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PROGRAMMA DI RICERCA 2004
italiano - english
Unità di Ricerca
- Università degli Studi di PADOVA
ITALIANISTICA
PADOVA(PD) - Università degli Studi di BERGAMO
LINGUE E LETTERATURE NEOLATINE
BERGAMO(BG) - Università "Cà Foscari" di VENEZIA
ITALIANISTICA E FILOLOGIA ROMANZA
VENEZIA(VE) - Università degli Studi di VERONA
LINGUISTICA, LETTERATURA E SCIENZE DELLA COMUNICAZIONE
VERONA(VR) - Università degli Studi di PARMA
ITALIANISTICA
PARMA(PR) - Università degli Studi di GENOVA
ITALIANISTICA ROMANISTICA ARTI E SPETTACOLO
GENOVA(GE)
Programmi di ricerca simili:
Classificazione scientifico-disciplinare
- Area scientifico disciplinare: Scienze dell'antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche
Classificazione geografica
- Regione: Veneto
Bibliografia
Contributi dei partecipanti al programma di ricerca: G. Baldassarri, Canto IX: “La fontana d'Apollo”. Il Marino, ovvero la Poesia, nel vol. coll. «Lectura Marini», Ottawa, Dovehouse Editions, 1989, pp. 139-153; G. Baldassarri, Carlo de' Dottori nella cultura letteraria dell'età barocca, introduzione al vol. coll. «Carlo de' Dottori e la cultura padovana del Seicento», Padova, Università degli Studi - Accademia Patavina di Scienze Lettere e Arti, 1989, pp. 1-20; G. Baldassarri, Sull’“Ossian” di Cesarotti, in «Rassegna della letteratura italiana», XCIII (1989), 3, pp. 25-58, e XCIV (1990), 1-2, pp. 5-29, e 3, pp. 21-68; A. Beniscelli, Le fantasie della ragione. Idee di riforma e suggestioni letterarie nel Settecento, Genova, Marietti, 1990; G. Baldassarri, L'originale di “Temora”. Postilla sul Cesarotti e le stampe inglesi del 1763, in «Omaggio a G. Folena», Padova, Editoriale Programma, 1993, pp. 1383-1391; A. Beniscelli, Il Settecento letterario, nel vol. coll. «La letteratura ligure. La repubblica aristocratica», Genova, Costa & Nolan, 1993, II, pp. 227-296; G. Baldassarri, L'invenzione dell'epistolario, in «Pietro Aretino nel cinquecentenario della nascita», «atti» del Convegno di Roma-Viterbo-Arezzo-Toronto-Los Angeles, Roma, Salerno Editrice, 1995, I, pp. 157-178; G. Baldassarri, “Metrica” e “canto”: ipotesi su Ossian da Macpherson a Cesarotti, in «Letteratura italiana e musica», «atti» del XIV Congresso A.I.S.L.L.I., a cura di J. Moestrup - P. Spore - C.-K. J¢rgensen, Odense, University Press, 1997, I, pp. 53-62; D. Tongiorgi, L’eloquenza in cattedra. La cultura letteraria nell’Università di Pavia dalle riforme teresiane alla Repubblica Italiana, Bologna, Cisalpino, 1997; D. Perocco, Viaggiare e raccontare. Narrazione di viaggio ed esperienze di racconto tra Cinque e Seicento, Alessandria, Edizioni dell’Orso, 1997; C. Goldoni, Un curioso accidente, a cura di R. Ricorda, Venezia, Marsilio, 1998; V. Gallo, La selva di Placido Adriani: la commedia dell’arte nel Settecento, Roma, Bulzoni, 1998; P. Metastasio, Estratto dall’arte poetica di Aristotele, a cura di E. Selmi, Palermo, Novecento, 1998; G. Santato, Tra mito e palinodia. Itinerari alfieriani, Modena, Mucchi, 1999; G. Baldassarri, Oratoria civile e forense nel Settecento, in «Alfonso M. De Liguori e la civiltà letteraria del Settecento», a cura di P. Giannantonio, Firenze, Olschki, 1999, pp. 123-137; G. Santato, Cultura e letteratura dell’Illuminismo, in «Storia generale della letteratura italiana» diretta da N. Borsellino e W. Pedullà, VII, Milano, Federico Motta Editore, 1999, pp. 297-454; Battista Guarini, Il Pastor Fido, a cura di E. Selmi, introd. di