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PROGRAMMA DI RICERCA 2004

italiano - english
Programmi di ricerca simili:
Classificazione scientifico-disciplinare
Classificazione geografica
Bibliografia
ARCANGELI L., Gentiluomini di Lombardia. Ricerche sull’aristocrazia padana nel Rinascimento, Milano 2003.
ARTIFONI E. - PESANTE M. L. (a cura di) Linguaggi politici, in "Quaderni storici", XXXIV, 1999, pp. 591-731 (sezione monografica)
ARTIFONI E., Gli uomini dell'assemblea. L'oratoria civile, i concionatori e i predicatori nella società comunale, in La predicazione dei frati dalla metà del '200 alla fine del '300 (Atti del XXII Convegno internazionale, Assisi, 13-15 ottobre 1994), Spoleto 1995, pp. 141-188
ARTIFONI E., I podestà professionali e la fondazione retorica della politica comunale, in “Quaderni Storici”, XXI, 1986, pp. 687-719
ARTIFONI E., Sull'eloquenza politica nel Duecento italiano, in "Quaderni medievali", 35, 1993, pp. 57-78
CHIGNOLA S., Storia dei concetti e storiografia del discorso politico, in "Filosofia politica", XI, 1997, pp. 99-122
CHITTOLINI G., Infeudazioni e politica feudale nel ducato visconteo-sforzesco, in “Quaderni Storici”, 19 (1972), ora anche in IDEM, La formazione dello Stato regionale e le istituzioni del contado, Torino 1979, pp. 36-100.
CHITTOLINI G., Il nome di "città". La denominazione dei centri urbani d’Oltralpe in alcune scritture italiane del primo Cinquecento, in Italia et Germania. Liber amicorum Arnold Esch, a cura di H. Keller, W. Paravicini, W. Schieder, Tubingen 2001.
CHITTOLINI G., L’onore dell’officiale, “in Studi e fonti di storia lombarda. Quaderni milanesi”, 9 (1989), pp. 5-55.
DELLA MISERICORDIA M., "Per non privarci de nostre raxone, li siamo stati desobidienti". Patto, giustizia e resistenza nella cultura politica delle comunità alpine nello stato di Milano (XV secolo), in Suppliche, gravamina, lettere. Forme della comunicazione politica in Europa (sec. XV-XVIII), a cura di C. Nubola e A. Würgler, in corso di stampa.
DELLA MISERICORDIA M., Divenire comunità. Comuni rurali, poteri signorili, identità sociali in Valtellina e nella montagna lombarda del tardo Medioevo, tesi di dottorato di ricerca in storia medievale, Università degli Studi di Torino, XIV ciclo (2000-2003), tutori R. Bordone e G. Chittolini, coordinatore G. Sergi.
FUBINI R., Italia quattrocentesca. Politica e diplomazia nell’età di Lorenzo il Magnifico, Milano 1994.
GAMBERINI A., La città assediata. Poteri e identità politiche a Reggio in età viscontea, Roma 2003.
