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PROGRAMMA DI RICERCA 2004

italiano - english
Programmi di ricerca simili:
Classificazione scientifico-disciplinare
Classificazione geografica
Bibliografia
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Materiali e tecniche dell'edilizia paleocristiana a Roma / a cura di MARGHERITA
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Parole Chiave
RISORSE LAPIDEE; CONSERVAZIONE; TECNOLOGIA; STORIA; MEDITERRANEO; DIVULGAZIONE; BENE CULTURALE; RECUPERO AMBIENTALE; GEOSITI

Le risorse lapidee dall'antichità ad oggi in area mediterranea: identità culturali e tecnologie. Sperimentazioni integrate per la conoscenza, restauro e valorizzazione.

Università degli Studi di Firenze
Abstract
Il progetto segue un filo logico costituito dall'uso delle risorse lapidee nell'area mediterranea dalla preistoria fino ai tempi recenti tramite lo studio coordinato di una serie di temi-tipo esemplificativi rappresentati da:
- i primordi della raccolta ed uso della risorsa lapidea per uso razionale ed edilizio, studiato attraverso i casi di: Sa Coa de Sa Multa e di Sa Pedrosa, del Monte Arci e dei Nuraghi in Sardegna; delle aree di raccolta del Pollino e della piana fiorentina; della Miniera della Defensola in Gargano; delle cave di calcare di Antinoupolis e delle estrazioni etrusche della Pietra Serena di Fiesole; delle prime estrazioni Daune in Puglia.
- la persistenza nel tempo e nel luogo di uso della risorsa lapidea attraverso lo studio dei casi di: i graniti della Sardegna, i calcari di Antinoupolis, la Pietra Serena di Fiesole, la Pietra Caduta di Puglia, le pietre dell'Italia Nord Occidentale, il Marmo della Maremma Toscana.
- la definizione di criteri e modalità di rilievo (ivi compresi quelli applicabili in condizioni di emergenza), analisi, rappresentazioni comuni e condivise della cava come architettura, con interesse per le tracce di lavorazione, le catene operatorie, lo studio delle evidenze e dei fenonomeni di riutilizzo con funzioni diverse che le cave possono avere avuto nel tempo.
- l'individuazione dello stato di conservazione e lo studio dei meccanismi di degrado dei materiali, dissesto delle strutture e perdita della memoria >>>

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Luigi MARINO Università degli Studi di FIRENZE
Obiettivo del Programma di Ricerca
La risorse lapidee di un territorio hanno da sempre costituito una delle principali fonti di materiale per l'attività umana in gener ed edilizia in particolare, dalle costruzioni minori e d'uso quotidiano fino ai grandi monumenti.
Le cave storiche sono la tangibile traccia di attività umane legate all'uso della risorsa lapidea e dei cicli di produzione, trasporto ed impiego. Le cave, considerate come NEGATIVO DELL'ARCHITETTURA COSTRUITA, e come bene archeologico, presentano proficue prospettive per quanto riguarda lo studio e le problematiche relative al restauro ed alla valorizzazione.
I resti di cave costituiscono un luogo previlegiato, e per ora poco esplorato, per le osservazioni e la ricerca degli ARCHIVI DEL SUOLO, i luoghi nei quali sono conservate, in collocazione primaria, le tracce materiali e le documentazioni originali dell'attività edificatoria dell'uomo. La cava rappresenta in molti casi l'embrione del monumento costruito, e ne menaiene la valenza storica in un continuo culturale ed anche come luogo di reperimento dei materiali originali per una corretta conservazione.
Pertanto, la cava nel suo insieme rappresenta un luogo culturale previlegiato di incontro e di simbiosi interdisciplinare tra specialisti di varia formazione ed estrazione, disponibili a intervenire in stretta collaborazione, nella specificità delle proprie discipline.
Il progetto si pone l'obiettivo di recuperare alla memoria, alla conoscenza scientifica e di >>>

Risultati parziali attesi
Lo scopo di questa prima fase é la definizione delle competenze specifiche, delle caratterizzazioni delle singole Unità Operative e i possibili spazi di interconnessione fra le diverse U.O.Le verifiche avverranno attraveso riunioni di lavoro e sopralluoghi operativi allo scopo di collaborare alla evidenziazione di interfacce tra i sistemi informativi definiti dalle singole Unità.Formazione di un sistema integrato di ricognizione, sensibile alle differenziazioni disciplinari presenti, capace di definire con efficacia le condizioni di visibilità di superficie e l'intensità delle evidenze. Redazione e sperimentazione di schede di ricognizione che consentano l'organizzazione dei dati raccolti per la formazione di carte tematiche (implementate in GIS) specializzate, utilizzabili a più chiavi di lettura allo scopo di facilitare le successive operazioni di elaborazione.
I risultati parziali attesi, quindi, sono: redazione di cartografia tematica dei bacini estrattivi passati e presenti, considerati; individuazione delle tecniche analitiche più appropriate per la valutazione della qualità dei lapidei; rilievo delle emergenze tecniche estrattive e delle tracce di lavorazione.Il lavoro delle singole U.O., a seguito delle sperimentazioni eseguite localmente ma in costante collegamento con le altre U.O., potrà produrre modelli operativi che, seppure dimensionati e verificati sulle specificità locali, potranno essere impiegati su più ampia scala. L'apporto mirato delle singole >>>

Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
La materia prima litica entra nella storia dell'Uomo sin dalle origini, nella fase di passaggio dalla natura alla cultura. Le prime esperienze di astrazione e di progettualità, tipiche del genere Homo e che lo differenziano dal mondo animale, riguardano la manipolazione della pietra, come materia da elaborare per le strutture monumentali e per i manufatti destinati alle attività quotidiane attraverso tecnologie che vedono uno specifico sviluppo e affinamento durante la preistoria (da 2 My sino all'età del Ferro) e nelle varie epoche storiche. Il reperimento di risorse lapidee nel territorio, con la sua valenza culturale, storica ed ambientale, va intesa in un'ampia accezione che include varie fonti di approvvigionamento. Durante la preistoria, infatti, l'Uomo ha dapprima raccolto materiali in alveo e in affioramento, come in una sorta di cava atipica, e quindi ha aperto cave a cielo aperto e miniere.
Tutta l'area mediterranea è stata storicamente influenzata nel campo minerario, sia da un punto di vista tecnologico che di concezione demaniale della risorsa, dall'impronta conferitale dalla Civiltà Romana, che aveva a sua volta fortemente risentito dell'influenza delle precedenti civiltà etrusca ed egizia con cui era venuta in contatto.

Ma fu nel periodo fenicio-punico e soprattutto in quello romano che la pietra cominciò ad essere apprezzata anche per il suo valore estetico, divenendo la protagonista nell'arte dei monumenti celebrativi e religiosi >>>