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INIZIO_TESTO_DA_INDICIZZARE

PROGRAMMA DI RICERCA 2005

italiano - english
Programmi di ricerca simili:
Classificazione scientifico-disciplinare
Classificazione brevettuale
  • FIXED CONSTRUCTIONS
    • EARTH DRILLING; MINING
      • SHAFTS; TUNNELS; GALLERIES; LARGE UNDERGROUND CHAMBERS (soil-conditioning or soil-stabilising materials C09K17/00; drilling or cutting machines for mining or quarrying E21C; safety devices, transport, rescue, ventilation or drainage E21F)
  • PHYSICS
    • EDUCATION; CRYPTOGRAPHY; DISPLAY; ADVERTISING; SEALS
      • EDUCATIONAL OR DEMONSTRATION APPLIANCES; APPLIANCES FOR TEACHING, OR COMMUNICATING WITH, THE BLIND, DEAF OR MUTE; MODELS; PLANETARIA; GLOBES; MAPS; DIAGRAMS (devices for psychotechnics or for testing reaction times A61B5/16; games, sports, amusements A63; projectors, projector screens G03B)
    • MEASURING (counting G06M); TESTING
      • GEOPHYSICS; GRAVITATIONAL MEASUREMENTS; DETECTING MASSES OR OBJECTS (detecting or locating foreign bodies for diagnostic, surgical or person-identification purposes A61B; means for indicating the location of accidentally buried, e.g. snow-buried persons A63B29/02; investigating or analysing earth materials by determining their chemical or physical properties G01N; measuring electric or magnetic variables in general, other than direction or magnitude of the earth\'s field G01R; electronic or nuclear magnetic resonance arrangements G01R33/20; radar, sonar or analogous methods in general, detecting masses or objects involving these methods G01S)
Classificazione geografica
Bibliografia
1) – Rodolico F. (1953) – Le pietre delle città d’Italia. Le Monnier, Firenze

2) – COFIN 1999. “Le pietre del patrimonio storico italiano: conoscenze finalizzate alla conservazione. Verifica di metodologie e applicazioni a significativi casi urbani e territoriali.” Coordinatore scientifico: Claudio d’Amico.

3) – CNR – Progetto finalizzato Beni culturali. Linea 1.5.2 Materiali litici e lapidei.

4) - Giamello M., Guasparri G., Neri R., Sabatini G. (1992): Building materials in Siena architecture: type, distribution and state of conservation. Science and Technology for Cultural Heritage, 1, 55-65.

5) - de Gennaro M., Calcaterra D., Cappelletti P., Langella A., Morra V. (2000): Building stone and related weathering in the architecture of the ancient city of Naples. J. Cultural Heritage, 1, 399-414

6) - Franzini M. (1993) - Le pietre Toscane nella edilizia medioevale della città di Pisa. Mem. Soc. Geol. It., 49 , 233-244. "Scritti in onore di L. Trevisan".

7) - Franzini M., Lezzerini M. (1998): Le pietre dell’edilizia medievale pisana e lucchese (Toscana occidentale). 2 – I calcari selciferi del M.te Pisano. Atti Soc. Tosc. Sc. Nat., Mem., Serie A, 105, 1-8

8) - Franzini M., Lezzerini M., Mannella L. (2001): The stones of medieval buildings in Pisa and Lucca (western Tuscany, Italy). 3 – Green and white-pink quartzites from Mt. Pisano. Eur. J. Mineral., 13, 187-195.

9) – Alaimo R., Montana G., Polizzi G. (1998): Caratteristiche mineralogico-petrografiche delle calcareniti in opera nei complessi monumentali della Sicilia Occidentale. Mineral.Petr.Acta, 41, 1-24

10) – Bargossi G.M., Di Battistini G., Zanollo M. (1998) – L’arenaria Macigno di Fivizzano (Massa Carrara). Eredità storico-culturale ed attuale georisorsa della Lunigiana. Mineral. Petr. Acta, 41, 267-285

11) – Columbu, S. &Melis, S., (1998). Materiaux de construction en epoque romaine et relation aves les anciennes carrieres: l'exemple du Theatre de Nora (Sardaigne SO-Italie). Atti del Congresso "La pierre dans la ville antique et médiévale-Analyse, méthodologie et apports", Argenton Sur Creuse, 30-31 Marzo 1998.

