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PROGRAMMA DI RICERCA

italiano - english
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Classificazione scientifico-disciplinare
Classificazione geografica
Parole Chiave
IDENTITÀ DIGITALE, COMUNITÀ PROFESSIONALI, COMUNITÀ VIRTUALI, TECNOLOGIE DIDATTICHE, MODELLI FORMATIVI ON-LINE

IDENTITA' DIGITALI E COMUNITA' VIRTUALI, PROFESSIONALI E FORMATIVE

Università degli Studi di Bari
Abstract
Questo progetto di ricerca nasce dalla coordinazione di 8 sedi universitarie ed un ente di ricerca, dislocati su tutto il territorio nazionale, caratterizzati dalla presenza di ricercatori che condividono un interesse scientifico circa il rapporto tra le tecnologie e l’interazione sociale in contesti sia informai che formali. Molti dei partecipanti a questo progetto vantano una tradizione di collaborazione e scambio reciproco testimoniata da pubblicazioni, simposi in convegni nazionali ed internazionali, eventi vari organizzati congiuntamente. Inoltre molti hanno partecipato alla nascita (nel 2005) e alla vita di una associazione di ricerca chiamata Collaborative Knolwedge Building Group (CKBG) (www.ckbg.org) che rappresenta ormai un importante snodo di costruzione collaborativa di conoscenza scientifica a livello nazionale ma conosciuto e apprezzata anche a livello internazionale.
La riflessione teorica condivisa dal gruppo che propone questo progetto di ricerca nasce dagli approcci socio-costruttivisti che guardano alla tecnologia come un artefatto che, oltre ad essere espressione di una comunità culturale, può anche plasmare la stessa cultura e gli individui che l’hanno prodotta. Lo studio della tecnologia, in questo progetto, avrà quindi a che fare con varie sfaccettature della vita umana: dall’analisi dei contesti, all’analisi dei processi psichici individuali, alle relazioni che gli individui stabiliscono all’interno dei gruppi a cui appartengono.
Pertanto l’obiettivo generale e condiviso di questo gruppo di ricerca riguarda lo studio delle dimensioni psico-sociali su cui la tecnologia può avere un impatto, approfondendo quindi la relazione tra artefatti e:
• processi psichici individuali legati all’identità, al genere, alla metacognizione, alla motivazione e a valori e credenze;
• processi sociali riguardanti gli stili comunicativi, le strategie di partecipazione, il senso di appartenenza alla comunità, l’identità collettiva e gli stili di tutorship;
• processi legati alla produzione/trasformazione degli artefatti intesi sia come prodotti individuali che collettivi, orientati ad uno scopo formale formativo o prevalentemente comunicativo.
La peculiarità del progetto di ricerca è studiare tali relazioni in contesti sia formali (come nel caso della didattica universitaria) che informali (nel caso dello studio di blog di adolescenti). Oltre che a mantenere variabili di confronto, ciascun contesto sarà indagato tenendo conto di dimensioni caratterizzanti il contesto in analisi: strategie di apprendimento e modalità di costruzione e valutazione di comunità di apprendimento virtuali in contesti universitari; costruzione del sé in quanto professionisti con insegnanti pre e in-service; rappresentazione e modalità di narrazione del sé negli adolescenti.
Il progetto di ricerca ha anche delle finalità pratiche consistenti in a) l’individuazione di modelli formativi in cui l’uso della tecnologia possa favorire lo sviluppo di processi psico-sociali e b) dare linee-guida per i designer di corsi on-line, per gli sviluppatori di ambienti di comunicazione on-line e in generale per formatori e comunicatori.
Le tecnologie a cui si fa riferimento sono quelle il cui design è predisposto per contenere e ricostruire sistemi di attività culturalmente significativi. Si tratta per lo più di Web-forum e Blog ma anche di piattaforme più complesse in cui è possibile avviare attività di scrittura collaborativa, costruzione di portfoli digitali, progettazione e realizzazioni di prodotti digitali di vario tipo.
I dati saranno raccolti sia on-line che off-line e consisteranno in:
• videoregistrazioni;
• note postate nei forum on-line;
• messaggi scritti nei blog;
• prodotti e artefatti costruiti collaborativamente;
• interviste;
• interazioni e tesi emersi in focus-group;
• risposte a questionari appositamente costruiti per indagare gli obiettivi della ricerca.
Un così complesso progetto prevede l’uso di metodologie complesse, che rispettino l’approccio socio-costruttivista, preservino l’ecologia degli specifici contesti indagati e la natura dei dati di volta in volta raccolti. Saranno quindi utilizzate:
• tecniche quantitative: questionari, analisi quantitativa delle reti sociali (Social Network Analysis - SNA);
• tecniche qualitative come l’analisi del discorso, l’analisi del testo e l’analisi del contenuto;
• metodi misti e innovativi quali l’applicazione della SNA alle reti di significati presenti nei testi scritti e ai processi di posizionamento identitario.
I risultati attesi del progetto vanno in due direzioni:
1. approfondimento teorico: riguardante gli aspetti psicosociali legati all’uso delle tecnologie;
2. applicazione pratica. Saranno infatti delineate linee guida per la realizzazione di attività che mettano in grado i formatori ma anche gli utenti a vario titolo di usare le tecnologie in modo da sfruttarne le potenzialità in termini psicosociali. <<<

