Vai al contenuto| Home page|

   Ti trovi in: HOME »Programmi, progetti e risultati »I progetti »PRIN - Programmi di ricerca di Rilevante Interesse Nazionale»Programma di ricerca
INIZIO_TESTO_DA_INDICIZZARE

PROGRAMMA DI RICERCA 2004

italiano - english
Programmi di ricerca simili:
Classificazione scientifico-disciplinare
Classificazione brevettuale
Classificazione geografica
Bibliografia
Aggett PJ, et al. Comment on antigen reduced infant formulae. Acta Paediatr 1993; 82: 314-319
Banni S., Martin J.C. (1998). Conjugated linoleic acid and metabolites. In: J.J. Sebedio and W.W. Christie (Ed.) Trans fatty Acid in Human Nutrition. 261-302. Oily Press, Dundee, Scotland.
Belli Blanes R. 2001 - Il latte di asina a confronto con il latte umano, caprino, bovino e le formule commerciali. Conv. “L’asino: attualità e prospettive dell’impiego in campo medico, zootecnico ed alimentare”, Mondello (PA).
Belury M.A. (1995). Conjugated dienoic linoleate: A polynsaturated fatty acid with unique chemoprotective properties. Nutr. Rev., 53, 83.
Cabiddu A., Decandia M., Molle G., Addis M., Banni S., Piredda G. (2003a). Con il 'CLA' migliora la qualità del latte. Informatore Zootecnico, 18, 124-137.
Cabiddu A., Decandia M., Molle G., Pinna G., Addis M., Spada S., Pirisi A., Piredda G. (2003b). Effect of different pastures on CLA content in milk and sheep cheese. Ital. J. Anim. Sci., 2 (suppl. 1), 518-520.
Chandra LK. Five years follow up of high risk infants with family history of food allergy. JPGN 1997; 24: 380-388.
Chouinard P.Y., Corneau L., Kelly M.L., Griinari J.M., Bauman D. E. (1998). Effect of dietary manipulation on milk conjugated linoleic acid concentrations. J. Dairy Sci., 81, (suppl. 1), 233.
Contarini G., Avalli A. (2001). Report Primo anno di attività. Progetto MIPAF ‘caratteristiche funzionali e dietetiche di latti di specie diverse e loro derivati’ (DIETALAT, 2001).
Conte F., Calabrò A., Monsù G., 2003 – Il latte di asina: alimento per il futuro. Il Progresso Veterinario. Sito internet: http:// www.il progresso - Doreau M., 1991 – Le lait de jument. Prod. Anim., 4 (4), 297-302.
Corso I. (2003). Lattoferrina, non solo un antibatterico. Latte, 28 (11), 54-57.
Dhiman T.R., Anand G.R., Satter L.D., Pariza M. (1996). Conjugated linoleic acid content of milk and cheese from cows fed extruded oilseeds. J. Dairy Sci., 79, (suppl. 1), 137.
Doreau M., Boulot S., 1989 – Methods of measurement of milk yield and composition in nursing mares: a review. Lait, 69, 159-171.
Dreborg S, et al. Hypoallergenic formulae. Acta Paediatr 1993; 82: 901.
FAO. 1998. Production Yearbook. FAO Publ., Rome, Italy, vol. 52. 235 pp.
Furesi D., Greppi G.F. (2002). Prospettive dell’allevamento caprino. Atti XV Congr. Naz. SIPAOC, Cagliari 11-14 settembre, 2002, 145-183.
Greenberger N.J., Skillman T.G. (1969). Medium chain triglycerides. Psycologic considerations and clinical implications. N. Eng. J. Med., 280, 1045-1058.
Gurr, M.I. 1998. Milk and health-pros and cons. PAges 9-22 in Proceedings 25th Int. Dairy Congress, Aarhus, Denmark. vol.I. Danish Nat. Comm. IDF Publ., Aarhus, Denmark.
Hachelaf, W., M., Boukhrelda, M. Benbouabdellah, P.Coquin, J.F. Desjeux, G. Boudraa, and M. Touhami. 1993. Digestibilite des graisses du lait de chevre des enfants presentant une malnutition d'origine digestive. Comparison ave le lait de chevre. Lait 73:593-599.
Haenlein, G.F.W. 2001. Past, present, and future perspectives of small ruminant dairy research. J. Dairy Sci. 84:2097-2115.
Haenlein G.F.W. (1992). Role of goat meat and milk in human nutrition. Atti V Conf. Inter. sulla Capra, Nuova Delhi, India, Vol. II, Parte I, 575-580.
Haenlein, G.F.W. 1996. Status and prospects of the dairy goat industry in the United States. J. Anim. Sci. 74:1173-1181.
Hurley W.L., Aslam M., Hegarty H.M., Morkoc A. (1994). Synthesis of lactoferrin and casein by explants of bovine mammary tissue. Cell. Biol. Int., 18 (6), 629-637.
Ip C., Banni S., Angioni E., Carta G., Mcginley J., Thompson H.J., Bardano D., Bauman D. (1999). Conjugated linoleic acid-enriched butter alters mammary gland morphogenesis and reduces cancer risk in rats. J. Nutr., 129, 2135.
Kanyshkova T.G., Buneva V.N., Nevinsky G.A. (2001). lactoferrin and its biological functions. Biochemistry, 66, (1), 1-7.
Kelly M.L., Kolver E.S., Bauman D.E., Van Amburgh M.E., Muller L.D. (1998). Effect of intake of pasture on concentrations of conjugated linoleic acid in milk of lactating dairy cows. J. Dairy Sci., 81, 1630.
Mc Donald A., 1995 – Which formula in cow’s milk protein intolerance? The dietetian’s dilemma. European J. of Cli. Nutr., 49 (suppl. 1), s56-s63.
Pagano M.C., Pelosi S., Franchi M., Scialandrone M., 1999 - Parametri biologici e morfologici in asini di Martina Franca. Riv. SIDI, 3, 47-51.
Pinto F., Faccia M., De Petro R., D’Onghia F., Zezza L., 2002 – Conservazione e valorizzazione dell’asino di Martina Franca: influenza dell’integrazione alimentare su alcune caratteristiche quanti-qualitative del latte. Influenza del mangime concentrato. Progress in Nutrition, 4 (2), 131-138.
Pinto F., Lestingi A., Caputi-Jambrenghi A., Marsico G., Vonghia G., 1998 - Conservazione e valorizzazione dell’asino di Martina Franca: influenza dell’integrazione alimentare su alcuni aspetti quanti-qualitativi del latte. 1. Indagine preliminare. Atti 4° Conv. Naz. “Biodiversità. Germoplasma locale e sua valorizzazione”, 1173-1176.
Povolo M., Contarini G., (2003). Importanza della frazione lipidica nella caratterizzazione del latte di capra. La rivista del latte, in press.
Precht D., Molkentin J. (1997). Effect of feeding on conjugated cis-D9, trans-D11 octadecadienoic acid and other isomers of linoleic acid in bovine milk fats. Nahrung 41, 330.
Roncada, P., A. Gaviraghi, S. Liberatori, L. Bini, G.F. Greppi. 2002. Identification of caseins in goat milk. Proteomics, 2:723-726.
Salimei E., Belli Blanes R., Marano A., Ferretti E., Varisco G., Casamassima D., 2000 – Produzione quanti-qualitativa di latte di asina: risultati di due lattazioni. Atti - Taha N.M., Lielwein G., 1990 – Pattern of peptide-bound and free aminoacids in camel, buffalo and ass milk. Milchwissenschaft, 45, 22-25.
Scimeca J.A., Thompson H.J., Ip C. (1995). Effect of conjugated linoleic acid on carcinogenesis. Adv. Exp. Biol. Med., 364, 59.
Timmen H., Patton S. (1988). Milk fat globules: fatty acid composition, size and in vivo regulation of fatty liquidity. Lipids, 23, 685.
Wakabayashi H., Takase M., Tomita M. (2003). Lactoferricin derived from milk protein lactoferrin. Curr. Pharm. Des., 9, (16), 1277-87.
Zegarska Z., Paszczyk B., Borejszo Z. (1996) Trans fatty acids in milk fat. Pol. J. Food Nutr. Sci., 5, 89.
Parole Chiave
LATTE; CAPRA; ASINA; BIO-PEPTIDI; ISOMERI CONIUGATI DELL'ACIDO LINOLEICO; LATTOFERRINA; NUTRACEUTICA; INTOLLERANZE/ALLERGIE ALIMENTARI

