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INIZIO_TESTO_DA_INDICIZZARE

PROGRAMMA DI RICERCA

italiano - english
Programmi di ricerca simili:
Classificazione scientifico-disciplinare
Classificazione brevettuale
  • ELECTRICITY
    • GENERATION; CONVERSION OR DISTRIBUTION OF ELECTRIC POWER
      • CIRCUIT ARRANGEMENTS OR SYSTEMS FOR SUPPLYING OR DISTRIBUTING ELECTRIC POWER; SYSTEMS FOR STORING ELECTRIC ENERGY (for digital computers G06F1/18; circuits or apparatus for the conversion of electric power, arrangements for control or regulation of such circuits or apparatus H02M; interrelated control of several motors, control of a prime-mover/generator combination H02P; control of high-frequency power H03L; additional use of power line or power network for transmission of information H04B)
  • PERFORMING OPERATIONS; TRANSPORTING
    • CONVEYING; PACKING; STORING; HANDLING THIN OR FILAMENTARY MATERIAL
      • CONTAINERS FOR STORAGE OR TRANSPORT OF ARTICLES OR MATERIALS, e.g. BAGS, BARRELS, BOTTLES, BOXES, CANS, CARTONS, CRATES, DRUMS, JARS, TANKS, HOPPERS, FORWARDING CONTAINERS; ACCESSORIES, CLOSURES, OR FITTINGS THEREFOR; PACKAGING ELEMENTS; PACKAGES (containers specially adapted for storing agricultural or horticultural products A01F25/14; containers specially adapted for use in dairies A01J; travelling bags or baskets, suitcases A45C; travelling or camp equipment A45F; [N: linkable display containers A47B87/00C]; household or table equipment A47G; letter-boxes for home use A47G29/12; kitchen equipment A47J; associated with vehicles, see the appropriate subclass of B60 to B64; machines, apparatus, or devices for, or methods of, packaging articles or materials B65B; sack holders B65B67/00; refuse receptacles B65F1/00; handling sheets, webs or filamentary material B65H; load-engaging elements or devices attached to lifting or lowering gear of cranes or adapted for connection therewith for transmitting lifting forces B66C; liquid handling B67; storing gases F17; [N: packaging for photosensitive or like materials G03, e.g. G03C3/00]; making containers, see subclasses dealing with the working of the material concerned) [C9809]
    • SHIPS OR OTHER WATERBORNE VESSELS; RELATED EQUIPMENT
      • SHIPS OR OTHER WATERBORNE VESSELS; EQUIPMENT FOR SHIPPING (air-cushion vehicles B60V; [N: amphibious vehicles B60F3/00;] arrangements of vessel ventilation, heating, cooling or air conditioning B63J2/00) [C0407]
    • VEHICLES IN GENERAL
      • VEHICLE WHEELS; CASTORS; AXLES; INCREASING WHEEL ADHESION
Classificazione geografica
Parole Chiave
PORTI CONTAINER ITALIANI, POLITICHE DI TRASPORTO EURO-MEDITERRANEE, DOMANDA MERCI, MODELLI DI SIMULAZIONE, MERCATO DEL TRASPORTO MARITTIMO

Linee guida per la competitività dei porti container italiani nel sistema Euro-Mediterraneo: criticità e potenzialità dei porti hub di Gioia Tauro, Cagliari e Taranto

Università degli Studi "Mediterranea" di Reggio Calabria
Abstract
La domanda di movimentazione container nei porti del Mediterraneo fra il 2006 e il 2015 aumenterà dai circa 34 milioni di container attuali a circa 60 milioni, secondo numerose fonti internazionali. La Conferenza di Barcellona del 1995 ha sancito l’istituzione della Zona di Libero Scambio Euro-mediterranea al 2010, che sarà fonte di un ulteriore incremento nei traffici interni.
Inoltre, il fenomeno del gigantismo navale richiederà porti dotati di fondali adeguati. Nel luglio 2004 sono state ordinate ai cantieri 855 navi porta container, di cui 125 sono tra 5000 e 7500 teu, 156 sono navi tra 7500 e 9000 teu, 118 sono navi da oltre 9000 teu. I porti container italiani sono attualmente dotati di fondali con profondità fino a circa 13 metri, mentre le navi porta container a maggiore capacità richiedono profondità di almeno 16 metri.
A fronte della suddetta crescita prevista della domanda e delle necessità nascenti dalla crescita delle dimensioni medie del naviglio, il potenziamento dell’offerta infrastrutturale dei porti container italiani, secondo i documenti di programmazione nazionali, appare insufficiente.
