Vai al contenuto| Home page|

   Ti trovi in: HOME »Programmi, progetti e risultati »I progetti »PRIN - Programmi di ricerca di Rilevante Interesse Nazionale»Programma di ricerca
INIZIO_TESTO_DA_INDICIZZARE

PROGRAMMA DI RICERCA 2005

italiano - english
Programmi di ricerca simili:
Classificazione scientifico-disciplinare
Classificazione brevettuale
  • CHEMISTRY; METALLURGY
    • BIOCHEMISTRY; BEER; SPIRITS; WINE; VINEGAR; MICROBIOLOGY; ENZYMOLOGY; MUTATION OR GENETIC ENGINEERING
      • MICRO-ORGANISMS OR ENZYMES; COMPOSITIONS THEREOF (biocides, pest repellants or attractants, or plant growth regulators, containing micro-organisms, viruses, microbial fungi, enzymes, fermentates or substances produced by or extracted from micro-organisms or animal material A01N63/00; food compositions A21, A23; medicinal preparations A61K; chemical aspects of, or use of materials for, bandages, dressings, absorbent pads or surgical articles A61L; fertilisers C05); PROPAGATING, PRESERVING OR MAINTAINING MICRO-ORGANISMS (preservation of living parts of humans or animals A01N1/02); MUTATION OR GENETIC ENGINEERING; CULTURE MEDIA (micro-biological testing media C12Q)
Classificazione geografica
Bibliografia
1. Fearon D.T., Locksley R.M. 1996. Science. 272:50.
2. Medzhitov R., Janeway C.A. 1997. Curr Opin Microbiol. 9:4.
3. Akira, S. 2003. Curr. Opin. Immunol. 15:5.
4. Beutler R. 2004. Nature.430: 257.
5. Akira S., and Takeda, K. 2004. Nat. Rev. Immunol. 4: 499.
6. Schnare M, et al. 2001. Nat.Immunol. 2: 947.
7. Janewey C.A.,Jr., and Medzhitov,R. 2004. Semin. Immunol. 10: 349.
8. Iawasaki A, and Medzhitov, R. 2004. Nat. Immunol. 5: 987.
9. Liu, Y-J. 2001 Cell 106: 259-262.
10. Kadowaki N, Ho S, Antonenko S, Malefyt et al. 2001. J Exp Med 194: 863-869.
11. Akira S., Hemmi H. Immunol Letters. 2003. 85: 85-95
12. Akira, S., K. Takeda, and T. Kaisho. 2001. Nature Imm. 2: 675-680.
13. Montie T. ed 1998 Vol. 10 London Plenum 334 pp
14. Hancock REV & Speert DP 2000 Drug Resist. Updat. 3, 247-255
15. Hancock REV & Brinkman FSL 2002 Annu.Rev.Microbiol. 56, 17-38
16. Azghani AO et al. 2002 Microbial Pathogenesis 33, 109-114
17. Banchereau, J., F. Briere, C. Caux, J. Davoustet al. Annu Rev Immunol 18:767-811
18. Liu, Y-J, Kanzler H, Soumelis V, Gilliet M. 2001. Nat Immun 2:585- 89
19. Flamminio G, Caruso A, Poiesi C, et al. 1995.. AIDS Res Hum Retroviruses 11: 1441-7
20. De Francesco MA, Caruso A, Fallacara, et al. A. 1998. AIDS 12: 245-52
21. De Francesco MA, Baronio M, Fiorentini S, et al. 2002. P. N. Acad Sci USA 99: 9972-7
22. Vitale M, Caruso A, De Francesco et al. 2003. Br J Haematol 120: 337-43.
23. Singh N., Paterson D. 2005. Clin Microbiol Rev. 18:44.
24. Huffnagle G.B., Deepe G. S. 2003. Curr Opin Mcrobiol. 6:344.
25. Gerbase AC, Rowley JT, Mertens TE 1998. Lancet, 35:2-4
26. Yap EH, Ho TH, Chan YC, et al. 1995. Genitourin. Med. 71: 402-4
27. Sorvillo F, Kerndt P (1998) Lancet 351:213-4
28. Rappelli P, Addis MF, Carta F, Fiori PL (1998. Lancet, 352: 1286
29. Rappelli P, Addis MF, Carta F, Fiori PL (1999. Trends Microbiol., 7:98.
30. D. Dessì, G.Delogu, E.Emonte, et al. (2005) Infect. Immunity 73:1180-1186.
31. Addis MF, Rappelli P, and Fiori PL (2000). .Infect.Immun. 68: 3458-60.
32. Addis M., Rappelli P, Delogu G, et al. 1998.. Infect. Immun..66: 4924-4931.
33. Hirt, R.P., Harriman, N.,et al.(2002) Mol. Biochem. Parasitol. 125: 195-199.
34. Ikegami, A., Honma, K., et al. (2004) Infect. Immun. 72: 4619-4627.
35. Hajishengallis G, Martin M, Sojar HT et al. (2002). Clin Diagn Lab Immunol. 9:403-11.
36. Garber GE, Lemchuck-Favel L., Bowie WR (1989). J Clin Microbiol, 27:1548-3
37.Alderete JF (1991). Genitourin Med 67: 469-4.
38. Fiori PL, Rappelli P, et al.. (1993. FEMS Microbiol Lett, 109:13-18
39.Fiori PL, Rappelli P, et al. (1996) Microb Pathog, 20: 109-118
40. P. Sarti, P. L. Fiori, E. Forte, et al. (2004). Cell Molec Life Sciences. 61:618-623.
41. Akers JP.. (1990) In: Honigberg BM (ed), Trichomonads Parasitic in Humans. New York: Springer-Verlag, pp. 36-52.
42. Ropert C, Gazzinelli RT. 2000Curr Opin Microbiol.;3:395-403.
Parole Chiave
IMMUNITA' INNATA; MOLECOLE MICROBICHE; CELLULE DENDRITICHE; MACROFAGI; PROTEINE RICOMBINANTI

