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PROGRAMMA DI RICERCA 2004

italiano - english
Programmi di ricerca simili:
Classificazione scientifico-disciplinare
Classificazione brevettuale
Classificazione geografica
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Parole Chiave
ACQUE SOTTERRANEE; RISANAMENTO IN SITU; PUMP AND TREAT; BARRIERE PERMEABILI REATTIVE; PROCESSI OSSIDATIVI AVANZATI; PROCESSI BIOLOGICI SEQUENZIALI; SOLVENTI CLORURATI; IDROCARBURI; METALLI PESANTI

PROCESSI AVANZATI PER IL RISANAMENTO DI ACQUE SOTTERRANEE CONTAMINATE

Università degli Studi di Roma "La Sapienza"
Abstract
Il risanamento delle acque sotterranee è di recente divenuto una delle principali emergenze ambientali, in Italia ed in Europa. Il più comune approccio per il risanamento delle acque sotterranee è oggi il cosiddetto "pump and treat" (P&T), che però presenta numerosi problemi:
-difficoltà ad ottenere i bassissimi livelli di concentrazione (LMC) necessari per la ricarica nell'acquifero dell'acqua trattata. In altre parole, difficoltà a preservare la risorsa dal punto di vista quantitativo.
-costi elevati, sia energetici che di trattamento, il che è sfavorevole quando la velocità di risanamento è comunque lenta, per la presenza di fasi non acquose separate o di contaminanti fortemente trattenuti sulla fase solida satura.
D'altra parte, anche i trattamenti in situ (ad es. le barriere permeabili reattive, PRB) presentano difficoltà nel raggiungere bassi LMC (con conseguente necessità di analisi di rischio) e possono causare contaminazione secondaria (ad es. accumulo di intermedi tossici). Infine, per entrambe le tipologie, molti processi possono solo rimuovere una singola classe di sostanze, quando invece le acque sotterranee contaminate spesso contengono molte sostanze differenti.
Scopo del presente progetto è di studiare e sviluppare processi avanzati per il risanamento di acque sotterranee, sia chimico-fisici che biologici, nel contesto sia dei trattamenti in situ che on site.
I punti chiave del progetto sono
A) Processi in >>>

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Mauro MAJONE Universita' degli Studi di ROMA
Obiettivo del Programma di Ricerca
Il problema
Il risanamento dei siti contaminati è una emergenza ambientale di assoluta preminenza in Italia ed in Europa. In Italia, sono individuati circa 50 siti contaminati (Programma nazionale di bonifica, L. n. 426/1998 e DM 468/2001) che per dimensioni e gravità della contaminazione sono considerati di interesse nazionale. Tali siti ricoprono un'area di circa 100.000 ettari (0.3% del territorio nazionale) e per le prime misure urgenti di messa in sicurezza e risanamento è stanziato un contributo pubblico di oltre 500 milioni di euro. A tali siti nazionali, si aggiungono e si aggiungeranno una miriade di siti minori di rilevanza regionale o comunale, portando a circa 15.000 i siti che dovranno essere bonificati o almeno sorvegliati e a circa 25-30 milioni di euro la relativa spesa (Panno et al., 2001).
La presenza diffusa di siti contaminati sul territorio nazionale pone problemi del tutto peculiari per il loro risanamento. Tra questi il fatto che la contaminazione è spesso il risultato di attività antropiche variegate, successive e diversificate nel tempo, con uno stratificarsi, anche puntuale, di riporti, rifiuti e suoli contaminati. Il primo ricettore della contaminazione è quasi sempre la o le falde sottostanti, la cui contaminazione riflette la complessità delle attività antropiche avvenute nel sito. La contaminazione delle falde è problema di assoluta gravità sia perché l'acqua è la matrice più mobile, veicolo del trasporto ed allargamento della >>>

Risultati parziali attesi
- Scelta definitiva degli specifici contaminanti "target" per ciascuna UO e, tra questi, dei contaminanti comuni alle diverse UO
- Start-up e gestione dei sistemi sperimentali sugli specifici contaminanti "target" per ciascun processo di risanamento#!

Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
In Italia, il problema dell'inquinamento dei siti e delle acque di falda è di prioritaria importanza data la sempre maggior frequenza e gli elevati livelli con la quale viene riscontrato. In alcuni casi, la rimozione della sorgente di contaminazione (mediante ad es. asportazione di una porzione di suolo superficiale fortemente inquinato o mediante isolamento con barriere impermeabili) consente di recuperare in tempi piuttosto brevi la funzionalità di un sito contaminato.
Al contrario, quando la contaminazione si è trasferita dalla superficie alla falda, la procedura di bonifica e di risanamento può risultare estremamente complessa e lunga. L'approccio convenzionale per il risanamento di acque di falda è basato su sistemi di tipo "pump-and-treat" (P&T) (Palmer et al., 1988). In tali sistemi, l'acqua di falda contaminata è estratta dall'acquifero, trattata opportunamente in impianti posizionati sul sito e quindi re-iniettata nell'acquifero o scaricata.
Di solito, quando viene rivelata la contaminazione di un acquifero, la normativa prevede che venga intrapresa una azione di messa in sicurezza d'emergenza con l'obiettivo di limitare l'estendersi del pennacchio di contaminazione con conseguente pericolo per recettori sensibili posti nelle vicinanze (in particolare pozzi di approvvigionamento per acque potabili). Tale operazione di messa in sicurezza è normalmente realizzata mediante sistemi di tipo P&T.
I sistemi P&T sono stati utilizzati a partire dagli >>>