G. Baldassarri, Venezia, Marsilio, 1999; E. Selmi, Aspetti della ricezione di Ruzante nel secondo Cinquecento, in «Quaderni veneti», 1999, pp. 319-367; M. Dillon, Città e campagna nell’opera di Giuseppe Parini, nel vol. coll. «L’amabil rito: società e cultura nella Milano di Parini», Milano, Cisalpino, 2000, pp. 319-343; A. Beniscelli, “Felicità sognate”. Il teatro di Metastasio, Genova, Il Melangolo, 2000; A. Beniscelli, Le passioni evidenti. Parola, pittura, scena nella letteratura settecentesca, Modena, Mucchi, 2000; P.M. Vescovo, Parigi e Siviglia. Spazio e tempo in commedia tra Sei e Settecento e in Goldoni, in «Problemi di critica goldoniana», VII (2000), pp. 243-287; M. Dillon, Oltre il dolce Parrasio. Sulla poesia di Lorenzo Mascheroni, Bergamo, Moretti & Vitali, 2000; I. Crotti, Libro, Mondo, Teatro. Saggi goldoniani, Venezia, Marsilio, 2000; Il “Theoandrothanatos” di Giovan Francesco Conti, detto Quinziano Stoa, introduzione di G. Gardenal – E. Selmi, traduzione del testo latino di G. Gardenal, Brescia, Grafo, 2001; I. Crotti, Il romanzo in scena: “L’incognita” di Carlo Goldoni, nel vol. coll. «Intersezioni di forme letterarie e artistiche», a cura di E. Sala Di Felice, L. Sannia, R. Puggioni, Roma, Bulzoni, 2001; C. Gozzi, Novelle, a cura di R. Ricorda, Venezia, Marsilio, 2001; M. Dillon, Il “vergiliato” pittorico di Lorenzo Mascheroni nell’universo del sapere, nel vol. collettivo «Intersezioni di forme letterarie e artistiche», cit., pp. 59-98; I. Crotti – P.M. Vescovo – R. Ricorda, “Il mondo vivo”. Aspetti del romanzo, del teatro e del giornalismo nel Settecento italiano, Padova, Il Poligrafo, 2001; G. Santato, Le “Contre Voltaire” d’Alfieri: la satire “L’antireligioneria”, in «Studies on Voltaire and the Eighteenth Century», Oxford, Voltaire Foundation, 2001, pp. 15-46; E. Selmi, I “Discorsi poetici” di Faustino Summo. Teorie letterarie e ordine del sapere nell’opera di un Accademico Ricovrato, negli «Atti del convegno storico per il IV centenario della fondazione dell’Accademia», Padova, Accademia, 2001, pp. 505-534; E. Selmi, Classici e Moderni nell’officina del "Pastor Fido", Alessandria, Edizioni dell’Orso, 2001; L. Borsetto, Riscrivere gli Antichi, riscrivere i Moderni e altri studi di letteratura italiana e comparata tra Quattro e Ottocento, Alessandria, Edizioni dell’Orso, 2002; G. Santato, Alfieri e Firenze. Dai viaggi letterari alla fuga nella classicità, in «Alfieri in Toscana», atti del convegno internazionale, a cura di G. Tellini e R. Turchi, II, Firenze, Olschki, 2002, pp. 723-741; F. Arato, La storiografia letteraria nel Settecento italiano, Pisa, ETS, 2002; G.V. Imperiale – G. Chiabrera, Su la “Gerusalemme del Tasso”, con un sonetto di G.B. Marino e una lettera di A. Grillo, tavole di B. Castello, a cura di S. Verdino, Genova, Edizioni S. Marco dei Giustiniani, 2002; A. Beniscelli, Cesarotti e Alfieri: ai confini di una nuova drammaturgia, nel vol. coll. «Aspetti dell’opera e della fortuna di Melchiorre Cesarotti», Milano, Cisalpino, 2002, II, pp. 469-495; Guido Casoni, La magia d’amore, a cura di E. Selmi, Torino, RES, 2002; Bernardo Tasso, Lettere, a cura di A. Chemello e D. Rasi, I-II, Bologna, Forni, 2002; G. Santato, Alfieri e Caluso, in «Alfieri e il suo tempo», atti del convegno internazionale, a cura di M. Cerruti, M. Corsi, B. Danna, Firenze, Olschki, 2003, pp. 243-274; G. Santato, Letteratura italiana del secondo Settecento. Protagonisti e percorsi, Modena, Mucchi, 2003; I. Crotti, Margini del viaggio: tra Marivaux e Goldoni, in «Annali d’Italianistica», XXI (2003).Parole Chiave