L’obiettivo generale della ricerca è definire le linee guida per la competitività dei tre porti hub container italiani di Gioia Tauro, Taranto e Cagliari e dei porti container italiani nel sistema euro-mediterraneo.
L’analisi sarà supportata dall'utilizzo di modelli matematici per la stima e previsione della domanda merci containerizzata e delle prestazioni dell'offerta di servizi di trasporto (marittimo e terrestre) dei tre porti oggetto di studio.
La ricerca sarà organizzata in fasi.
Una prima fase in cui si costruiranno i database della domanda (flussi in ingresso e in uscita sulle diverse modalità, dalle diverse origini, etc.) e dell’offerta di servizi e collegamenti marittimi e terrestri relativi ai porti container italiani ed euro-mediterranei, attraverso l'acquisizione di fonti disponibili e/o mediante indagini specifiche.
Una seconda fase in cui si specificheranno e calibreranno modelli di previsione dei flussi di domanda in ingresso ai porti hub euro-mediterranei (domanda container Round-the-world).
Una terza fase in cui si specificheranno e calibreranno modelli di previsione dei flussi di domanda e delle relative caratteristiche (modo di trasporto, percorso) in uscita dai tre porti hub italiani di Gioia Tauro, Cagliari e Taranto (domanda container feeder).
Una quarta fase in cui si definiranno indicatori di prestazione dell’offerta negli scenari attuale e futuri con riferimento ai tre porti hub italiani di Gioia Tauro, Cagliari e Taranto.
Una quinta fase in cui si valuteranno le criticità e le potenzialità dei porti hub italiani di Gioia Tauro, Cagliari e Taranto, verificandone la competitività rispetto agli altri porti euro-mediterranei.
Gli scenari di offerta presi a riferimento saranno i seguenti:
- scenario attuale all'anno 2007;
- scenario senza interventi all'anno 2015, rappresentato da un sistema di offerta infrastrutturale comprendente interventi sul sistema portuale italiano attualmente in fase di realizzazione e la cui conclusione è prevista a quell'anno, interventi previsti le cui gare per la realizzazione sono già espletate, interventi previsti muniti di copertura finanziaria;
- scenario con interventi all'anno 2015, rappresentato da un sistema di offerta infrastrutturale comprendente interventi sul sistema portuale italiano programmati in fase di Legge Obiettivo e/o di Piano Generale dei Trasporti e della Logistica e/o di Piano Generale della Mobilità.
Si valuteranno inoltre:
- gli effetti dell’istituzione della Zona di Libero Scambio Euromediterranea al 2010;
- gli effetti indotti dalla crescita delle economie orientali;
- gli effetti delle tendenze in atto nel mercato dei container: alleanze fra linee, concentrazione del traffico in pochi porti, necessità di grandi container operator per realizzare economie di scala. <<<

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Francesco Russo Università degli Studi "Mediterranea" di REGGIO CALABRIA
Obiettivo del Programma di Ricerca
La domanda di movimentazione container nei porti del Mediterraneo fra il 2006 e il 2015 aumenterà dai circa 34 milioni di container attuali a circa 60 milioni, secondo numerose fonti internazionali. La Conferenza di Barcellona del 1995 ha sancito l’istituzione della Zona di Libero Scambio Euro-mediterranea all’anno 2010, che sarà fonte di un ulteriore incremento nei traffici interni. Inoltre, il fenomeno del gigantismo navale richiederà porti dotati di fondali adeguati.
A fronte della crescita prevista della domanda e delle necessità nascenti dalla crescita delle dimensioni medie del naviglio, il potenziamento dell’offerta infrastrutturale dei porti container italiani, secondo i documenti di programmazione nazionali, appare insufficiente. In particolare, il Piano Generale dei Trasporti e della Logistica del 2001 evidenziava già la necessità di definire e sviluppare le “Autostrade del mare”, attraverso una serie di interventi di adeguamento infrastrutturale previsti in corrispondenza di alcuni nodi portuali con riferimento al trasporto Ro-Ro, limitando a modesti interventi su porti che effettuano trasporto Lo-Lo. La Legge Obiettivo, varata nell’anno 2003, prevede una serie di interventi su alcuni elementi delle reti di trasporto terrestri e su alcuni nodi portuali, senza alcun riferimento ad infrastrutture destinate ad accogliere navi porta container di nuova generazione. Tale carenza in sede di Legge Obiettivo è tanto più evidente in rapporto alle indicazioni contenute nel Libro Bianco sui trasporti, in cui sono espresse mediante dati quantitativi tali necessità a livello Europeo.
