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PROGRAMMA DI RICERCA 2004

italiano - english
Programmi di ricerca simili:
Classificazione scientifico-disciplinare
Classificazione geografica
Bibliografia
RICHARD SHERR, The performance of chant in the Renaissance and its interactions with polyphony, in: Plainsong in the age of polyphony, edited by Thomas Forrest Kelly, Cambridge, Cambridge University Press, 1992, pp. 178-208; MARCO GOZZI, Le edizioni liturgico-musicali dopo il Concilio, in: Musica e Liturgia nella Riforma tridentina. Trento, Castello del Buonconsiglio 23 settembre - 26 novembre 1995, a cura di M. Gozzi e D. Curti, Trento, Provincia Autonoma di Trento - Servizio Beni Librari e Archivistici, 1995, pp. 39-55; ANTONIO LOVATO, Teoria e didattica del canto piano, in Musica e Liturgia nella Riforma tridentina. Trento, Castello del Buonconsiglio 23 settembre - 26 novembre 1995, a cura di M. Gozzi e D. Curti, Trento, Provincia Autonoma di Trento - Servizio Beni Librari e Archivistici, 1995, pp. 57-67; ANTONIO LOVATO, Cantus binatim e canto fratto, in Trent'anni di ricerca musicologica: studi in onore di F. Alberto Gallo, a cura di Patrizia Della Vecchia e Donatella Restani, Roma, Torre d'Orfeo, 1996 (Istituto di Paleografia musicale. Serie III, Miscellanea, 2), pp. 73-95; MARCO GOZZI, Nuclei rilevanti ed esemplari di grande interesse nel fondo a stampa della Biblioteca Feininger, in Il canto piano nell'era della stampa: atti del Convegno internazionale di studi sul canto liturgico nei secoli XV-XVIII, a cura di Giulio Cattin, Danilo Curti e Marco Gozzi, Trento, Provincia autonoma di Trento, 1999, pp. 60-71; ANTONIO LOVATO, Aspetti ritmici del canto piano nei trattati dei secoli XVI-XVII, in Il canto piano nell'era della stampa: atti del Convegno internazionale di studi sul canto liturgico nei secoli XV-XVIII, a cura di Giulio Cattin, Danilo Curti e Marco Gozzi, Trento, Provincia autonoma di Trento, 1999, pp. 99-114; DANIELE TORELLI, Il canto piano nell'ecdotica della musica sacra tra Rinascimento e Barocco, in Problemi e metodi della filologia musicale. Tre tavole rotonde, a cura di Stefano Campagnolo, Lucca, LIM, 2000, pp. 107-119; DANIELE TORELLI, La prassi del canto piano e del canto fratto nel Duomo di Firenze, in “Cantate Domino”, musica nei secoli per il Duomo di Firenze, Atti del convegno Internazionale, a cura di P. Gargiulo - G. Giacomelli, C. Gianturco, Firenze, Edifir, 2001.
Parole Chiave
MUSICA; NOTAZIONE MENSURALE; PRASSI ESECUTIVA; CATALOGAZIONE; TEORIA MUSICALE; INFORMATIZZAZIONE; GREGORIANO; CANTO FRATTO; LIBRI LITURGICI

Il canto piano con elementi mensurali (1350-1750)[Progetto RAPHAEL]

Università degli Studi di Lecce
Abstract
Il progetto intende indagare, nella pluralità dei suoi aspetti e con il supporto delle tecnologie informatiche, un corpus musicale di primaria importanza per la conoscenza della musica italiana ed europea dei secoli XIV-XVIII. Il progetto prevede: a) la prosecuzione del progetto RAPHAEL avviato nel 2002 con il censimento, la descrizione e l'acquisizione (riproduzione fotografico-digitale) delle fonti musicali italiane e dei trattati teorici che testimoniano l'esecuzione ritmica o la scrittura mensurale nel canto gregoriano; b) l'edizione critica parziale del corpus musicale di provenienza italiana e dei passi dei teorici individuati nell'arco cronologico 1350-1750; c) l'esecuzione dal vivo e la registrazione di esempi significativi del repertorio da parte di ensembles specializzati; d) la creazione di un sito web contenente, oltre alle riproduzioni dei libri litugici, tutti gli studi e i materiali approntati (elenchi, trascrizioni, esecuzioni).

