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PROGRAMMA DI RICERCA 2005

italiano - english
Programmi di ricerca simili:
Classificazione scientifico-disciplinare
Classificazione geografica
Bibliografia
La bibliografia, fortemente selettiva data la vastità della produzione, si limita alle indicazioni essenziali, lasciando a quella delle singole unità locali i riferimenti ad aspetti più specifici

1) Sui problemi storici di base:
- A. H. M. Jones, “The Later Roman Empire, 284-602”, Oxford 1964
- A. Carandini-L. Cracco Ruggini - A. Giardina (Edd.), “Storia di Roma”, vol. 3/1 e 3/2, “L’età tardoantica”, Torino 1993
- J. Matthews, “Western Aristocracies and Imperial Court”, Oxford 1975
- J. Matthews, “The Roman Empire of Ammianus”, London 1989

2) Su tendenze ideologiche, conflitti culturali e religiosi:
- P. Brown, “The World of Late Antiquity”, London 1971
- A. Momigliano (Ed.), “The conflict between paganism and Cristianity in the fourth Century”, Oxford 1963
- R. Markus, “The End of Ancient Christianity”, Cambridge 1990
- F. Conca, I. Gualandri, G. Lozza (Edd.) “Politica, cultura e religione nell’impero romano (secoli IV-VI) tra Oriente e Occidente”, Napoli 1993
- F. E. Consolino (Ed.), “Pagani e cristiani da Giuliano l’Apostata al sacco di Roma”, Soveria Mannelli 1995

3) Sulla diffusione della cultura e le sue trasformazioni:
- M. Mazza-C. Giuffrida (Edd.) “Le trasformazioni della cultura nella tarda antichità”, 2 voll. Roma 1985
- A. Giardina (Ed.), “Tradizioni dei classici, trasformazioni della cultura”, Bari 1986
-“Christianisme et formes littéraires de l’antiquité tardive en Occident”, Entretiens Hardt, Vandoeuvres-Genève 1976
- A. Garzya (Ed.), “Metodologie della ricerca sulla tarda antichità”, Napoli 1990
- O. Pecere (Ed.), “Itinerari di testi antichi”, Roma 1991
- M. Caltabiano, “Litterarum lumen. Ambienti culturali e libri tra il IV e il V secolo”, Roma 1996
- AA. VV., “Cultura latina pagana fra terzo e quinto secolo”, Firenze 1998
- AA. VV., “ Cultura latina cristiana fra terzo e quinto secolo”, Firenze 2001
- I. Gualandri (Ed.), “Tra IV e V secolo: studi sulla cultura latina tardoantica”, Milano 2002

4) Su alcuni generi letterari:
- F. Consolino (Ed.),“Forme letterarie della produzione latina tra IV e v secolo”, Roma 2003
- AA.VV., “La poesia tardoantica: tra retorica, ideologia e politica”, Messina 1984
- J. Fontaine, “Etudes sur la poésie latine tardive d’Ausone à Prudence”, Paris 1980
- M. Roberts, “The Jeweled Style”. Poetry and Poetics in Late Antiquity”, Ithaca-London 1989
- J. Fontaine, “Naissance de la poésie dans l’Occident chrétien”, Paris 1981
- Ch. Witke, “Numen litterarum. The Old and the New in Latin Poetry from Constantine to Gregory the Great”, Leiden 1971,
- M. Roberts, “Biblical Epic and Rhetorical Paraphrase in Late Antiquity”, Liverpool 1985
- F. Stella, “Poesia e teologia. L’Occidente latino tra IV e VIII secolo”, Milano 2001
- D. F. Bright, “The miniature epic in Vandal Africa”, Norman Oklahoma, 1987
- S. Hortsmann, “Das Epithalamium in der lateinischen Literatur der Spätantike”, München-Leipzig 1904
- T. Hägg-P. Rousseau (Edd.), “The propaganda of Power: the role of Panegyric in late antiquity”, Leide-Boston-Köln 1998
- S. MacCormack, “Art and Ceremony in Late Antiquity”, Berkeley 1990
- M. Banniard, “Viva voce”. Communication écrite et communication orale du Ive au Ixe siècle en Occident latin”, Paris 1992
- G. Aldrete, “Gestures and Acclamations in Ancient Rome”, Baltimore 1999
- AA. VV., “Comunicazione e ricezione del documento cristiano in epoca tardoantica”, Roma 2004.
- A. Olivar, “La predicatión cristiana antigua”, Barcelona 1991
- R. F. Hock-J. B. Chance-J. Perkins (a cura di), “Ancient fiction and early christian narrative”, Atlanta, Georgia 1998
- L. Coon, “Sacred fictions: holy women and hagiography”, Philadelphia 1997
- AA. VV. “La narrativa cristiana antica. Codici narrativi, strutture formali, schemi retorici”, Roma 1995
- - G. Luongo (Ed.), “Scriver di santi”, Roma 1998
- C. Stancliffe, “St. Martin and his Hagiographer. History and Miracle in Sulpicius Severus”, Oxford 1983
- Sulpice Sévère, “La vie de Saint Martin”, ed. e comm. di J. Fontaine, Paris 19è)-1969

