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PROGRAMMA DI RICERCA 2004

italiano - english
Programmi di ricerca simili:
Classificazione scientifico-disciplinare
Classificazione geografica
Bibliografia
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Parole Chiave
PSICOLOGIA CLINICA; PSICOLOGIA DINAMICA; PSICOLOGIA SOCIALE; PROCESSI CULTURALI; SCIENZA POLITICA; PSICHE MAFIOSA; CULTURA MAFIOSA; FAMIGLIA; APPARTENENZA

Come pensa la mafia.
Relazioni, autonomie e dipendenze nella mente degli uomini di Cosa Nostra. (Approfondimenti clinico-sociali e modelli per il cambiamento).

Università degli Studi di Palermo
Abstract
Numerosi studi condotti negli ultimi anni hanno rilevato la complessità del fenomeno mafioso, criminale e culturale ad un tempo, evidenziando la necessità di strumenti di ricerca efficaci. Emerge l'esigenza di impiegare strumenti che siano in grado di com-prendere e spiegare non solo il funzionamento psichico degli uomini di Cosa Nostra, ma anche le specifiche condizioni (familiari, culturali, politiche ed economiche) che hanno consentito il suo costituirsi e svilupparsi. Proponiamo uno studio del fenomeno, teorico ed empirico, con obiettivi psicologico-clinici, affiancato da diversi contributi (sociologici, antropologici, psicologici) proprio per dare una visione globale, non riduttiva, dell'organizzazione mafiosa.
A tal proposito, faremo riferimento a differenti linee di ricerca: le ricerche sulle relazioni, autonomie, dipendenze, aspetti normativi e politici, psicopatologia nel mondo mafioso. Nello specifico, ci interessa la comprensione delle seguenti aree:
- le modalità di relazione della mafia al suo interno e con l'esterno. Ciò in quanto è importante analizzare quali siano le reti relazionali dei soggetti appartenenti alla cultura mafiosa, come questi si rappresentino l'individuo, la famiglia, il territorio, la comunità; comprendere se vi sia spazio progettuale per sviluppare forme di pensiero altro da quello tipicamente mafioso-fondamentalista;
- le autonomie che l'organizzazione mafiosa permette di creare e mantenere e quelle che sopprime; >>>

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Girolamo LO VERSO Università degli Studi di PALERMO
Obiettivo del Programma di Ricerca
Obiettivo generale

Il progetto si propone di studiare le caratteristiche del pensiero mafioso, considerato come frutto dell'interiorizzazione di modelli psichici trasmessi attraverso la famiglia (intesa sia in senso ristretto che allargato) e sostenuti spesso da un ambiente sociale e culturale che coesiste nello stesso territorio con l'organizzazione mafiosa. A tal fine la ricerca da un lato si propone l';obiettivo di studiare la cultura locale (attraverso la somministrazione di una gamma di strumenti adeguati per lo studio ed insieme per la formazione di operatori giudiziari, operatori sociali, insegnanti, personale di amministrazioni locali, pubbliche o private), di realtà territoriali quali Palermo, Trapani, Marsala, Mazara del Vallo, Campobello di Mazara, Castelvetrano, Buseto Palizzolo, Gibellina, Ravanusa. Dall'altro la ricerca è indirizzata ad una maggiore comprensione delle reti relazionali di soggetti appartenenti a famiglie mafiose. Si porrà, inoltre, attenzione a come realizzare possibili cambiamenti a livello organizzativo, culturale e antropo-psichico: in questa direzione la ricerca assume l'obiettivo generale di favorire la comprensione degli aspetti psicodinamici e sociologici, privilegiando un vertice di osservazione psicologico-clinico nei confronti del fenomeno da indagare.
In sostanza, il nostro lavoro, sulla scia di quanto già in precedenza fatto, si propone obiettivi "clinici" ma con risvolti sociali in termini di comprensione >>>

Risultati parziali attesi
I risultati che ci attendiamo da questa fase sono la messa a punto di ipotesi di lavoro più complesse e nello stesso tempo più inerenti alla lettura clinico sociale del fenomeno da indagare. Le teorie e gli strumenti sono stati scelti per evidenziare i vissuti e il pensiero di soggetti appartenenti o che convivono con fenomeni mafiosi. Nello stesso tempo la ricerca tenterà una sintesi fra tutte le discipline coinvolte nel progetto (Psicologia clinica, Psicologia dinamica, Psicologia sociale, Sociologia dei processi culturali, Sociologia giuridica e Scienza della politica), al fine di ottenere un risultato coerente e unitario nel rispetto, però, delle diverse angolature di osservazione che ogni disciplina affronterà nell'avvicinarsi allo studio del fenomeno Cosa Nostra.

Ciò ha tuttavia obiettivi in primo luogo psicologico clinici. E cioè di capire la mafia dall’interno nei vissuti dei suoi appartenenti, nella formazione dell’identità soggettiva ed in quella di genere, nelle modalità d concepirsi ‘famiglia’, nel sistema di valori ed organizzativi.Dai lavori di questa fase ci si attende che emergano elementi che chiariscano la lettura del fenomeno mafioso così come è definito dall'interno (collaboratori di giustizia e familiari di mafiosi collaboranti e non) e dall'esterno, cioè come i valori dell'organizzazione mafiosa sono letti e documentati da operatori delle forze dell'ordine; operatori dell'area giudiziaria: magistrati, giudici ecc. >>>

Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
Nel corso degli ultimi decenni contributi teorici provenienti da diversi ambiti di studio quali la sociologia, l'antropologia, la psicologia sociale, l'economia, hanno approfondito la tematica del fenomeno mafioso proponendo ognuna specifici modelli e obiettivi di ricerca. Ciò ha permesso di comprendere, di volta in volta, le trasformazioni che hanno attraversato l'organizzazione Cosa Nostra all'interno della quale si sono alternati periodi di immersione camaleontica in un substrato antropologico-culturale che le ha permesso di ricostituirsi, ogni volta, in modo più efficiente.
La ricerca scientifica sulla mafia ha tuttavia avuto un indubbio ritardo rispetto al grande contributo della letteratura (Sciascia, 1979) nell'indagare l'antropo-psichismo di Cosa Nostra. Soltanto a partire dagli anni '80 sono stati condotti studi, attraverso un modello di ricerca-azione di tradizione lewiniana, principalmente nelle scuole volte ad approfondire le conoscenze sul tema e a promuovere processi formativi antimafia (Di Vita, 1986; Lo Cascio, 1986; Miragliotta e Perricone, 1990; Marchetta 1996).
Un momento di elaborazione specifico sul piano psicologico, dinamico e sociale compare all'inizio degli anni '90 ad opera di F. Di Maria, G. Lo Verso, I. Fiore, i quali approfondiscono le ricerche sul pensiero mafioso, sugli stili educativi e sul clima familiare nell'organizzazione Cosa Nostra attraverso un modello volto a fornire interpretazioni che non disgiungano le varie >>>