Contenuto
Ti trovi in: HOME »Programmi, progetti e risultati »I progetti »PRIN - Programmi di ricerca di Rilevante Interesse Nazionale»Programma di ricercaINIZIO_TESTO_DA_INDICIZZARE
PROGRAMMA DI RICERCA 2004
italiano - english
Unità di Ricerca
Programmi di ricerca simili:
- 1 - La riforma della Corte di Cassazione
- 2 - Immunità e crimini di diritto internazionale
- 3 - COMUNITA' GLOBALE E TRIBUNALI INTERNAZIONALI
Classificazione scientifico-disciplinare
- Area scientifico disciplinare: Scienze giuridiche
Classificazione geografica
- Regione: Trentino Alto Adige
Bibliografia
BOS, The role of an international criminal court in the light of the principle of complementarity, in DENTERS, SCHRIJVER (ed.s), Reflections on international law from the Low Countries, 1998, pp. 249-259.BROOMHALL, International justice and the International Criminal Court : between sovereignty and the rule of law, 2003.
BROWN, Primacy or complementarity : reconciling the jurisdiction of national courts and international criminal tribunals, in Yale Journal of International Law, pp. 383-436.
CASSESE, GAETA, JONES (ed.s), The Rome Statute of the International Criminal Court: A Commentary, 2002.
CONCANNON, Beyond complementarity : the International Criminal Court and national prosecutions, a view from Haiti, in Columbia human rights law review, 2001, pp. 201-250.
CLAPHAM, Issues of complexity, complicity and complementarity : from the Nuremberg trials to the dawn of the new International Criminal Court, in SANDS (ed.), From Nuremberg to The Hague, 2003, pp. 30-67.
DEMBOWSKI, The International Criminal Court: complementarity and its consequences,in STROMSETH, Accountability for atrocities, 2003, pp. 135-169.
DICKINSON, The dance of complementarity : relationships among domestic, international, and transnational accountability mechanisms in East Timor and Indonesia, in STROMSETH (ed.), Accountability for atrocities, pp. 319-374.
EL ZEIDI, The principle of complementarity : a new machinery to implement international criminal law, in Michigan journal of international law, 2002, pp. 869-975.
GALLANT, The International Criminal Court in the system of states and international organizations, Leiden Journal of International Law, 2003, pp. page 553-591.
HOLMES, The principle of complementarity, in LEE (ed.), The International Criminal Court: The making of the Rome Statute, 1999.
-, Complementarity: National Courts versus the ICC, in CASSESE, GAETA, JONES (ed.s), The Rome Statute of the International Criminal Court: A Commentary, 2002, pp. 667-686.
KLEFFNER, The impact of complementarity on national implementation of substantive international criminal law, in Journal of international criminal justice, 2003, pp. 86-113.
LA ROSA, Jurisdictions pénales internationales, 2003.
LEE (ed.), The International Criminal Court - Elements of Crimes and Rules of Procedure and Evidence, 2001.
LEE (ed.), The Making of the Rome Statute of the International Criminal Court, 1999.
MISKOWIAK, The International Criminal Court: Consent, Complementarity and Cooperation, 2000.
MORRIS, Complementarity and conflict : states, victims and the ICC,in SEWALL, KAYSEN, The United States and the International Criminal Court, 2000, pp. 195-210.
NEWTON, Comparative complementarity: domestic jurisdiction consistent with the Rome Statute of the International Criminal Court, Military law review, 2001, pp. 20-73.
OOSTERVELD, PERRY, MCMANUS, The cooperation of states with the International Criminal Court, in Fordham international law journal, 2002, pp. 767-839.
SADAT, The International Criminal Court and the transformation of international law : justice for the new millenium, 2002.
TRIFFTERER (ed.), Commentary on the Rome Statute of the International Criminal Court, Baden Baden, 1999.
VAN BOVEN, The principle of complementarity : the International Criminal Court and national laws, in WOUTERS, PANKEN (ed.s), De genocidewet in internationaal perspectief, 2002, pp. 65-74.
WILLIAMS, On article 17, in TRIFFTERER (ed.), Commentary on the Rome Statute of the International Criminal Court, Baden Baden, 1999, pp. 383-394.
YOUNG, The International Criminal Court : A Commentary of the Rome Statute, 2003.
ZIMMERMANN, Roleand function of international criminal law in the international system after the entry into force of the Rome Statute of the International Criminal Court, in German yearbook of international law, 2002, pp. 35-54.
Parole Chiave
CORTE PENALE INTERNAZIONALE; GIURISDIZIONI NAZIONALI; COMPLEMENTARITA'; COOPERAZIONE INTERNAZIONALE; ADATTAMENTO; GIUSTIZIA PENALE INTERNAZIONALE; COMPETENZA; CRIMINI INTERNAZIONALI; ASSISTENZA GIUDIZIARIALa Corte penale internazionale ed i rapporti con le giurisdizioni nazionali: complementarità e cooperazione.