Tali carenze in sede di programmazione degli interventi discendono da una assenza di analisi quantitative sullo stato della portualità italiana.
L’obiettivo finale del progetto di ricerca è definire le linee guida per la competitività dei tre porti hub container italiani di Gioia Tauro, Taranto e Cagliari e dei porti container italiani nel contesto euro-mediterraneo. Tale obietto verrà perseguito a seguito della messa a punto di un sistema di modelli per la simulazione della domanda e dell'offerta delle merci containerizzate e della definizione di un insieme di indicatori di prestazione. L'applicazione del sistema di modelli e dell'insieme di indicatori definiti consentirà di individuare criticità e potenzialità, negli scenari attuale e futuri, dei tre porti hub nazionali di Gioia Tauro, Cagliari e Taranto nel contesto dei traffici containerizzati euro-mediterranei.
Inoltre, specifici obiettivi della ricerca riguarderanno:
- l’analisi degli effetti derivanti dall’istituzione della Zona di Libero Scambio Euro-mediterranea al 2010;
- l’analisi degli effetti indotti dalla crescita record delle economie orientali con particolare riferimento all’economia cinese;
- l’analisi degli effetti delle tendenze in atto nel mercato dei container: alleanze fra linee, crescita delle dimensioni medie delle navi, concentrazione del traffico in pochi porti, necessità di grandi container operator per realizzare economie di scala.
Gli scenari presi a riferimento saranno i seguenti:
- uno scenario attuale all'anno 2007;
- scenario senza interventi all'anno 2015, rappresentato da un sistema di offerta infrastrutturale comprendente interventi sul sistema portuale italiano attualmente in fase di realizzazione e la cui conclusione è prevista a quell'anno, interventi previsti le cui gare per la realizzazione sono già espletate, o comunque interventi previsti muniti di copertura finanziaria;
- scenario con interventi all'anno 2015, rappresentato da un sistema di offerta infrastrutturale comprendente interventi sul sistema portuale italiano programmati in fase di Legge Obiettivo e/o di Piano Generale dei Trasporti e della Logistica e/o di Piano Generale della Mobilità.
Il progetto di ricerca, della durata di 24 mesi, sarà organizzato in fasi che coinvolgeranno a vario titolo le quattro unità operative e che si svolgeranno nel corso quattro semestri. Le unità operative coinvolte saranno quattro: Reggio Calabria, con compiti di coordinamento generale, Bari, Cagliari, Roma2.
Nella prima fase (primo semestre) ogni unità operativa costruirà un database della domanda e dell’offerta di servizi marittimi e terrestri con riferimento ai porti di uno specifico ambito geografico assegnato. La collezione dei singoli database geografici consentirà di pervenire ad un database generale relativo alla domanda e offerta merci containerizzata nell'area euro-mediterranea.
Nella seconda fase (secondo semestre) l'unità operativa di Reggio Calabria specificherà, calibrerà e applicherà modelli di previsione dei flussi di domanda in ingresso ai porti hub euro-mediterranei (domanda container Round-the-world). L'unità operativa di Reggio Calabria perverrà ad una stima/previsione della domanda container Round-the-world in ingresso ai principali porti container hub dell'area euro-mediterranea.
Nella terza fase (terzo semestre) l'unità operativa di Roma2 specificherà, calibrerà e applicherà modelli di previsione dei flussi di domanda e delle relative caratteristiche (modo/servizio di trasporto, percorso,…) in uscita dai tre porti hub italiani di Gioia Tauro, Cagliari e Taranto (domanda container feeder). L'unità operativa di Roma2 perverrà ad una stima/previsione della domanda container feeder per ciascun modo/servizio in uscita dai tre porti hub italiani di Gioia Tauro, Cagliari e Taranto.
Nella quarta fase (secondo e terzo semestre) le unità operative di Cagliari e Bari definiranno un insieme di indicatori di prestazione dell’offerta (infrastrutture e servizi) di trasporto container per i tre porti hub di Gioia Tauro, Cagliari e Taranto. L'unità operativa di Cagliari si occuperà di definire gli indicatori di prestazione riferiti ai servizi di tipo Round-the-world, mentre l'unità operativa di Bari si occuperà di definire gli indicatori di prestazione riferiti ai servizi di tipo feeder.
