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PROGRAMMA DI RICERCA 2004

italiano - english
Programmi di ricerca simili:
Classificazione scientifico-disciplinare
Classificazione brevettuale
Classificazione geografica
Bibliografia
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Parole Chiave
FICO; COEFFICIENTE DI SIMILARITÀ; DNA SATELLITE; CITOGENETICA MOLECOLARE; ANALISI CROMOSOMICA; MOSAICO; ACERIA FICUS; EPIDEMIOLOGIA; ULTRASTRUTTURA

STUDI SULLA DIVERSITA' GENETICA DEL FICO E SULLA NATURA DELL'AGENTE DEL MOSAICO

Università degli Studi di Bari
Abstract
Il fico (Ficus carica L.) era largamente coltivato in Italia specialmente nelle regioni meridionali ma, col passare del tempo, è stato progressivamente trascurato per la perdita di importanza economica. Ciò ha causato la scomparsa di molte varietà, tanto che solo alcune di esse sono rintracciabili presso agricoltori che le hanno mantenute in coltivazione per il consumo familiare o il mercato locale. Queste varietà rischiano l'estinzione anche per il cattivo stato sanitario dovuto alla estrema diffusione di virosi, tra cui il "mosaico" predomina in assoluto, che le rendono meno appetibili agli agricoltori. All'abbandono progressivo della coltura ha corrisposto anche una perdita di interesse da parte degli enti pubblici, ivi incluse le Istituzioni di ricerca. Tuttavia, una ripresa dell' interesse per questa specie sarebbe quanto mai opportuna non solo per motivi socio-culturali, ma anche per la conservazione della biodiversità e per l'importanza che essa riveste nella stabilità degli agro-ecosistemi e nella sostenibilità ambientale. Il fico, infatti , è una specie che si adatta ad una agricoltura a basso apporto energetico. Pertanto, una parte dello studio sarà orientata verso la valutazione della diversità genetica, che sarà effettuate mediante l'utilizzo di marcatori molecolari (AFLP) e di tecniche di citogenetica molecolare (FISH). Per gli aspetti fitopatologici si procederà alla determinazione sia della natura, ancora sconosciuta, del presunto agente del mosaico, da farsi >>>

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Giovanni MARTELLI Università degli Studi di BARI
Obiettivo del Programma di Ricerca
L'obiettivo della ricerca è triplice: (i) dare un'identità genetica a delle selezioni scelte all'interno di popolazioni di fico presenti in Puglia ed in Italia centrale, permettere la salvaguardia del germoplasma e l'omologazione di cultivar caratterizzate dal punto di vista dell'identità varietale e sanitario, sì da mettere a disposizione degli agricoltori materiale di propagazione con caratterisitiche superiori, atto a rilanciare le coltivazione del fico; (ii) determinare la natura, ancora ignota, di un presunto agente infettivo costituito da corpiccioli avvolti da una doppia membrana (DMB), che sono costantemente presenti nelle piante affette da "mosaico" e che possiedono caratteristiche morfologiche ed ultrastrutturali che li differenziano dai patogeni intracellulari delle piante oggi conosciuti; (iii) determinare i rapporti che i DMB stabiliscono con l'acaro eriofide Aceria ficus che ne è il vettore. Poiché si conoscono altre malattie ad eziologia sconosciuta trasmesse da acari eriofidi, caratterizzate dalla presenza di DMB singolarmente simili a quelli del mosaico del fico, esiste un irrisolto problema scientifico che coinvolge una serie di malattie e di ospiti diversi. Il problema pertanto travalica il mero interesse suscitato dal mosaico del fico e merita di essere affrontato con le ricerche programmate.

Risultati parziali attesi
(i) Individuazione di polimorfismo di DNA (AFLP) in una popolazione di fico del Sud Italia.
(ii) Determinazione del numero cromosomico e mappatura fisica di geni ribosomali in una popolazione di fico dell'Italia centrale
(iii) Isolamento in purezza dei DBM
(iv) Estrazione degli acidi nucleici e proteine dei DMBs e loro esame elettroforetico
(v) Inizio del clonaggio degli acidi nucleici ai fini del sequenziamento
(vi) Immunizzazione di animali di laboratorio per l'ottenimento di anticorpi poli e monoclonali
(vii) Messa a punto delle condizioni per l'allevamento di Aceria ficus in condizioni controllate
(viii) Messa a punto del metodo per l'estrazione degli escreti salivari degli acari
(ix) Sezioni di acari e tessuti fogliari di fico per l'individuazione dei siti di accumulo dei DMB
(x) Espianti radicati di fichi sottoposti a risanamento(i) Individuazione di polimorfismo di DNA (AFLP) in genotipi di fico di origine pugliese o del centro Italia
(ii) Determinazione dei coefficienti di similarità o dissimilarità tra genotipi di fico delle due provenienze geografiche e studio delle relazioni genotipiche mediante analisi Cluster e Coordinate Principali
(iii) Determinazione del numero cromosomico e mappatura fisica di geni ribosomali in genotipi di fico di entrambe le provenienze geografiche
(iv) Completamento della caratterizzazione fisico-chimica e molecolare dei DMB
(v >>>

Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
Il fico (Ficus carica) è una specie presente nel Bacino del Mediterraneo sin dal Neolitico, 5000 A. C. (Goor 1965). Nel passato esso costituiva una risorsa importante per l'alimentazione di molte popolazioni mediterranee, che lo utilizzavano in svariati modi (frutta fresca, secca, per preparare dolci, pane e persino cotto o come medicamento) come testimoniano le numerose citazioni del Vecchio Testamento. Il fico riveste ancora importanza economica nei Paesi della sponda sud del Mediterraneo e del Medio Oriente ma in Italia , ove la coltivazione era soprattutto concentrata nel Mezzogiorno, ha perso molto terreno. All'abbandono progressivo della coltura, ha corrisposto una perdita di interesse da parte degli enti pubblici, ivi incluse le Istituzioni di ricerca. In realtà il fico meriterebbe una maggiore considerazione per motivazioni quali, ad esempio:
Conservazione della biodiversità e stabilità degli agro-ecosistemi. Il processo di domesticazione della specie, avvenuto nel corso di millenni nel bacino del Mediterraneo, ha dato origine alla formazione di una molteplicità di varietà locali come risposta adattativa a specifici ambienti pedo-climatici. Nonostante questa elevata variabilità, negli ultimi cinquanta anni si è assistito, anche nel sud Italia, alla rarefazione o scomparsa di vecchie varietà locali per la fortemente diminuita importanza economica. Ne consegue che le numerose varietà selezionate nel tempo per la resistenza a malattie, adattabilità a diverse >>>