Valorizzazione di specie minori in aree marginali per la produzione di latte ad elevato valore bio-nutrizionale

Università degli Studi di Foggia
Abstract
Il presente programma di ricerca vede il coinvolgimento di competenze zootecniche e mediche (pediatriche e immunologiche). L'approccio multidisciplinare alla tematica oggetto di indagine rappresenta l'elemento di novità e, a nostro avviso, di particolare interesse del programma di ricerca, il cui obiettivo ultimo è quello di valorizzare alcune specie minori allevate in aree marginali dell'Italia centro-meridionale non solo attraverso una caratterizzazione del loro latte, ma anche saggiandone, mediante test in vitro,le proprietà bio-nutrizionali sia nella cura dei fenomeni di allergia del lattante verso le proteine del latte vaccino, sia nel ripristino della funzione immunitaria nell'anziano. Tale connubio virtuoso tra scienze agro-zootecniche e discipline mediche può rappresentare una reale possibilità di conservazione dei tipi genetici autoctoni attraverso l'unico strumento plausibile che è quello di valorizzarne pienamente le produzioni sotto un profilo non solo edonistico ma anche bio-medicale, sì da garantire ad esse stabili nicchie di mercato. Le quattro unità operative lavoreranno in sinergia, ma con funzioni ben definite:
1) l'U.O. coordinata dal prof. Sevi dell'Università di Foggia si occuperà
a) di caratterizzare la frazione proteica del latte di alcune razze e popolazioni caprine autoctone dell'Italia Meridionale (capra Garganica, capra Valfortorina, capra di Montefalcone), con particolare attenzione alla componente caseinica, e
b) di >>>

