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PROGRAMMA DI RICERCA
italiano - english
Unità di Ricerca
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- 10 - Francia e Russia allo specchio: cultura, politica e storiografia (1789-1989)
Classificazione scientifico-disciplinare
- Area scientifico disciplinare: Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche
Classificazione geografica
- Regione: Piemonte
Parole Chiave
TARDO ILLUMINISMO, ANTICO REGIME, LINGUAGGI POLITICI, OPINIONE PUBBLICAIl tardo Illuminismo e la crisi dell’Antico Regime in Europa
Università degli Studi di TorinoAbstract
Lo scopo di questo progetto di ricerca è di studiare il tardo Illuminismo considerando la fase finale della cultura dei Lumi come specifico oggetto di studio, non legato teleologicamente alle origini della Rivoluzione francese. Nell’ultimo quarto del secolo s’imposero alla riflessione intellettuale e alla riflessione politica dei governi e delle élites temi specifici come l’elaborazione di un nuovo linguaggio politico, l’anacronismo della feudalità, i diritti dell’uomo, il patriottismo, l’opinione pubblica, la legittimità del potere alla luce del principio di eguaglianza e di sovranità popolare, la funzione sociale e politica delle religioni, la riflessione sulla costruzione di una nuova società civile, di un’economia capace di conciliare virtù e ricchezza, sviluppo ed equità. Il tardo Illuminismo diventa quindi lo strumento essenziale per comprendere storicamente sia il fenomeno della globalizzazione settecentesca, sia la repentina politicizzazione della cultura dei Lumi con le sue peculiarità <<<Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Vincenzo Ferrone Università degli Studi di TORINOObiettivo del Programma di Ricerca
Obiettivo generale del programma di ricerca è la ricostruzione di un quadro complessivo della cultura e della società nel tardo Illuminismo europeo dinanzi alla crisi dell’Antico Regime. Il progetto mira a studiare la fase finale della cultura dei Lumi, considerandola come specifico oggetto di studio, non legato teleologicamente alle origini della Rivoluzione francese. Il tardo Illuminismo assume infatti un’identità propria in quanto al suo interno si assiste al ri-orientamento delle spinte e dei motivi ispiratori dei decenni precedenti, messi alla prova dalle trasformazioni istituzionali e sociali e dalle nuove questioni che si affacciavano all’orizzonte europeo. L’allargamento e la trasformazione repentina degli imperi coloniali europei dopo la guerra dei Sette anni, l’espansione commerciale, il dilagante interesse editoriale verso la letteratura dei viaggiatori, verso l’“altro” e le civiltà extraeuropee, determinarono il conseguente bisogno di ribadire le identità nazionali di fronte all’irrompere delle alterità. Al crescente interesse per le grandi storie universali intese come storia globale degli uomini del mondo intero corrispose lo sviluppo della scienza dell’uomo. La fine della guerra dei Sette anni aprì la strada alla crisi finale dell’Antico Regime, alla stagione delle grandi riforme delle monarchie nazionali imposte dall’alto come alle conseguenti rivoluzioni democratiche come risposte dal basso. Nell’ultimo quarto del secolo s’imposero prepotentemente alla riflessione intellettuale e alla riflessione politica dei governi e delle élites temi inediti e scottanti come l’anacronismo della feudalità, i diritti dell’uomo, il patriottismo, l’opinione pubblica, la legittimità del potere alla luce del principio di eguaglianza e di sovranità popolare, la funzione sociale e politica delle religioni, la riflessione sulla costruzione di una nuova società civile, di un’economia capace di conciliare virtù e ricchezza, sviluppo ed equità. In questa direzione il filo rosso rappresentato dal contesto storico dell’Antico Regime in relazione al tardo Illuminismo resta la chiave di volta per comprendere storicamente sia il fenomeno della globalizzazione settecentesca, sia la repentina politicizzazione della cultura dei Lumi con le sue peculiarità.In relazione a questo progetto, le unità di ricerca si sono proposte obiettivi specifici, riferiti a differenti strumenti di ricerca e alla possibilità di porre a confronto realtà ed esperienze culturali differenti all'interno della cultura europea.