Nella quinta fase (quarto semestre) le unità operative di Reggio Calabria, Cagliari e Bari valuteranno le criticità e le potenzialità rispettivamente dei porti hub italiani di Gioia Tauro, Cagliari e Taranto, verificandone la competitività rispetto agli altri porti euro-mediterranei. L'unità operativa di Roma2 si occuperà della congruenza generale dei risultati ottenuti. Infine, tutte le unità operative concorreranno alla stesura di un documento di sintesi riguardante le linee guida per la competitività dei tre porti hub di Gioia Tauro, Cagliari e Taranto e dei porti container italiani nel contesto euro-mediterraneo. <<<
Risultati parziali attesi
La ricerca avrà quali risultati attesi l’avanzamento della conoscenza relativa allo stato attuale del mercato del trasporto marittimo containerizzato delle merci e la definizione di scenari futuri nel contesto euro-mediterraneo. Gli elementi conoscitivi acquisiti nel corso della ricerca consentiranno la redazione di un elaborato tecnico (linee guida) di supporto per enti preposti alla programmazione, pianificazione e progettazione degli interventi finalizzati ad incrementare la competitività dei porti hub container di Gioia Tauro, Cagliari e Taranto e dei porti container italiani nel contesto euro-mediterraneo.
Nel seguito sono descritte, per ciascuna unità operativa, le specifiche attività di ricerca e gli specifici risultati attesi.

Unità operativa di Reggio Calabria
Fase 1. Descrizione del programma di ricerca.
L'attività di ricerca prevista nella prima fase prevede:
- l'analisi dello stato dell'arte relativo ai modelli per la simulazione e la previsione della domanda merci a scala internazionale;
- l'analisi dell'offerta merci relativa all'area euro-mediterranea per quanto riguarda i servizi di trasporto merci containerizzati di tipo Round-the-world;
- la costruzione di una base-dati relativa alla domanda e all'offerta merci nella situazione attuale e negli scenari di offerta definiti per quanto riguarda Gioia Tauro, i porti regionali di Calabria e Sicilia; i porti del Mediterraneo Centro (Tunisia, Libia, Algeria);
- la specificazione, calibrazione e validazione di un modello di offerta merci per i servizi di trasporto merci containerizzate via mare di tipo Round-the-world;
- la specificazione, calibrazione e validazione di un modello di domanda statistico di trend relativo all'area euro-mediterranea;
- la stima/previsione dei livelli generali di domanda merci Round-The-World (RTW) in ingresso ai porti hub container euro-mediterranei, in relazione alla situazione attuale e agli scenari definiti.
Fase 1. Risultati parziali attesi
Il primo risultato atteso riguarda la costruzione di una base-dati relativa alla domanda e all'offerta merci, nelle situazioni attuale e di scenario, per quanto riguarda Gioia Tauro, i porti regionali di Calabria e Sicilia; i porti del Mediterraneo Centro (Tunisia, Libia, Algeria). Il secondo risultato atteso consiste nella specificazione, calibrazione e validazione di un modello di domanda merci statistico di trend relativo all'area euro-mediterranea. Il terzo risultato previsto consiste nella stima/previsione dei livelli generali di domanda merci Round-the-world (RTW) in ingresso ai porti hub container euro-mediterranei, in relazione alla situazione attuale e agli scenari definiti.
Fase 2. Descrizione del programma di ricerca
L'attività di ricerca prevista nella seconda fase prevede:
- la stima/previsione dell'offerta merci nelle situazioni attuale e di scenario definite per quanto riguarda il porto hub di Gioia Tauro;
- la simulazione dell'interazione domanda-offerta nel porto hub di Gioia Tauro nelle situazioni attuale e di scenario definiti;
- l'individuazione delle criticità e potenzialità del porto hub di Gioia Tauro nelle situazioni attuale e di scenario definite, sulla base degli indicatori individuati (UU.OO. di Bari e Cagliari);
- la stesura delle linee guida sulla competitività dei porti container italiani con indicazioni relative al porto hub di Gioia Tauro.
