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PROGRAMMA DI RICERCA 2004
italiano - english
Unità di Ricerca
- Università degli Studi di SASSARI
SCIENZE AMBIENTALI AGRARIE E BIOTECNOLOGIE AGRO-ALIMENTARI
SASSARI(SS) - Università degli Studi di TORINO
COLTURE ARBOREE
TORINO(TO) - Università degli Studi di PALERMO
COLTURE ARBOREE
PALERMO(PA) - Università degli Studi di NAPOLI "Federico II"
SCIENZA DEGLI ALIMENTI
NAPOLI(NA) - Universita' degli Studi di CATANIA
ORTO-FLORO-ARBORICOLTURA E TECNOLOGIE AGROALIMENTARI
CATANIA(CT)
Programmi di ricerca simili:
- 1 - Influenza del portinnesto, dell'architettura della pianta e dell'ambiente sulla qualità percepita e nutraceutica delle drupacee.
- 2 - Sviluppo di tecnologie innovative nel post-raccolta di produzioni frutticole di qualità
- 3 - AMBIENTE, GENOTIPO E TIPICITA' IN PATATA E CARCIOFO
- 4 - Prodotti orticoli di IV gamma: strategie di produzione e miglioramento della qualità
- 5 - Studio dei processi degenerativi nei prodotti orticoli di quarta gamma
- 6 - Strumenti biotecnologici finalizzati all'ottimizzazione della qualità delle carni e/o tagli carnei di minore tradizione gastronomica
- 7 - Definizione di linee guida di processo per piccole-medie imprese italiane PMI al fine di garantire la sicurezza alimentare di prodotti ittici trasformati con tecnologie blande.
- 8 - Valorizzazione dell'"origine" nell'ambito della filiera olivicola: ruolo del territorio, della certificazione e della tracciabilità in funzione della sicurezza alimentare e dell'internazionalizzazione dei mercati. (OLIAUTENTICO)
- 9 - Studi ecofisiologici, salutistici e molecolari per la valorizzazione qualitativa e la salvaguardia ambientale nei sistemi viticoli nazionali
- 10 - Approcci biotecnologici per la valorizzazione di carni bufaline
Classificazione scientifico-disciplinare
- Area scientifico disciplinare: Scienze agrarie e veterinarie
Classificazione brevettuale
- HUMAN NECESSITIES
- FOODS OR FOODSTUFFS; THEIR TREATMENT, NOT COVERED BY OTHER CLASSES
- FOODS, FOODSTUFFS, OR NON-ALCOHOLIC BEVERAGES, NOT COVERED BY SUBCLASSES A23B TO A23J; THEIR PREPARATION OR TREATMENT, e.g. COOKING, MODIFICATION OF NUTRITIVE QUALITIES, PHYSICAL TREATMENT (shaping or working, not fully covered by this subclass, A23P); PRESERVATION OF FOODS OR FOODSTUFFS, IN GENERAL
- PRESERVING, e.g. BY CANNING, MEAT, FISH, EGGS, FRUIT, VEGETABLES, EDIBLE SEEDS; CHEMICAL RIPENING OF FRUIT OR VEGETABLES; THE PRESERVED, RIPENED, OR CANNED PRODUCTS (preserving foodstuffs in general A23L3/00; preserving in general A61L; applying food preservatives in packages B65D81/28)
- FOODS OR FOODSTUFFS; THEIR TREATMENT, NOT COVERED BY OTHER CLASSES
Classificazione geografica
- Regione: Sardegna
Bibliografia
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Parole Chiave
BIODIVERSITÀ; QUALITÀ; FRUTTICOLTURA; POSTRACCOLTA; PRODOTTI MINIMAMENTE TRASFORMATISALVAGUARDIA E VALORIZZAZIONE QUALITATIVA DI FRUTTIFERI AD ALTA VOCAZIONALITA' TERRITORIALE.
Università degli Studi di SassariAbstract
Nel campo agroalimentare esigenze strettamente economiche hanno portato nel tempo alla diffusione di prodotti omogenei, ormai globalizzati, appiattiti su comuni standard varietali ed organolettici. Simili strategie commerciali mostrano evidenti segni di crisi dovuta all'evoluzione del mercato, all'orientamento dei consumatori verso prodotti aventi specifici e caratterizzanti attributi di qualità. Questa viene ormai intesa in termini globali ovvero come insieme delle proprietà organolettiche, nutrizionali e salutistiche.In particolare la sempre maggior attenzione scientifica rivolta alla relazione alimenti-salute, la consapevolezza che un miglioramento dell'apporto nutrizionale-dietetico rappresenta un fattore protettivo contro l'insorgenza di alcune patologie tipiche delle società avanzate, ha portato ormai a valutare la qualità di un alimento non solo sulla base del valore edonistico ma anche sull'effetto che la sua assunzione può avere sulle condizioni di vita. Il concetto di qualità globale rappresenta ormai il principale fattore di competitività e come tale è diventato un obiettivo strategico da perseguire e salvaguardare. La biodiversità autoctona, rappresenta un'efficiente risposta alle nuove esigenze del mercato. La riscoperta e studio di varietà frutticole locali, oltre a rappresentare un mezzo con cui salvaguardare cultivar in alcuni casi a rischio di erosione genetica, consente di arricchire l'offerta di prodotti frutticoli esistenti, ampliando la gamma >>>
Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Mario AGABBIO Università degli Studi di SASSARIObiettivo del Programma di Ricerca
Negli ultimi anni nel campo agro-alimentare si è verificato un impoverimento della variabilità genetica, per motivi di carattere economico, che ha reso necessario adottare strategie in grado di ridurre la rarefazione delle specie frutticole italiane tradizionali.Uno degli obiettivi del progetto è l'individuazione di azioni di salvaguardia mirate alla conservazione e alla rivalutazione del germoplasma autoctono italiano, consentendo di arricchire l'offerta dei prodotti frutticoli esistenti con nuove varietà considerate "antiche".
