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PROGRAMMA DI RICERCA 2004

italiano - english
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Classificazione scientifico-disciplinare
Classificazione geografica
Bibliografia
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Parole Chiave
PERSONE ANZIANE; PERSONE DISABILI; TECNOLOGIE; COMUNICAZIONE; ABITAZIONE; BUONE PRATICHE

TECNOLOGIE E RETI SOCIALI PER LA QUALITA'DELLA VITA DI PERSONE ANZIANE E DI PERSONE DISABILI

Università degli Studi di Bologna
Abstract
La ricerca si propone due principali risultati : (A) Un volume scritto con la collaborazione delle tre Unità di ricerca sulla qualità della vita di persone anziane e disabili a Milano, Bologna e Napoli . Questo volume utilizzerà i risultati di due ricerche: una ricerca quantitativa basata su 1000 interviste telefoniche a Milano, Bologna e Napoli e una ricerca qualitativa basata su interviste in profondità fatte nelle tre città. Queste persone anziane e disabili sono analizzate per conoscre i principali tipi difficoltà: (a1) difficoltà economiche; (a2) difficoltà di tipo intellettuale e fisico; (a3)difficoltà di comunicazione (problemi di solitudine, scarsità di contatti, difficoltà nell'uso del computer perchè non vedente..);(a4)difficoltà tecnologiche per continuare a vivere nella propria abitazione e muoversi nella città (barriere nella strada e nella abitazione, difficoltà nel bagno ecc. (B) Inserire in un sito web le "migliori pratiche" che sono state realizzate in Italia ed Europa per migliorare (da un punto di vista tecnologico e sociale) la qualità della vita di persone anziane e disabili nelle loro abitazioni e nelle loro città.
Obiettivi principali della ricerca sono tre: (a) Identificare i divesi modelli di cura adottati (cioè i diversi mix di cure date dai familiari, cure retribuite, sostegni pubblici a domicilio, cure residenziali) cercando di cogliere i principali elementi di mutamento in atto nonchè i fattori alla base del ricorso a differenti mix >>>

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Vittorio CAPECCHI Università degli Studi di BOLOGNA
Obiettivo del Programma di Ricerca
Gli obiettivi del programma di ricerca sono tre:

(A)Identificare i diversi modelli di cura adottati (cioè i diversi mixdi cure date dai familiari, cure retribuite, sostegni pubblici a domicilio, cure residenziali), cercando di cogliere i principali elementi di mutamento in atto nonchè i fattori alla base del ricorso a differenti mix per rispondere ai bisogni di cura. Come è noto, l'aumento della vita media che caratterizza le società occidentali si traduce non solo in un aumento di vita in buone condizioni di salute, ma anche in un aumento di vita in cattive condizioni di salute, che richiedono un sostegno e un'assistenza continuativa nella vita quotidiana. Il grande sviluppo di terapie comporta infatti sia la possibilità di guarigione da quelle patologie acute che in passato avevano un esito spesso letale, sia la possibilità di protrarre la vita anche in condizioni sanitarie fortemente compromesse. Vi sono quindi molti cambiamenti nei tipi di persone anziane e vi sono anche molti cambiamenti tra le persone disabili. Infatti alle persone disabili per deficit alla nascita si aggiungono persone giovani che diventano disabili per incidenti automobilistici. E' quindi importante capire la diversa qualità della vita delle persone disabili e delle persone anziane e quali soluzioni sono state individuate.

(B)Proporre soluzioni per migliorare la qualità della vita per le persone anziane e le persone disabili nella città e nella abitazione.
Queste >>>

Risultati parziali attesi
I risultati attesi da questa prima fase sono: (a) Le domande da utilizzare per le interviste quantitative; (b) Le domande da utilizzare per le interviste qualitative; (c) la scelta della Società e delle persone per esguire le interviste; (d) un primo gruppo di "buone pratiche"I risultati parziali attesi della fase " sono:
(a) Completare le interviste quantitative a Milano, Bologna e Napoli; (b) Realizzare la maggior parte delle interviste qualitative a Milano, Bologna e Napoli; (c) Documentare la maggior parte delle "buone pratiche" in Italia ed Europa.I risultati attesi sono quelli che documentano la fine della ricerca : (a) il rapporto finale di ricerca realizzata dalle tre Unità di ricerca a Milano, Bologna e Napoli; (b) le "buone pratiche" realizzate in Italia ed Europa e presentate nel sito webConferenze pubbliche per la presentazione dei rapporto finale e delle
"buone pratiche" nelle Università di Milano, Bologna e Napoli.

Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
La ricerca ha due basi scientifiche nazionali ed europee che sono tradizionalmente tenute separate ma che in questa ricerca saranno considerate insieme (e questa è una delle novità di questa ricerca): (a) una base scientifica nazionale ed europea sulle persone anziane; (b) una base scientifica nazionale ed europea sulle persone disabili.
Per quanto riguarda la base scientifica sulle persone anziane occorre tenere presente che in una società a forte invecchiamento come la nostra il tema della cura delle persone anziane non più autosufficienti appare sempre più rilevante per le dimensioni quantitative che assume e per ciò che implica sul vissuto dei soggetti (AAVV 1987; Baldi de Azevedo 1999; Calos Chesnais 1997) con un aumento di persone con patologie acute e con patologie di lunga durata (Facchini 2002, Suardi 1993).
Le donne anziane rappresentano un gruppo cruciale in questi cambiamenti perché vi sono più donne che organizzano il lavoro di cura e più donne anziane (Bimbi 1993; Bison, Pisati, Schizzerotto 1996; Facchini 1999; Suardi 1993). Se dunque nel passato la cura di persone anziane non autosufficienti riguardava un numero limitato di soggetti e per un periodo limitato di tempo , attualmente un numero crescente di persone anziane (la maggior parte donne) si trova coinvolto nella gestione di lunghe permanenze in condizioni di non autosufficienza. Le donne lavorano meno per il lavoro di cura per i bambini ma lavorano di più per persone anziane non >>>