione di numerosi ed importanti testi prevalentemente inediti, nonché la compilazione di glossari. Degno di nota è poi il fatto che l'edizione dei testi in khotanese si baserà sul lascito scientifico del Prof. R.E. Emmerick. <<<
Risultati parziali attesi
L'obiettivo del progetto nel suo insieme è quello di realizzare diverse edizioni testuali e banche dati che possano contribuire alla ricerca lessicografica nei diversi contesti linguistici, sia per le lingue iraniche (mediopersiano e khotanese), che per quelle indiane (sanscrito e pali).
Come si può facilmente desumere dalla descrizione dei progetti delle singole unità di ricerca, allo stato attuale i lavori relativi ai singoli ambiti linguistici presentano diversi stadi di avanzamento alcuni focalizzati sopratutto sulle edizioni testuali, altri più avanti nell'elaborazione di un database elettronico, necessaria pre-condizione di un dizionario complessivo della lingua. In quest'ottica anche gli obiettivi differiscono, con l'équipe dell'Orientale tesa alla realizzazione di edizioni critiche di testi indiani ed iranici di ambito buddhista e l'équipe della Sapienza concentrata sull'edizione di diverse tipologie di testi mediopersiani da immettere nel database testuale.
Metodologia filologica, analisi linguistica, stile di edizioni, sono tutti elementi metodologici e d'impostazione condivisi dai vari ricercatori di entrambe le équipe. Uno degli obiettivi secondari del progetto è quello di creare momenti d'incontro che permettano il confronto e, di conseguenza, l'affinamento del metodo comune. Altro obiettivo è il perfezionamento dello strumento informatico sviluppato dall'équipe romana in collaborazione con il partner israeliano per permetterne l'adattamento ad altri contesti linguistici.

Risultati attesi nelle singole aree linguistiche

1. Unità Roma "Sapienza"

1.A. Testi Mediopersiani

1.A.1. Edizione ed immissione nel database testuale delle iscrizioni minori di età sasanide (iscrizione di Abnun; iscrizione di Mishkinshahr; iscrizione di Firuzabad).
1.A.2. Edizione ed immissione nel database testuale del III libro del Denkard.
1.A.3. Edizione ed immissione nel database testuale di alcuni passi relativi alla tradizione del Jamaspi.
1.A.4. Edizione ed immissione nel database testuale di alcuni capitoli del Bundahishn.
1.A.5. Edizione ed immissione nel database testuale delle legende monetarie

2. Unità di Napoli "L'Orientale"

2.A. Testi sanscriti
2.A.1. Completamento dell’edizione critica del testo sanscrito della Paramarthaseva di Pundarika.
2.A.2. Edizione critica della traduzione tibetana della Paramarthaseva di Pundarika.
2.A.3. Studio storico e traduzione inglese della Paramarthaseva di Pundarika.
2.A.4. Edizione critica e traduzione inglese del Hevajratantrarthasamgraha di Naropa.
2.A.5. Cura e pubblicazione del volume Sanskrit Texts from Giuseppe Tucci’s Collection. Part II (Manuscripta Buddhica 3).
2.A.6. Edizione e traduzione inglese della Cittanandapati attribuita a Nagarjuna.
2.A.7. Edizione e traduzione inglese del III e IV Abhisamayalamkara di Vimuktisena.
2.A.8. Edizione e traduzione inglese del Cittavisuddhiprakarana di Aryadeva.

2.B. Testi pali
2.B.1. Edizione critica e traduzione inglese della Vessantaravivarana (seconda parte).
2.B.2. Traduzione inglese della Vessantarajatakatika e della Vessantaradipani.
2.B.3. Studio generale sul Vessantarajataka in base ai commentari pali.

