Vai al contenuto| Home page|

   Ti trovi in: HOME »Programmi, progetti e risultati »I progetti »PRIN - Programmi di ricerca di Rilevante Interesse Nazionale»Programma di ricerca
INIZIO_TESTO_DA_INDICIZZARE

PROGRAMMA DI RICERCA 2004

italiano - english
Programmi di ricerca simili:
Classificazione scientifico-disciplinare
Classificazione brevettuale
Classificazione geografica
Bibliografia
Alexander, J.C. (1978). Biological effects due to changers in fats during heating. J. Am. Oil Chem. Soc. 55, 711-718
Aristoy M.C., Toldrà F. (1991). Deproteinization techniques for HPLC amino acid analysis in fresh pork muscle and dry cured ham. J. Agric. Food Chem. 39, 1792-1795
Aristoy M.C., Toldrà F. (1995).Isolation of flavor peptide from raw pork meat and dry cured ham. In Food flavors: generation, analysis and process influence. Ed. G. Charalambous. Elsevier Science Publ. B.V. Amsterdam, The Netherlands,. 1323-1344
Barone, C.M.A., Abbatiello, M., Esposito, I., Cappuccio, A., Occidente, M., Matassino, D. (2000b). Some aspects of meat production in pig autochthonous genetic types. III. Morphometric characteristics of fibre types and adipocytes. Atti IV Simp. Int. sul Suino mediterraneo. Évora (Portogallo), 26-28 novembre, 1998. Options Méditerranéennes, Serie A, n.41,CIHEAM, 233.
Bellatti M., Dazzi G., Chizzolini R., Palmia F., Parolari G. (1985). Modifications chimiques et physiques des protéins au cours de la maturation du Jambon de Parme. VPC 6, 142-145
Berne R.M., Levy M.N. Fisiologia II. Edizioni Ambrosiana, Milano (1991).
Chang S.S., Peterson R.J., Ho C.H.. (1978).Chemical reactions involved in the deep-fat frying of foods. J. Am. Oil Chem Soc. 55, 718-726
Chang, K.C., da Costa, N., Blackey, R., Southwood, O., Evans, G., Plastow, G., Wood, J.D., Richardson, R.I. (2003). Relationships of myosin heavy chain fibre types to meat quality traits in traditional and modern pigs. Meat Sci., 64, 93.
Diaferia, C., Cappuccio, A., D’Occhio, C., Grasso, F., La Pietra, L., Pirone, G., Zullo, A. (1996). Impiego di microrganismi autoctoni per la preparazione del salame Napoli: caratteristiche finali in funzione del tipo e del livello di zucchero. Atti III Symp. Int. sul Suino Mediterraneo. Benevento, 30 novembre÷2 dicembre 1995. Prod. Anim., 9, III Serie, 139
Diaferia, C., La Pietra, L., Longo, M., Magliano, V., Pirone, G., Rocco, M. (2000). “Napoli type” salami processing from various, indigenous genetics lines of pigs. III. Chemical-physicl and microbiological characteristics. Atti IV Simp. Int. sul Suino mediterraneo. Évora (Portogallo), 26-28 novembre, 1998. Options Méditerranéennes, Serie A, n.41,CIHEAM, 241
Giuliano R., Stein M.L. (1978).Chimica degli alimenti. Edizioni Bulzoni Roma
Grasso F., Barone, C.M.A., C, A., Colatruglio, P., Lucia, R., Zullo, A., Matassino, D. (1996b). Il suino Calabrese per la produzione del salame Napoli con diversi tipi di zuccheri. III. Alcune caratteristiche colorimetriche. Atti III Symp. Int. sul Suino Mediterraneo. Benevento, 30 novembre÷2 dicembre 1995. Prod. Anim., 9, III Serie, 171.
Grasso, F., Cappuccio, A., Colatruglio, P., Girolami, A., Napoletano, F., Zullo, A., Matassino. D. (1996a). Confronto fra suini Casertana e soui derivati. II. Alcuni rilievi alla sezionatura della carcassa. Atti III Symp. Int. sul Suino Mediterraneo. Benevento, 30 novembre÷2 dicembre 1995. Prod. Anim., 9, III Serie, 125
Kanner J. (1994).Oxidative Processes in Meat and Meat Products: Quality Implication. Meat Sci. 36 169-189
Karlsson, AH, Klont, RE, Fernandez, X. (1999). Skeletal muscle fibres as factors for pork quality. Liv. Prod. Sci., 60 (2-3), 255 Sp. Iss.
Klont, RE, Brocks, L, Eikelenboom, G. (1998). Muscle fibre type and meat quality. Meat Sci.,49, Suppl. 1, S219.