Fase 2. Risultati parziali attesi
Il primo risultato atteso riguarda la stima/previsione dell'offerta merci nelle situazioni attuale e di scenario definite per quanto riguarda il porto hub di Gioia Tauro. Il secondo risultato atteso consiste nella simulazione dell'interazione della domanda-offerta nel porto hub di Gioia Tauro nelle situazioni attuale e di scenario definite. Il terzo risultato atteso consiste nell'individuazione delle criticità e potenzialità porto hub di Gioia Tauro nelle situazioni attuale e di scenario definite, sulla base degli indicatori individuati (UU.OO. di Bari e Cagliari), e nella indicazione delle priorità degli interventi da realizzare. Infine, il quarto risultato atteso consiste nella stesura delle linee guida sulla competitività dei porti container italiani con indicazioni relative al porto hub di Gioia Tauro.

Unità operativa di Bari
Fase 1. Descrizione del programma di ricerca.
In questa fase, verranno svolte attività di analisi, stato dell'arte e reperimento dati ed indagini sulla domanda di mobilità merci e offerta (porti e servizi). Lo scopo sarà quello di pervenire ad un data-base relativo al sistema di offerta e di domanda merci, con riferimento al porto hub di Taranto ed all'area del Mediterraneo Est, composto dai porti regionali di Puglia, Basilicata, Molise, Abruzzo, Marche, Emilia Romagna, Veneto e Friuli e dai porti di Grecia, Albania, Paesi ex-Jugoslavia, Turchia, Siria, Libano, Israele, Egitto, Cipro.
In questa fase sarà necessario interfacciarsi con le varie autorità portuali, società terminaliste, operatori ed enti preposti. Saranno previste, pertanto, visite ed indagini specifiche.
Le attività riguarderanno:
- indagini ed acquisizione dati;
- definizione domanda nel porto hub di Taranto e nei porti regionali ed euro-mediterraneri di riferimento;
- definizione offerta nel porto hub di Taranto e nei porti regionali ed euro-mediterraneri di riferimento;
- stato dell'arte sugli strumenti di programmazione in materia di sviluppo del sistema portuale nell'area di riferimento;
- costruzione base-dati su domanda e offerta nel porto hub di Taranto e in quelli relativi al bacino regionale ed euro-mediterranero di riferimento;
- analisi bibliografica e sul campo sugli indicatori di prestazione dei servizi feeder nei porti container;
- verifica efficacia e trasferibilità degli indicatori individuati.
Fase 1. Risultati parziali attesi
- scenario offerta previsto dagli strumenti di programmazione in materia di sviluppo del sistema portuale nell'area di riferimento;
- data-base domanda e offerta traffico container nel porto di Taranto, porti regionali dell'adriatico e Mediterraneo Est;
- stato dell'arte indicatori di prestazione dei servizi feeder nei porti container.
Fase 2. Descrizione del programma di ricerca.
Questa fase prevede le seguenti attività:
- specificazione e proposta sistema di indicatori di prestazione dei servizi feeder a livello di nodo per porti container hub italiani;
- acquisizione stato attuale della domanda RTW e feeder (dati da UO di Reggio Calabria e di Roma2);
- applicazione degli indicatori di prestazione per i servizi feeder e RTW (definiti da UO Cagliari) al porto container hub di Taranto.
Fase 2. Risultati parziali attesi
- sistema di indicatori di prestazione dei servizi feeder a livello di nodo per porti container hub italiani (output per tutte le unità operative).
- individuazione delle criticità e potenzialità del porto hub di Taranto;
- linee guida per la competitività del porto hub di Taranto.

Unità operativa di Roma2
L'unità operativa di Roma2 parteciperà a tutte le fasi della ricerca coordinandosi con le altre unità operative per il raggiungimento degli obiettivi prefissati. Coerentemente con il programma generale del progetto di ricerca, le attività possono considerarsi suddivise in tre fasi.
Fase 1. Descrizione del programma di ricerca
Nella prima fase l'unità operativa di Roma2 si occuperà dei porti regionali della Toscana, Lazio e Campania. A tale scopo procederà alla raccolta dei dati relativi all'offerta di trasporto e relativi ai traffici che interessano i porti di interesse. Inoltre, procederà all'acquisizione degli interventi previsti negli scenari futuri di analisi e ad un'analisi di massima delle potenzialità di crescita dei traffici merci, basata sui documenti ufficiali e sugli studi di settore.
Fase 1. Risultati parziali attesi
Tra i risultati attesi della prima fase della ricerca vi è:
- la base dati della domanda e dell'offerta merci relativa ai porti di Toscana, Lazio e Campania;
- criticità generali dei porti analizzati.