2.C. Testi khotanesi
2.C.1. Traduzione italiana annotata dei capitoli 3-14 del Libro di Zambasta.
2.C.2. Glossario dei termini tecnici buddhisti (indiani e khotanesi) del Libro di Zambasta.
2.C.3. Studio dottrinale e letterario del Libro di Zambasta.
2.C.4. Revisione e preparazione per la pubblicazione dell’edizione, traduzione inglese, commento e glossario di R.E. Emmerick del Ramayana.
2.C.5. Revisione e preparazione per la pubblicazione delle note critico-testuali, traduzione inglese e glossario di R.E. Emmerick della Vajracchedika.
2.C.6. Revisione e completamento delle note critico-testuali di R.E. Emmerick al Jatakastava. <<<
Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
In quanto segue verrà presentato separatamente lo stato dell'arte per ogni contesto linguistico.
Mediopersiano: l'impero sasanide (224-651 d.C.) è uno dei più importanti del periodo che dall'età classica giunge sino alla tarda antichità. In anni recenti la nostra conoscenza di questa realtà storica è aumentata grazie al ritrovamento ed alla ripubblicazione di un gran numero di documenti: monete, sigilli e cretule, testi epigrafici e letterari. Tuttavia, il numero limitato di specialisti attivi in questo campo non ha consentito che al lavoro filologico si affiancasse un'opera di sistemazione e analisi del materiale linguistico.
Il progetto qui presentato è la continuazione del progetto pilota NIBEG e del suo seguito sulla Lessicografia medioiranica, entrambi volti allo studio del patrimonio linguistico e culturale di quest'epoca. Tale studio è finalizzato all'edizione di testi che verranno poi utilizzati nel Middle Persian Dictionary Project che, avvalendosi di due team di ricerca internazionali - uno con base operativa a Roma, l'altro, già finanziato, a Gerusalemme – si propone di realizzare il primo dizionario completo della lingua mediopersiana.
I risultati già ottenuti dal progetto pilota NIBEG e dal suo seguito sulla lessicografia medioiranica, hanno reso possibile la realizzazione di un software adatto alla lingua studiata e contribuiranno alla realizzazione di un repertorio lessicografico completo, integrandosi, quindi, con il Middle Persian Dictionary Project che si propone di supplire alla mancanza di un dizionario scientifico del mediopersiano (si vedano Shaked 2002, Cereti 2001 pp.20-21 e Cereti-Shaked 2005), apportando tra l'altro un significativo contributo in termini filologici e di edizione di testi.
Un dizionario completo del mediopersiano è fra i maggiori desiderata nel campo degli studi iranici. Per il pahlavi dei libri, possediamo alcune opere che rispondono parzialmente a questo bisogno. Si tratta dei glossari inclusi nei manuali di mediopersiano redatti da H.S. Nyberg (1928/31 e 1964/1974) e del dizionario compilato da D.N. MacKenzie (1971), che introduce il sistema di trascrizione oggi accettato dalla maggioranza degli studiosi (esposto da MacKenzie in un articolo del 1967). Negli studi manichei la situazione è oggi molto migliore. Fino a tre anni fa l'unico dizionario disponibile era quello di M. Boyce (1977), che presenta in modo schematico il lessico dei testi da lei stessa pubblicati in A Reader of Manichaean Middle Persian and Parthian (1975). Oggi, al contrario, disponiamo di due eccellenti ed utilissimi strumenti di lavoro. Il primo è rappresentato dal "Dictionary of Manichaean Texts" curato da D. Durkin-Meisterernst (2004). Il secondo, più recente (2006), è in realtà il secondo volume del sopraccitato dizionario: consta di un vocabolario compilato sulla base dei testi provenienti dall'Iraq e dall'Iran ed è stato realizzato da un team di specialisti coordinati da F. de Blois e N. Sims-Williams.
Per quanto riguarda poi i testi epigrafici, possediamo l'ottimo Glossaire di Ph. Gignoux (1972), e i glossari delle opere di M. Back (1978), Gignoux stesso (1991), H. Humbach e P.O. Skjærvø (1978-83), e Ph. Huyse (1999). A questi testi va aggiunta l'importante collezione di antroponimi
pubblicata da Ph. Gignoux nello Iranisches Personennamenbuch fondato da M. Mayrhofer (Gignoux 1989 e 2003). I due anni del progetto di ricerca sono orientati allo studio di tre distinte tipologie testuali: la prima consta di una scelta di testi zoroastriani (Denkard III, Bundahishn, Jamasp namag)di particolare interesse storico, religioso, culturale e filologico, la seconda di una selezione di iscrizioni rupestri mediopersiane, mentre la terza tipologia concernerà l’indagine di leggende numismatiche, ambito che rappresenta uno dei più rilevanti indirizzi emersi di recente nell'ambito della ricerca sull'Iran preislamico, e in particolare sasanide, e che si è rivelato offrire spunti di riflessione notevole non solo da un punto di vista storico ed iconografico, ma anche da un punto di vista più prettamente filologico e linguistico.
Come si è detto, il presente progetto continua il progetto pilota NIBEG, finanziato tra i PRIN 2003 e il suo seguito sulla lessicografia medioiranica, finanziato nel 2005, che nel corso di quattro anni hanno portato allo sviluppo del software di analisi testuale, realizzato in linguaggio XML, e di un primo database testuale, entrambi attualmente disponibili all'indirizzo:
http://micro5.mscc.huji.ac.il/~msshaul/mpdp/.
Oltre allo sviluppo del software e del sito, come da programma, si sono preparati i testi e le digitalizzazioni delle immagini degli originali dell'iscrizione di Paikuli, della collezione di bullae ritrovate a Dvin (come da variazione sul progetto originale) e di Takht-i Suleiman, del IV e del VII libro del Denkard.

Testi buddisti d'India e Asia Centrale: il progetto prosegue il Prin 2005 (Filologia e lessicografia di testi buddhisti indiani, iranici e tibetani) e comprende studi su fonti manoscritte (A. sanscrite; B. pali; C. khotanesi) che documentano tre fasi della storia del buddhismo:
– inizi del Vajrayana (sec. VIII) e sua sistematizzazione nel Kalacakra nell’India del Nord (X-XIsec.) a confronto con shivaismo, vishnuismo e Islam;
– diffusione della letteratura Theravada nell'Asia sud-orientale e incontro del buddhismo indiano con le concezioni locali;
– diffusione del buddhismo nell'Asia centrale percorsa da vie di comunicazione tra Occidente e Oriente e quindi luogo di incontro tra culture.