LETTERATURA ITALIANA; ANTICHI E MODERNI; GENERI LETTERARI; LINGUA POETICA ITALIANA; BAROCCO; CLASSICISMO; NEOCLASSICISMOLa tradizione del «moderno». La letteratura italiana fra coerenza e discontinuità dal Marino al Neoclassicismo
Università degli Studi di PadovaAbstract
Tra la fine del Cinquecento e la metà del Settecento, anche attraverso fasi dichiarate di «crisi», la tradizione letteraria, e soprattutto la lingua poetica italiana determina i propri assetti «moderni»: offrendo un quadro di riferimento preciso al primo e al pieno Ottocento, e alimentando del resto, fino al Novecento avanzato, quello che con termine improprio (ma sempre più spesso declinato al plurale) va sotto il nome di «classicismo», anzi «classicismi». Un sondaggio mirato nelle varie direzioni della tradizione lirica, delle forme della narrativa e della letteratura teatrale (per il teatro), con il supporto non solo documentario della forma principe della comunicazione letteraria nell'arco cronologico considerato (epistolari e carteggi), può consentire di ricavare indicazioni innovative rispetto alla corrente vulgata storiografica, anche per la via dell'acquisizione di testi in edizione elettronica che vada a compensare la relativa scarsità secentesca, ma anche settecentesca delle banche dati di uso più comune. Ciò risulta indispensabile sia a livello testuale che contestuale, stante ormai la prevalente modalità della ricerca nei domini dell'italianistica (specie ma non solo sul versante linguistico-stilistico) in Italia e all'estero: con ricadute possibili sul piano della didattica non solo universitaria, e sinergie con un mercato editoriale interessato ma bisognoso di indicazioni sollecitazioni e garanzie sul piano scientifico.Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Guido BALDASSARRI Università degli Studi di PADOVAObiettivo del Programma di Ricerca
Il tradizionale approccio storiografico alla fase "moderna" di sviluppo della tradizione letteraria italiana prevede tre «discontinuità», in coincidenza più o meno marcata con altrettanti passaggi di secolo (dal tardo Rinascimento al Barocco, dal Barocco al razionalismo settecentesco, dall'illuminismo al neoclassicismo, o dal classicismo al romanticismo). Una verifica su specifiche tradizioni di «genere» può permettere di superare un'impostazione certo didatticamente utile, ma non più rispondente agli esiti della ricerca più avvertita (casi esemplari: il Marino delle «Dicerie sacre», e non solo, negli studi di Giovanni Pozzi; il «classicismo barocco»; illuminismo, neoclassicismo e «altro» lungo la carriera pariniana; razionalismo e gusto del primitivo nell'Ossian di Cesarotti; la letteratura dell'età napoleonica...). La certezza, da verificare con opportune campionature sui testi e sulle poetiche, è che tra la fine del Cinquecento e la metà del Settecento (anche attraverso fasi dichiarate di «crisi»: il «superamento» del Petrarca, la polemica contro il «cattivo gusto» barocco, la «querelle des anciens et des modernes», illuminismo neoclassicismo romanticismo...) non solo la tradizione letteraria, ma la stessa lingua poetica italiana progressivamente determini i propri assetti «moderni», che da un'ottica di pieno ottocento (Foscolo, e soprattutto Leopardi e Manzoni) risulteranno di fatto inscindibili dai nuovi «modelli» di Parini e di Alfieri.È una declinazione di >>>