Fase 2. Descrizione del programma di ricerca
L'unità operativa di Roma2 si occuperà della messa a punto del modello di previsione della domanda (e delle relative caratteristiche) in uscita dai porti hub container di Gioia Tauro, Cagliari e Taranto. Tale modello consentirà di stimare la ripartizione sulle diverse modalità (navi feeder, ferrovia, e strada) dei flussi container in uscita dai porti hub considerati in funzione della destinazione del carico, delle infrastrutture esistenti negli hub e delle caratteristiche dei servizi offerti (frequenza, tempi, costi, .).
A tale scopo verrà effettuato uno stato dell'arte dei modelli statistico-descrittivi (sia aggregati che disaggregati) per la simulazione della domanda merci containerizzata (con le relative caratteristiche) in uscita dagli hub. Si procederà quindi alla calibrazione di un sistema di modelli, sulla base dei dati di domanda e di offerta raccolti nella prima fase della ricerca da tutte le unità di ricerca. Tale sistema di modelli consentirà di prevedere la ripartizione dei flussi di domanda merci containerizzata in uscita dai porti hub distinti per modo di trasporto e tipologia di servizio (modello di scelta modo/servizio) negli scenari infrastrutturali individuati.
Fase 2. Risultati parziali attesi
I prodotti attesi della seconda fase della ricerca saranno:
- un sistema di modelli per la previsione della domanda container in uscita dai porti hub container di Gioia Tauro, Cagliari e Taranto;
- previsioni dei traffici in uscita dai tre porti hub nazionali di Gioia Tauro, Taranto e Cagliari negli scenari di analisi individuati.
Fase 3. Descrizione del programma di ricerca
L'unità operativa di Roma2 effettuerà una verifica di congruenza dell'approccio proposto e dei risultati delle analisi. Questi verranno discussi e analizzati con enti, autorità portuali e con le società di gestione dei porti, e confluiranno in un documento per la competitività dei porti container italiani nel contesto euro-mediterraneo con indicazioni specifiche per i tre porti hub analizzati.
Fase 3. Risultati parziali attesi
I prodotti attesi della terza fase della ricerca saranno:
- criticità generali dei porti hub container nazionali negli scenari futuri di analisi e potenzialità di sviluppo;
- linee guida per la competitività dei porti container italiani nel contesto euro-mediterraneo con indicazioni specifiche per i porti hub di Gioia Tauro, Taranto e Cagliari.

Unità operativa di Cagliari
La ricerca verrà sviluppata in due fasi, ciascuna di durata annuale, così definite:
Fase 1. Descrizione del programma di ricerca
Durante il primo semestre del primo anno, verrà analizzato l’arco franco-iberico-marocchino e il corridoio sardo-ligure, il nodo portuale di Cagliari, per quanto riguarda la domanda merci (attuale e futura) e il sistema dell’offerta portuale. Conclusa la raccolta dei dati, verrà realizzato un data base integrato relativo alle informazioni reperite sulla domanda e sull’offerta merci (limitato al bacino di cui sopra ed al porto di Cagliari).
Le attività del primo semestre verranno concluse con la messa a punto del data base di offerta merci relativo sia al comparto interregionale Sardegna-Liguria, sia inerente il singolo porto di Cagliari: ciò consentirà di poter stimare, congruentemente, lo stato dell’offerta del sistema ed il livello di servizio proposto, evidenziando, per quest’ultimo, i principali attributi descrittivi da inserire in fase di simulazione.
Il secondo semestre del primo anno verrà dedicato alla messa a punto degli strumenti ed all’individuazione di specifici indicatori relativi alle performance delle navi giramondo (o RTW), in relazione al loro ingresso nel Mediterraneo con provenienza sia orientale che occidentale.
Tali indicatori consentiranno di rappresentare, dal punto di vista funzionale e delle performance di trasporto, il sistema di collegamento degli hub esterni al Mediterraneo con quelli interni allo stesso: essi riguarderanno sia il sistema di gestione delle rotte (frequenza, distanze, previsioni di ritardi, ect.) sia la tipologia di natanti utilizzati (stazza, capacità totale in TEU’s, pescaggio, velocità, ecc.), sia l’assetto organizzativo delle compagnie di gestione amatoriali (censimento compagnie amatoriali di maggior rilievo, individuazione flotta e scali di riferimento, dimensionamento volumi trasportati annuali, strategie di coalizione con altri operatori, ecc.). Le attività del primo anno verranno concluse con la raccolta delle informazioni e la loro catalogazione in banca dati, per poter essere utilizzate per la definizione degli indicatori di performance.