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Maria Beatrice Ligorio Università degli Studi di BARI
Obiettivo del Programma di Ricerca
Un primo obiettivo generale che il progetto si propone è diretto ad approfondire la conoscenza della relazione tra tecnologie digitali e processi psico-sociali implicati nell’uso di tali tecnologie. Le tecnologie a cui il progetto si interessa sono quelle che fungono da spazi di interazione sociale, che quindi fanno da cornice ad alcune attività quotidiane. Si tratta principalmente di Web forum e di Blog ma anche di piattaforme più complesse contenenti strumenti per la scrittura collaborativa, per la costruzione di mappe cognitive, per la condivisione di documenti e per la costruzione e gestione di portfoli. Per processi psico-sociali ci riferiamo a:
• processi psichici individuali: tra questi si studieranno il processo di costruzione identitari inteso come processo sociale, interdipendente e distribuito tra persone, ambiente ed artefatti. Si studierà come i posizionamenti identitari vengano “giocati” in spazi virtuali in cui è possibile dare e ricevere feedback di vario tipo e quindi influire reciprocamente sui posizionamenti adottati. Sarà anche indagato l’impatto dell’esposizione ad ambienti interattivi mediati dal computer sulla costruzione identitaria professionale, di genere e sulle modalità di narrazione del sé da parte di adolescenti utilizzatori di blog. Si studieranno anche i processi metacognitivi al fine di comprendere quale efficacia abbia la tecnologia nei contesti di apprendimento formale, soprattutto in termini di competenze auto-regolative che possono essere sviluppate dagli studenti attraverso un uso collaborativo degli strumenti tecnologici. La motivazione sarà studiata in relazione agli obiettivi scolastici, all’apprendimento online e allo status professionale e sarà utilizzata come dimensione differenziale per individuare tools efficaci in termini di apprendimento e di eliminazione delle differenze di genere. Sarà infine studiato il modo in cui le tecnologie possano influire anche sui sistemi di credenze e valori.
• processi sociali: i processi sociali presi in considerazione sono finalizzati a comprendere come nelle comunità virtuali l’individuo attivi specifiche modalità di partecipazione e come queste si traducano in un senso di comunità, a sua volta produttore di una identità collettiva. I costrutti di partecipazione, senso di comunità e identità collettiva saranno studiati nelle dimensioni operazionali e messi tra loro in relazione. Sarà anche indagato come tale relazione influisca sui processi identitari individuali e le modalità di costruzione di nuovi artefatti culturali. Le relazioni sociali saranno anche alla base di alcuni studi riguardanti le modalità tipiche di comunicazione nei blog informali e gli stili di tutorship nei forum di discussione formativi.
• produzione/trasformazione degli artefatti: se gli artefatti sono considerati come parte dei sistemi di attività umana, la loro produzione e il loro uso è anche da prendere in considerazione come processo che implica una coordinazione tra processi psichici individuali, processi sociali e processi culturali. Saranno indagati i modi in cui sono costruiti i prodotti delle attività di apprendimento, sia in contesti educativi che informali. Saranno anche messi in relazione gli usi e i processi di produzione individuale e collettiva di artefatti con i processi identitari e motivazionali individuali e con la costruzione di un senso di comunità.


