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PROGRAMMA DI RICERCA 2004

italiano - english
Programmi di ricerca simili:
Classificazione scientifico-disciplinare
Classificazione brevettuale
Classificazione geografica
Bibliografia
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Parole Chiave
EPATOCARCINOMA; TISSUE MICROARRAY; NODULI DISPLASTICI; IMMUNOISTOCHIMICA; FISH; EPATOCARCINOGENESI

Studio immunofenotipico e genotipico dei „pathways" RB1, p53, Wnt ed Homeobox nel carcinoma epatocellulare e nelle lesioni preneoplastiche epatiche con la tecnica dei „tissue microarray"

Università degli Studi di Napoli "Federico II"
Abstract
Il carcinoma epatocellulare (HCC) é una delle piu' frequenti neoplasie umane. L'incidenza di questo tumore varia significativamente a seconda delle aree geografiche considerate, raggiungendo la massima incidenza nelle aree dell' Africa sub-sahariana e dell'Estremo Oriente. La marcata variabilità geografica dellí HCC é in relazione alla variabile prevalenza dei fattori di rischio ambientale che svolgono un ruolo critico nella cancerogenesi epatica. Tra questi l'infezione da epatite B (HBV) e C (HCV) sono sicuramente i fattori di rischio piu' importanti nello sviluppo dell'HCC. In Italia, ed in particolare in Italia meridionale, l'incidenza del carcinoma epatocellulare (HCC) raggiunge valori tra i piu' elevati nel mondo occidentale, in relazione soprattutto allíalta incidenza di infezione da epatite B e C. Nei paesi occidentali ed in Giappone, la maggior parte degli HCC si sviluppa da una cirrosi sia attiva che inattiva. Dati scientifici, prodotti dal nostro gruppo e da altri autori dimostrano che la cancerogenesi epatica é un processo che coinvolge piu' geni, in maniera sequenziale („multistep process"). Questo progetto si prefigge come scopo l'identificazione di fattori biologici coinvolti nella genesi delle lesioni epatiche preneoplastiche e del carcinoma epatocellulare. Nell'ambito di un progetto multicentrico é stato costruito un „tissue microarray" (TMA) dedicato particolarmente allo studio dell'epatocarcinogenesi, comprendente lesioni nodulari >>>

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Luigi Maria TERRACCIANO Università degli Studi di NAPOLI "Federico II"
Obiettivo del Programma di Ricerca
Ipotesi:
Uno o piu' dei geni descritti in seguito hanno un significato patogenetico, prognostico e/o predittivo nel carcinoma epatocellulare .
Il nostro progetto di ricerca si pone come obiettivo primario la costruzione di un „database" contenente dati dellíespressione genica di almeno 32 geni in circa 428 noduli. Questo fornirà importanti informazioni sul (possibile) valore predittivo e prognostico dellíespressione di questi geni e darà nuovi elementi per lo studio della carcinogenesi epatica con metodiche di tipo molecolare, ma confermerà ulteriormente la validità della tecnica dei tissue microarrays utilizzati come risorsa di materiale tissutale. In futuro sarà infatti possibile comparare l'espressione di nuovi geni con con quella dei geni già esaminati. Queste informazioni potranno essere utili a scoprire delle associazioni tra nuovi geni e „pathways" molecolari già noti di cancerogenesi.
Sulla base dei dati ottenuti dal nostro gruppo e da altri autori(1-19), noi ipotizziamo che uno o piu' dei seguenti geni di 4 „pathways" molecolari abbiano un significato patogenetico, prognostico e/o predittivo nel carcinoma epatocellulare:

RB1 pathway: Rb, p14arf, p15ink4b, p16ink4a p27/Kip1, p21/WAF1, cyclin A, Cyclin B1, Cyclin D1, Cyclin D2, Cyclin D3, Cyclin E, CDK4, Ki67, PCNA

p53 pathway: p53, APC, mdm2

Wnt/ beta-catenin pathway: beta-catenin, E-cadherin, MMP-7

Homeobox genes pathway >>>

Risultati parziali attesi
Ci aspettiamo di escludere una parte degli anticorpi per motivi tecnici durante la prima fase. E' da ritenere comunque che circa un 50-75% degli anticorpi scelti funzionerà adeguatamente. Inoltre, poichè la biologia molecolare del carcinoma epatocellulare é un campo in continua evoluzione, con un aggiornamento riguardante nuovi geni e/o proteine pressoché costante, é da ritenersi molto probabile che la suddetta lista di anticorpi possa in un futuro anche prossimo, variare.Ci aspettiamo che una parte almeno dei marcatori genetici scelti mostri un differente pattern di amplificazione nei diversi tipi di noduli, permettendo cosi' di tracciare, insieme con i risultati dell'analisi immunoistochimica, una parte del "pathway" molecolare coinvolto nella carcinogenesi epatica

Durata
12 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
Il carcinoma epatocellulare (HCC) é una delle piu' frequenti neoplasie umane(20). L'incidenza di questo tumore varia significativamente a seconda delle aree geografiche considerate, raggiungendo la massima incidenza nelle aree dell' Africa sub-sahariana e dell'estremo oriente. La marcata variabilità geografica dell' HCC é in relazione alla variabile prevalenza dei fattori di rischio ambientale che svolgono un ruolo critico nella cancerogenesi epatica. Tra questi l'infezione da epatite B (HBV) e C (HCV) sono sicuramente i fattori di rischio piu' importanti nello sviluppo dell'HCC(21, 22). In Italia, ed in particolare in Italia meridionale, l'incidenza del carcinoma epatocellulare (HCC) raggiunge valori tra i piu' elevati nel mondo occidentale(20), in relazione soprattutto all'alta incidenza di infezione da epatite B e C(23). Nei paesi occidentali ed in Giappone, la maggior parte degli HCC si sviluppa da una cirrosi sia attiva che inattiva. Dati scientifici prodotti dal nostro gruppo(14-16) e da altri autori(24-26) mostrano che la cancerogenesi epatica é probabilmente un processo che coinvolge piu' geni, in maniera sequenziale („multistep process").
Studi recenti hanno mostrato che nell'epatocarcinogenesi oltre alla stimolazione autocrina indotta da fattori di crescita come ad es. IGF-II(27) e TGF-beta(28)sono frequentemente interessati alterazioni di almeno 3 „pathways": RB-1, p53 e Wnt/beta-catenina . Questi 3 „pathways" non devono essere considerati >>>