GAMBERINI A., La territorialità nel basso Medioevo. Un problema chiuso ? Osservazioni a margine della vicenda di Reggio, in Poteri signorili e feudali nella Lombardia alla fine del medioevo. Legittimità e forme di esercizio, Atti del seminario di studi (Milano, 11-12 aprile 2003), a cura di F. Cengarle, G. Chittolini, G.M. Varanini, Firenze in corso di stampa.
GAMBERINI A., Il cartulario Scotti fra memoria familiare e cultura pattista, in Uno storico e un territorio. Vito Fumagalli e l’Emilia occidentale, Atti del convegno (Parma, 11-12 ottobre 2002), a cura di R. Greci e D. Romagnoli, in corso di stampa.
GANDINO G., Il vocabolario politico e sociale di Liutprando di Cremona, Roma 1995
GENTILE M., Fazioni al governo. Politica e società a Parma nella seconda metà del Quattrocento, Università di Trento, tesi di dottorato in Studi Storici, ciclo XV, tutor G. M. Varanini, a. a. 2000/01, 2001/02, 2002/03
GENTILE, Terra e poteri. Parma e il Parmense nel ducato visconteo all’inizio del Quattrocento, Milano 2001.
GIANSANTE M., Retorica e politica nel Duecento. I notai bolognesi e l'ideologia comunale, Roma 1999.
Le forme della propaganda politica nel Due e Trecento, Atti del Convegno (Trieste, 2-5 marzo 1993), a cura di P. Cammarosano, Roma 1994.
LAZZARINI I., L’Italia degli Stati territoriali. Secoli XIII-XV, Roma Bari 2003.
MERLO M., La forza del discorso. Note su alcuni problemi metodologici della storiografia del discorso politico, in "Filosofia politica", IV, 1990, pp. 37-56.
MILANI G., Il governo delle liste a Bologna Premesse e genesi di un libro di proscrizione duecentesco, in “Rivista Storica Italiana”, 108 (1996), pp. 149-229.
PAGDEN A., The Languages of Political Theory in Early-Modern Europe, Cambridge 1987;
POCOCK J. G. A., Politica, linguaggio e storia. Scritti scelti, Milano 1990
PESANTE M. L., La cosa assente. Una metodologia per la storia del discorso politico, in "Annali della Fondazione Luigi Einaudi", XXVI, 1992, pp. 119-180;
PETRALIA G., "Stato" e "moderno" in Italia e nel Rinascimento, in “Storica”, 8 (1997), pp. 7-48.
SKINNER Q., Dell'interpretazione, Bologna 2001
SKINNER Q., Le origini del pensiero politico moderno, I, Il Rinascimento, Bologna 1989 [tr. it. di The Foundations of Modern Political Thought. The Renaissance, Cambridge 1978],
Lo Stato territoriale fiorentino (secoli XIV-XV). Ricerche, linguaggi, confronti, Atti del seminario internazionale di studi (San Miniato, 7-8 giugno 1996), a cura di A. Zorzi e W.J. Connell, Pisa 2001.
Parole Chiave
IDEOLOGIE; LINGUAGGI; LEGITTIMAZIONE; POTERE; POLITICA; STATO; MEDIO EVO; RINASCIMENTO; ITALIA

