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INIZIO_TESTO_DA_INDICIZZARE

PROGRAMMA DI RICERCA 2005

italiano - english
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Parole Chiave
LEUCEMIA LINFATICA CRONICA; ZAP-70; CD-38; P2X7; CD1D; MUTAZIONI GENI VH

Identificazione, analisi molecolare ed attività funzionale di recettori di membrana e fattori citoplasmatici coinvolti nella crescita e differenziamento di cellule di leucemia linfatica cronica B: impatto sulla prognosi clinica.

Università degli Studi di Ferrara
Abstract
Questo Programma di Ricerca è l'espressione di uno sforzo integrato volto ad identificare e validare nuovi indicatori prognostici nella leucemia linfoide cronica a cellule B (B-CLL). Come tale vede la partecipazione di Unità Operative (UO) di estrazione prevalentemente clinica (Unità III e IV), o prettamente pre-clinica (Unità I, II e V), che tuttavia condividono un unico centro di interesse (l' identificazione di nuovi marcatori prognostici nella B-CLL), e metteranno in comune attraverso questo progetto la casistica necessaria a dare significatività statistica ai dati biologici raccolti. Individualmente, ognuna di queste Unità ha apportato in anni recenti contributi originali significativi in questo senso individuando e caratterizzando nuovi singoli possibili marcatori nella B-CLL (la Unità I il recettore P2X7; la Unità II il recettore CD1d; la Unità V il recettore CD38), o valutando approfonditamente il potenziale prognostico dell' analisi genetica di markers noti, quali ATM, p53 o ZAP-70 (Unità III e IV). La condivisione di una popolazione di pazienti comune tra le diverse UO permetterà di validare in un campione omogeneo il potere predittivo di un pannello integrato di indicatori prognostici. Infatti, il decorso clinico della B-CLL è molto eterogeneo: alcuni pazienti (circa un terzo) sopravvivono per decenni con un limitato intervento terapeutico, altri (circa due terzi) progrediscono rapidamente attraverso gli stadi della malattia e muoiono nel giro di pochi anni >>>

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Francesco DI VIRGILIO Università degli Studi di FERRARA
Obiettivo del Programma di Ricerca
Obiettivo del presente programma di ricerca è di validare in una popolazione di pazienti condivisa e rigorosamente selezionata un insieme di parametri molecolari quali indicatori prognostici nella B-CLL. E' noto che al momento il parametro molecolare di più elevato impatto prognostico è lo stato mutazionale dei geni IgVH. Noi ci proponiamo di verificare la validità prognostica dell' espressione, o dello stato mutazionale di alcune altre molecole che recentemente hanno attratto l' attenzione degli esperti nel settore. Inoltre ci proponiamo di analizzare le risposte funzionali di linfociti T residui o NKT al fine di identificare correlazioni tra lo stadio della malattia e la capacità funzionale di linfociti T. In particolare ci proponiamo di:

1)Valutare il profilo biologico dei pazienti affetti da CLL al momento della progressione di malattia, la percentuale di casi con mutazione della p53 e di ATM, la frequenza di polimorfismi del recettore P2X7 e del HLA-G, il livello di espressione di CD38, P2X7 e ZAP-70, il profilo citogenetico valutato con metodica FISH, lo stato mutazionale dei geni che codificano la regione variabile delle catene pesanti delle immunoglobuline (IgVH). All' analisi di queste molecole sarà associata quella dei recettori Toll-like (TLR), la cui espressione ed attività funzionale si postula possano essere coinvolti nella sopravvivenza e proliferazione dei linfociti leucemici.

2) Valutare la risposta alla terapia in rapporto al >>>

Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
La leucemia cronica a cellule B (B-CLL) è di gran lunga la leucemia linfoide più diffusa. La presentazione può essere o come leucemia o come linfoma, in questo secondo caso essa rappresenta circa il 7% di tutti i linfomi non-Hodgkin. La diagnosi viene effettuata tipicamente in presenza di un aumento della concentrazione periferica di piccoli linfociti B CD5+. L' infiltrazione del midollo osseo da parte delle stesse cellule conferma la diagnosi (1). Il decorso clinico della B-CLL è molto eterogeneo: alcuni pazienti sopravvivono per decenni con un limitato intervento terapeutico, altri progrediscono rapidamente attraverso gli stadi della malattia e muoiono nel gito di pochi anni (2, 3). Questi due corsi della malattia sono anche indicati come "indolente" ed "aggressivo", rispettivamente. Il sistema di stadiazione più usato (Rai/Binet) è basato sui sintomi clinici, i segni fisici ed i valori di laboratorio, e si è rivelato molto utile nella classificazione dei pazienti B-CLL nei due gruppi. L' immunofenotipizzazione secondo Matutes e Polliack (4) è un altro importante supporto diagnostico poichè, sebbene nessun singolo marker sia specifico per la B-CLL, un' analisi fenotipica composita aiuta nella diagnosi differenziale, permette di individuare una malattia con alterazioni minime, ed è di valore prognostico. Ci sono buone evidenze che l' espressione di alcuni marker di membrana, come CD38, sia associata con una prognosi sfavorevole (5, 6). Lo stato mutazionale del gene >>>