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PROGRAMMA DI RICERCA 2004

italiano - english
Programmi di ricerca simili:
Classificazione scientifico-disciplinare
Classificazione geografica
Bibliografia
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Parole Chiave
REGOLAZIONE; CONCORRENZA; LIBERALIZZAZIONE

Regolazione settoriale e politica della concorrenza in mercati regolati

Università degli Studi di Brescia
Abstract
Intendiamo lavorare all'intersezione di due areee tradizionalmente distinte quali antitrust e regolazione di settore, al fine di identificare possibili criteri per identificare ove un tipo o l'altro di intervento sarebbe preferibile, e di investigare possibili conseguenze della interferenza della regolazione in mercati poco competitivi.
La ricerca si organizza in due aree:
- una parte generale, che verte su (i)i principi che governano l'interazione tra concorrenza e regolazione (specialmente in settori di pubblica utilità) e su (ii) conseguenze del sovrapporsi di concorrenza e regolazione su investimenti, struttura dei contratti e concorrenza, soprattutto in industrie a rete
- una parte di applicazioni a specifici settori, alcuni nell'area dei servizi di pubblica utilità, ma anche in aree ove l'intervento statale è stato tradizionalmente predominante, e dove la concorrenza è stata introdotta solo di recente (istruzione, sanità)

PARTE GENERALE
In questa parte, ci concentreremo in particolare su:
a) Regolazione e concorrenza
La regolazione delle imprese che operano anche in mercati aperti alla concorrenza è un campo di indagine aperto, e solleva nuove questioni. Il prezzo ottimale, interventi strutturali e la tutela della concorrenza sono tutti aspetti che intendiamo affrontare.
b) Applicazioni delle politiche antitrust
La scelta tra regole rigide(di stampo quasi-regolatorio) e regole flessibili nel >>>

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Carlo SCARPA Università degli Studi di BRESCIA
Obiettivo del Programma di Ricerca
Proponiamo di lavorare all'intersezione di due aree tradizionalmente distinte quali antitrust e regolazione (settoriale), al fine di identificare possibili criteri per identificare aree ove un tipo o l'altro di intervento risulterebbero preferibili, e di investigare possibili conseguenze dell'interferenza (in senso patologico, o forse anche in senso fisiologico) della regolazione in mercati scarsamente competitivi.
Il programma di ricerca può organizzarsi in due fasi distinte
- una parte generale, che verte su (i)i principi che governano l'interazione tra concorrenza e regolazione (specialmente in settori di pubblica utilità) e su (ii) conseguenze del sovrapporsi di concorrenza e regolazione per gli investimenti, sulla struttura dei contratti e sulla concorrenza, soprattutto in industrie a rete;
- una parte di applicazioni a specifici settori, alcuni nell'area dei servizi di pubblica utilità, ma anche in aree ove l'intervento statale è stato tradizionalmente predominante, e dove invece la concorrenza è stata introdotta solo di recente (istruzione, sanità).

PARTE GENERALE
In questa parte ci concentreremo in particolare su:
a) Regolazione e concorrenza
La regolazione delle imprese che operano anche in mercati aperti alla concorrenza è un campo di indagine aperto, e solleva nuove questioni. Il prezzo ottimale, interventi strutturali e la tutela della concorrenza sono tutti aspetti che intendiamo affrontare.
b >>>

Risultati parziali attesi
I primi risultati della ricerca saranno circolati e discussi nel SECONDO INCONTRO, con l'obiettivo di avere contributi dal gruppo di ricerca. A questo punto saranno presentati dei "work in progress", alcuni dei quali potrebbero già avere forma di discussion paper a circolazione interna.
I temi che saranno oggetto di lavoro e quindi discussione nell'incontro - vedi descrizione nei singoli progetti locali e al punto 2.1 del presente progetto nazionale - sono i seguenti:
PARTE GENERALE
a) Regolazione e concorrenza
b) Applicazioni delle politiche antitrust
c) Entrata e dominanza


ANALISI DI SETTORE - teoriche
In riferimento alla continuzione di linee di ricerca gia' avviate da tempo, si presenteranno i primi risultati delle analisi relative al settore delle Telecomunicazioni.

ANALISI DI SETTORE - empiriche
In riferimento ai seguenti settori verranno presentati first drafts delle analisi su:
a) Multiutilitity
b) Trasporti pubblici
c) Servizi idrici
d) Effetti di benessere
In riferimento ai settori che seguono, essendo campi di indagine nuovi per i componenti del gruppo, si prevede la costruzione dei rispettivi data set su:
e) Autostrade
f) Istruzione
g) SanitàDato quanto indicato nei progetti delle unità locali, si prevede quindi che a questo stadio siano disponibili lavori in fase avanzata sui temi della Parte generale di cui al punto >>>

Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
Con l'avvio del processo di liberalizzazione delle public utilities in Europa, molti operatori hanno considerato la separazione tra i segmenti di monopolio naturale - dove la regolamentazione è d'obbligo - e i segmenti dove si può sviluppare la concorrenza, un'operazione indolore e agilmente attuabile nelle filiere produttive dei diversi settori. Tali posizioni trovavano fondamento a partire dai ben noti contributi teorici della scuola di Chicago sulla riforma delle public utility (si veda l'obiezione di Coase sul prezzo al costo marginale, 1948; il contributo sulle aste competitive di Demsetz, 1968; e, a carattere riepilogativo del dibattito sviluppatosi, il volume di Kahn, 1971).
L'esperienza di liberalizzazione di questi anni, come analizzato anche da lavori di questo stesso gruppo di ricerca, ha portato alla luce una realtà ben più complessa. I segmenti dove la concorrenza può trovare spazio sono ancora caratterizzati dalla presenza di imprese con "significativo potere di mercato": questa è la terminologia adottata dalla Direttiva Quadro sulle Telecomunicazioni e - nonostante il suo focus sui mercati delle tlc - trova concreti riscontri anche nei mercati dell'energia e in numerosi altri settori regolati nei paesi della Comunità. In sintesi, in constesti dove permangono imprese con significativo potere di mercato, la concorrenza ex-ante risulta essere così imperfetta che la regolamentazione (per esempio nella forma di price cap negli scambi di elettricità) diviene >>>