Kolakowska A., Deutry J. (1983).Some comments on the usefulness of 2-thioberbituric acid test for evaluation of rancidity in frozen fish. Nahrung 27, 513-518
Matassino, D., Barone, C.M.A., Colatruglio, P., Grasso, F., Totaro, C., De Laurentiis, N. (1996). Morphometric traits of muscle fiber of pig Calabrese and Nero delle Madonie. EAAP 47th Ann. Meet., Lillehammer, 25-29 august.
Matassino, D., Barone, C.M.A., Maurano, F. (1992a). Influence of age andhousing density on new Zealand white rabbits. II. Morphometric characteristics of muscular fibre. Prod. Anim., 5, III Serie, 31.
McCain G.R. Blumer T.N., Craig H.B., Steel R.G. (1968). Free amino acids in ham muscle during successive aging periods and their relation to flavor. J. Food Sci. 33, 142-148
Moller J.H., Henriksen L., Jacobs T. (1997).Evaluation of peptides generated in Italian-Stile dry-cured ham during processing. J. Agric. Food Chem. 45, 3123-3128
Newburg D.S., Concon J.M. (1980).Malonaldehyde concentration in food are affected by cooking conditions. J. Food Sci. 45, 1681-1684
Novelli E., Zanardi E., Ghiretti G.P., Campanini G., DAazzi G., Madarena G., Chizzolini R. (1998).Lipid and Cholesterol oxidation in frozen stored pork, Salame Milano and Mortadella. Meat Sci. 48, 29-40
Pette, D., Staron, R.S. (2000). Myosin isoforms, muscle fibre types and transitions. Micr. Res. Techn., 50, 500.
Ruusunen, M. (1994). Muscle histochemical properties of different pig breeds in relation to meat quality. Diss. EKT-series 968. University of Helsinki. Department of Food Technology.
SOCIETA’ ITALIANA DI NUTRIZIONE UMANA (S.I.N.U). (1996).Livelli di assunzione raccomandati di energia e nutrienti (LARN) per la popolazione italiana. Edizioni Edra, Milano
Spainer A.M., Edwards V., Dupuy H. (1988).Food Technol. 42, 110-117
Toldrà F., Flores M. , Sanz Y. (1997). Dry-cured ham flavour: enzymatic generation and process influence. Food Chem. 59, 523-530
Toldra, F. (2003). Muscle foods: Water, structure and functionality. Food Sci. technol. Int., 9 (3), 173.
Vitucci V., Trabalza Marinucci M., Albano M. (1986).Valutazione della rancidità dei grassi in prodotti di salumeria e tagli congelati. Industrie Alimentari 25, 969-972
Wood J.D., Richardson R.I., Nute G.R., Fisher A.V., Campo M.M., Kasapidou E., Sheard P.R., Enser M. (2003). Effects of fatty acids on meat quality: a review. Meat Sci. 66, 21-32
Zullo A., Barone, C.M.A., Colatruglio, P., D'Agostino, N., Grasso, F., Palazzo, M., Matassino, D. (1996a). Il suino Calabrese per la produzione del salame Napoli con diversi tipi di zuccheri. II. Alcune caratteristiche reologiche. Atti III Symp. Int. sul Suino Mediterraneo. Benevento, 30 novembre÷2 dicembre 1995. Prod. Anim., 9, III Serie, 167
Zullo, A., Barone, C.M.A., Colatruglio, P., Girolami, A., Matassino, D. (2003). Chemical composition in pig meat of the genetic type “Casertana” and its crossbreeds. Meat Sci , 63, 89.
Zullo, A., Diaferia, C., Genovino,G., Palazzo, M., Matassino, D. (2000). Production of Napoli salami from some swine autochthonous genetic types. II. Sensory evaluation. Atti IV Simp. Int. sul Suino mediterraneo. Évora (Portogallo), 26-28 novembre, 1998. Options Méditerranéennes, Serie A, n.41,CIHEAM, 237
Zullo, A., Diaferia, C., Grasso, F., Magliano, V., Palazzo, M., Palomba, C., Matassino, D. (1996b). Il suino Calabrese per la la produzione del salame tipo Napoli con diversi tipi di zuccheri. IV. Alcune caratteristiche sensoriali. Atti III Symp. Int. sul Suino Mediterraneo. Benevento, 30 novembre÷2 dicembre 1995. Prod. Anim., 9, III Serie, 175
Parole Chiave
SALUMI; QUALITÀ CARNE; TIPI GENETICI AUTOCTONI; PROTEOMICA; FIBRE MUSCOLARI; LIPIDOMICA; SUINO

