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PROGRAMMA DI RICERCA 2004

italiano - english
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Classificazione scientifico-disciplinare
Classificazione geografica
Bibliografia
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Parole Chiave
FORMA DI STATO; FORMA DI GOVERNO; BICAMERALISMO; SUSSIDIARIETÀ; MULTILEVEL GOVERNMENT; FEDERALISMO; ANALISI ECONOMICA DEL DIRITTO; VALUTAZIONE; BENESSERE SOCIALE

Le autonomie territoriali al centro nella prospettiva della riforma federale dello Stato e nel processo di integrazione europea

Università degli Studi di Napoli "Federico II"
Abstract
Il progetto muove dalle trasformazioni prodottesi nei sistemi delle autonomie territoriali in Italia e negli altri Paesi dell'Unione Europea, e dalla considerazione che di tali sistemi è compiuta nel progetto di "Trattato costituzionale" deliberato dalla Convenzione. Maturato l'assunto - cui è stato dato seguito, in Italia, nelle revisioni costituzionali del tit. V Cost. e nella legislazione ordinaria - che una riforma regionalista taking seriously non può avere campo se non è accompagnata dalla riforma dell'intero sistema delle autonomie e dalla riforma generale dello Stato, è entrata di recente nell'agenda politica la questione del rapporto tra riforma regionale (o federale) e riforma del Parlamento: si può osservare come non esista oggi sistema regionale (o federale) che non veda forme di bicameralismo differenziato, con il collegamento di una delle Camere alle entità statali/regionali. E il tema della funzionalità della forma di governo, che il bicameralismo differenziato chiama in causa, mette in gioco la forma di Stato, nel senso forte di rapporto tra autorità e libertà: sono messe alla prova categorie tradizionali del diritto costituzionale, prima fra tutte quella di rappresentanza politica nazionale e quella del collegamento tra questa e la cittadinanza, come definita dalla legge che ne disciplina le condizioni di acquisto.
La ricerca si propone di considerare il tema del Senato regionale anche in chiave comparativa, guardando ai modelli assunti a riferimento >>>

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Michele SCUDIERO Università degli Studi di NAPOLI "Federico II"
Obiettivo del Programma di Ricerca
Il programma di ricerca si propone di:
I. Considerare il tema del Senato federale, con i seguenti specifici obiettivi:
A) valutare - attraverso la ricostruzione della vicenda dei progetti di legge presentati, della complessa attività di riconsiderazione, di unificazione e di emendamento dei testi, nel rapporto con sedi extraparlamentari di elaborazione e di proposta - le relazioni, sullo specifico versante della riforma del Senato, tra procedimento parlamentare e sistema politico;
B) considerare il significato della riforma del Senato nell'azione complessiva di revisione costituzionale, la quale si è mossa per stratificazioni ravvicinate (e non sempre coordinate), e oggi è prospettata come frammentaria e disomogenea. L'istituzione del Senato federale, invero, presenterebbe entrambe queste connotazioni: sarebbe uno strato ulteriore di accessioni già introdotte con revisioni del sistema delle autonomie; si inserirebbe in una ulteriore, più complessa attività di revisione che tocca aspetti vari e disparati della Carta costituzionale;
C) valutare se, nei progetti di legge, il Senato delle Regioni venga configurato come fattore di potenziamento delle autonomie e quindi come contropotere capace di conferire al carattere di democraticità del sistema;
D) valutare la coerenza delle soluzioni normative proposte. Per il Senato federale sono disponibili modelli messi in opera in diversi ordinamenti federali consolidati. Sono noti i rischi insiti >>>

Risultati parziali attesi
Realizzare una prima ricostruzione degli istituti oggetto della ricerca e definire i modelli analitici necessari al completamento della ricerca.Completare l'opera analitica e ricostruttiva che la ricerca si propone. Ricostruire il modello di Senato federale prefigurato o disciplinato in Italia in comparazione con i modelli stranieri. Ricostruire i rapporti fra il processo di potenziamento del livello regionale con il processo federativo di livello europeo. Ricostruire le caratteristiche dei servizi di pubblica utilità, nel quadro dei processi di decentramento, nei modi dell'analisi giuridica e dell'analisi economica.

Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
Il sistema delle autonomie territoriali in Italia risulta da un lungo processo di espansione del princìpi stabiliti dall'art. 5 e dal titolo V della Parte Seconda della Costituzione, non privo di battute di arresto e di ripensamenti; e che non appare ancora del tutto consolidato nei suoi tratti di fondo, non solo sul versante del riparto delle competenze, per sua natura variabile e destinato ad assecondare le vicende dei più generali rapporti politico-istituzionali tra il centro e la periferia del sistema, ma anche, forse soprattutto, sul versante dei raccordi strutturali. Ciò deriva dai caratteri stessi della vicenda regionale italiana (e del "regionalismo", come scelta culturale permeata dal principio autonomistico), che, a lungo, ha affidato le relazioni tra lo Stato e i soggetti di autonomia alla ricerca di criteri di più sicura individuazione dei campi di competenza materiale e funzionale e di regole certe nell'esercizio delle competenze (al fine dichiarato di garantire il "soggetto debole" del rapporto, individuato nelle Regioni, avversate dalla capacità di resistenza e dalle vischiosità degli apparati centrali dello Stato). Per quanto da sempre sia stata segnalata l'inanità di una riforma regionale non accompagnata dalla riforma dell'intero sistema delle autonomie e dalla riforma generale dello Stato, è tuttavia relativamente recente una riconoscibile politica riformatrice ispirata dalla necessità di sottoporre ad innovazione simultanea sia il sistema delle autonomie >>>