Università degli Studi di TrentoAbstract
E' opinione diffusa che la creazione della Corte penale internazionale rappresenti lo sviluppo istituzionale piu' significativo del diritto internazionale degli ultimi decenni dopo la Carta delle Nazioni Unite. Specie a partire dalla approvazione dello Statuto di Roma del 1998, che ha dato vita alla Corte, numerosi sono stati gli studi ed i commenti apparsi per sottolineare l'importanza della Corte nel quadro della evoluzione (per certi versi tumultuosa) dei sistemi di giustizia penale internazionale. Si tratta di contributi che hanno affrontato il tema della rispondenza del nuovo organismo alla domanda di giustizia, ed al rifiuto dell'impunita' per crimini (quali il genocidio, i crimini di guerra, ed i crimini contro l'umanita'), di cui si e' fatta portatrice la stessa societa' civile. In tale prospettiva, speciale attenzione e' stata rivolta alle similitudini e differenze esistenti tra la Corte penale internazionale ed i Tribunali ad hoc istituiti dal Consiglio di Sicurezza dell'ONU (quelli per la ex-Jugoslavia ed il Ruanda), come anche tra la prima ed i vari Tribunali speciali con elementi di internazionalita' (quelli creati in Sierra Leone, Timor Est e Cambogia) pure recentemente creati.La fase attuale della vita della Corte appare peraltro cruciale al fine di stabilirne l'efficacia e l'impatto sull'assetto dei meccanismi per la punizione dei grandi crimini internazionali. La Corte è infatti divenuta pienamente operativa dopo la elezione dei 18 giudici e del >>>
Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Mauro POLITI Università degli Studi di TRENTOObiettivo del Programma di Ricerca
In termini generali, l'obbiettivo del programma di ricerca è l'analisi del rapporto tra la Corte penale internazionale e gli Stati nel perseguimento dei crimini internazionali. L'indagine avrà ad oggetto due tematiche principali: da un lato, il principio di complementarità, come principio chiave del rapporto tra la giurisdizione internazionale e quella domestica; dall'altro, il principio di cooperazione internazionale e di assistenza giudiziaria e l'obbligo degli Stati parte di cooperare con la Corte nella repressione dei crimini appartenenti alla giurisdizione di quest'ultima.Non è difficile, infatti, individuare nell'applicazione del principio di complementarità tra Corte e giurisdizioni nazionali, così come nel funzionamento dei meccanismi di cooperazione con gli Stati due profili essenziali per comprendere in che misura l'autorità e la credibilità della Corte si affermeranno nei prossimi anni.
La complementarità (secondo cui la Corte interviene solo quando le giurisdizioni nazionali non possono o non vogliono procedere) tocca infatti il punto fondamentale della ripartizione di competenze tra giustizia interna e giustizia internazionale. Per parte sua, la cooperazione degli Stati risulta indispensabile al fine di assicurare il concreto funzionamento della Corte, la quale non dispone di mezzi autonomi di "enforcement" delle proprie decisioni, specie nelle fasi che precedono il giudizio. Pari rilievo assume poi la questione dell'adattamento interno delle >>>
Risultati parziali attesi
Il lavoro svolto dall'unità di Trento e da quella di Lecce, in questa fase, è propedeutico all'analisi della giurisprudenza e della prassi statale in materia di cooperazione tra la Corte e gli Stati parte dello Statuto. Attraverso lo studio del quadro normativo, le due unità devono acquisire le conoscenze necessarie per interpretare e sistematizzare i dati emergenti dalla giurisprudenza e dalla prassi applicativa dello Statuto.Attraverso l'analisi della giurisprudenza della Corte e della prassi statale rilevante, si tenteranno di individuare dal punto di vista sostanziale, i limiti e la natura del sistema di cooperazione tra la Corte, da un lato, e gli Stati parte (segnatamente le giurisdizioni nazionali) dall'altro.La terza e ultima fase della ricerca mira a fornire una valutazione critica dei risultati acquisiti nel corso delle fasi precedenti. Dopo avere compreso in concreto quale sia la natura dei rapporti di cooperazione intercorrenti tra la Corte e gli Stati parte, per come emerge dalla prassi e dalla giurisprudenza rilevanti, si vuole delineare quali possano essere le tendenze evolutive in materia, sia per quanto riguarda l'operatività della Corte, sia con riferimento al sistema della giustizia penale in generale. Si intende in questo senso comprendere se l'influenza sistematica dello Statuto di Roma possa determinare gli sviluppi futuri di altre giurisdizioni internazionali nel rapporto con le giurisdizioni nazionali.La conoscenza, dal punto di vista >>>
Durata
24 mesiBase di partenza scientifica nazionale o internazionale
La Corte Penale Internazionale rappresenta un'innovazione nel panorama del diritto penale internazionale finora noto, non solo sul piano sostanziale, ma soprattutto su quello procedurale. In particolare, l'elemento qualificante dello Statuto di Roma è stato individuato nel principio di "complementarità", ossia nell'insieme delle regole che presiedono al rapporto della Corte con le giurisdizioni nazionali, oltre che nel peculiare regime di cooperazione e assistenza giudiziaria tra la stessa Corte e le autorità dei singoli Stati.Già il Preambolo dello Statuto mette in luce che esercitare la giurisdizione penale per reprimere i crimini più gravi costituisce in primo luogo "dovere di ciascun Stato". Contestualmente lo stesso Preambolo chiarisce che questa competenza è condivisa dalla Corte Penale Internazionale: il rapporto tra quest'ultima e le giurisdizioni penali dei singoli Stati è definito, con terminologia innovativa, "complementarità". Il significato di tale complementarità, riaffermata dall'articolo 1, è chiarito nei successivi articoli 17, 18 e 19, che affrontano la questione della procedibilità dell'azione davanti alla Corte. Oltre che per ragioni legate al ne bis in idem o all'insufficiente gravità del fatto, il caso è improcedibile davanti alla Corte se:
"a) sullo stesso sono in corso di svolgimento indagini o provvedimenti penali condotti da uno Stato che ha su di esso giurisdizione, a meno che tale Stato non intenda iniziare le indagini ovvero non >>>