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Marco GOZZI Università degli Studi di LECCE
Obiettivo del Programma di Ricerca
Il programma intende restituire alla fruizione della comunità scientifica internazionale e di ogni appassionato di musica, il corpus musicale sinora trascurato rappresentato dalle diverse forme di canto piano scritte o eseguite con notazione ritmico/mensurale (soprattutto inni, sequenze e Credo). Si tratta di un corpus (appartenente al repertorio gregoriano) pochissimo conosciuto, ma assai significativo e ricco di caratteristiche estremamente interessanti dal punto di vista testuale, liturgico, compositivo e notazionale. Lo studio approfondito delle prime testimonianze e dell'evoluzione di questo fenomeno, unitamente al contemporaneo spoglio della trattatistica musicale, contribuirà a conoscere il nuovo stile, a comprendere le motivazioni che sottendono alla sua nascita e alla sua fortuna e a verificare il rapporto con il canto liturgico tradizionale. Il risultato più nuovo del programma consiste nell'utilizzo della paleografia e della filologia a servizio del 'restauro' sonoro di un bene culturale, nella sua più necessaria ed elementare possibilità di fruizione attraverso la concreta esecuzione musicale dal vivo e registrata. La creazione di un sito web multimediale permetterà una larga fruibilità dei risultati della ricerca a tutta la comunità scientifica internazionale e una immediata valutazione del lavoro svolto.

Risultati parziali attesi
Elenco parziale dei manoscritti e delle edizioni di trattati teorici che contengono riferimenti al canto fratto o all'esecuzione misurata del gregoriano, edizione di alcuni passi riguardanti il canto fratto individuati nella trattatistica, con traduzione italiana e commento.Censimento parziale, descrizione e riproduzione dei testimoni musicali manoscritti e a stampa italiani dal 1350 al 1750 contenenti composizioni in canto fratto o con elementi ritmico-mensurali.Registrazione, da parte di ensembles specializzati, di alcuni pezzi trascritti appartenenti al repertorio del canto frattoConvegno internazionale incentrato principalmente sul canto fratto, ma aperto anche a contributi su argomenti collegati all'argomento principaleCostruzione di un sito web in progress. Le varie sezioni saranno implementate progressivamente, con le riproduzioni, le trascrizionmi e le registrazioni prodotte.

Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
Le prime ricerche di una certa consistenza su questo repertorio sono iniziate negli anni '90 per iniziativa dell'Università di Padova. Furono esaminati libri liturgico-musicali manoscritti e a stampa degli archivi di Padova, Venezia e Trento, dai quali emergeva l'esistenza di un vasto repertorio di composizioni in canto gregoriano e canto fratto, in canto gregoriano e polifonie semplici, in canto neo- o pseudo-gregoriano. Nello stesso tempo iniziò la ricerca sui trattati, allo scopo di individuare le ragioni teoriche che sottostavano alla diffusione di tale repertorio monodico, parallelo a quello del canto gregoriano. Si tratta in ogni caso di brevi articoli e contributi a convegni (elencati nel paragrafo 'Riferimenti bibliografici'), che hanno enucleato i contorni del fenomeno, in particolare nel Sette e Ottocento e ne hanno evidenziato l'importanza. Solo l'avvio del Progetto di Ricerca INteruniversitario RAPHAEL nel 2002 ha consentito di individuare, fotografare e schedare in maniera sistematica una quantità considerevole di manoscritti e di edizioni conservate negli archivi e nelle biblioteche italiane. L'attualità e l'importanza della ricerca sono state confermate nell'ambito del primo grande Convegno Internazionale di Studi sul tema, intitolato "Il canto fratto: l'altro gregoriano" (Parma-Arezzo, 3-6 dicembre 2003), dove sono emersi i contorni di una civiltà musicale non soltanto italiana basata sul ‘cantus fractus'. Si tratta ora di continuare l'indagine, estendendo >>>