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PROGRAMMA DI RICERCA 2004

italiano - english
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Classificazione scientifico-disciplinare
Classificazione geografica
Bibliografia
Boyle, A.J. – Dominik, W.J. (a cura di), Flavian Rome: culture, image, text, Leiden, Boston 2003
Citroni, M. (a cura di), Memoria e identità. La cultura romana costruisce la sua immagine, Firenze 2003
Citroni, M., Percezioni di classicità nella letteratura latina, in R. Cardini e M. Regoliosi (a cura di), Che cos’è il classicismo?, Roma 1998, pp. 1-34
Citroni Marchetti, S., Plinio il Vecchio e la tradizione del moralismo romano, Pisa 1991
D'Arms, J., The Romans on the Bay of Naples, Cambridge 1970
Eck, W., Senatoren von Vespasian bis Hadrian, Muenchen 1970
Hardie, A., Statius on the Silvae: Poets, Patrons and epideixis in the greek-roman world, Liverpool 1983
Mayer, R., Neronian Classicism, “American Journal of Philology” 103 (1982), 305-318
Nauta, R., Poetry for Patrons: literary communication in the age of Domitian, Leiden, Boston, Koeln, 2002
Nauta, R. (a cura di), atti del Groningen Colloquium on Flavian Poetry, Leiden, Brill, in corso di stampa
Newlands, C.E., Statius' Silvae and the poetics of empire, Cambridge 2002
Saller, R., Personal Patronage under the early Empire, Cambridge 1982
Syme, R., Tacitus, Oxford 1958
Parole Chiave
LETTERATURA LATINA; ETÀ FLAVIA; IDENTITÀ CULTURALE; CONTINUITÀ E DISCONTINUITÀ NELLE TRADIZIONI CULTURALI; LETTERATURA E IDEOLOGIA

L'età flavia: il presente e il passato di un'identità culturale

Università degli Studi di Firenze
Abstract
La dinastia flavia, assunto il potere dopo il fallimento della politica neroniana, volle porsi nel segno di una netta discontinuità rispetto al regime precedente, e cercò di costruire una identità ideologica e culturale largamente ispirata al modello augusteo e in qualche misura anche a certi valori della tradizione repubblicana che il regime augusteo aveva preteso di valorizzare. Gli scrittori e in genere gli intellettuali assecondarono questa esigenza del regime, e produssero per lo più opere che si ponevano in continuità con l'eredità virgiliana nell'epica, o ciceroniana nella prosa, rifiutando le innovazioni più audaci della tecnica epica di Lucano o della prosa di Seneca. A lungo gli interpreti moderni hanno ritenuto che in effetti il tratto dominante della cultura di questo periodo fosse la discontinuità con l'età neroniana e il recupero dei modelli ciceroniano e virgiliano, ed hanno per questo spesso parlato, con consapevole neologismo, di "neoclassicismo flavio'.
Negli studi recenti sulla letteratura e la cultura flavia vengono in realtà sempre più messi in luce elementi di continuità con la letteratura neroniana: in particolare nell'epica flavia emerge una persistente influenza di Lucano o anche di Seneca tragico, ed anche altri aspetti della cultura flavia rivelano il permanere delle tensioni che avevano agitato la letteratura neroniana, e che del resto esprimevano inquietudini profonde della società romana: inquietudini che avevano origini lontane e si >>>

