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PROGRAMMA DI RICERCA 2005

italiano - english
Programmi di ricerca simili:
Classificazione scientifico-disciplinare
Classificazione brevettuale
Classificazione geografica
Bibliografia
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Parole Chiave
PIANURA PADANA S.L.; SALAMOIE; BACINI SEDIMENTARI; ACQUITARDI; INTERAZIONE ACQUA-ROCCIA; CHIMICA DELLE ACQUE; ISOTOPI; ACQUE TERMALI; IMMAGAZZINAMENTO GEOLOGICO DI GAS SERRA

Gli acquiferi profondi della Pianura Padana s.l. come risorse regionali: acquitardi nella idrodinamica, generatrici di acque chimicamente e termicamente anomale, luogo idoneo per l'intrappolamneto della CO2 atmosferica

Università "Ca' Foscari" di Venezia
Abstract
Gli acquiferi profondi della Pianura Padana e Veneto Friulana sono caratterizzati dalla presenza di un sistema acquifero confinato che contiene acque dolci ed acque saline. Questo sistema è importante perchè offre la possibilità di applicazioni che vanno oltre lo sfruttamento idrico tradizionale. Le acque dolci e le acque fossili possono fornire molte informazioni sui cambiamenti climatici. (1) Una grande varietà di metodi geochimici ed isotopici sono stati sviluppati e studiati con lo scopo di definire le differenti fasi del ciclo idrologico e di individuare le caratteristiche di ricarica e di flusso di queste acque. Inoltre i traccianti ambientali consentono di ricostruire i cambiamenti ambientali del passato. (2) Le acque saline/salmastre sono presenti alla base del sistema idrodinamico padano s.s., mentre verso il settore più orientale dell'area, la pianura friulana, alla base del sistema confinato sono presenti acque con un grado di termalismo. La maggior parte dei campioni raccolti da sorgenti e pozzi della Pianura Padana s.s., risultano da miscele di acque sodico-clorurate ed acque superficiali ricaricate lateralmente dalle Alpi e dagli Appennini, la cui naturale emergenza è associata alle maggiori strutture tettoniche. Gli acquiferi profondi delle pianure alluvionali (Pianura Padana e Friulana) hanno un interesse sia sociale che scientifico. Attualmente in varie località sono utilizzate per scopi termali ed il loro studio geochimico può servire per spiegare le loro >>>

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Giovanni Maria ZUPPI Università "Cà Foscari" di VENEZIA
Obiettivo del Programma di Ricerca
Obiettivo del programma è lo caratterizzazione degli acquiferi profondi della Pianura Padana e delle adiacenti Pianure Veneta e Friulana ai fini di una futura possibile utilizzazione.
Il programma affronta in particolare i seguenti temi:
1. Studio delle acque saline profonde dell'area posta ad est del fiume Tebbia, al fine di contribuire alla soluzione dei seguenti problemi principali:
- Origine di alcune acque saline a Na-Cl (incluse le acque a CaCl2);
- Evoluzione di tali acque durante i processi di interazione acqua-roccia -inclusi i processi di ultrafiltrazione/osmosi inversa e di mescolamento tra le acque saline e gli acquiferi più superficiali;
2. Implementazione di un modello matematico di flusso idrico nel settore di pianura dell'Oltrepò Pavese.
3. Caratterizzazione fisica e idrochimica delle falde profonde della bassa Pianura Friulana: individuazione di facies chimica, qualità, tempi di residenza, origine delle acque;
- caratterizzazione idrogeologica delle falde profonde: rappresentazione dei campi di moto dei diversi livelli acquiferi, tracciamento di sezioni idrogeologiche, valutazione dei parametri di permeabilità e trasmissività;
- definizione dei principali circuiti sotterranei con particolare riguardo alle aree di alimentazione delle falde profonde;
- collegamento tra le caratteristiche idrogeologiche degli acquiferi e l'evoluzione geologico–strutturale dell'area.
4. Correlazione tra >>>

Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
Molti acquiferi profondi della Pianura Padana, della Pianura veneto-friulana, dell'Appennino e della sua area pedemontana sono costituiti da acque con caratteristiche chimico-fisiche peculiari; sono presenti infatti acque saline/salamoie contraddistinte da idrofacies di tipo sodico-clorurato ed acque termali. Alcuni acquiferi profondi con acque a temperature anomale sono state scoperte durante l'esecuzione di pozzi per acqua (fascia costiera tra Lignano e Grado); acque a chimismo anomalo sono state scoperte durante l'esecuzione di perforazioni connesse a ricerche petrolifere, mentre altre acque sono note fin dall'epoca romana (Salice Terme, Rivanazzano, Miradolo, Terme, Bobbio, Salsomaggiore) (Artusi et al., 1977) e sfruttate per scopi termali o, in tempi più recenti, come acque adatte alla produzione di sale (Cavanna et al., 2004a). Queste acque infatti, presentano talora una salinità molto superiore a quella marina.
Sono presenti anche acque ad idrofacies bicarbonato-sodica, solfato- calcica ed acque a chimismo vario con una particolare impronta di idrogeno solforato che sono conosciute, ad eccezione di alcune di esse (Terme di Recoaro a Broni e di Salice), solamente a livello locale.
Nell'area considerata, l'emergenza delle acque saline è talora legata (i) a vulcanetti di fango, che sono disposti lungo il margine esterno dell'Appennino (nella regione Emilia Romagna sono presenti almeno 18 vulcani di fango di una certa rilevanza: Pellegrini et al., 1982 >>>