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PROGRAMMA DI RICERCA 2005

italiano - english
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Classificazione brevettuale
Classificazione geografica
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Parole Chiave
FIORDILATTE; IMMUNONUTRIZIONE; SICUREZZA ALIMENTARE; IMBALLAGGIO ATTIVO; DEPOSIZIONE VIA PLASMA; TERMOCALORIMETRIA DELLE MACROMOLECOLE

MIGLIORAMENTO DELLA QUALITA' E SICUREZZA DI PRODUZIONI CASEARIE TIPICHE: IL FIORIDLATTE

Università degli Studi di Foggia
Abstract
Il presente programma di ricerca presenta almeno tre elementi di novità e, a nostro avviso, di particolare interesse. Innanzitutto, esso si caratterizza per la dimensione multidisciplinare che, coinvolgendo competenze di natura zootecnica, microbiologia e chimico-tecnologica, consente un reale approccio di filiera alla tematica oggetto d'indagine; esso parte infatti dall'ottimizzazione di tecniche di allevamento della vacca da latte per approdare al miglioramento delle caratteristiche dietetico-nutrizionali del fiordilatte. In secondo luogo, il programma di ricerca si allinea, nella sua articolazione, alle più recenti e condivise accezioni della qualità nelle filiere agro-alimentari e zootecniche in particolare, poichè dà rilievo non solo alla qualità finale delle produzioni, ma anche alla qualità dell'intero ciclo produttivo che ha nel rispetto dell'integrità biologica dell'animale il suo punto forse più qualificante. Infine, mettendo una serie di tecnologie innovative a servizio di un prodotto lattiero-caseario tipico, qual è il fiordilatte, il programma di ricerca realizza quel connubio virtuoso tra innovazione e tradizione che è alla base di una reale valorizzazione e tutela di molte delle produzioni tipiche e di qualità del nostro paese.
Le quattro unità operative lavoreranno in sinergia, ma con funzioni ben definite:
i) in particolare, l'U.O. coordinata dal prof. Muscio dell'Università di Foggia valuterà l'effetto dell'arricchimento della frazione >>>

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Antonio MUSCIO Università degli Studi di FOGGIA
Obiettivo del Programma di Ricerca
Il presente progetto intende valutare l'effetto dell'arricchimento delle frazioni lipidica e proteica della dieta sia sul miglioramento dell'assetto immunitario della vacca da latte che sul profilo dietetico nutrizionale del latte e dei latticini da esso ottenuti e al tempo stesso mettere a punto nuovi sistemi di condizionamento in grado di prolungare la conservabilità di un prodotto lattiero-caseario, come il fiordilatte, mantenendone inalterata la qualità nutrizionale.
Un'alimentazione corretta e bilanciata degli animali da latte è alla base infatti dello sviluppo, del mantenimento e del corretto funzionamento del sistema immunitario. Tanto la carenza quanto l'eccesso nella somministrazione di particolari nutrienti possono alterare il numero e l'attività delle cellule coinvolte nei complessi meccanismi di reazione immunitaria. Le sostanze nutritive che svolgono una riconosciuta azione modulante nei confronti del sistema immunitario sono gli acidi grassi, soprattutto i polinsaturi, alcuni amminoacidi ed i nucleotidi. Tra i prodotti lattiero-caseari il fiordilatte, formaggio a pasta filata, ottenuto dalla trasformazione artigianale del latte di vacca pastorizzato, con l'aggiunta di caglio e sale, rappresenta un prodotto molto apprezzato dai consumatori. Al momento, la conservazione del fiordilatte non può essere protratta per più di alcuni giorni a temperature basse perchè il prodotto tende a perdere consistenza nel tempo, divenendo molle e flaccido, con comparsa di >>>

Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
La crescente attenzione dei consumatori per le caratteristiche dietetiche e salutistiche degli alimenti, ha favorito negli ultimi anni l'immissione sul mercato di prodotti alimentari che si caratterizzano perché in grado di soddisfare particolari esigenze nutrizionali e/o fisiologiche e di contribuire alla prevenzione di alcune patologie attraverso il mantenimento di un corretto funzionamento del sistema immunitario. La cosiddetta immunonutrizione è la capacità dell'alimentazione di modulare l'attività del sistema immunitario soprattutto nel controllo dei mediatori endogeni dei fenomeni infiammatori, il cui squilibrio può determinare gravi danni tissutali (1). Nei grassi del latte vaccino sono stati identificati circa 400 acidi grassi, ma oltre il 90% è compreso tra C 4:0 e C 18:0. La scelta del corretto apporto lipidico nella razione delle bovine da latte è in grado di modificare la composizione acidica del grasso del latte, elevando il contenuto degli acidi grassi polinsaturi (PUFA), in particolare il C 18:3, a spese dei C 14:0 e C 16:0. Un grasso di questo tipo non solo non avrebbe controindicazioni dietetiche, a differenza di quanto accade per i grassi dei latticini convenzionali, ma avrebbe precise connotazioni bionutrizionali per la prevenzione dell'arterosclerosi e la modulazione dei processi anti-infiammatori. Non mancano in letteratura studi in cui la somministrazione di integratori dietetici ad animali in lattazione ha evidenziato un miglioramento delle >>>