Come secondo obiettivo generale ci si propone di realizzare modelli di progettazione e di uso delle tecnologie, a scopo per lo più formativo, che possano pienamente sfruttare le potenzialità che esse offrono in termini di sviluppo e ristrutturazione dei processi psico-sociali esaminati. In alcune Unità di Ricerca si procederà infatti con l’individuazione di modelli di design tecnologico che possa permettere un uso efficace delle piattaforme educative, al fine di sviluppare percorsi di formazione ai quali siano motivati a partecipare ragazzi e ragazze. Si descriveranno anche modelli pedagogici basati sul Blended Learning in cui la costruzione dell’identità, del senso di appartenenza e degli artefatti culturali siano efficacemente distribuiti tra on-line e off-line. Infine, si formalizzeranno delle linee guida per indicare ai formatori delle buone pratiche per la strutturazione di attività di apprendimento on-line e blended. <<<
Risultati parziali attesi
Questa ricerca ha l’obiettivo di approfondire le conoscenze circa i processi psicosociali implicati sottostanti nella partecipazione a comunità virtuali e di costruire modelli formativi che tengano conto della rilevanza di tali processi per l’apprendimento.

I risultati attesi vanno in due direzioni:
1) teorico-metodologica: ci si aspetta di poter chiarire come alcuni fattori psicosociali, come l’identità personale e professionale, la motivazione, l’appartenenza, le differenze di genere, ecc., sono messi in gioco nelle attività on-line e, ricorsivamente, come l’uso delle tecnologie influiscano nella percezione di sé come insegnante, come studente e come adolescente e nello sviluppo delle competenze di auto-regolazione. Infine, ci si aspetta di poter dare una maggiore chiarezza esplicativa all’ipotesi sociocostruttivista secondo la quale tecnologie e fattori psicosociali sono in relazione reciproca e distribuite in un complesso sistema persona-ambiente-artefatti.
Alcuni fattori psicologici, come il senso di comunità e le strategie di interazione e comunicazione, sono stati studiati finora negli ambienti on-line usando metodi tipici dei contesti faccia a faccia. In questo modo le peculiarità degli ambienti on-line sono state trascurate e quindi non sembra facile mettere tali peculiarità al servizio di ambienti on-line che siano efficaci dal punto di vista formativo. Ne è prova il fatto che ambienti come blog e forum godono di una vasta e crescente popolarità tra utenti che li utilizzano a scopi di intrattenimento o di comunicazione informale mentre stentano ad essere utilizzati in modo efficace in contesti formativi. Per poter correggere questa tendenza è necessario svolgere ricerca che abbia chiari obiettivi psicologici e formativi e non si limiti ad osservare il fenomeno della rete, che individui e utilizzi metodologie di analisi adeguate. Questa ricerca si propone proprio di individuare strumenti ad hoc per la raccolta e per l’analisi dei dati relativi ad esperienze on-line. Ci si aspetta dunque di poter costruire degli strumenti che possano rendere le future procedure di ricerca psico-sociale più adeguate agli specifici contesti online e agli obiettivi di formazione e di comunicazione positiva.
2) pratico-applicativa: dal punto di vista pratico, la ricerca prevede di realizzare modelli formativi, basati sull’e-learning e/o sul blended learning, che possano favorire quei processi psicosociali considerati determinanti per un apprendimento efficace. Si prevede quindi di sviluppare piani di attività (per es. role playing, scrittura collaborativa on-line, costruzione di mappe concettuali collaborative) e tools (per es. portfoli digitali) utili per una formazione che sia motivante ed efficace e non eliciti differenze di genere. In concreto questo vorrà dire che alla fine del progetto saranno disponibili attività on-line per studenti universitari, insegnanti e adolescenti, di cui sia stata verificata l’efficacia educativa e formativa e che siano in grado di supportare e sviluppare aspetti relazionali, personali e cognitivi.
Si prevede, infine, di poter fornire a formatori e educatori delle linee –guida per poter sviluppare attività significative (da svolgersi sia on-line che in presenza) in ambito formativo ed informale.