1) l'unità di ricerca di Torino analizzerà i caratteri originali del tardo Illuminismo dal punto di vista dei modelli politico-religiosi e delle forme della comunicazione pubblica con particolare attenzione al tema dei diritti umani. Tre sono i problemi al centro dell’attenzione. Il primo è costituito dall’emergere del repubblicanesimo e del costituzionalismo illuminista, di cui si segue la traiettoria in differenti contesti della penisola italiana (area piemontese, lombarda, veneta) e in Francia con uno sguardo comparato rivolto ad altre esperienze europee. Il secondo nucleo problematico è rappresentato dalla questione della schiavitù, intorno alla quale in vari Paesi europei si concentrò il discorso illuminista soprattutto dopo la guerra dei Sette anni e che viene qui contestualizzato anche nello spazio italiano. Il terzo concerne i rapporti tra giansenismo e Lumi nell’ambito della secolarizzazione della ragione pubblica a fine Settecento.
2) L’unità di ricerca di Napoli mira a indagare i rapporti tra la cultura illuministica napoletana, nelle sue molteplici declinazioni locali, e gli aspetti economici, sociali, politici e culturali della crisi dell’Antico Regime nel Mezzogiorno. La ricerca procederà lungo due direttrici, distinte, ma collegate tra loro. La prima sarà orientata a ricostruire la cultura di governo, ovvero la risposta alla crisi dell’Antico Regime formulata da un ceto intellettuale impegnato a trovare nuovi collanti per opporsi all’evidente erosione di un sistema percepito ormai come anacronistico. La seconda sarà rivolta a ricostruire il reale funzionamento di istituzioni di governo in cui operarono alcuni esponenti del ceto intellettuale.
3) L’unità di ricerca del Piemonte orientale si concentra sull’interazione tra le pratiche di censura, presenti nella gran parte dei paesi europei nel corso del 700, e l’emergere (in alternativa all’ideologia della censura) di un’opinione pubblica che si poneva come garante alternativo alla censura. Il gruppo affronta il problema nella sua dimensione sia politico-istituzionale, con attenzione alle trasformazioni legislative e all’attività concreta di alcuni censori, sia linguistico-concettuale attraverso l’analisi di testi e periodici che è volta a chiarire i concetti di “censura”, “opinione pubblica” e “libertà di discussione” nello spazio europeo con attenzione agli Stati italiani, alla penisola iberica, alla Francia e agli Stati di lingua tedesca. Parte dei dati raccolti sarà informatizzata e resa disponibile in un sito web.
4) L’unità di ricerca di Venezia si propone di ricostruire, attraverso il mutamento del lessico politico, economico e culturale in alcune aree dell’Europa mediterranea, i tempi e i modi attraverso i quali si è formato un sistema di comunicazione, di diffusione delle idee e d'informazione che coinvolge gran parte dell’arco territoriale che va dall’area spagnola alle regioni influenzate dalla cultura asburgica (Lombardia, Toscana, Litorale Austriaco), sino all’impero ottomano. La ricerca sarà resa possibile grazie alle specifiche competenze storiche e linguistiche dei componenti dell’unità, all’interno della quale lavoreranno sia storici sia linguisti con formazione e interessi legati alla linguistica storica, che consentono di declinare il tema di ricerca nell’ambito della cultura e delle civiltà di lingua italiana, spagnola, francese, tedesca e turca. Particolare attenzione verrà dedicata allo studio delle strategie di diffusione e traduzioni di testi del tardo Illuminismo europeo. <<<
Risultati parziali attesi
Il risultato principale atteso dalla ricerca è quello di dimostrare che il tardo Illuminismo assume un’identità propria nella cultura del XVIII secolo in quanto al suo interno si assiste al ri-orientamento delle spinte e dei motivi ispiratori dei decenni precedenti, messi alla prova dalle trasformazioni istituzionali e sociali e dalle nuove questioni che si affacciavano all’orizzonte europeo.Le ricerche sono finalizzate a realizzare:
1) giornate di studio e seminari di ricerca
2) due convegni internazionali, con la partecipazione di specialisti italiani e stranieri, che si svolgeranno a Venezia e Vercelli nel 2008 e 2010.
3) un sito web presso il Dipartimento di studi umanistici dell’Università del Piemonte orientale nel quale data base e risultati saranno accessibili alla comunità internazionale degli studiosi.
4) tre volumi, curati dalle unità di ricerca, che presenteranno i risultati del lavoro svolto.
