Vai al contenuto| Home page|

   Ti trovi in: HOME »Programmi, progetti e risultati »I progetti »PRIN - Programmi di ricerca di Rilevante Interesse Nazionale»Programma di ricerca
INIZIO_TESTO_DA_INDICIZZARE

PROGRAMMA DI RICERCA 2005

italiano - english
Programmi di ricerca simili:
Classificazione scientifico-disciplinare
Classificazione brevettuale
Classificazione geografica
Bibliografia
[AK02] P. Abercrombie and M. Karaorman, “jContractor: bytecode instrumentation techniques for implementing design by contract in java”, K. Havelund and G. Rosu (eds.), ENTCS, vol. 70, Elsevier, 2002.
[AHSW02] J. Appavoo, K. Hui, M. Stumm, R. Wisniewski, D. Da Silva, O. Krieger, and C. Soules, “An infrastructure for multiprocessor run-time adaptation”, In proc. of the 1st ACM workshop on self-healing systems, 2002.
[BDDP03] A. Benso, S. Di Carlo, G. Di Natale, P. Prinetto, “On-Line Self-Repair of FIR Filters”, IEEE Design & Test Of Computers. vol. 20, n.2, pp. 50-57, 2003
[BCDP02] A. Benso, S. Chiusano, G. Di Natale, P. Prinetto, “An on-line BIST RAM architecture with self-repair capabilities”, IEEE Trans. On Reliability. vol. 51, n. 1, pp. 123-128, 2002
[BCPR01] A. Benso, S. Chiusano, P. Prinetto, “A Self-Repairing Execution Unit for Microprogrammed Processors”. IEEE MICRO. vol. 21, n. 5 pp. 16-22, 2001
[BIN94] R.V. Binder, “Design for testability in object-oriented systems”, Communications of the ACM, 37(9), 1994.
[CA97] A. Carzaniga, G. P. Picco, and G. Vigna, “Designing Distributed Applications with Mobile Code Paradigms,” in Proc. 19th Conf. Software Eng. (ICSE’97), R. Taylor, ed., pp. 22–32, ACM Press, 1997.
[CHSU93] T. Chen, G. Sunada, “Design of a Self-testing and Self-repairing Structure for Highly Hierarchical Ultra Large Capacity Memory Chips”, IEEE Trans. On VLSI Systems, pp 88-97, Vol. 1, No. 2, 1993
[CM05] S. Colin and L. Mariani, “Run-time Verification, in Model-based Testing of Reactive Systems”, Springer-Verlgag LNCS n. 3472, 2005.
[CO02] K. Compton and S. Hauck, “Reconfigurable Computing: A Survey of Systems and Software”, ACM Computing Surveys, Vol. 34, No. 2, pp. 171–210, 2002.
[DMPT05] G. Denaro, L. Mariani, M. Pezzè, and D. Tosi, “Adaptive Runtime Verification for Autonomic Communication Infrastructures”, in proc. of the 1st IEEE Workshop on Autonomic Communications and Computing, 2005.
[DPT05] G. Denaro, M. Pezzè and D. Tosi, “Adaptive Integration of Third-Party Web Services”, in proc. of the Int. Workshop on Design and Evolution of Autonomic Application Software, ACM Press, 2005.
[EN04] “ENAMORADO: Enabling Nomadic Agents in a Multimedia-ORiented Architecture of Distributed Objects”, IST-2001-38285, http://projects.archetypon.com/enamorado/index.html
[FI99] S. Fischmeister, and W. Lugmayr, “The Supervisor-Worker Pattern”, Pattern Languages of Programs (PLoP'99), Allerton House, IL, 1999.
[FU98] A. Fuggetta, G. P. Picco, and G. Vigna, “Understanding Code Mobility”, vol. 24, no. 5, pp. 342-361, 1998.
[GS02] D. Garlan and B. Schmerl, “Model-based adaptation for self-healing systems”, in proc. of the 1st Workshop on Self-healing Systems, ACM Press, 2002.
[HALI88] N. Hasan, C. L. Liu, “Minimum Fault Coverage in Reconfigurable Arrays”, Digest of Papers, FTCS-18, pp. 348-353, 1988
[HL01] J. Hong and J. Landay, “An infrastructure approach to context-aware computing”, Human-Computer Interaction, 16, 2001.
[KABL98] A. Kablanian et al., “Built-In Self Repair System for Embedded Memories”, United States Patent n° 5764878, 1998
[KO02] D. Kotz, R. Gray, and D. Rus, “Future Directions for Mobile-Agent Research”, IEEE Distributed Systems Online, vol. 3, n.8, 2002.
[LMSP98] J. Lach, W. Mangione-Smith, M. Potkonjak, “Efficiently Supporting Fault-Tolerance in FPGAs”, ACM/SIGDA Sixth Int. Symposium on Field-Programmable Gate Arrays (FPGA ’98), 1998
[LZ97] H. Lee and B. Zorn, “BIT: A tool for instrumenting java bytecodes”, in proc. of the USENIX Symp. on Internet Technologies and Systems, 1997.
[MSH97] W. Mangione-Smith, B.Hutchings, “Configurable Computing: The Road Ahead”, Reconfigurable Architectures Workshop, 1997.
[MEY92] B. Meyer, “Applying design by contract”, IEEE Computer, vol. 25, 1992.
[NU94] M. Nuttall, “Survey of Systems Providing Process or Object Migration,” Technical Report Doc 94/10, Dept. of Computing, Imperial College, 1994.
[NW96] H. S. Nwana, “Software Agents: An Overview”, Knowledge Engineering Review: Intelligent Systems Research, AA&T, BT Laboratories, UK, pp. 206-244, 1996.
[OM95] Object Management Group, “CORBA: Architecture and Specification”, 1995.
[OGTH99] P. Oreizy, M. Gorlick, R. Taylor, D. Heimhigner, G. Johnson, N. Medvidovic, A. Quilici, D. Rosenblum, and A. Wolf, “An architecture-based approach to self-adaptive software”, IEEE Intelligent Systems, vol 14, 1999.
[TACoS03] M. Pezzè ed., Proc. of the Int. ETAPS Workshop on Testing and Analysis of Component-Based Systems, ENTCS, 82(6), Elsevier, 2003.
[TACoS04] M. Pezzè ed., Proc. of the second Int. ETAPS Workshop on Testing and Analysis of Component-Based Systems, ENTCS, vol. 116, Elsevier, 2004.
[WO95] M. Wooldridge and N. R. Jennings, “Agent Theories, Architectures and Languages: A Survey”, Intelligent Agents: ECAI-94 Workshop on Agent Theories, Architecture and Languages, pp. 1-32, 1995
Parole Chiave
SISTEMI RICONFIGURABILI; AGENTI MOBILI; INFRASTRUTTURE DISTRIBUITE; SISTEMI AFFIDABILI; SISTEMI AUTO-RIPARANTI; FPGA