Qualità nutrizionali di salumi tradizionali ottenuti da tipi genetici autoctoni suini

Università degli Studi di Napoli "Federico II"
Abstract
La produzione di salumi è un'antica forma di conservazione e utilizzazione della carne suina. In passato tali prodotti erano legati al territorio sia per la tecnologia di preparazione, che per le modalità di maturazione, entrambe fortemente dipendenti dalla regione geografica. Un ruolo altrettanto determinante per la caratterizzazione e diversificazione dei salumi era la presenza sul territorio nazionale di vari tipi genetici suini adatti a tale tipo di produzione. Con la riduzione e/o scomparsa di numerosi tipi genetici e l’abbandono dell’agricoltura, anche i prodotti tradizionali sono scomparsi dalla tavola del consumatore. Attraverso il recupero del germoplasma animale autoctono e delle tradizioni locali si può giungere a un recupero integrale e integrato dell’attuale agro-ecosistema fornendo nuovo impulso all'economia locale e allo sviluppo sostenibile, in armonia con una condizione ottimale di utilizzazione delle risorse autoctone.
Il programma di ricerca ha come obiettivo la caratterizzazione della carne dei due tipi genetici autoctoni (TGA) suini Calabrese e Casertana attraverso l’identificazione di molecole funzionali alla salute dell’uomo, l’evidenziazione dell’ isoforma di miosina presente nei tipi di fibra, e la conoscenza delle modifiche che intervengono a carico delle frazioni lipidica e proteica nel corso della trasformazione del muscolo in carne e della stagionatura di alcuni prodotti tipici come il salame >>>

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Carmela Maria Assunta BARONE Università degli Studi di NAPOLI "Federico II"
Obiettivo del Programma di Ricerca
Se la conservazione delle risorse genetiche animali a rischio di estinzione o in forte fase di contrazione ha un’elevata priorità per l’Unione Europea, i prodotti tipici ottenuti dai tipi genetici autoctoni (TGA) recuperando e rispettando antiche lavorazioni artigianali potrebbero fornire una soddisfacente risposta alle richieste del moderno consumatore, di alimenti salutistici e dalle peculiari caratteristiche organolettiche. Del resto un prodotto tipico non significa staticità, ma dinamicità, nel senso di continua innovazione del processo produttivo per migliorare continuamente la qualità totale dello stesso in maniera da soddisfare a pieno le diverse esigenze nutrizionali umane nell'emergente concetto di agricoltura 'sostenibile'.
Il tipo genetico è uno dei fattori responsabili delle peculiari caratteristiche tessurometriche e aromatiche che si determinano durante il processo di maturazione, così come il profilo sensoriale del prodotto finito per l’intensa attività proteolitica della microflora batterica autoctona o inoculata dipende principalmente dal contenuto e dall'attività degli enzimi endocellulari, direttamente correlati al tipo genetico di provenienza ed all’età dell’animale. L’identificazione di tali enzimi e dell’aumentata presenza post mortem dei prodotti di degradazione renderebbero tali peptidi dei buoni candidati a marcatori di qualità della carne e ulteriori studi di tali frammenti specifici permetteranno >>>

Risultati parziali attesi
Raccolta di informazioni:
a)sulla distribuzione percentuale dei tipi di fibra e sulle isoforme miosiniche presenti nei muscoli dei due TGA suini Calabrese e Casertana
b)sulla relazione tra i cambiamenti post mortem nel proteoma dei muscoli suini e lo sviluppo della tenerezza
c)per la caratterizzazione del profilo lipidico delle carni utilizzate per la produzione di prodotti tipici tradizionaliMigliorare la conoscenza dei cambiamenti a carico della frazione lipidica e proteica nel corso della stagionatura dei prodotti tradizionali autoctoni
Individuare le fasi che influenzano maggiormente le caratteristiche tecnologiche nel processo di trasformazione delle carni ottenute dai tipi genetici autoctoni
Integrazione di tutte le informazioni raccolte

Durata
12 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
Il consumatore attuale richiede con sempre maggiore frequenza prodotti tradizionali salubri (in relazione alla presenza di classi di molecole di origine proteica già classificate come funzionali alla salute dell’uomo, nonché in relazione alla quantità e qualità della frazione lipidica) ottenuti con tecnologie artigianali e utilizzando tipi genetici autoctoni. La richiesta di carne suina magra è stata, in passato, la causa che ha portato alla comparsa di una materia prima non sempre adeguata alle necessità del settore della trasformazione e alla scomparsa dei tipi genetici autoctoni, progressivamente sostituiti da animali altamente selezionati.
La selezione effettuata nel corso degli ultimi decenni per ottenere maiali più magri sembra aver indotto un aumento del numero e delle dimensioni delle fibre più grandi (FG) (Klont et al., 1998). Una maggiore area di sezione trasversale della fibra muscolare comporta però, un insufficiente rifornimento di ossigeno al centro della cellula, nonché una difficile eliminazione dei prodotti terminali della respirazione, con conseguente peggioramento delle caratteristiche “qualitative” delle carni (Karlsson et al., 1999; Chang et al., 2003). Nei tipi genetici suini non migliorati invece, la percentuale di fibre piccole, a metabolismo ossidativo è maggiore (Ruusunen, 1994; Matassino et al., 1996; Barone et al., 2000b). L’influenza della razza sulle caratteristiche qualitative della carne è ampiamente >>>