5) altri saggi e volumi pubblicati dai membri dell’unità di ricerca nel quadro del progetto generale. <<<
Durata
24 mesiBase di partenza scientifica nazionale o internazionale
Tornato al centro del dibattito politico nel contesto dell’attuale crisi del processo di secolarizzazione, l’Illuminismo costituisce oggi un fenomeno cui si guarda, da parte di una certa storiografia europea e americana in continua crescita, alla ricerca dei fondamenti dell’Occidente. Muovendosi in tale direzione, il progetto trova la sua base di partenza scientifica in primo luogo nel lavoro svolto fin dagli anni Ottanta dal coordinatore nazionale e nell’attività di collaborazione maturata con molti degli studiosi che vi partecipano. La ricerca è stata avviata con il libro “I profeti dell'Illuminismo. Metamorfosi della ragione nel tardo Settecento italiano” (1989; ed. rivista e accresciuta 2000) ed è continuata con l’esperienza collettiva confluita nel volume "L'Illuminismo. Dizionario storico", curato dallo stesso coordinatore con Daniel Roche (Roma-Bari, Laterza, 1997), che ha conosciuto tre edizioni italiane, una traduzione spagnola ("Diccionario historico de la Ilustracion", Madrid, Alianza Editorial, 1998), una francese ("Le monde des Lumières", Paris, Fayard, 1999) e una russa (Moskva, Pamiatniki Historiceskoy Mysli, 2003). Il progetto è quindi proseguito con i precedenti programmi di ricerca di interesse nazionale finanziati negli anni 2000 e 2005, intitolati rispettivamente “La cultura dell’Illuminismo europeo” e “L’Illuminismo e i diritti dell’uomo nella crisi dell’Antico Regime”, diretti entrambi dallo stesso coordinatore e cui hanno partecipato molti membri di queste quattro unità, che hanno portato alla stesura di molti lavori già editi (si ricorda qui l’edizione critica in sette volumi della “Scienza della legislazione” di Gaetano Filangieri, 2003-2004, ma cfr. i “Riferimenti bibliografici” all’interno dei progetti delle singole unità) o in corso di pubblicazione (si segnalano P. Delpiano, “Il governo della lettura. Chiesa e libri nell’Italia del Settecento, Bologna, Il Mulino; le edizioni critiche delle “Considerazioni sul processo criminale” di F.M. Pagano, a cura di F. M. Paladini, de “Il progetto di costituzione della repubblica napolitana” ancora di Pagano, a cura di A. Trampus e F. Morelli, e “Della Diceosina” di A. Genovesi, a cura di N. Guasti). La ricerca svolta finora rappresenta il modello di riferimento cui si intende ancora guardare dal punto di vista storiografico, seguendo un approccio socio-culturale al mondo dei Lumi, attento ai tre momenti della produzione, della trasmissione e della ricezione dei testi, che è il risultato di un proficuo incontro tra la rinnovata storia delle idee italiana e la storia sociale francese (V. Ferrone-D. Roche, “L’Illuminismo nella cultura contemporanea. Storia e storiografia”, Roma-Bari, Laterza, 2002). Fondamentale sarà nel contempo il dialogo, avviato da tempo, con altri studiosi europei e americani che hanno focalizzato l’attenzione sui caratteri del tardo Illuminismo, analizzato attraverso lo studio delle forme della comunicazione politica e delle istituzioni culturali, dall’editoria alle accademie alle logge massoniche (in particolare R. Darnton e D. Roche). Rispetto al dibattito storiografico contemporaneo, il progetto generale intende focalizzare l’attenzione sul tema dei diritti umani, la cui importanza è sottolineata da una serie di recenti studi a livello internazionale, quali la “Historia de los derechos fundamentales”, diretta da G. Peces-Barba Martinez e E. Fernandez Garcia (Madrid, Dykinson, 1998-2001), il volume curato da J.C. Lüth e D. Jedan, “The Enlightenment Idea of Human Rights in Philosophy and Education” (Bochum, Verlag, 2002) e quello di L. Hunt, “Inventing human rights” (New York, W.W. Norton & Co., 2007). Ulteriore base di partenza scientifica generale è offerta dalla storiografia sull’opinione pubblica, che ha portato negli ultimi anni a rileggere criticamente il classico studio di J. Habermas (K. Baker, A. V. Gunn, S. Maza).Riguardo agli aspetti più specifici del progetto di ricerca, oggetto di indagine da parte delle quattro unità locali, la base di partenza scientifica nazionale e internazionale è la seguente.
