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PROGRAMMA DI RICERCA 2004

italiano - english
Programmi di ricerca simili:
Classificazione scientifico-disciplinare
Classificazione geografica
Bibliografia
Sulla sanzione in generale:
DELITALA, Prevenzione e repressione nella riforma penale, in Riv. it. dir. pen., 1950, 699 ss.; ID., Responsabilità e pena, in Iustitia, 1962, 341 ss.; CARNELUTTI, Meditazioni sull'essenza della pena, in Riv. dir. proc. pen., 1955, 3 ss.; PETROCELLI, La funzione della pena, in Saggi di diritto penale, Napoli, 1952, 81 ss.; ANTOLISEI, Teoria e realtà delle pene, in Scritti, cit., 191 ss.; BETTIOL, Aspetti etico-politici della pena retributiva, in Scritti giuridici, vol. I, Padova, 1966, 504 ss.; ID., In tema di unificazione di pene e misure di sicurezza, ivi, vol. II, 565 ss.; ID., Punti fermi in tema di pena retributiva, ivi, 937 ss.; VASSALLI, Funzioni e insufficienza della pena, in Riv. it. dir. proc. pen., 1961, 297 ss.; PETTOELLO MANTOVANI, Il valore problematico della scienza penalistica, 1961; PAGLIARO, Aspetti giuridici della prevenzione, in Ind. pen., 1976, 5 ss.; ID., Verifica empirica dell'effetto di prevenzione generale, ivi, 1985, 353; DOLCINI, La commisurazione della pena, Padova, 1979; AA.VV., Teoria e prassi della prevenzione generale dei reati, a cura di M. Romano e F. Stella, Bologna, 1980; PADOVANI, L'utopia punitiva, Milano, 1981; NUVOLONE, Pena (in generale), in Enc. dir., vol. XXXII, Milano, 1982, 787 ss.; EUSEBI, La "nuova" retribuzione. Pena retributiva e teorie preventive, in Riv. it. dir. proc. pen., 1983, 1315 ss.; ID., La pena in "crisi". Il recente dibattito sulla funzione della pena, Brescia, 1990; MONACO, Prospettiva dell'idea dello scopo nella teoria della pena, Napoli, 1984; VASSALLI, La pena in Italia, oggi, in Studi in memoria di P. Nuvolone, Milano, 1991, 617 ss.; FIANDACA, Commento all'art. 27, comma 3 Cost., in Commentario alla Costituzione, a cura di Branca e Pizzorusso, Bologna, 1991, 222 ss.; MOCCIA, Il diritto penale tra essere e valore. Funzione della pena e sistematica teleologica, Napoli, 1992; ROMANO, "Meritevolezza", "bisogno di pena"; e teoria del reato, in Riv. it. dir. proc. pen., 1995, 39 ss.; PALIERO, La riforma del sistema sanzionatorio: percorsi di metodologia comparata, in Arch. pen., 1995, 3 ss.; E. GALLO, L'evoluzione del pensiero della Corte costituzionale in tema di funzione della pena, in Giur. cost., 1994, 3203 ss.; NEPPI MODONA, Il sistema sanzionatorio: considerazioni in margine a un recente schema di riforma, in Riv. it. dir. proc. pen., 1995, 315 ss.; FERRAJOLI, La pena in una società democratica, in Quest. Giust., 1996, 527 ss.; RONCO, Il problema della pena, Torino, 1996; PISA, Effettività della pena: una ipotesi, in Dir. pen. proc., 1996, 667 ss.; EUSEBI, Dibattiti sulle teorie della pena e "mediazione", in Riv. it. dir. proc. pen., 1997, 811 ss.; GIUNTA-ORLANDI-PITTARO-PRESUTTI, L'effettività della sanzione penale, Milano, 1998; GIUNTA, L'effettività della pena nell'epoca del dissolvimento del sistema sanzionatorio, in Riv. it. dir. proc. pen., 1998, 414 ss.; AA.VV., Il sistema sanzionatorio penale e le alternative di tutela, Milano, 1998; MARINUCCI, Il sistema sanzionatorio tra collasso e prospettive di riforma, in Riv. it. dir. proc. pen., 2000, 160.
Sulle sanzioni accessorie in generale, e su quelle a contenuto interdittivo:
BATTAGLINI, Interdizione da una professione o da un'arte, in Riv. dir. penit., 1935, 1231; FROSALI, Pena accessoria, in Nss. Dig. it., vol. XII, 1965, 836 ss.; GIANPAOLI, L'interdizione dai pubblici uffici e la retribuzione dei lavoratori, in Scuola pos., 1966, 436; GRAMATICA, La interdizione professionale nel quadro delle misure di difesa sociale "sostitutive" delle pene, in Giust. pen., 1966, I, 204; SALAFIA, Le interdizioni professionali e da altre determinate attività esaminate dal VII Congresso di difesa sociale, in Giur. it., 1967, IV, 45; VIOLANTE, Contenuto e funzione delle pene accessorie, in Riv. it. dir. proc. pen., 1969, 263 ss.; FERRANTE, Professione di giornalista e condanna per delitto commesso con abuso della professione o con violazione dei doveri ad essa inerenti, in Giur. merito, 1974, 48; PALAZZO, Le