12) - Franzini M. (1995) - I "marmi" medioevali di Piazza dei Miracoli. Opera della Primaziale Pisana, quaderno n.4 , 295-308

13) – Marchi M., Columbu S., Garau A. M., Lugliè C., Macciotta G., Doneddu A.A. (2003). Asce eneolitiche in pietra scheggiata della Sardegna centro occidentale. Dati preliminari petrografici e geochimici e implicazioni archeometriche. L'ossidiana del Monte Arci nel Mediterraneo:recupero dei valori di un territorio. 29 - 30 novembre e 1°
dicembre 2002 (vol. 1 pp. 404-412).

14) – Antonelli A, Gentili G, Renzulli A., Amadori M.L (2003). Provenance of the ornamental stones used in the baroque church of S.Pietro in Valle (Fano, Central Italy)and commentary on their state of conservation. JOURNAL OF CULTURAL HERITAGE. vol. 4 pp. 299-312

15) – Renzulli A., Santi P, Serri G, Luni M (2002). The Euganean trachyte flagstones ("basoli") used by the Romans along the mid-Adriatic coast (Marche, central Italy): an archaeometric study. PERIODICO DI MINERALOGIA. vol. 71 pp.189-201 ISSN: 0369-8963

16) – Moroni B., Poli G. (2000) - Provenance of materials employed in the construction of Orvieto Cathedral (Umbria, Italy). Periodico di Mineralogia, 69, 143-163.

17) – Santi P., Antonelli F., Renzulli A. (2004). Leucite phonolite millstones from the Orvieto production center: new data and insights into the Roman trade. PERIODICO DI MINERALOGIA. vol. 73 pp. 57-69 ISSN: 0369-8963 Special Issue for the 32° INTERNATIONAL GEOLOGICAL CONGRESS, FLORENCE, AUGUST 2004 "A showcase of the Italian research in applied petrology".

18) – Franzini M., Lezzerini M. (2003). A mercury-displacement method forstone bulk-density determinations. Eur.J.Mineral.,15, 225-229

19) – Cantisani E., Fratini F., Rescic S. (2002) – La pietra serena, impiego a Frirenze, composizione e durabilità. Arkos, Scienza e restauro, 9, 26-32

20) – Malesani P., Vannucci S. (1974) – Ricerche sulla degradazione delle pietre. Leo S. Olschki Editore, Firenze.

21) - Franzini M. (1995) - Stones in monuments: natural and anthropogenic deterioration of marble artifacts. Eur.J.Mineral., 7 (1995), 735-743.

22) - Franzini M. (2000) - Caratterizzazione dei marmi e loro comportamento in opera. Plinius, 23, 222-231.

23) – Bertagnini A., Franzini M., Gratziu C., Spampinato M. (1984) - Il marmo cotto in natura e nei monumenti. Rend. Soc. It. Min. Petr., 39, 39-46.

24) – Franzini M., Gratziu C., Spampinato M. (1984) - Degradazione del marmo per effetto di variazioni di temperatura. Rend. Soc. It. Min. Petr., 39, 47-58.

25) - Macciotta G., Bertorino G., Caredda A., Columbu S., Franceschelli M., Marchi M., Rescic S. & Coroneo R. 2001. The S.Antioco of Bisarcio Basilica (NE Sardinia, Italy): water-rock interaction in ignimbrite monument decay. Proc. WRI-10. (R. Cidu Ed.) Balkema, Rotterdam, pp. 415-418.
Parole Chiave
MATERIALI LITICI; IMPIEGHI E RISORSE; PROVENIENZA; CONSERVAZIONE; DEGRADO; ARCHEOMETRIA; CALCARI; VULCANITI; ARENARIE

Conoscenza del patrimonio lapideo italiano per una valorizzazione delle risorse e per la conservazione e recupero dei beni culturali attuali e del passato

