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PROGRAMMA DI RICERCA
italiano - english
Unità di Ricerca
- Università degli Studi di BARI
SCIENZE FILOSOFICHE
- Università degli Studi di FIRENZE
BIOLOGIA ANIMALE E GENETICA "LEO PARDI"
- Università degli Studi di MODENA e REGGIO EMILIA
SCIENZE DEL LINGUAGGIO E DELLA CULTURA
- Università degli Studi di ROMA "La Sapienza"
PSICOLOGIA DEI PROCESSI DI SVILUPPO E SOCIALIZZAZIONE
- Università degli Studi di BOLOGNA
FILOSOFIA
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Classificazione scientifico-disciplinare
- Area scientifico disciplinare: Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche
Classificazione geografica
- Regione: Puglia
Parole Chiave
STORIA DELLA SCIENZA, STORIA DELLA MEDICINA, STORIA DELLA PSICOLOGIA, STRUMENTI SCIENTIFICILe scienze della vita fra filosofia e laboratorio in Italia e in Europa tra Ottocento e Novecento
Università degli Studi di BariAbstract
La ricerca si propone di chiarire ed approfondire alcuni temi significativi nella storia delle scienze della vita tra il XIX e il XX secolo, che consentono di illustrare ad ampio spettro i meccanismi, le pratiche ed i risultati relativi al passaggio da una ricerca minuziosa ma ancora contenuta, fatta con mezzi e tecniche artigianali, ad una che si avvale dei moderni e ricchi laboratori del Novecento. Sviluppando l'indagine in diverse, ma convergenti, direzioni - dalla fisiologia alla biochimica, dalla tecnologia alla psicologia - si intende dare un quadro quanto più completo di queste trasformazioni, finora mai trattate in maniera così organica.Il carattere di maggiore rilievo di questa ricerca consiste proprio nel riuscire ad agganciare e correggere reciprocamente diverse tradizioni storiografiche, che non sempre hanno dimostrato di saper dialogare tra loro: da una parte l'insieme di studi che hanno scandagliato la ricerca di fine Ottocento e della belle époque, dall'altra quelli concernenti lo sviluppo delle scienze della vita nel primo Novecento; ancora, da una parte la tradizione che si è occupata di ricostruire gli ambienti di ricerca e di valorizzare il ruolo teorico, non solo euristico, degli strumenti scientifici, dall'altra quella che ha condotto indagini sulla domanda e sulle ricadute sociali della scienza. <<<
Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Mauro Di Giandomenico Università degli Studi di BARIObiettivo del Programma di Ricerca
La ricerca si propone di delineare alcuni snodi fondamentali che caratterizzarono gli sviluppi delle scienze della vita tra Ottocento e Novecento. L'idea progettuale è stata concepita in una prospettiva interdisciplinare, che, lungi dall'intento di far emergere solo un microcosmo di contenuti disomogenei, aprirà, invece, il campo ad un'operazione di sintesi e di ricostruzione organica, capace di offrire una visione efficace e consapevole dei passaggi rivoluzionari che gli storici hanno riconosciuto, sia a livello teorico che delle pratiche sperimentali, nei progressi delle scienze della vita tra il XIX ed il XX secolo.L'interazione tra le unità di ricerca permetterà di realizzare il lavoro di calibratura e di riassestamento necessario a collocare i diversi tasselli in una visione unitaria e coerente. <<<
Risultati parziali attesi
L'obiettivo finale consiste nella realizzazione e pubblicazione a stampa dei risultati della ricerca, nell'organizzazione e realizzazione di seminari e convegni in cui verranno discussi i contenuti più innovativi della ricerca, sia a livello di metodologie che di dati, ma anche nella creazione di siti Web, di data-base testuali e di immagini, di CD-Rom ipertestuali e multimediali con il relativo software. Si tratterà naturalmente di prodotti e contenuti originali, che serviranno a colmare le lacune nelle conoscenze ora possedute sulla storia delle scienze della vita tra Ottocento e Novecento evidenziate al punto 12. Questa esperienza potrebbe proporsi come modello per ulteriori ricerche, che intendessero mettere in evidenza l'importanza dell'affermazione dei moderni laboratori in altri campi della scienza, come quello delle scienze fisiche. <<<Durata
24 mesiBase di partenza scientifica nazionale o internazionale