COMMUTA: Componenti hardware/software mutanti per sistemi distribuiti dinamicamente riconfigurabili

Politecnico di Torino
Abstract
Il progetto COMMUTA ha come obiettivo la definizione, la realizzazione e la sperimentazione di un'architettura distribuita riconfigurabile basata sulla possibilità di modificare dinamicamente i compenti hardware e software del sistema. L'aspetto più innovativo del progetto è la gestione della riconfigurabilità sia hardware sia software dell'architettura tramite l'utilizzo di Agenti Mobili.

Gli agenti mobili sono particolari programmi software che possono essere inviati da un sistema ad un altro per essere eseguiti in un ambiente remoto. Un agente mobile è in grado di portare con sé il codice eseguibile ed i dati del programma. Arrivando nell'ambiente remoto, un agente può presentare le proprie credenziali e, se queste sono valide, ottenere accesso adeguato all'hardware, ai servizi e ai dati locali.

Il progetto COMMUTA intende spingere il concetto di Agenti Mobili a livello hardware, introducendo il concetto di hardware mobility. L'uso di logica programmabile, la cui funzione può essere modificata a runtime per ottimizzare le prestazioni del sistema o per rimpiazzare un componente hardware difettoso è un'idea nuova in quanto mai applicata prima ai sistemi auto-riparanti, nei quali a nostro parere essa ha il potenziale di divenire una importante innovazione.

Le funzionalità dell'architettura saranno sperimentate in una reale applicazione di controllo di sensori distribuiti, applicazione particolarmente significativa per la quale >>>

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Paolo PRINETTO Politecnico di TORINO
Obiettivo del Programma di Ricerca
Il costante sviluppo dei sistemi distribuiti porta alla necessità di considerare diversi scenari applicativi, che prevedono l'impiego di componenti hardware e software molto diversificate. Tale problema è particolarmente significativo nel caso di sistemi distribuiti impiegati in applicazioni di controllo industriale, quali ad esempio il controllo ambientale e il controllo di dispositivi in movimento. In questo caso si rende necessario considerare vincoli dovuti alla distribuzione dei componenti, alla loro localizzazione, alla necessità di prevedere dei meccanismi automatici di riconfiguarazione dei sistemi, sfruttando, ove possibile, la rete del sistema distribuito, e di integrare sistemi eterogenei di diversa natura, che hanno spesso limitate potenzialità hardware e software per i vicoli fisici del sistema (ad esempio, limitato consumo, etc.). Tali caratteristiche sono particolarmente significative in quelle applicazioni che richiedono l'im¬piego di numerose unità elaborative distribuite in ampie aree, non sempre facilmente raggiungibili e solitamente diverse tra loro. Inoltre, la natura stessa dei sistemi industriali implica che per molte applicazioni è requisito necessario progettare sistemi affidabili, sicuri e ad elevate prestazioni.
In questo contesto, tra le problematiche di maggiore interesse scientifico ed applicativo si possono elencare:
• la gestione in sicurezza dell'accesso alle risorse di rete;
• la localizzazione di unità mobili;
>>>

Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
I sistemi digitali interessano ormai ogni aspetto della nostra vita. E' verosimile che nel prossimo futuro saremo circondati da innumerevoli dispositivi eterogenei, da sistemi domestici ad applicazioni complesse nel settore medico, automobilistico, del trasporto pubblico, tutte comunicanti tra loro attraverso interfacce distribuite senza fili. Assisteremo all'emergere di una nuova società di sistemi digitali che vivono ed evolvono attorno e dentro la società umana. Gli individui di questa nuova società saranno sistemi digitali ubiqui ed eterogenei che forniranno alta produttività e grande flessibilità. L'infrastruttura di comunicazione di questa società si baserà quasi interamente su connessioni senza fili.
I sistemi distribuiti pervasivi ed ubiqui rappresentano lo scenario di riferimento del progetto COMMUTA. Oltre ad occupare in ruolo centrale in ambienti digitalizzati, tali sistemi presentano numerosi requisiti non banali che rischiano di limitare l'effettiva realizzazione di tali scenari. Tali requisiti comprendono l'esigenza di scalabilità, personalizzazione dei servizi, flessibilità ed estensibilità [Fu98].
Diversi tipi di risposte sono state date a tali necessità. La maggior parte degli approcci, tuttavia, tenta di adattare modelli e tecnologie obsolete e spesso dà per scontato il tradizionale modello client-server. Ad esempio, CORBA [OM95] integra il meccanismo delle remote procedures calls (RPC) nel paradigma ad oggetti. Esso cerca di combinare i >>>