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Mario CITRONI Università degli Studi di FIRENZE
Obiettivo del Programma di Ricerca
In questi ultimi anni si assiste a un grande aumento di interesse per la letteratura latina prodotta negli anni degli imperatori Flavi e in genere per le problematiche politiche, ideologiche e culturali di questa fase della storia della civiltà antica. È di solito presupposto che nella cultura di questo periodo vi siano significativi tratti comuni caratterizzanti, che consentono appunto di parlare di ‘cultura flavia', o di ‘letteratura flavia', ma resta in realtà largamente problematica l'identificazione di questi presunti tratti caratterizzanti.
Come è noto, la dinastia flavia, assunto il potere dopo il fallimento della politica neroniana, intendeva proporsi nel segno di una drastica discontinuità rispetto al regime precedente, e cercava di costruire una identità ideologica e culturale che si ispirasse piuttosto al regime augusteo, ed in qualche misura anche a certi valori della tradizione repubblicana che il regime augusteo stesso aveva preteso di valorizzare. La ricca e articolata produzione letteraria di questa età in larga misura interpreta la proposta culturale elaborata dal regime, o in vario modo reagisce alle sollecitazioni che da essa promanano, ma al tempo stesso interpreta mentalità e istanze profonde e di lunga durata della società romana, che da tempo stavano dando un indirizzo diverso all'espressione letteraria, e che si erano manifestate in modo aperto in età neroniana. Perciò la produzione letteraria di questo periodo assume in realtà caratteri >>>

Risultati parziali attesi
Su tutte le tematiche sopra indicate saranno sviluppate indagini (in parte già avviate) e saranno presentate relazioni a convegni nazionali e internazionali. Si prevede di poter pubblicare già entro la prima fase risultati parziali delle ricerche sull'atteggiamento di Quintiliano verso la letteratura del passato, sulla concezione del ruolo dell'intellettuale in Plinio il Vecchio, su aspetti del culto imperiale in Marziale e nell'epica flavia, sul costume dell'élite e il mecenatismo in età flavia, sulle modalità letterarie dell'epica flavia in relazione ai modelli virgiliano, ovidiano e lucaneo, sul concetto di ‘antico' in Plinio il Vecchio. Saranno probabilmente organizzati piccoli workshops sui temi della ricerca, con il coinvolgimento di esperti italiani e stranieri.Saranno pubblicati vari saggi sulle tematiche indicate per la prima e la seconda fase. È prevista in particolare la pubblicazione di un volume sul tema del cosiddetto ‘classicismo' e sul significato dei canoni letterari in Quintiliano e nella cultura flavia e di un altro volume sulle pratiche del lusso e sul lusso come motivo ideologico e letterario nell'opera di Marziale e nelle silvae di Stazio. Saranno pubblicati numerosi altri contributi relativi ai diversi aspetti della identità culturale flavia: dal complesso di tali contributi dovrà emergere una immagine rinnovata e approfondita delle componenti culturali che si confrontano e si integrano in questa età della cultura imperiale, secondo la prospettiva >>>

Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
L'interesse per le problematiche di identità culturale è oggi molto vivo anche nel campo delle civiltà antiche, come dimostrano le numerose pubblicazioni e i convegni che si continuano a produrre e a organizzare su questi temi. I partecipanti a questo progetto hanno già collaborato in anni recenti in programmi di ricerca relativi all'identità della cultura e della produzione letteraria latina in relazione alla cultura e produzione letteraria greca. Oltre ad aver pubblicato vari studi in proposito, hanno organizzato su questi temi un convegno internazionale i cui atti sono pubblicati in un volume (Citroni, Firenze 2003), e in cui molti dei partecipanti al presente progetto hanno presentato un contributo. In particolare si sono occupati del ruolo della memoria del passato nella definizione della identità culturale romana, e dei diversi gradi di consapevolezza con cui i Romani, nelle loro pratiche culturali, hanno attuato l'appropriazione e l'adattamento di pratiche culturali greche.
In questo progetto essi intendono mettere a frutto le esperienze già maturate nelle precedenti ricerche condotte in comune su temi di memoria e identità culturale per affrontare il problema di una definizione dell'identità della cultura flavia: un problema che si ritiene debba essere studiato in primo luogo attraverso una analisi del ruolo assunto, nella cultura flavia, dalla memoria del passato augusteo e dalla memoria del passato neroniano.
Il concetto di identità culturale è qui >>>