Tra Ottocento e Novecento le scienze della vita furono coinvolte in una serie di trasformazioni epocali, che cambiarono il volto ed il modo di fare ricerca in questi settori. Si trattò di una rivoluzione alimentata, da un lato, da profonde trasformazioni concettuali legate al pensiero filosofico e, dall’altro lato, da radicali innovazioni tecniche riguardo gli strumenti e gli apparati di laboratorio.La filosofia del positivismo, che si espande, si articola e si declina in vari modi in Europa e in Italia, condusse le scienze della vita – dalla morfologia alla sistematica, dalla fisiologia alla embriologia, dalla patologia alla medicina, dal problema della generazione a quello della trasformazione o evoluzione degli organismi viventi, ecc. – a costruire modelli e teorie sempre più basati sull’osservazione empirica e, soprattutto, sull’esperimento. Non mancarono, tuttavia, concezioni scientifico-filosofiche sulla vita di carattere generale, le quali ebbero un fondamentale ruolo di direzione e di guida, e talvolta anche di ostacolo, alla ricerca. Contemporaneamente, vennero ideati nuovi strumenti e tecniche di indagine: dal perfezionamento del microscopio e dei relativi metodi di osservazione dei tessuti (istologia) e dei microrganismi (microbiologia), alle tecniche di fisiologia e di patologia sperimentali, con interventi farmacologici, chirurgici ed elettrici su animali vivi.
Le diverse tradizioni storiografiche hanno colto in maniera discontinua queste trasformazioni. Nell'ambito della storia della medicina la rivoluzione ospedaliera e la rivoluzione microbiologica hanno goduto di particolare attenzione, mentre leggermente trascurata è stata la rivoluzione laboratoristica, soprattutto in alcune declinazioni territoriali. L'unità di ricerca di Bari intende colmare questo gap, offrendo contributi per delineare una storia dell'avvio della chimica biologica in laboratorio e per tracciare il passaggio nella storia della medicina dal gabinetto del fisiologo al laboratorio del biochimico.
L'unità di Roma si è posta il problema di definire un ulteriore aspetto nel panorama delle ricerche sulle scienze della vita tra Ottocento e Novecento, quello che riguarda gli studi sul sistema nervoso, che culmineranno alla fine dell'Ottocento nella formulazione della “teoria del neurone”, nella scoperta della natura elettrica dell'impulso nervoso, delle “vie” nervose motorie, sensitive e sensoriali, del meccanismo dei movimenti riflessi e nell'identificazione della funzione specifica di varie parti dell’asse cerebro-spinale. Di questa storia straordinaria si conoscono soprattutto i risultati conseguiti da grandi medici e biologi europei; meno noti, invece, sono i contributi offerti da scienziati italiani, specialmente negli anni tra Ottocento e Novecento. Scopo dell'unità di Roma, allora, è quello di indagare e approfondire gli studi sul sistema nervoso compiuti nel periodo a cavallo dei due secoli da neuroscienziati come Camillo Golgi, Augusto Tamburini, Luigi Luciani e Leonardo Bianchi, promotori di un'“École italienne” di neurofisiologia.
Altri aspetti degli sviluppi delle scienze della vita tra XIX e XX secolo sono ancora poco noti. L'unità di Modena e Reggio Emilia intende seguire alcune linee del dibattito, nato in seno al darwinismo, sui primati e sul posto dell’uomo nella natura. In particolare intende trattare la storia dell'antropologia in una prospettiva più filosofico-letteraria e quella della primatologia da un punto di vista più specificamente naturalistico.
Se l'unità di Modena si occuperà delle modificazioni nelle immagini degli animali conseguenti all'evolversi del dibattito filosofico-scientifico, l'unità di Bologna considererà il cambiamento dell'idea del corpo umano, soprattutto in seguito agli sviluppi della scienza e della tecnologia elettrica all'inizio dell'Ottocento.
Altri aspetti che meritano approfondimenti sono quelli legati alla storia delle istituzioni. L'unità di Firenze concentrerà la sua attenzione sul Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze, cercando di ricostruire, anche in forma virtuale, gli riallestimenti ottocenteschi, mentre l'unità di Bari si occuperà di riportare in luce l'attività di alcune personalità poco note, che gravitarono nella ricca fucina della Stazione Zoologica di Napoli. <<<