Fase 1. Risultati parziali attesi
Il primo risultato riguarderà la costruzione di uno stato dell’arte del traffico container nell’area del Mediterraneo Occidentale, con particolare riferimento al porto di Cagliari: l’analisi permetterà di evidenziare le relazioni fra i porti sardi e liguri con quelli dell’arco franco-iberico-marocchino e consentirà di focalizzare i traffici che interessano il porto di Cagliari. Inoltre, sarà possibile avere un quadro sullo stato di fatto dei servizi RTW in ingresso nel Mediterraneo, dal punto di vista delle rotte, dei natanti utilizzati e delle strategie aziendali adottate.
Pertanto, alla fine del primo anno sarà disponibile un data-base specifico che riguarda lo stato dell’arte del trasporto container relativamente al livello internazionale (ingresso di navi RTW), al livello interregionale (Mediterraneo Occidentale) che all’ambito locale (porto di Cagliari).
Fase 2. Descrizione del programma di ricerca
Durante il primo semestre del secondo anno si procederà all’elaborazione di specifici indicatori di sintesi, finalizzati a rappresentare le performance del porto hub analizzato (Cagliari e dell’insieme dei porti del sistema del Mediterraneo Occidentale).
Durante l’ultimo semestre del secondo anno verranno sintetizzati gli aspetti emersi nelle analisi precedenti, al fine di poter elaborare delle linee guida capaci di evidenziare le potenzialità e i limiti del comparto del Mediterraneo Occidentale e del porto di Cagliari rispetto all’intero scenario euro-mediterraneo di trasporto dei container e di tracciare un percorso per rafforzarne la competitività. Le azioni di ricerca si concluderanno attraverso un’attività congiunta volta a sintetizzare i contributi e le linee guida finalizzate all’individuazione di una politica comune e di integrazione dei tre porti hub nazionali (Cagliari, Gioia Tauro e Taranto) capace di avere delle ricadute positive, in termini economici e territoriali, sull’intera nazione.
Fase 2. Risultati parziali attesi
Il principale risultato che emergerà alla fine delle attività del secondo anno, sarà l’elaborazione delle linee guida per il rafforzamento della competitività nel porto hub di Cagliari: in integrazione con i contributi delle altre sedi, ciò permetterà l’individuazione del ruolo e delle potenzialità (ed eventualmente delle criticità) che i porti hub nazionali possono avere rispetto agli scenari mondiali di distribuzione delle merci via container. <<<
Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
Nel seguito viene riportato uno stato dell'arte relativo ai tre aspetti rilevanti per il progetto di ricerca:
- mercato del trasporto merci a scala internazionale;
- modelli di domanda merci.
- modelli di offerta merci e indicatori di prestazione

Mercato del trasporto merci a scala internazionale.
Lo sviluppo dei servizi di tipo intermodale e la nascita della figura dell'Operatore del Trasporto Multimodale (MTO) nell'ultimo decennio necessitano di approfondimenti che consentano di identificare i costi associati all'utilizzo integrato di differenti modi e/o mezzi. Inoltre, le possibilità di utilizzare mezzi di grandi capacità sulle lunghe percorrenze, di concentrare in alcuni terminali di trasporto notevoli quantità di unità di carico standardizzate, di utilizzare unità di movimentazione automatiche di grande potenza, hanno determinato da parte dei grandi operatori del trasporto la riorganizzazione dei flussi di spedizione utilizzando più modi e più mezzi riducendo i costi.
Per approfondimenti si rinvia ai lavori di Latteruolo e Compagnino (1994), Dallari e Musso (1997), Musso (1999), Cazzaniga Francesetti (1999), Pallottino e Sciomachen (1999), Volta (2000), Sciutto (2002), Russo (2005).

Modelli di domanda merci
I modelli di simulazione della domanda delle merci possono essere suddivisi in tre categorie:
° modelli macro-economici che simulano il livello (quantità) e la distribuzione spaziale delle merci scambiate;
° modelli di trend, che simulano l'evoluzione temporale del flusso di domanda merci per singolo modo;
° modelli di simulazione della ripartizione della domanda merci fra le diverse modalità/servizi di trasporto.