Università di Pisa
Abstract
Attraverso lo studio di una grande varietà di litotipi, differenti per genesi e composizione, e dei relativi manufatti, di varie epoche e tipologie, esposti in differenti condizioni ambientali e sottoposti a vari gradi di usura, si perseguono i seguenti obiettivi:
- uniformare, secondo le normative correnti, le metodologie analitiche di laboratorio e i modelli di trattamento dei dati in uso nelle Unità Operative impegnate;
- individuare metodiche di validità generale, per unità operative, attuabili con la messa in comune delle conoscenze e delle strumentazioni di laboratorio;
- definire una strategia di rilevamento "di campagna" dei manufatti in pietra (singoli blocchi, edifici, grandi infrastrutture, centri storici, ecc.) che consenta di ottenere una stima qualitativa e, quando possibile, quantitativa delle varietà di pietra impiegate, del loro degrado, delle lavorazioni subite, delle tecniche di messa in opera;
- individuare le formazioni geologiche, ed all'interno di queste gli specifici livelli, ed eventualmente le esatte località, di provenienza dei materiali lapidei osservati in opera e valutarne le potenzialità estrattive;
- elaborare modelli genetici sulle diverse condizioni di degrado che giustifichino, a partire dai dati misurati su campioni freschi, quanto osservato su materiali litologicamente differenti posti in opera in tempi e condizioni ambientali diverse e sottoposti a condizioni di usura differenziate;
>>>

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Marco FRANZINI Università di PISA
Obiettivo del Programma di Ricerca
Le azioni di conservazione, manutenzione, restauro e sostituzione di parti, relative a manufatti in pietra, siano essi singoli pezzi lavorati, opere architettoniche, interi paesi o centri storici di città, richiedono non solo, come da tradizione, studi ad indirizzo storico-artistico-archeologico, ma anche un'adeguata conoscenza dei materiali impiegati per quanto attiene alle loro provenienze, caratteristiche chimico-mineralogico-petrografiche, proprietà fisico-meccaniche, stato d'alterazione, modalità di lavorazione e messa in opera.
I meccanismi e le forme d'alterazione dei materiali lapidei sono stati e sono oggetto d'imponenti studi a livello mondiale: sono stati e sono tuttora esaminati materiali delle più svariate composizioni, utilizzati nei modi e nelle condizioni ambientali più diverse. In numerosi libri e pubblicazioni, raccolte disparate di questi dati sono messe a confronto tra loro, più spesso in modo implicito e, più raramente, in modo esplicito. Generalmente si tratta di fonti di dati eterogenee o, al massimo, omogenee per le normative nazionali o internazionali d'analisi. Non si conoscono programmi coordinati che abbiano avuto come finalità quello di confrontare, in conformità a metodiche standard, i processi di alterazione di materiali differenti, dalla cava fino alla messa in opera, fino al comportamento nelle condizioni d'impiego ed esposizione più diverse.
In quanto segue, al termine alterazione si assegna il suo più ampio significato, a >>>

Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
I caratteri generali di tutte le formazioni dalle quali sono state estratte in Italia, sin dai tempi preromani, le rocce impiegate come materiale da costruzione ed ornamentale, sono noti dalla letteratura geologica. Le composizioni chimiche e mineralogiche sono state definite per la maggior parte delle rocce magmatiche, per molte delle rocce metamorfiche, per una parte di quelle sedimentarie. Le proprietà fisico-meccaniche sono note quasi esclusivamente per le litologie attualmente estratte e commercializzate. Molto incompleto è il censimento delle varietà importanti sul piano applicativo e commerciale e distinguibili all'interno di una formazione definita in senso geologico. E' dunque scarsa la conoscenza delle principali proprietà, della provenienza e della consistenza delle riserve dei numerosissimi litotipi impiegati nelle opere appartenenti al patrimonio culturale lapideo italiano.
Dopo il notissimo volume del Rodolico (1), le ricerche in questo settore di conoscenza sono numericamente limitate ma riprendono vigore, in anni più recenti, nell'ambito di:
- un progetto cofinanziato dal MURST (2), sotto la responsabilità scientifica di Claudio D'Amico, con nove unità operative impegnate nello studio di pietre da ornamento e costruzione o di reperti litici di interesse archeologico;
- il progetto finalizzato "Beni culturali" del C.N.R. (3), linea 1.5.2, con quindici Unità operative, 8 delle quali direttamente impegnate nello studio di pietre da >>>