In particolare le diverse Unità Operative focalizzeranno le loro ricerche su cultivar di pregio, comprese nel patrimonio frutticolo tipico dell'Italia. A tutt'oggi poco si conosce in merito al comportamento bioagronomico ed ecofisiologico di molte delle varietà delle specie in esame. Sarà quindi obiettivo del programma valutare in primo luogo la risposta dei fruttiferi all'ambiente di coltura, con particolare riferimento al miglioramento qualitativo dei frutti.
L'attenzione del consumatore è oggi rivolta non soltanto alla soddisfazione edonistica dei gusti alimentari, ma anche alla salubrità degli alimenti, alle loro proprietà nutrizionali e di prevenzione delle malattie.
Pertanto, soprattutto nelle specie poco conosciute, un ulteriore obiettivo riguarderà la valorizzazione dei frutti attraverso la caratterizzazione qualitativa e quantitativa dei principali parametri nutrizionali (contenuto in zuccheri, sali minerali >>>
Risultati parziali attesi
1. approfondimento del comportamento biologico ed agronomico di cultivar afferenti al germoplasma autoctono e confronto con cultivar di origine alloctona;2. messa a punto delle metodiche analitiche per la caratterizzazione chimico-nutrizionale di varietà di germoplasma autoctono, estrazione dei metaboliti secondari bioattivi e valutazione dell'attività antiossidante;
3. valutazione quali-quantitativa della micoflora associata alle diverse cultivars e messa a punto di metodiche analitiche, di estrazione e purificazione per la determinazione di alcune micotossine;
4. determinazione delle modalità ottimali di conservazione (Temperatura, Umidità Relativa, Atmosfera Normale e Atmosfera Controllata).1. individuazione delle proprietà chimiche, nutrizionali, e salutistiche delle produzioni tipiche del comparto frutticolo italiano;
2. identificazione strutturale e valutazione quantitativa dei principali metaboliti antiossidanti;
3. ottimizzazione dei parametri operativi di conservazione testati nella prima fase;
4. individuazione dei trattamenti di preconservazione con l'applicazione di metodi a basso impatto ambientale (mezzi fisici, GRAS) che garantiscono il mantenimento della qualità e il controllo dei marciumi nei frutti;
5. ottimizzazione dei parametri operativi nella conservazione in atmosfera modificata, mediante l'utilizzo di diverse condizioni protettive e differenti tipi di imballaggio;
6. determinazione >>>
Durata
24 mesiBase di partenza scientifica nazionale o internazionale
Lo studio della vasta biodiversità delle varietà autoctone dell'area del bacino del Mediterraneo rappresenta una grande opportunità per sviluppare progetti di valorizzazione e utilizzazione sostenibile.La corsa all'ottimizzazione delle rese economiche del frutteto degli anni '70 aveva condotto ad una sempre più spinta omogeneizzazione colturale, con un'evidente marginalizzazione di specie meno redditizie ma estremamente tipiche del paesaggio agricolo mediterraneo, elevando il rischio di un irreversibile processo di erosione genetica. Il rinnovato interesse per le produzioni tipiche derivate da specie ed entità biologiche storicamente presenti negli areali colturali ha determinato, più o meno recentemente, lo sforzo di adottare strategie in grado di ridurre la rarefazione delle specie frutticole tradizionali e di individuare azioni di salvaguardia mirata, ove possibile, ad una loro rivalutazione (1). Il grado di drasticità di processi di erosione genetica a carico di accessioni di germoplasma locale, differenziatesi attraverso secoli di pressione ambientale ed antropica, tiene inevitabilmente conto del diverso grado di interesse, diffusione e rusticità delle diverse specie, nonché della durata del loro ciclo vitale. Alcune specie hanno risentito meno di questo processo di erosione in quanto molto più longeve (ad es. olivo), per altre (ad es. pistacchio) le specificità climatiche e pedologiche degli areali di diffusione hanno contribuito ad una loro persistenza.
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