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PROGRAMMA DI RICERCA 2004
italiano - english
Unità di Ricerca
- Università degli Studi di MODENA e REGGIO EMILIA
MATERNO INFANTILE
MODENA(MO) - Università degli Studi di FOGGIA
SCIENZE CHIRURGICHE
FOGGIA(FG) - Università degli Studi di TORINO
DISCIPLINE GINECOLOGICHE E OSTETRICHE
TORINO(TO) - Università degli Studi di MILANO
Clinica ostetrica e ginecologica II
MILANO(MI) - Università degli Studi di TRIESTE
SCIENZE DELLA RIPRODUZIONE E DELLO SVILUPPO
TRIESTE(TS) - Università degli Studi di PERUGIA
SCIENZE GINECOLOGICHE, OSTETRICHE E PEDIATRICHE
PERUGIA(PG) - Università Politecnica delle MARCHE
Biotecnologie biochimiche
ANCONA(AN) - Università degli Studi di FIRENZE
GINECOLOGIA, PERINATOLOGIA E RIPRODUZIONE UMANA
FIRENZE(FI) - Università degli Studi di TORINO
DISCIPLINE GINECOLOGICHE E OSTETRICHE
TORINO(TO) - Università degli Studi di BARI
SCIENZE CHIRURGICHE GENERALI E SPECIALISTICHE
BARI(BA) - Università degli Studi di MODENA e REGGIO EMILIA
SCIENZE MORFOLOGICHE E MEDICO-LEGALI
MODENA(MO)
Programmi di ricerca simili:
- 1 - Rene policistico autosomico dominante: dalla clinica alla analisi cellulare e molecolare: approccio multidisciplinare di valutazione diagnostica e prognostica
- 2 - Iperinsulinismo congenito dell'infanzia: valutazione clinica e metabolica; analisi genetica e correlazione fenotipica; creazione registro nazionale.
Classificazione scientifico-disciplinare
- Area scientifico disciplinare: Scienze mediche
Classificazione geografica
- Regione: Emilia Romagna
Bibliografia
1) Cnattingius S, Stephansson O.The epidemiology of stillbirth. Semin Perinatol. 2002;26:25-302) Hankins G,WilingerM, SpongCY (guest Editors). Stillbirth after 20 weeks. Semin Perinat 2002, 26, 1
3) Incerpi MH, Miller DA, Samadi R, Settlage RH, Goodwin T.M. Stillbirth evaluation: what tests are needed ? Am J ObstetGynecol 1998; 178:1121-5
4) Pitkin R.M. Fetal death: diagnosis and management Am J Obstet Gynecol 1987; 157, 583-9
5) American College of Obstetricians and Gynecologists Committee on Genetics. ACOG Committee Opinion. Committee on Genetics. Genetic evaluation of stillbirths and neonatal deaths.Obstet Gynecol. 2001;97:suppl 1-3
6) Royal College of Obstetrician and Gynaecologists and Royal College of Pathologists. Fetal and perinatal Pathology. Report of a Joint Working Party. 2001 (www.rcog.org.uk)
7) Langston C, Kaplan C, Macpherson T, Manci E, Peevy K, Clark B, Murtagh C, Cox S, Glenn G. Practice guideline for examination of the placenta: developed by the Placental Pathology Practice Guideline Development Task Force of the College of American Pathologists. Arch Pathol Lab Med. 1997 May;121:449-76
8) Michalski ST, Porter J, Pauli RM. Costs and consequences of comprehensive stillbirth assessment. Am J Obstet Gynecol. 2002;186(5):1027-34
9) Weindling AM. The confidential enquiry into maternal and child health (CEMACH). Arch Dis Child. 2003;88:1034-7
10) Canadian Paediatric Socity Statement. Guidelines for health care professionals supporting families experiencing a perinatal loss. Paediiatr Child Health 2001;6:469-77
Parole Chiave
MORTE FETALE; PATOLOGIA; FATTORI EZIOLOGICI; DIAGNOSI; REGISTRO ON LINELA NATIMORTALITA': ASPETTI EZIOPATOGENETICI E CLINICI
Università degli Studi di Modena e Reggio EmiliaAbstract
La riduzione dei tassi di mortalità precoce ha reso particolarmente rilevante, in termini relativi, il problema della natimortalità.Nella legislazione vigente in Italia la differenza tra "aborto" e "nato morto" è posta a 180 giorni di età gestazionale mentre l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha proposto di introdurre il limite di peso in sostituzione della età gestazionale, considerando per le statistiche di mortalità perinatale tutti i nati vivi o morti con peso eguale o superiore ai 500 grammi.