Caratterizzazione di molecole microbiche coinvolte con meccanismi di immunità innata

Università degli Studi di Sassari
Abstract
La capacità di un essere vivente di differenziare tra "se stesso" dal "non se stesso" è essenziale per il riconoscimento dei microorganismi potenzialmente pericolosi. I mammiferi hanno evoluto due differenti strategie per controllare le infezioni: a) il sistema immune innato (riconoscimento precoce di molecole microbiche conservate, che possono essere considerate come vere e proprie "firme molecolari") e b) il sistema immune specifico (riconoscimento tardivo specifico degli antigeni e successiva espansione clonale). Entrambi i sistemi lavorano in stretta collaborazione al fine di controllare i patogeni. Mentre molti meccanismi coinvolti con l'immunità specifica sono stati chiariti, il ruolo di cellule, molecole e recettori dell'immunità innata è per diversi versi ancora oscuro. In questo progetto verrà studiato il ruolo di molecole microbiche nel controllo dei meccanismi di immunità innata. A questo scopo verranno utilizzati quattro microorgasnismi rappresentativi della quattro principali classi di patogeni: a) batteri (Pseudomonas aeruginosa); b) virus (HIV e HHV-8); c) funghi (Candida albicans e Aspergillus fumigatus, un lievito ed un fungo filamentoso); e protozoi (Trichomonas vaginalis). Di questi patogeni verrano studiati gli effetti su una ampia serie di cellule bersaglio umane e murine, quali cellule dendritiche, macrofagi, polimorfonucleati, linfociti; saranno inoltre utilizzate cellule tranfettate esprimenti differenti recettori Toll-simili o KO per geni >>>

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Pier Luigi FIORI Università degli Studi di SASSARI
Obiettivo del Programma di Ricerca
Obiettivo generale: Il progetto si propone di caratterizzare molecole microbiche coinvolte con i meccanismi di riconoscimento e protezione da parte del sistema immunitario innato.
A tale scopo verranno considerati quattro microrganismi rappresentativi per i quattro principali gruppi di patogeni: batteri, virus, miceti, protozoi. Tutti questi microorganismi, con le particolari peculiarità legate alla differente origine, sono in grado di provocare infezioni nell'uomo e di stimolare gli stessi meccanismi protettivi.
I differenti ligandi microbici saranno utilizzati per studiare la risposta delle cellule del sistema immune innato, analizzando parametri funzionali, proteomici e genomici.

Gli esperimenti si baseranno sull'utilizzo di quattro differenti modelli microbici, al fine di arrivare ai seguenti obiettivi specifici:

a) studiare la capacità di Porina F di Pseudomonas areruginosa di stimolare il sistema immunitario, valutando le capacità di attivazione di diverse cellule bersaglio e le capacità di interazione molecola-molecola, mediante tecniche di Dicroismo circolare e fluorescenza
b) studiare la struttura molecolare e le proprieta' immunologiche di Porina F.
c) studiare il ruolo di alcune molecole nell'attivazione dei meccanismi di immunità, in particolare quella innata, verso infezioni da protozoi, utilizzando Trichomonas vaginalis come modello sperimentale. Verranno considerate tre gruppi di molecole protozoarie >>>

Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
I mammiferi hanno evoluto due differenti strategie volte a riconoscere microorganismi potenzialmente pericolosi e per controllare le infezioni: a) il sistema immune innato (caratterizzato da riconoscimento precoce di molecole microbiche conservate, che possono essere considerate come vere e proprie "firme molecolari") e b) il sistema immune specifico (caratterizzato da un riconoscimento tardivo specifico degli antigeni e successiva espansione clonale). Entrambi i sistemi lavorano in stretta collaborazione al fine di controllare i patogeni. Tradizionalmente considerata solo come una prima linea di difesa, l'immunità innata recentemente ha ricevuto un'attenzione considerevole in quanto attiva i sistemi immuni adattativi fornendo segnali specifici (1-2). Le strategie della difesa innata sono destinate a rilevare ampi e stabili pattern che differiscono fra organismi patogeni e i loro ospiti multicellulari. Questa strategia di rilevazione non-antigene specifica è mediata da diverse e stabili famiglie di pattern di ricettori di riconoscimento (PRRs) e di recettori Toll (TLRs) che riconoscono e sono innescati da molecole evolutivamente stabili essenziali alla funzione patogena (PAMPs, pattern molecolari associati al patogeno) (3). La scoperta dell'importanza centrale dei segnali molecolari mediati dai TLR nei meccanismi immuni innati ha trasformato l'immunologia ed ha risposto ad un quesito fondamentale: come percepisce l'ospite la presenza dei patogeni esterni e come ciò genera un >>>