Entrambe queste direzioni convergeranno verso la progettazione e realizzazione di corsi e attività di natura sempre formativa, rivolti a utenti di diverso tipo. Per esempio, saranno progettati, realizzati e valutati corsi per:
- studenti universitari che potranno integrare gli incontri in aula con attività on-line ospitate su un apposito sito, caratterizzato da funzionalità di natura psico-pedagogica;
- insegnanti in servizio e in formazione che potranno usare ambienti on-line sia a supporto della loro formazione ma anche come modello per attività da proporre nella loro pratica di lavoro;
- adolescenti che liberamente usano il blog e che vogliano sfruttare questi ambienti per migliorare e potenziare abilità di scrittura, di comunicazione e di riflessione critica. <<<
Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
Questa ricerca si inserisce in una generale cornice socio-costruttivista che fornisce un quadro interpretativo, delle attività umane e della vita psichica, includente un ruolo attivo delle tecnologie (Vygotskji, 1978; Wartofsky, 1979; Engeström, 1987, 2001). La tecnologia è infatti considerata come uno strumento che a livello individuale media il rapporto tra processi psichici e ambiente, a livello storico è tramandato attraverso le generazioni portando con sé i significati delle attività in cui è stato costruito e, infine, a livello socio-culturale modifica la cultura in cui è stato prodotto (Cole, 2004).
Alcune tecnologie digitali sono predisposte per accogliere e ricostruire sistemi di attività culturalmente significativi (Ligorio, 2002; Spadaro, 2007). Si tratta di strumenti telematici comunemente usati per comunicare nella quotidianità, quali web-forum e blog, ma anche di piattaforme più complesse in cui è possibile avviare attività collaborative finalizzate alla produzione di nuovi artefatti o all’apprendimento. In tali tecnologie, l'impatto sui sistemi cognitivi, identitari e sociali sembra emergere con ancora più vigore di come il socio-costruttivismo aveva ipotizzato. Una delle affordances più rilevanti della telematica consiste infatti nel poter essere riempita di contenuti provenienti non da un singolo utente ma dall’interazione di più utenti. Questa peculiarità rende la telematica un potente mediatore sociale che non necessita di attendere i tempi dello scambio generazionale per modificare la cultura. Da questo presupposto nasce l’esigenza di studiarne l’impatto sui processi psicosociali in contesti di vita sia formali, come quelli formativi, che informali.
La letteratura che affronta tali processi, in relazione ai contesti digitali, è molto ampia e in genere si occupa dell’interazione tra processi identitari e sociali all’interno degli specifici contesti tecnologici.

PROCESSI IDENTITARI IN RETE
Da tempo è condivisa l’idea che la pervasività della telematica ha permesso un sostanziale cambiamento nella costruzione della soggettività. Lo sviluppo degli individui non è più fondato su processi di socializzazione culturale, basata sulla partecipazione a pratiche locali e tangibili, bensì su processi di acculturazione basati sulla narrazione di sé all’interno di pratiche globali e digitali (McKenna, Bargh, 2000; Lorenzetti, Stame, 2004). Nello studio dei fattori individuali, quindi, si impone un’attenzione specifica sul tema dell’identità in quanto nodo cruciale attraverso cui le tecnologie impattano sulla vita quotidiana. Nella teoria del sé dialogico (Hermans, 1996), l'espressione dell'identità dipende dal contesto sociale e culturale e dagli strumenti disponibili in quello specifico contesto. In tal senso, i contesti digitali, essendo molteplici, dilatano le opportunità di dialogo, configurandosi come "laboratori di sperimentazioni identitarie" (Turkle, 1997; Ligorio e Hermans, 2005). Laddove tecnologie come i web forum sono utilizzate a scopo di apprendimento, alcune ricerche hanno dimostrato che l'identità è continuamente ridefinita nell'interazione educativa (Ligorio e Hermans, 2005; Spadaro e Ligorio, 2005). Gli ambienti di formazione virtuali possono quindi costituire un valido supporto formativo per gli studenti ed anche per gli insegnanti (Admiraal, Lockhorst, Wubbels, Korthagen, Veen, 1998; Russel, Loughran, 2007; Grion, 2007), dove sia possibile sperimentarsi attraverso un modello di Teach About Teaching (Fichtman, Yendol-Silva, 2003). Dal punto di vista cognitivo, avere una percezione di sé come “intentional learner” (Scardamalia, Bereiter, Lamon, 1994) permette lo sviluppo di una motivazione intrinseca all’apprendimento e quindi favorisce una conoscenza duratura (Blumenfeld, Kempler, Krajcik, 2006; Elliot, McGregor, 2001; Hidi, 1990; Krapp, 2002; Renninger, 1992; Renninger, Ewen, Lasher, 2002). Nella prospettiva metacognitiva (Zimmermann, 2000; Mazzoni, 2003; Boscolo, 2003; Pellerey, 2003), infatti, l’apprendimento basato su processi di auto-regolazione comportano il ruolo attivo del soggetto nel progettare, monitorare e valutare l’azione (Albanese, Farina, Fiorilli e Maltempi, 2004). Tali processi supportano e, nello stesso tempo, sono promossi, dall’attività di e-learning (Scardamalia, 2003).
Anche in contesti informali la telematica offre maggiori opportunità di costruzione identitaria. In particolare, i blog, che sembrano essere usati soprattutto da utenti adolescenti (Sifry, 2006), offrono uno spazio in cui esplorare la propria identità attraverso la narrazione diaristica (Nurmi, 2004) e ricostruire il proprio sé attraverso lo scambio di feedback con altre persone.