- In relazione al tema “Politica dell’Illuminismo e forme della comunicazione pubblica nel tardo Settecento europeo ” (Unità di ricerca di Torino), essa è rappresentata, riguardo al problema del repubblicanesimo e del costituzionalismo, dai lavori di M. Gauchet (1989), K. Haakonssen (1996), T. J. Hochstrasser (2000) e M. P. Zuckert (1994). Riguardo al mondo francese, da M. Cottret (2002), E. Dziembowski (1998), B. Kriegel (1998) e F. Furet-M. Ozouf, a cura di (1993). Sul problema della schiavitù, punti di riferimento sono gli studi dedicati al tema nel contesto settecentesco, tra i quali la raccolta di saggi di Y. Benot (“Les Lumières, l'esclavage, la colonisation”, Paris, La Découverte, 2005), i due libri di C. Biondi (1973 e 1979), O. Pétré-Grenouilleau (“La tratta degli schiavi”, trad. it., 2006, pp. 209 e sgg.), oltre alle ricerche sull’Italia moderna di S. Bono. Sul problema della secolarizzazione attraverso il rapporto tra Lumi e giansenismo si tiene conto degli studi di P. Corsini-D. Montanari, a cura di (“Pietro Tamburini e il giansenismo lombardo”, Brescia, Morcelliana, 1993), M. Cottret (“Jansénismes et Lumières”, Paris, A. Michel, 1998) e M. Rosa (“Settecento religioso”, Venezia, Marsilio, 1999).
- In relazione al tema “L’Illuminismo napoletano e la crisi dell’Antico Regime” (Unità di Napoli), la base di partenza scientifica è costituita dall’esperienza maturata nell’ambito del precedente progetto nazionale coordinato dallo stesso coordinatore del presente progetto sull’Illuminismo e i diritti dell’uomo nella crisi dell’Antico Regime, all’interno del quale l’unità aveva ricostruito le fonti del giusnaturalismo napoletano divulgate nel Mezzogiorno attraverso la mediazione di A. Genovesi e della sua scuola. Fondamentali sono poi i contributi sulla storia della cultura illuministica napoletana, tra cui si ricordano quelli F. Venturi, R. Ajello, G. Galasso, G. Giarrizzo, e altri recenti segnalati nella bibliografia dell’unità locale.
- In relazione al tema “Opinione pubblica, censura e libertà di discussione. Agenzie governative, interessi sociali e formazioni discorsive nel tardo Settecento europeo” (Unità del Piemonte orientale), la base di partenza è costituita dalla storiografia sulla censura, che è oggi al centro di un interesse crescente. Tra i lavori si segnalano in particolare quelli attenti ai limiti e all'inefficacia dei controlli ufficiali sull’industria tipografica: H. Göpfert- E Weyrauch, a cura di, “Unmoralisch an sich...: Zensur im 18. und 19. Jahrhundert” (Wiesbaden, Harrassowitz, 1988); “Der Zensur zum Trotz: das gefesselte Wort und die Freiheit in Europa” (Weinheim, VCH, Acta Humaniora, 1991); R. Myers- M. Harris, a cura di, “Censorship & the control of print: in England and France 1600-1910” (Winchester, St. Paul's bibliographies, 1992); B. de Negroni, “Lectures interdites: le travail des censeurs au XVIIIè siecle” (Paris, A. Michel, 1995); S. Rosenfeld, “Writing the history of censorship in the age of Enlightenment”, in D. Gordon, a cura di, “Postmodernism and the Enlightenment, New York-London, Routledge 2001, pp. 117-145); R. Birn, “La censure royale des livres dans la France des Lumières”, Paris, Jacob, 2007.
- In relazione al tema “Linguaggi e concetti del tardo Illuminismo nel mondo mediterraneo” (Unità di Venezia), due importanti punti di riferimento scientifico, che sono serviti da base di discussione scientifica nazionale e internazionale, sono i volumi "I linguaggi e la storia", a cura di U. Kindl e A. Trampus, e "Diritti e costituzione", a cura di A. Trampus (Bologna, Il Mulino, 2003 e 2005). Tra gli studi utili per un confronto critico a livello internazionale, oltre a quelli promossi da Q. Skinner, si ricordano P. Burke e R. Porter, a cura di (“The Social History of Language", Cambridge 1987) e R. J. W. Evans ("The Language of History and the History of Language", Oxford 1998). Le linee fondamentali della ricerca dell’unità locale sono già state presentate in un convegno internazionale su “Linguaggi e pratiche culturali nell’età dei lumi” (Venezia, 6-7 giugno 2006) e durante un seminario relativo ai concetti linguistici e storici (Venezia, 19 ottobre 2006), che ha visto la partecipazione di storici del pensiero politico e filosofico, tra cui Hans Blom e Koen Stapelbroek (Erasmus Universiteit Rotterdam). <<<



