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PROGRAMMA DI RICERCA 2005

italiano - english
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Classificazione scientifico-disciplinare
Classificazione brevettuale
Classificazione geografica
Bibliografia
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Parole Chiave
COLTURE PROTETTE; DIFESA DELLE COLTURE; MACCHINE IRRORATRICI; SICUREZZA OPERATORE

Macchine e loro regolazioni per una difesa sostenibile delle colture protette.

Università degli Studi di Torino
Abstract
Obiettivo della ricerca è quello di migliorare le attuali modalità di difesa delle colture protette e in particolare di quelle orticole in modo tale da garantire una maggiore qualità della produzione, sicurezza alimentare e dell'operatore e rispetto dell'ambiente
La ricerca verrà attuata attraverso; a) l'analisi della situazione esistente in termini di modalità di difesa delle colture, attrezzature impiegate a tali scopi, modalità di impiego delle stesse e sicurezza dell'operatore; b)l'individuazione , grazie ad una serie di prove sperimentali, delle modalità operative e delle regolazioni più idonee da impiegare sulle attrezzature per i trattamenti risultate più diffuse a seguito dell'attività di cui al punto precedente, c) lo sviluppo e la successiva valutazione funzionale di sistemi innovativi e sostenibili per la difesa delle colture orticole protette, d) la messa a punto di specifiche attrezzature per il controllo funzionale e la taratura delle macchine irroratrici impiegate in tale settore. Ciascuna U.O. opererà sulle colture (almeno due) più diffuse della zona di pertinenza.
Al termine della ricerca sarà possibile definire le tipologie di macchine e le relative modalità di impiego più idonee per una difesa sostenibile delle colture orticole protette e disporre di idonei strumenti operativi atti a garantire un corretto impiego delle macchine irroratrici attualmente impiegate in tale settore anche per ciò che rigurda la sicurezza dell'operatore e del >>>

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Paolo BALSARI Università degli Studi di TORINO
Obiettivo del Programma di Ricerca
Obiettivo principale del programma di ricerca è quello di ridurre la contaminazione ambientale, quella del prodotto vegetale finale e i rischi per la salute dell'operatore che possono derivare dalle operazioni necessarie per la difesa delle colture orticole protette, anche con lo scopo di seguire le indicazioni dell'Unione Europea mirate ad incentivare una produzione agricola a ridotto impatto ambientale (Reg. 1257/99). Ciò attraverso:
- l'individuazione delle macchine e delle modalità operative più idonee per una coltivazione sostenibile degli ortaggi in tunnel o in serra;
- lo sviluppo di una metodologia di prova e delle attrezzature necessarie per consentire il controllo funzionale e la taratura periodica delle macchine irroratrici impiegate su tali colture;
- la divulgazione agli utenti delle conoscenze circa i criteri di scelta e impiego e di tali macchine.

Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
Le colture orticole in Italia occupano una superficie di circa 480000 ha in piena aria e di oltre 22000 ha in coltura protetta con una PLV pari a circa il 15% della produzione agricola nazionale (Tei.F,2005). L'Italia è il maggior produttore di ortaggi dell'UE a 25 (circa il 25% della produzione totale), seguita da Spagna e Francia. L'orticoltura italiana è caratterizzata, inoltre, da un elevato numero di specie coltivate (circa 40 secondo l'ISTAT), una limitata estensione delle superfici colturali (la maggior parte delle colture occupa superfici di 10000÷20000 ha ciascuna ad eccezione del carciofo con circa 50000 ha e di pomodoro e patata con circa 100000 ha), una ridotta dimensione aziendale (media nazionale = 1.7 ha).
In particolare, nelle sole Piemonte, Veneto, Toscana, Puglia e Sicilia sono presenti oltre 14000 aziende che coltivano più di 10000 ha di orticole protette (4100 ha solo di pomodoro da mensa) pari a circa il 50% della superficie protetta complessiva nazionale (ISTAT 2002).
La coltivazione in tunnel o in serra, per le sue particolari caratteristiche produttive e agro/climatiche, quali temperatura ed umidità elevate, irrigazioni e fertilizzazioni abbondanti, considerevole densità di piante, ambiente protetto e, in parte, isolato dall'esterno, rappresenta un agro-sistema molto specifico rispetto al pieno campo e nel quale vi è una elevata possibilità di diffusione di malattie e di flora infestante. Ciò fa si che questo sistema sia tra quelli a pi >>>