interdizioni nella prospettiva delle misure alternative alla pena, in Riv. it., 1977, 190; PISA, Pene accessorie e principio di tassatività, Milano, 1979; ID., Le pene accessorie. Problemi e prospettive, Milano, 1984; SCORDAMAGLIA, L'applicazione provvisoria di pene accessorie, Napoli, 1980; PALAZZO, Le pene accessorie nella riforma della parte generale e della parte speciale del codice, in Studi Musotto, vol. IV, Palermo, 1981, 36 ss.; CERQUETTI, Pene accessorie, in Enc. dir., vol. XXXII, Milano, 1982, 819 ss.; LARIZZA, Le pene accessorie, Padova, 1986; ID., Pene accessorie, in Dig. disc. pen., IX, 1995, 421 ss.; DE FELICE, Natura e funzioni delle pene accessorie, Milano, 1988; VIRGILIO, Le pene accessorie nel momento attuale, Napoli, 1991; AA.VV., Pene accessorie e sistema penale, Trieste, 2001.
Sulle misure alternative alla detenzione:
CUSTODERO, Le misure alternative alla detenzione, Bari,1979. SONZINI,Le misure alternative alla detenzione nella giurisprudenza della Corte Costituzionale, Milano, 1991.PELLEGRINI, Misure alternative al carcere per il tossicodipendente, Milano, 1992.
VALORI, Le misure alternative ad applicazione anticipata tra istanze di decarcerizzazione e finalità di specialprevenzione, Milano, 1993.
CASAROLI, Misure alternative alla detenzione, in Dig., VIII, 1994, p.10. DI GENNARO,BONOMO,BREDA, Ordinamento penitenziario e misure alternative alla detenzione, 4^ ed., Milano, 1991. CASAROLI, Misure alternative alla detenzione, in Dig. (disc. pen.), Vol. VIII, Torino, 1994, p.10. DI GENNARO, BREDA, LA GRECA, Ordinamento penitenziario e misure alternative alla detenzione, Milano, 1997. PRESUTTI (a cura di), Esecuzione penale e alternative penitenziarie, Padova, 1999.
FLORA, Misure alternative alla pena detentiva, in Nov. Dig. App., V, p.99. GRASSO, Misure alternative alla detenzione, in Diz. Vassalli, p.654.
Sulle misure di sicurezza:
BOSCARELLI, Appunti critici in materia di misure di sicurezza, in Riv. it. dir. proc. pen., 1964, 34 ss., CARACCIOLI, I problemi generali delle misure di sicurezza, Milano, 1970; MUSCO, Le misure di sicurezza nel recente progetto di riforma del libro primo del codice penale, in Jus, 1974, 557 ss.; ID., La misura di sicurezza detentiva- Profili storici e costituzionali, Milano, 1978; ID., Misure di sicurezza, in Enc. dir., Aggiornamento, I, 1997, 762 ss.; PADOVANI, Profili di incostituzionalità nell'applicazione e nell'esecuzione delle misure di sicurezza, in Ind. pen., 1976, 231 ss.; NUVOLONE, Misure di prevenzione e misure di sicurezza, in Enc. dir., vol. XXVI, Milano, 1976, 631 ss.; FORNARI, Misure di sicurezza e doppio binario: un declino inarrestabile?, in Riv. it. dir. proc. pen., 1993, 569 ss.; PELUSO, Misure di sicurezza (profili sostanziali), in Dig. disc. pen., VIII, 1994, 137 ss.; MANNA, Imputabilità, pericolosità e misure di sicurezza: verso quale riforma?, in Riv. it. dir. proc. pen., 1994, 1189 ss.; ID., L'imputabilità e i nuovi modelli di sanzione, Torino, 1997; GUERRA, Le misure di sicurezza personali nel progetto di legge delega per la riforma del codice penale, in Riv. it. dir. proc. pen., 1994, 961 ss.
Sulle sanzioni di competenza del giudice di pace:
AA.VV. (a cura di Adolfo Scalfati), Giudice di pace : un nuovo modello di giustizia penale, Padova, 2001. Zagrebelsky Vladimiro, Il diritto penale per il giudice di pace, Milano, 2001. AA.VV. (a cura di Adolfo Scalfati), Giudice di pace: un nuovo modello di giustizia penale, Padova, 2001. Maneschi Adriano, Processo penale davanti al giudice di pace : manuale, Padova, 2001. Padula Luciano, Le indagini preliminari nel procedimento penale davanti al giudice di pace, Milano, 2002. M. Chiavario, E. Marzaduri (a cura di), Giudice di pace e processo penale, Utet, Torino 2002. G. Mannozzi, La giustizia senza spada, Giuffrè, Milano 2003. L. Picotti e G. Spangher (a cura di), Competenza penale deel giudice di pace e "nuove" pene non detentive. Atti dedl Convegno di trento 22-23.2.2002, Giuffrè, Milano 2003.
Parole Chiave
SISTEMA SANZIONATORIO; EFFETTIVITA'; PENE PATRIMONIALI; MISURE ALTERNATIVE; MISURE SOSPENSIVE; MISURE DI SICUREZZA

Stato attuale ed esigenze di riforma del sistema sanzionatorio penale: per una pena razionale ed effettiva.