Nell'ambito dei modelli macro-economici, sono stati proposti due principali gruppi di modelli. Il primo gruppo, noto come modelli di Equilibrio Spaziale dei Prezzi (SPE Spatial Price Equilibrium), simula la produzione ed il consumo di ciascuna zona e ciascun settore economico con le rispettive curve di domanda e di offerta in funzione dei prezzi (Friesz e Harker, 1985; Harker, 1987). Il secondo gruppo, noto come modelli Multi-Regional Input-Output (MRIO) prende invece spunto dalla rappresentazione esplicita delle interdipendenze esistenti fra i diversi settori dell'economia (modelli intersettoriali) per simulare le quantità di beni prodotte e scambiate tra le diverse zone (Chenery e Clark, 1959; Moses, 1955; Leontief e Costa, 1987; Cascetta et alii, 1996; Russo e Conigliaro, 1997, Cascetta, 2006).
I modelli di trend sono stati utilizzati in letteratura per la stima dell'evoluzione temporale dei flussi di domanda. Veenstra e Haralambides (2000) hanno utilizzato modelli per serie temporali multivariati per la previsione di flussi di traffico merci via mare a livello mondiale. Postorino e Russo (2001a, 2001b) hanno presentato una comparazione tra i modelli discreti multi-modali e i modelli di trend uni-modali (o specifici del modo ) per la previsione della domanda di trasporto aereo a livello nazionale. I modelli discreti multi-modali non simulano l'evoluzione temporale della domanda né le specificità legate ai singoli nodi soggetti ad incrementi in segmenti specifici di domanda. I modelli di trend uni-modali consentono di superare tali difficoltà. Un obiettivo della ricerca sarà di estendere l'applicazione dei modelli di trend uni-modali al mercato dei servizi del trasporto marittimo.
La letteratura relativa ai modelli che simulano la ripartizione della domanda di trasporto delle merci fra le diverse modalità/servizi di trasporto è ricca. I modelli sono classificabili sulla base del decisore della scelta, il livello di aggregazione delle quantità, le unità di riferimento per la scelta, le ipotesi di base sugli aspetti aleatori della scelta.
Si citano a tal proposito i lavori di Freight Transportation Group (1980), Mcfadden e Winston (1981), Winston (1983), Bayliss (1988), Cascetta et al. (1995), Montella et al. (1995), Nuzzolo e Russo (1995), Russo e Vitetta (1996), Nuzzolo e Russo (1997), Nuzzolo e Russo (1998), Regan e Garrido (2000), Lundqvist e Mattsson (2002), le monografie di Cascetta (2006) e di Russo (2005).

Modelli di offerta merci e indicatori di prestazione
I modelli di offerta simulano il funzionamento del sistema di offerta nelle sue componenti infrastrutturali e dei servizi.
Nel caso del trasporto merci via mare la rete infrastrutturale è definita dall'insieme dei porti, mentre gli archi di connessione tra essi sono dati da tutti i collegamenti potenziali tra i diversi porti. E' possibile, inoltre, "esplodere" il nodo porto rappresentando in dettaglio le operazioni alle quali vengono sottoposte le merci movimentate nell'area portuale.
In Russo (2001) è proposto un modello generale di offerta nfrastrutturale per la rappresentazione dei nodi intermodali ed una sua specificazione al caso strada-ferrovia. Russo e Cartisano (2002), Russo et al. (2002) propongono un'analoga schematizzazione per l'intermodalità terra-mare. Gattuso et al. (1998), Russo e Modafferi (1998), Gattuso e Musolino (2002) propongono modelli di costo per una nave container ai nodi portuali.
Le componenti legate ai servizi sono rappresentate mediante modelli di offerta dei servizi che possono essere modelli per linee e modelli per corse. Russo (2005) riporta alcune specificazioni di modelli di offerta dei servizi per linee e per corse. Nel primo caso si fa riferimento ai classici grafi sincronici, mentre nel secondo caso si utilizzano i cosiddetti grafi diacronici.
Gli indicatori di prestazione sono definiti a partire dall’individuazione del costo generalizzato di trasporto: mentre questo, nel caso del trasporto passeggeri, ha una codifica oramai standardizzata e ben nota; nel caso del trasporto merci la sua identificazione è più complessa, in quanto dipendente da una variabili legate all’organizzazione societaria o della compagnia, il tipo di gestione del nodo, le dotazioni tecnologiche, la sicurezza, ecc. Nel seguito si citano alcuni lavori in cui si simulano, con l’ausilio di differenti tipologie di metodi e modelli, le fasi di movimentazione della merce all’interno di un nodo portuale, al fine di al fine di stimarne le prestazioni operative al variare delle dotazioni tecnologiche e/o organizzative (Fancello et al. 2002; Fadda et al., 2004; Maione e Ottomanelli, 2005; 2006; Cantarella et al., 2006).

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