Linguaggi e culture politiche nell'Italia del Rinascimento

Università di Pisa
Abstract
Il progetto di ricerca si propone di arricchire la conoscenza della storia politica del basso medioevo attraverso un approccio, quale quello ai linguaggi politici, che non ha avuto grande sviluppo per il periodo rinascimentale, malgrado i promettenti risultati conseguiti per l'età comunale. Mediante l'analisi delle forme retoriche e dei repertori linguistici utilizzati dai diversi protagonisti della vita politica fra Tre e Cinquecento, ci si prefigge l'obiettivo di indagare la molteplicità delle culture politiche vigenti, così come la profondità del conflitto in atto, che si svolgeva non soltanto sul piano dei concreti rapporti di forza, ma pure su quello del confronto ideologico. La ricchezza di culture della convivenza e del potere costituiva infatti una sorta di corollario - per quanto poco esplorato - della pluralità di soggetti politici presenti negli Stati del basso medioevo e dell'Antico regime.

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Giuseppe PETRALIA Università di PISA
Obiettivo del Programma di Ricerca
Il progetto "Linguaggi e culture politiche nell'Italia del Rinascimento" si propone di portare un contributo alla storia politica del basso medioevo. Nel corso degli ultimi decenni corposa è stata la messe di studi che hanno indagato le vicende politiche e istituzionali fra Tre e Cinquecento, segnatamente i processi costitutivi di signorie e principati, la formazione di più stabili ed ampi quadri territoriali, ecc.. Ha così preso corpo una tradizione ricca ed importante, connotata per un'attenzione crescente alla pluralità degli attori coinvolti (non solo il principe, ma anche le comunità, le fazioni, l'aristocrazia territoriale, ecc.), di cui ha colto l'influenza e i condizionamenti reciproci, senza tuttavia rinunciare a individuare come elemento di spicco in prospettiva diacronica la crescita degli apparati di governo e lo sviluppo di una nuova e diversa capacità regolativa di principi e città dominanti.
Già in alcuni di questi studi è possibile individuare una lettura del conflitto politico inteso non solo come lotta tra soggetti diversi animati da interessi concorrenti, ma anche come scontro fra differenti concezioni dell'autorità e dei rapporti di subordinazione (ad es. l'ideologia del principato vs. l'ideologia del repubblicanesimo). Rispetto questo panorama storiografico, incline a privilegiare alcune grandi figure (ad esempio gli umanisti fiorentini e milanesi) e linguaggi particolari (ad es. quelli che in qualche modo possono essere ricondotti entro le >>>

Risultati parziali attesi
1) Individuazione sistematica delle fonti utili per l'analisi del discorso politico, in modo da apprezzare la potenzialità ideologica di documenti pragmatici, misconosciuti dalla tradizionale storia delle idee: suppliche, lettere di ufficiali, statuti, missive indirizzate in periferia dal principe e così via.
2) descrizione analitica dei più corposi e sistematici quadri concettuali che emergono dalla documentazione considerata al punto 1. Infatti, parole-chiave, attributi topici del principe giusto o del buon governo, figure retoriche e così via non venivano adoperati in modo irriflesso o intercambiabile, ma si componevano in discorsi più ampi e coerenti, resi riconoscibili dai valori che proponevano: i linguaggi della giustizia, del patto politico intercorso tra sovrano e sudditi, del repubblicanesimo, delle responsabilità di protezione e rappresentanza assunte dalle élites locali nei confronti dei rustici.
3) Calare i valori che i testi richiamano nel contesto dei rapporti di potere e delle pratiche politiche, analizzare le forme in cui essi intervenivano nella rivendicazione di diritti e nell'elaborazione delle aspirazioni dei sudditi e dei detentori del potere, nonché le modalità con cui accompagnavano e indirizzavano il conflitto tra i diversi soggetti dell'interazione politica.
4) Individuare - grazie al confronto dei risultati delle varie unità di ricerca - le specificità culturali dei diversi stati regionali italiani e al contempo la circolazione >>>

Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
Le concezioni del potere, gli attributi dell'autorità, il contenuto ideologico dei rapporti di subordinazione sono stati indagati da una lunga tradizione di studi nel campo della storia delle idee. In alcuni casi sono state privilegiate esclusivamente le voci ritenute più originali, fino a isolarle dal loro tempo, talvolta si è cercato addirittura di enucleare il prodotto ideologico dal contesto determinato, ad esempio quando si è enfatizzata la "modernità" di un autore, la sua capacità di "anticipare" sviluppi futuri del pensiero. Ma la tendenza più feconda di risultati ha posto l'accento sul contesto sociale e discorsivo in cui le idee hanno preso corpo, sugli stimoli offerti dagli eventi contemporanei, sulle biografie degli autori, sui rapporti tra gli autori stessi e i destinatari delle loro opere, sul dibattito concreto in cui le diverse posizioni intervenivano, come affermazioni, risposte, polemiche. Di questo apporto si dovrà dunque tenere conto (cfr. tra i più significativi Blickle, Pesante, Skinner) per un'indagine specificamente storica, che abbandoni il terreno esclusivo dei "grandi autori" e delle idee, e si concentri sulla connessione tra confronto politico e dibattito ideologico, tra posizioni di principio e agire determinato di chi le enunciava. Tali suggerimenti sono già stati accolti dalla ricerca storica sull'età comunale, campo in cui l'analisi si è portata con profitto, ad esempio, sui problemi dell'elaborazione di un'ideologia del bene comune della >>>