Università degli Studi di Genova
Abstract
La ricerca parte dalla considerazione che nel nostro ordinamento la pena detentiva, che nella struttura originaria del codice Rocco rivestiva una posizione primaria, allo stato attuale mantiene la sua centralità solo sul piano formale. Il legislatore italiano, infatti, continua a farvi ricorso - fidando evidentemente sulla efficacia intimidativa in essa insita -, non solo per delitti di rilevante gravità, ma anche per reati di minor rilievo o a bassa intensità di offesa; tuttavia, da tempo la sanzione detentiva assume una valenza più virtuale che reale per una percentuale molto elevata di condanne. Ormai la reclusione (per non parlare dell'arresto) è pena largamente resa ineffettiva dalla convergenza di una pluralità di istituti.
La ricerca intende analizzare gli istituti che stanno via via soppiantando la pena detentiva: le misure di natura sospensiva, che già il giudice di cognizione può adottare (non soltanto la "classica" sospensione condizionale della pena, ma anche le sanzioni sostitutive introdotte dalla legge n.689/1981 ed ampliate successivamente dalla legge n.134/2003); e le misure alternative alla detenzione, introdotte dalla legge penitenziaria, sulle quali si sono avuti numerosi interventi modificativi sia da parte del legislatore che della Corte Costituzionale, volti ad estendere la portata di quelle già previste (alcune, in seguito alle suddette modifiche, in certi casi non si applicano più dopo una parziale esecuzione della pena detentiva, ma prima >>>

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Paolo PISA Università degli Studi di GENOVA
Obiettivo del Programma di Ricerca
La ricerca che si propone intende muoversi nella prospettiva di un approfondimento del panorama reale delle sanzioni penali e dell'indicazione di linee ricostruttive di un sistema organico di pene e di misure utilizzabili in un quadro che recuperi accettabili margini di razionalità.
L'esigenza di non considerare il sistema italiano in termini di pura autoreferenzialità suggerisce altresì di inquadrare il problema in prospettiva europea, rivolgendo l'attenzione all'evoluzione del sistema sanzionatorio in alcuni dei principali Paesi dell'Unione Europea.

Risultati parziali attesi
Dalla prima fase - che sarà incentrata su uno studio ricognitivo della giurisprudenza, sia della Magistratura di cognizione sia della Magistratura di Sorveglianza, finalizzato a verificare l'applicazione dei vari tipi di pene e di misure previste dal nostro sistema sanzionatorio - si intende trarre un quadro generale della prassi italiana in ordine alle tipologie di sanzioni applicate, tenuto conto dei tipi di reato e del grado di reiterazione dello stesso tipo di sanzione nei confronti del medesimo condannato.Nella seconda fase si intende formulare un progetto mirato alla ricostruzione del sistema sanzionatorio italiano in un quadro di maggiore razionalizzazione dello stesso, dato che il proliferare nel tempo di leggi e di interventi della Corte Costituzionale, oltre a cambiare completamente il panorama delle sanzioni, ha anche portato notevole disorganicità.
In questo progetto riformista di razionalizzazione si terrà conto anche del modo in cui sono attualmente strutturati i sistemi sanzionatori di alcuni Paesi dell'U.E.

Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
Base di partenza della ricerca è l'attuale dibattito nella dottrina penalistica sulla certezza ed effettività della pena, con particolare riferimento alle sanzioni interdittive ed alle misure alternative e sostitutive della detenzione, da impiegarsi in un rinnovato sistema sanzionatorio nell'ottica di prevenzione generale e speciale.
Il sistema sanzionatorio penale ha vissuto negli ultimi anni un'evoluzione che ne ha accentuato la complessità, rendendolo estremamente variegato.
La sanzione detentiva mantiene, almeno sul piano formale, la sua centralità; il legislatore italiano continua a farvi ricorso, fidando evidentemente sulla efficacia intimidativa in essa insita, non solo per delitti di rilevante gravità, ma anche per reati di minor rilievo o a bassa intensità di offesa.
Si sottolinea, tuttavia, da tempo il carattere virtuale che la sanzione detentiva assume per una percentuale molto elevata di condanne; si è ripetutamente sostenuto che ormai la reclusione (per non parlare dell'arresto) è pena largamente resa ineffettiva dalla convergenza di una pluralità di istituti.
La prima linea di "neutralizzazione" della pena detentiva è rappresentata dalle misure di natura sospensiva, che già il giudice di cognizione può adottare: non si tratta soltanto della "classica" sospensione condizionale della pena; ampio spazio è stato ritagliato anche per le sanzioni sostitutive (l'ambito di applicabilità di queste è stato notevolmente esteso dalla legge >>>