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PROGRAMMA DI RICERCA 2004

italiano - english
Programmi di ricerca simili:
Classificazione scientifico-disciplinare
Classificazione geografica
Bibliografia
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Ganino M. (a cura di), Europa di domani: Verso l';allargamento dell'Unione, Giuffrè, Milano, 2002
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Parole Chiave
COSTITUZIONALISMO EUROPEO; LIBERTÀ DI IMPRESA; DIRITTI FONDAMENTALI; PLURALISMO; LIBERTÀ D'INFORMAZIONE; CONTRATTI DI IMPRESA; TEORIA GIURIDICA DEL MERCATO; CIRCOLAZIONE DEI DIRITTI; TUTELA DELL'AMBIENTE

Il Progetto di Costituzione per l'Europa, i diritti fondamentali e l'autonomia privata nell'Unione Europea

Università degli Studi di Roma "La Sapienza"
Abstract
La presente ricerca si propone di analizzare il processo costituzionale europeo culminato con l'approvazione da parte della "Convenzione di Bruxelles" del Progetto di "Trattato che istituisce una Costituzione per l'Europa". L'esame verterà non solo sulla consistenza del Progetto come testo costituzionale di base dell'Unione, ma anche sui suoi effetti per la tutela di alcuni principi e diritti fondamentali specifici. Una prima fase del lavoro, corrispondente al primo anno, sarà volta a fornire il quadro teorico-costituzionale di riferimento, in una con la organizzazione/sistemazione del materiale normativo, bibliografico e giurisprudenziale, con specifica attenzione alle intersezioni disciplinari tra diritto pubblico/privato, economia e geografia economica nei contesto della "multilevel governance europea". Nell'attuale momento storico, la riflessione giuridica non può prescindere dall'analisi dei processi evolutivi di carattere normativo e politico-istituzionale che coinvolgono il futuro dell'Unione Europea, trovando in ciò un fertile terreno di incontro con altre discipline. Il Progetto di Trattato costituzionale, licenziato dalla Convenzione ed esaminato dalla Conferenza Intergovernativa, da un lato, attraversa con tecniche ricognitivo-innovative le parti più delicate della tradizione del costituzionalismo europeo, dall'altro segna, per certi versi, una "rottura" rispetto ai tradizionali percorsi evolutivi del costituzionalismo moderno. Dal punto di vista dello studioso di >>>

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Vincenzo ATRIPALDI Universita' degli Studi di ROMA
Obiettivo del Programma di Ricerca
E' noto come in occasione del Consiglio europeo di Laeken del 15 dicembre è stato dato avvio ad un processo di rifondazione istituzionale dell'Unione Europea, che in vista di una maggiore integrazione politica, economica e sociale, è stata chiamata ad affrontare nuove sfide, riguardanti l'accrescimento della democrazia, della trasparenza e dell'efficienza nel sistema decisionale comunitario. E' stata posta la finalità di una riforma ampia ed incisiva delle istituzioni comunitarie e delle procedure di voto, anche in vista dell'adesione di nuovi Stati, che ha dato impulso ad un vero e proprio processo costituzionale a livello europeo che a sua volta ha posto i fondamenti del nascente costituzionalismo europeo. Principale finalità della ricerca svolta in questa seconda fase è quella di indagare e mettere in evidenza le peculiarità dell'esperienza costituzionale in corso in Europa, sia sul piano dell'evoluzione del diritto positivo, in altri termini dell'elaborazione e del contenuto della Bozza di Trattato costituzionale presentata, sia sul piano delle elaborazioni teoriche della dottrina costituzionalistica.
A partire da questo "nucleo portante" della ricerca, l’attività delle singole unità di ricerca approfondirà singole disposizioni della Carta dei diritti fondamentali, secondo la prospettiva di indagine fin qui delineata del costituzionalismo europeo. In particolare saranno oggetto di studi: la libertà di espressione e di informazione, con particolare >>>

Risultati parziali attesi
Questa prima fase dovrebbe consentire ai docenti e ai ricercatori interessati di acquisire familiarità con i principali problemi applicativi sollevati dal processo di codificazione europea relativamente agli specifici temi oggetto di studio per ciascuna unità, sia attraverso la consultazione del materiale normativo, bibliografico e giurisprudenziale raccolto, sia mediante il contatto diretto con la pratica, oltre che con lo studio dei progetti da un lato di codificazione e dall'altro di Convenzione europea.
In tal modo si disegneranno in primo luogo l'opzione di fondo della politica economica comunitaria, il contenuto della libertà di impresa e contrattuale in relazione sia al divieto di discriminazione che alla clausola di buona fede che alla disciplina delle eccezioni dilatorie e si porranno le basi dell'approfondimento più prettamente teorico, cui è dedicata la seconda parte della ricerca. Già nel corso della prima parte dell'attività si prevede comunque l'elaborazione di articoli e saggi sul tema della ricerca o su temi affini, con il preciso scopo di fissare il quadro normativo di riferimento e i problemi di inquadramento. Ove necessario il lavoro di indagine potrà costituire occasione anche per l'organizzazione di convegni e conferenze di approfondimento.La seconda e ultima fase della ricerca dovrebbe consentire di pervenire ad un inquadramento sistematico coerente, anche se ovviamente non definitivo, delle principali problematiche teoriche e applicative >>>

Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
Nell'attuale momento storico, la riflessione giuridica non può prescindere dall'analisi dei processi evolutivi di carattere normativo e politico-istituzionale che coinvolgono il futuro dell'Unione Europea, trovando in ciò un fertile terreno di incontro con altre discipline. Il Progetto di Trattato costituzionale, licenziato dalla Convenzione ed esaminato dalla Conferenza Intergovernativa, da un lato, attraversa con tecniche ricognitivo-innovative le parti più delicate della tradizione del costituzionalismo europeo, dall'altro segna, per certi versi, una "rottura" rispetto ai tradizionali percorsi evolutivi del costituzionalismo moderno. Dal punto di vista dello studioso di diritto costituzionale, si deve osservare che mentre gli elementi "positivi" di questa "narrazione costituzionale" prendono forma sotto i nostri occhi, ancora faticosa appare l'opera di individuazione e rimeditazione delle categorie che possono servire a rappresentare con nomi adeguati la realtà di cose nuove. Troppo spesso, infatti, al riconoscimento dell'Unione come organizzazione politica sui generis si accompagna una sorta di impotenza classificatoria, una assoluta tabula rasa dei concetti e delle categorie tramandate dalla tradizione etatistica dello jus publicum europaeum, trascurandosi di verificare in concreto quali categorie hanno ancora una qualche ragione di resistere all'avvento del "phénomène nouveau".
Conseguentemente, l'analisi preliminare troverà fondamento nello studio selettivo >>>