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PROGRAMMA DI RICERCA 2004

italiano - english
Programmi di ricerca simili:
Classificazione scientifico-disciplinare
Classificazione geografica
Bibliografia
BIBLIOGRAFIA GENERALE

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Parole Chiave
PERSONAGGIO; INTRECCIO; TESTO; IDENTITA'; ALTERITA'

IL PERSONAGGIO E L'INTRECCIO COME FUNZIONI TESTUALI

Università degli Studi di Torino
Abstract
La ricerca intende individuare e verificare un nodo cruciale dello studio del testo letterario: la complementarietà fra le funzioni fondamentali del personaggio e dell'intreccio. Questo problema si è affacciato molto presto nella teoria letteraria, addirittura nell'età classica, ma è stato successivamente offuscato dall'estetica del realismo, per riemergere con grande vigore solo più tardi, dopo la metà del secolo scorso, nell'opera di critici e studiosi influenzati da importanti sviluppi quali la ripresa del mito e del racconto fantastico, l'affermarsi di una scrittura deliberatamente "artificiosa" e metadiscorsiva, e, sul piano epistemologico, dalla filosofia dell'assurdo e da quella che ora chiamiamo "crisi del soggetto". Se dunque la tradizione critica otto e primo-novecentesca ha tenuto quei fattori della narrazione separati come problemi distinti e indipendenti, la produzione successiva ne ha studiato invece la vicendevole necessità, riportando l'attenzione sul binomio di ethos e mythos che Aristotele per primo aveva postulato nella "Poetica". Autori di questi sviluppi sono stati soprattutto i critici francesi, da Roland Barthes a Gérard Genette, da Michel Zeraffa a Philippe Hamon. Tzvetan Todorov ha fornito il titolo della nostra ricerca, parlando in un saggio del 1967 di "hommes-récits", ovvero di personaggi il cui senso di identità e di plausibilità è legato a doppio filo con il senso della storia in cui agiscono - una categoria inizialmente esplorata nel racconto >>>

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Franco MARENCO Università degli Studi di TORINO
Obiettivo del Programma di Ricerca
L'obiettivo della ricerca è duplice: 1) discutere e verificare un punto nevralgico della teoria letteraria, il rapporto fra personaggio e intreccio nell'architettura testuale; 2) saggiare alcuni testi-chiave, in ambiti anche diversi ma riconducibili tutti al problema della costruzione del testo, del confronto che esso istituisce fra le varie funzioni del suo organismo, e della sua esplicita o segreta, ma continua, aspirazione alla dimensione metadiscorsiva.
Il contributo che si intende dare sarà anch'esso duplice: 1) proseguire ed estendere, e se possibile completare, il lavoro di critici e teorici soprattutto della scuola francese, che molto hanno scritto su questo argomento dagli anni '60 in poi - basterà menzionare i nomi di Roland Barthes, Gérard Genette, Michel Zeraffa, Philippe Hamon, Tzvetan Todorov, Paul Ricoeur - entrando in dialogo fruttuoso anche con esponenti di altre scuole, come la decostruzionista (Thomas Docherty in ambito inglese), e la psicanalitica (Giovanni Bottiroli in ambito italiano). 2) analizzare testi che rispondano a queste sollecitazioni, soprattutto quelli dove sono più evidenti le tracce della costruzione consapevole e meditata, ma anche quelli dove tale costruzione rimane sotto traccia, e interamente da scoprire. Tre i periodi che meglio si prestano a questa indagine, il Barocco europeo e soprattutto inglese - che comporta l'inclusione di tutti quei momenti, episodi e testi che ne subiscono l'influenza; il passaggio dal moderno al >>>

Risultati parziali attesi
Nella fase I i risultati parziali saranno:
- Schedatura e completamento operato da tutte le unità di ricerca della bibliografia di base, in due sezioni:
1) Teoria, con i principali contributi su personaggio e intreccio sistemati in un unico elenco ragionato.
2) Testi da esaminare. Definizione precisa delle aree di ricerca di competenza di ciascuna unità, e inventario dei testi e dei confini cui ciascuno dovrà attenersi.
Un compito ulteriore sarà la discussione sulle risultanze del lavoro in corso e della prima fase, da sviluppare nelle varie sedi a turno, e da socializzare in presenza dei dottorandi della sede di volta in volta interessata.I risultati della fase II possono essere riassunti come segue:
- Prosecuzione del programma di incontri e scambi fra le varie unità di ricerca, con convegni sia comuni sia bilateriali, e in presenza di studenti dei dottorati delle varie sedi partecipanti alla ricerca.
- Lavoro dei singoli su singoli aspetti della ricerca.
- Pubblicazione di uno o due volumi, con i risultati finali della ricerca (almeno venti saggi).

Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
È difficile citare anche solo di sfuggita i principali contributi finora acquisiti nella linea di indagine qui proposta. Spetta forse a Michail Bachtin il merito di aver avviato per primo un'indagine sulla stretta connessione che intercorre fra il personaggio e l'intreccio, nel fondamentale saggio "L'autore e l'eroe" (1920-24), soprattutto là dove parla di "trasferimento dell'esperienza vissuta [dall'autore] su un piano completamente diverso di valore, in una nuova categoria di valutazione e di forma", ovvero negli strumenti della costruzione letteraria di cui fa parte l'intreccio. Bachtin muoveva da un presupposto oggi generalmente contestato, quello del rapporto fra la vita dell'autore e la forma finale della sua creazione (cfr. Ricoeur, "Identità personale e identità narrativa", in "Sé come un altro", 1990, ed. it. pp. 201-230), ma nel postulare "l'esistenza dell'altro [il personaggio] come fatto determinante dell'intreccio della vita [dell'autore] " (ed. it. pp. 94-95), egli anticipava la necessità del collegamento fra il processo di formalizzazione del testo e il profilo umano che ne è il risultato. Queste intuizioni venivano sparsamente riprese nel corso del Novecento (più notevolmente da romanzieri e teorici del romanzo come E.M. Forster, 1927), ed estese con grande decisione negli anni '60, nel quadro di un generale movimento di abbandono del paradigma realistico. Antirealisti erano gli studi che indagavano le radici mitiche dei generi letterari moderni, e che >>>