5) Sulla scuola:
- H. I. Marrou, “Saint Augustine et la fin de la culture antique”, Paris 1948
- R. Kaster, “Guardians of Language. The Grammarian and Society in Late Antiquity”, Berkeley-Los Angeles 1988

6) Sull’influsso della cultura greca in Occidente e sulle traduzioni:
- P. Courcelle, “Les lettres grecques en Occident de Macrobe à Cassiodore”, Paris 1948
- H. Marti, “Uebersetzer der Augustin-Zeit. Interpretation von Selbstzeugnissen”, Muenchen 1974
- C. Moreschini-G. Menestrina (Ed.), “La traduzione di testi religiosi”, Brescia 1995
Parole Chiave
LETTERATURA LATINA TARDOANTICA; LETTERATURA CRISTIANA ANTICA LATINA; STORIA DELLA LINGUA LATINA: TARDA ANTICHITÀ; STORIA ROMANA: ETA' TARDOANTICA; AGIOGRAFIA; METRICA LATINA; LETTERATURA CRISTIANA ANTICA GRECA

Cultura secolare e cultura religiosa nell'Occidente latino (IV-VI sec. d. C.): trasformazioni, contrapposizioni, fusione, sinergie.

Università degli Studi di Milano
Abstract
Benché il mondo romano tra IV e VI sec. d. C. sia stato ampiamente indagato negli ultimi decenni, è ancora possibile studiarlo da punti di vista nuovi: per esempio concentrandosi sugli aspetti culturali del rapporto fra mondo pagano e mondo cristiano, evitando di interpretarli semplicemente in termini di "conflitto" e di "opposizione". Poiché ora si è ben consapevoli che i diversi ambienti sociali, politici, religiosi erano legati da una fitta rete di rapporti e condividevano una comune base culturale, la miglior via per comprenderli è quella di mettere e fuoco i diversi aspetti che, nella letteratura, nella vita sociale, in religione, hanno contribuito, con la loro interazione, a questa complessa unità.
Partiremo dalle conclusioni di R. Markus, che nel suo libro "The End of ancient Christianity", ha mostrato come spesso sia impossibile, nella vita sociale come in letteratura, tracciare un netto confine tra elementi "pagani" e "cristiani", dato che taluni aspetti tipici della vita e della cultura dei pagani erano percepiti dai Cristiani come indifferenti da un punto di vista religioso (ossia venivano percepiti non come "pagani" ma come "secolari"), e potevano quindi essere facilmente da loro assorbiti. Adotteremo quindi questa prospettiva, che riteniamo possa consentire una miglior comprensione di vari aspetti della cultura antica.
Su questo sfondo esamineremo alcuni temi che a nostro avviso meritano ulteriori ricerche, ossia:
- la trasformazione dei >>>

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Isabella GUALANDRI Università degli Studi di MILANO
Obiettivo del Programma di Ricerca
Seguire le principali trasformazioni della vita culturale nel mondo tardoantico latino (IV-VI sec. d. C.) e la diffusione di nuovi modelli in diversi aspetti della letteratura, dello stile, della lingua, della metrica;
analizzare le caratteristiche generali di alcuni generi letterari e illuminare i modi in cui furono conservate o trasformate, sia in contesti secolari sia in contesti cristiani;
esaminare in che modo la persistenza di elementi apparentemente "pagani" in testi letterari poteva venir percepita dal pubblico contemporaneo;
chiarire come l'interazione e la sinergia tra modelli classici e modelli biblici abbia contribuito a far sviluppare nuove forme, sia nella composizione letteraria, sia nella lingua e nello stile.

Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
Come ha dimostrato il recente sviluppo degli studi, il mondo romano tra il IV secolo e la fine del VI offre uno dei più interessanti e stimolanti ambiti di ricerca. Negli ultimi decenni è stata svolta un'enorme quantità di lavoro da diversi punti di vista (storico, politico, sociologico, religioso, letterario, artistico) e gli studiosi hanno ora a disposizione un'imponente bibliografia: edizioni critiche, commenti, studi singoli, riviste sono stati pubblicati in numero così elevato che solo una piccola scelta di voci (le più significative per ciascuna unità di ricerca) verrà qui elencata nella successiva bibliografia.
Una delle conquiste più importanti della ricerca è stata quella di eliminare alcuni stereotipi tradizionali: anzitutto la tarda antichità, un tempo etichettata come "età di decadenza", allorché veniva valutata in base agli standard del periodo classico, è ora considerata come un'età che merita di essere studiata in se stessa, per le sue caratteristiche specifiche e per l'importante funzione che ha avuto nella trasmissione della cultura antica all'Europa medievale; in secondo luogo, gli studiosi ora considerano da un diverso punto di vista ciò che prima era percepito solo in termini di "conflitto" o di "opposizione": ad esempio di paganesimo contro cristianesimo, di testi classici contro testi biblici, e così via. È ora invece evidente che i diversi ambienti sociali, politici religiosi erano uniti da una rete di rapporti e condividevano una comune base >>>