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PROGRAMMA DI RICERCA 2004

italiano - english
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Bibliografia
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Parole Chiave
CANNABINOIDI; CARCINOGENESI DEL COLON; FOCI DI CRIPTE ABERRANTI; COMPOSTI NATURALI; ANANDAMIDE; SISTEMA GASTROINTESTINALE; TOPI MODIFICATI GENETICAMENTE; TOPO

cannabinoidi e tumori del colon

Università degli Studi di Napoli "Federico II"
Abstract
Il cancro del colon costituisce un serio problema per la salute pubblica: infatti, in tutto il mondo, si registrano annualmente un milione di casi e, purtroppo, la metà di questi pazienti muore. La formazione del tumore del colon è caratterizzata da una fase precancerosa nella quale appaiono evidenti la formazione di foci di cripte aberranti (ACF). Il nostro scopo è quello di studiare in vivo il ruolo del sistema cannabinoide endogeno (ovvero recettori dei cannabinoidi, endocannabinoidi e proteine responsabili della in attivazione degli endocannabinoidi) sulla formazione di ACF e tumori indotte dall'azossimetano (AOM, una sostanza cancerogena), nel colon del topo. Infatti, la formazione di ACF e tumori osservabili nel colon dei topi in seguito alla somministrazione di AOM presenta caratteristiche istologiche e proliferative simili alle lesioni preneoplastiche e neoplastiche osservabili nell'intestino di pazienti affetti da cancro del colon.
Il nostro progetto prevede la valutazione di ACF, tumori, enzimi (NOS, COX-2, ODC) e geni (p53, K-ras) coinvolti nel processo di carcinogenesi 1) in topi di controllo, 2) in topi trattati con AOM e 3) in topi trattati con AOM insieme a farmaci cannabinoidi (agonisti ed antagonisti dei recettori dei cannabinoidi ed inibitori dell'inattivazione degli endocannabinoidi). Saranno utilizzati anche topi modificati geneticamente (topi CB1-KO)
Allo scopo di delucidare il ruolo del sistema cannabinoide endogeno sulla formazione di >>>

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Angelo Antonio IZZO Università degli Studi di NAPOLI "Federico II"
Obiettivo del Programma di Ricerca
Lo scopo di questo progetto di ricerca è quello di studiare il possibile coinvolgimento del sistema cannabinoide endogeno (recettori dei cannabinoidi, endocannabinoidi e proteine coinvolte nell'inattivazione fisiologica degli endocannabinoidi) sulla formazione di ACF e tumori indotti da AOM nel colon del topo in vivo.

Risultati parziali attesi
Studi condotti nei nostri laboratori hanno evidenziato un aumento degli endocannabinoidi, nonché dell'espressione dei recettori CB1 dei cannabinoidi in patologie intestinali sperimentali (Gastroenterology. 2003;125:765-74. FASEB J2002;16:1973-5. Br J Pharmacol. 2001; 134:563-70. Inoltre, alcuni tumori sono caratterizzati da aumento nell'espressione dei recettori CB1 (Leukemia. 2003;17:1880-90) e da variazioni nel livelli degli endocannabinoidi (Lipids. 2002;37:907-12). Pertanto, è attesa una variazione dell'espressione dei recettori dei cannabinoidi (particolarmente CB1), nonché degli endocannabinoidi nel colon di animali trattati con la sostanza cancerogena azossimetano (AOM).E' stato recentemente riportato che i cannabinoidi sono in grado di ridurre la proliferazione cellule cancerose intestinali in vitro prevalentemente attraverso l'attivazione del recettore CB1 (Ligresti et al. 2003 Gastroenterology 125:677-687). Pertanto è prevedibile una diminuzione delle foci di cripte aberranti e dei tumori in animali trattati con agonisti dei cannabinoidi (presumibilmente attraverso l'attivazione dei recettori CB1) e degli inibitori dell'inattivazione degli endocannabinoidi. Questi risultati potrebbero essere potenzialmente rilevanti per un possibile utilizzo clinico dei farmaci cannabinoidi

Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
Il cancro del colon costituisce un serio problema per la salute pubblica: infatti, in tutto il mondo, si registrano annualmente un milione di casi e, purtroppo, la metà di questi pazienti muore (Janne & Robert, 2000). Le differenze culturali e socio-economiche tra paesi industrializzati e quelli in via di sviluppo chiariscono la differente distribuzione geografica di questa patologia; infatti la più alta incidenza della malattia è osservabile in Europa, Nord-America ed Australia, mentre un numero inferiore di casi si registrano nei paesi africani ed asiatici (Kerr, 2003). Poiché la patologia colpisce prevalentemente le persone anziane ed in considerazione dell'aumento medio dell'età della popolazione, lo studio sul cancro del colon assume oggi un'importanza strategica. Il cancro del colon è caratterizzato da una serie di modificazioni istopatologiche e molecolari che conducono alla trasformazione delle cellule epiteliali a carcinoma del colon, attraverso la formazione di polipi adenomatosi (Cheng & lai, 2003). In particolare, i passaggi che conducono alla trasformazione di un epitelio sano in un carcinoma invasivo sono: 1) formazione di foci di cripte aberranti (ACF), 2) piccolo adenoma; 3) grande adenoma ed infine 4) carcinoma del colon (Jane & Robert, 2000). Queste trasformazioni sono associate a modificazioni genetiche caratteristiche; in particolare le mutazioni dei geni APC (nelle fasi precoci della trasformazione) e dei geni k-ras e p53 sono responsabili della >>>