A. Sanscrito. Tra VIII e XI sec. Vajrayana e Kalacakra integrarono la speculazione del Mahayana con nuovi insegnamenti. Pochi dei molti testi in sanscrito e apabhramsa sono editi. La ricerca verterà su testi sanscriti inediti del Mahayana e del Vajrayana.
La Paramarthaseva di Pundarika (X-XI sec.) tratta delle dottrine del Kalacakra, del maestro come interprete delle scritture, e del Supremo immoto (mente libera da costruzioni concettuali per comprendere la vera natura delle cose). Fino alla scoperta di un frammento in un codice nepalese (Newman 1998), il testo sanscrito si credeva perso (le fotografie di un manoscritto di O. Franke [1894], F. Hackman [1901-1903] e H. Maspero [1914] non sono state rinvenute). Tutte le citazioni in altre opere coprono un terzo del testo e sono state edite da Sferra (2007a, 2007b). Un codice completo è stato ora identificato nel China Tibetology Research Centre da H. Isaacson che ha proposto a Sferra di curare edizione e traduzione dell’opera in base a un accordo tra l’Asien-Afrika-Institut di Amburgo (AAI) e le autorità cinesi.
Naropa (XI sec.), oltre al Sekoddesa, testo base del Kalacakra, commentò importanti tantra precedenti, tra i quali il Hevajratantra, alla luce dei nuovi insegnamenti. L’originale sanscrito del Hevajratantrarthasamgraha si pensava perduto ma è stato identificato da Isaacson nel 2007 (cf. sopra).
L’IsIAO possiede le fotografie di G. Tucci di opere sanscrite buddhiste inedite altrimenti perse. Dopo il primo volume curato da Sferra per la serie “Manuscripta Buddhica” pubblicata da IsIAO e AAI e contenente edizioni, saggi e facsimili (Sanskrit Texts from Giuseppe Tucci’s Collection. Part I, giugno 2008), un nuovo volume conterrà: Cittanandapati, Apohasiddhiprakarana, commento di Kelikulisa al Hevajratantra, III e IV Abhisamayalamkara, Guhyasamajapradipoddyotana, Cittavisuddhiprakarana, testi della tradizione del Catuspithatantra.

B. Pali. Il Vessantarajataka è l’ultimo e uno dei più importanti jataka. Il testo è commentato in tre opere pali indispensabili per la sua corretta comprensione: oltre alla Vessantarajatakatika e alla Vessantaradipani, di particolare importanza è la Vessantaravivarana, un inedito commentario anonimo pali composto in Thailandia (XV sec.). Il completamento dell'edizione critica e della traduzione inglese di questo testo inedito, iniziate con il Prin 2005, è previsto nel prossimo biennio. Le fonti sono il manoscritto della Vessantaravivarana nella National Library di Bangkok, l’edizione critica dei Jataka (Fausbøll 1877-1896), varie traduzioni del jataka (in particolare Cone e Gombrich 1977), l’edizione diplomatica della Vessantarajatakatika (tesi di laurea, Friburgo, e edizione thailandese indipendente) e l'edizione critica della Vessantaradipani (tesi di dottorato, Friburgo).

C. Il khotanese (V-X sec.) è una lingua iranica imperfettamente decifrata, per la cui completa comprensione sono necessari nuovi strumenti lessicografici e lo studio approfondito dei principali testi. In previsione di un imminente progetto di dizionario, si affinerà l’interpretazione del Libro di Zambasta e si completeranno alcuni lavori incompiuti di R.E. Emmerick.
Il Libro di Zambasta (compendio di dottrine buddhiste) è noto principalmente da un manoscritto del VII/VIII sec. ma risale al V sec. (Maggi 2004b). Del testo, edito e tradotto da ultimo da Emmerick (1968), esiste solo un glossario superato (Leumann 1933-1936) oltre a uno studio del lessico più problematico (Bailey 1967). Sono necessari un nuovo glossario e un aggiornamento della traduzione di Emmerick (cf. Maggi 2004a). Del testo si farà il primo studio dottrinale e letterario indagandone le fonti e la struttura (cf. Maggi 2004b e 2006) e si allestirà un glossario dei termini buddhisti.
Emmerick (1937-2001) ha lasciato edizioni, traduzioni e glossari inediti di importanti testi khotanesi che devono essere resi al più presto disponibili per ulteriori ricerche. Al Siddhasara è stata dedicata parte del Prin 2005. La pubblicazione di un volume di facsimili e di un volume di edizioni, traduzioni e glossari dei testi rimanenti a cura e con supplementi di Maggi è stata approvata nel 2007 dal Corpus Inscriptionum Iranicarum, Cambridge. Inizialmente il lavoro verterà su Ramayaa, Vajracchedika e Jatakastava. <<<