Inoltre, le cause della natimortalità sono sovente di difficile interpretazione sia per la mancanza di appropriati studi post-mortem, sia per una ancor insufficiente conoscenza della fisiologia dell'unità feto-placentare. Pertanto, verrà definito un protocollo di indagine per il nato morto comprendente:
- elenco degli accertamenti biochimici e culturali (virologici e batteriologici)da effettuare in tutti i casi e un algoritmo sugli accertamenti da effettuare nei singoli casi in cui i dati anamnestici o clinici suggeriscono particolari ipotesi diagnostiche; modalità di esecuzione dell'esame obiettivo del feto da effettuarsi in tutti i casi da parte del pediatra o neonatologo; - modalità di esecuzione della fotografia e della radiografia - guida alla esecuzione delle autopsie dell'esame della placenta (macroscopico, istologico ed esami culturali). Tutti questi dati verranno inseriti in una cartella clinica del nato morto sviluppata "ad hoc" per il >>>
Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Annibale VOLPE Università degli Studi di MODENA e REGGIO EMILIAObiettivo del Programma di Ricerca
Obiettivi generali del progetto sono:1. Migliorare la capacità diagnostica mediante un protocollo clinico di indagine etiologica sul nato morto e sviluppo di una cartella clinica dedicata
2. Costituzione di un registro di natimortalità per consulenze on-line
3. Approfondimento di specifiche cause di natimortalità svolte dalle diverse unità partecipanti utilizzando informazioni e materiale biologico di almeno 200 casi raccolti nel corso del progetto
Risultati parziali attesi
1) Protocollo diagnostico clinico laboratoristico e strumentale da applicare al natomorto.2) Sviluppo di cartella clinica ad-hoc.1) Raccolta dati sensibili sia nel registro on-line che di cartelle del natomorto per almeno 200 casi.
2) Paragone dell'efficacia diagnostica con l'adozione degli attuali criteri diagnostici rispetto alle precedenti indagini adottate nei vari centri.
3) Benefici del counseling della coppia genitoriale.
4) Disponibilità della pagina web dedicata alla natimortalità
Durata
24 mesiBase di partenza scientifica nazionale o internazionale
La mortalità perinatale è un esempio di "morte evitabile" ed è costituita da due componenti: la natimortalità e la mortalità neonatale precoce. L'analisi della mortalità perinatale in Italia, evidenzia come il decremento percentuale della natimortalità sia stato, nel periodo '76-'90, pari al 47.5% mentre quello della mortalità neonatale precoce è stato del 58.4%. La riduzione dei tassi di mortalità precoce ha reso, in termini relativi, importante sul piano della prevenibilità il problema della natimortalità.Nella legislazione vigente in Italia la differenza tra "aborto" e "nato morto" è posta a 180 giorni di età gestazionale; un prodotto del concepimento senza vitalità espulso dal 181mo giorno è considerato nato morto. Il "cut off" è diverso nei vari Paesi: è posto a 22 settimane in Francia, a 24 settimane nel Regno Unito ed Olanda, a 27 settimane in Svizzera e a 28 settimane in Danimarca. L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha proposto di introdurre, per il calcolo della mortalità perinatale, il limite di peso in sostituzione della età gestazionale, considerando per le statistiche di mortalità perinatale tutti i nati vivi o morti con peso eguale o superiore ai 500 grammi (1000 grammi per i calcoli della mortalità da utilizzare nei confronti internazionali). In tal modo viene definito aborto l'espulsione di feto morto di peso inferiore ai 500 grammi, indipendentemente dall'età gestazionale.
E necessario sottolineare come, a età gestazionali molto >>>



