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PROGRAMMA DI RICERCA 2005

italiano - english
Programmi di ricerca simili:
Classificazione scientifico-disciplinare
Classificazione brevettuale
Classificazione geografica
Bibliografia
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Parole Chiave
PEPTIDI ANTIMICROBICI; IMMUNITA' INNATA; ANTIBIOTICI; MECCANISMO D'AZIONE; SEPSI; PROFILO DI ESPRESSIONE; MODELLI ANIMALI; CHEMIOTASSI

Peptidi antimicrobici come modelli per lo sviluppo di agenti terapeutici con proprietà anti-infettive e di potenziamento delle difese dell'ospite

Università degli Studi di Trieste
Abstract
Tra i problemi sanitari principali vi sono attualmente le infezioni derivanti da batteri patogeni resistenti agli antibiotici, frequenti specialmente negli ambienti ospedalieri, le infezioni opportunistiche, particolarmente diffuse nei pazienti immunodepressi, e le complicanze di tali infezioni quali lo shock settico, che è una delle maggiori cause di morbilità e mortalità nei pazienti ospedalizzati.
Per far fronte a queste emergenze è sempre più urgente sviluppare nuovi agenti terapeutici che abbiano una maggiore selettività e, possibilmente, un meccanismo d'azione diverso da quelli dei farmaci attualmente in uso.
Tra le molecole che sono state indicate come potenziali candidati per giungere allo sviluppo di antibiotici innovativi e di composti in grado di contrastare efficacemente gli effetti della sepsi vi sono i peptidi antimicrobici (AMP) dell'immunità innata. Questi sono ampiamente diffusi in natura e presentano in generale due caratteristiche comuni: sono cationici ed anfipatici. La maggior di essi agisce permeabilizzando le membrane batteriche. Tuttavia, alcuni tipi di AMP agiscono con un meccanismo non litico, verosimilmente basato sulla loro capacità di penetrare le membrane biologiche e di raggiungere e legare uno o più bersagli intracellulari. Si ritiene che l'inibizione dell'attività biologica di questi bersagli sia responsabile dell'effetto antibiotico di questi peptidi.
Negli ultimi anni si è scoperto che almeno alcuni degli AMP sinora >>>

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Renato GENNARO Università degli Studi di TRIESTE
Obiettivo del Programma di Ricerca
Il programma di ricerca si propone di valutare il potenziale terapeutico di peptidi di difesa dell'immunità innata come composti guida per lo sviluppo di farmaci innovativi con attività anti-infettiva, anti-sepsi e/o capaci di potenziare le difese interagendo con le cellule dell'organismo, attraverso l'approfondimento delle conoscenze sulle funzioni biologiche e sul meccanismo d'azione e tramite la valuatazione dell'efficacia terapeutica in vivo di peptidi derivati da catelicidine e defensine e di loro analoghi.

L'obiettivo generale del progetto può essere scomposto nei seguenti obiettivi particolari (per ciascuno di questi sono indicate le U.O. coinvolte, mentre le collaborazioni e integrazioni tra le diverse U.O. sono schematizzate nel diagramma riportato nella parte in inglese degli obiettivi):

a) Caratterizzazione del meccanismo d'azione di peptidi antimicrobici che agiscono con meccanismo non litico. Lo scopo di questi studi è duplice: da un lato approfondire le conoscenze sul meccanismo d'azione di questa classe di AMP, dall'altro identificare bersagli molecolari batterici essenziali dai quali partire per disegnare antibiotici innovativi. Questo obiettivo sarà perseguito attraverso i seguenti studi:

- Caratterizzazione del meccanismo d'azione - litico o non litico - dei peptidi a disposizione.
Saranno utilizzati saggi colorimetrici e citofluorimetrici che evidenziano la permeabilizzazione delle membrane delle >>>

Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
Tra i principali problemi sanitari a livello mondiale vi sono le infezioni derivanti da batteri patogeni resistenti agli antibiotici, frequenti specialmente negli ambienti ospedalieri, e le infezioni opportunistiche, particolarmente diffuse nei pazienti immunodepressi, e le complicanze di tali infezioni quali lo shock settico, che continua ad essere una delle maggiori cause di morbilità e mortalità nei pazienti ospedalizzati.
L'impiego massiccio degli antibiotici ha portato ad un'intensa pressione selettiva verso mutazioni che hanno conferito resistenza a questi farmaci. Queste mutazioni si sono rapidamente propagate nelle popolazioni batteriche, generando ceppi resistenti o multi-resistenti in grado di compromettere l'efficacia di molti antibiotici impiegati nella pratica medica. La diffusione di questi ceppi rappresenta oggi un problema di rilevanza mondiale, come riportato in un recente rapporto dell'Organizzazione Mondiale della Sanità sulle malattie infettive (http://www.who.int/infectious-disease-report/). Per citare solo pochi dati, un'indagine del Centers for Disease Control and Prevention (CDC) di Atlanta ha rilevato che il 40% degli isolati clinici di Salmonella typhimurium, il 92% di quelli di Shigella e il 51% di quelli di Campylobacter erano nel 2002 resistenti ad uno o più degli antibiotici comunemente utilizzati [1].Tutto ciò ha come conseguenza elevati costi sia in vite umane - la mortalità a causa di malattie infettive è aumentata negli Stati Uniti >>>