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Agostino SEVI Università degli Studi di FOGGIA
Obiettivo del Programma di Ricerca
Negli ultimi lustri, i temi relativi alla tutela della biodiversità sono stati oggetto di crescente attenzione da parte della comunità scientifica internazionale, a cui non è sfuggito il ruolo insostituibile delle razze animali autoctone non solo quali depositarie di risorse genetiche non replicabili, ma anche come strumento insostituibile di sopravvivenza e di sviluppo di realtà agricole marginali. Il legislatore comunitario, facendosi interprete di queste istanze, ha emanato provvedimenti normativi finalizzati alla conservazione dei tipi genetici autoctoni attraverso la diversificazione e valorizzazione delle loro produzioni. Non v'è dubbio, infatti, che l'unico reale strumento di conservazione di molte razze autoctone, e del contesto socio-economico che ruota intorno al loro allevamento, sta nell'attribuzione di un valore aggiunto alle produzioni di questi genotipi locali che bilanci i minori volumi produttivi e, spesso, i più alti costi di produzione con prezzi di vendita più elevati in nicchie di mercato stabili. In siffatto contesto, il ruolo della ricerca scientifica può essere davvero determinante non solo ai fini della caratterizzazione, diversificazione e certificazione d'origine dei prodotti alimentari, ma soprattutto quando, in prodotti già caratterizzati da proprietà organolettiche di pregio, riesca ad individuare l'esistenza di molecole dotate di potenziale valore bionutrizionale e, ancor di più, allorché riesca a fornire prove documentali dell'azione benefica >>>

Risultati parziali attesi
I risultati attesi dal primo anno del programma di ricerca possono così sintetizzarsi:
1) caratterizzazione del latte delle razze e popolazioni caprine oggetto di indagine, con particolare riferimento alla frazione proteica;
2) definizione dell'andamento della produzione quanti-qualitativa di latte e degli aggiustamenti metabolici che intervengono, nel corso della lattazione, nelle razze popolazioni caprine Valfortorina e di Montefalcone;
3) valutazione della risposta immunitaria di linfociti periferici, prelevati da lattanti affetti da intolleranza/allergia alle proteine del latte vaccino, al contatto con caseine e latto-globuline caprine;
4) caratterizzazione quanti-qualitativa del latte dell'Asina di Martina Franca e valutazione degli effetti della mungitura meccanica delle fattrici sul benessere del puledro.I risultati attesi nella seconda fase del programma di ricerca possono essere così riassunti:
1) determinazione dei livelli di isomeri dell'acido linoleico coniugato nel latte di capra e dei fattori alimentari (caratteristiche del pascolo) e fisiologici (stadio di lattazione) che ne regolano il contenuto nel latte;
2) individuazione nel latte di capra di specifici peptidi responsabili del potere ipo-allergenico e bio-medicale nei confronti del lattante;
3) caratterizzazione del latte d'asina per la frazione proteica e lipidica sotto il profilo di componenti specifici ad azione nutraceutica;
4) valutazione del >>>

Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
Negli ultimi lustri, la tutela della biodiversità è stata portata dalla comunità scientifica internazionale all’attenzione dell’opinione pubblica e degli organi istituzionali come azione politica prioritaria non solo per la conservazione di risorse genetiche non replicabili, ma anche per la sopravvivenza economica di molte aree marginali. La valorizzazione dei prodotti tipici rappresenta l’unica reale strategia di conservazione delle razze animali autoctone, altrimenti fatalmente penalizzate, dai bassi livelli produttivi e dagli alti costi di produzione, nel confronto con le razze a più ampia diffusione e oggetto di più intenso lavoro selettivo. Ampliare le conoscenze relative alle razze autoctone e individuare le caratteristiche funzionali e dietetiche dei loro prodotti, utilizzando tecniche analitiche innovative e idonee tecnologie di separazione, è il contributo più qualificante che la ricerca scientifica può fornire per la conservazione e la valorizzazione dei genotipi locali altrimenti destinati ad una lenta agonia con le gravi conseguenze sopra accennate. Le specie caprina ed asinina, pur con alterne fortune, non hanno mai cessato di essere un elemento caratterizzante dei sistemi zootecnici di molte aree marginali dell’Italia centro-meridionale e di recente l’interesse nei loro confronti si sta rivitalizzando per le riconosciute proprietà dietetico-nutrizionali del loro latte.
In realtà, il latte ed i prodotti lattiero-caseari >>>