PROCESSI SOCIALI IN RETE
La rilevanza dell’interazione dialogica per la costruzione dell’identità fa emergere la necessità di occuparsi di come, in rete, le interazioni si trasformano in processi di costruzione di una comunità. La comunità non è una categoria naturale ma è un costrutto sociale che si afferma attraverso la diffusione di significati condivisi (Mantovani, 1995; Wenger, 1998). Ciò significa che essa si configura come strumento e, insieme, come percorso sia per un apprendimento efficace, sia per costruire la propria identità. Lo studio di alcune comunità di studenti ha infatti mostrato che la costruzione dell’identità è fortemente ancorata all'appartenenza a specifiche comunità (Traetta e Annese, 2007). Altri studi confermano la relazione tra identità, senso di appartenenza e costruzione di artefatti sottolineando che l'individuo, supportato dalla comunità, contribuisce all'innovazione della cultura collettiva (Ligorio e Spadaro, 2005); inoltre, la partecipazione a comunità di costruzione della conoscenza sembra favorire un apprendimento significativo (Berge 1997; 2000; Chan, Burtis, Bereiter, 1997; Scardamalia, Bereiter, 2006) anche nella formazione on-line (Dawson, 2006; Shea, 2006; Rovai, 2002). Un’ulteriore dimensione rilevante nel favorire il successo delle attività online è lo stile di tutorship: un tutor di stile costruttivista elicita maggiormente, rispetto ad un tutor tradizionale, un’interazione basata sull’elaborazione argomentativa dei problemi e sulla collaborazione (Cacciamani e Mazzoni, 2006; Cesareni, Ligorio e Pontecorvo, 2001; Schellens e Valcke, 2006). Anche nei contesi informali si osserva che la Rete è usata dagli adolescenti non solo per acquisire informazioni, ma soprattutto come occasione per estendere la comunicazione e le relazioni interpersonali. Gran parte di queste relazioni sono volte a consolidare la rete di amici già consolidata nella vita e nei contesti quotidiani (Gross, 2004). In questo senso, tecnologie come i blog possono diventare uno strumento di conoscenza, di relazione e di cambiamento.

TECNOLOGIE E PROCESSI PSICOSOCIALI
Le dinamiche sociali si prestano ad analisi che focalizzano le affordances (le proprietà emergenti degli artefatti tecnologici) e il contesto comunicativo (in quanto espressione di dinamiche sociali, personali e comunitarie). Nei contesti di apprendimento, per esempio, gli strumenti di comunicazione asincrona risultano essere più funzionali alla costruzione collaborativa di conoscenza rispetto alla comunicazione sincrona (Ligorio et al., 2006; Dewiyanti et al., 2007). Inoltre, strumenti come i portfoli digitali supportano efficacemente la verifica e autoverifica dell’apprendimento (Tillema, 2001; Ajello e Belardi, 2007). I technology studies (John, 2006; Faulkner, 2001), hanno anche messo in luce i complessi processi sociali mediante i quali la progettazione delle tecnologie viene viziata da alcuni stereotipi di genere (Drude, 2006; Isbister, Doyle, 2002). Nei contesti informali, dall’altro lato, è noto come la tecnologia abbia modificato i processi comunicativi (Crystal ,2006). Al fine di sostenere le potenzialità motivazionali, cognitive, identitarie e sociali delle tecnologie è dunque necessario che il loro design e il loro utilizzo sia sempre sostenuto da chiare indicazioni scientifiche. <<<