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PROGRAMMA DI RICERCA 2005
italiano - english
Unità di Ricerca
- Università degli Studi del PIEMONTE ORIENTALE "Amedeo Avogadro"-Vercelli
STUDI UMANISTICI
VERCELLI(VC) - Università degli Studi di BOLOGNA
DISCIPLINE STORICHE
BOLOGNA(BO) - Università degli Studi di BOLOGNA
STORIE E METODI PER LA CONSERVAZIONE DEI BENI CULTURALI
BOLOGNA(BO) - Università degli Studi di TRIESTE
STORIA E DI STORIA DELL'ARTE
TRIESTE(TS) - Università degli Studi di TORINO
STORIA
TORINO(TO)
Programmi di ricerca simili:
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- 7 - Politiche pubbliche e sviluppo negli anni del centro-sinistra (1962-1974)
- 8 - Società multiculturale, immigrazione e sicurezza: problemi di integrazione sociale
- 9 - Mercato del lavoro e ammortizzatori sociali
- 10 - Solidarietà, mercato e concorrenza nel welfare italiano. Profili di diritto europeo e comparato
Classificazione scientifico-disciplinare
- Area scientifico disciplinare: Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche
Classificazione geografica
- Regione: Piemonte
Bibliografia
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Parole Chiave
SOCIALI; DIRITTI; SICUREZZA; CONTEMPORANEO; STATO; AUTORITARISMO; DEMOCRACYSicurezza e diritti sociali nello stato novecentesco tra autoritarismo e democrazia
Università degli Studi del Piemonte Orientale "Amedeo Avogadro" - VercelliAbstract
La sicurezza sociale e i diritti sociali sono stati concetti fondamentali nello sviluppo delle società industriali del ventesimo secolo.La sicurezza sociale è stata a lungo considerata in Europa come una fonte alternativa di reddito quando la legittima attività lavorativa diveniva impossibile.Il Programma di Ricerca ricostruisce la storia della sicurezza sociale e dei diritti sociali, intesi sia nei loro fondamenti nel pensiero socio-politico, che nelle pratiche programmatiche, legislative e istituzionali, nonchè nei soggetti che se ne sono fatti promotori in un lasso di tempo che spazia dall'inizio del secolo fino all'inizio degli anni sessanta.Nel far questo la ricerca focalizza diverse tematiche di fondo della società contemporanea: i doveri dello stato e della politica rispetto a quelli della società civile decentrata, nell'assicurare ai soggetti condizioni di sicurezza sociale.Il coinvolgimento delle politiche sociali del Novecento europeo nella grande competizione tra sistemi liberal-democratici e totalitari, ciascuno dei quali rivendicava primati e originalità (magari su base razziale)nel campo del progresso sociale.La dimensione comparativa europea e transnazionale nella sequenza spazio-tempo che ipotizza da una parte l'esistenza di modelli storicamente radicati dello stato sociale (il modello statalista bismarckiano, quello inglese, quello decentrato newdealista) ma riscontra poi nell'analisi storica concreta una complessità di sovrapposizioni e >>>Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Maurizio VAUDAGNA Università degli Studi del PIEMONTE ORIENTALE "Amedeo Avogadro"-VercelliObiettivo del Programma di Ricerca
L'interesse che gli storici hanno rivolto ai diritti sociali è stato fino agli anni ' 80 piuttosto scarso; malgrado alcuni apporti molto significativi, anche dopo quella data a contributi individualmente importanti non è corrisposta una corrente di studio storico sufficientemente corposa. Lo studio dello stato sociale, anche nella sua dimensione temporale, è stato soprattutto appannaggio degli scienziati sociali e politici. Le ragioni che dopo quella data hanno cominciato ad attirare l'attenzione di alcuni storici(Alber, Gordon, Kessler-Harris,Rodgers,Rimlinger,Ritter) su questo tema sono probabilmente di varia natura: tra queste è da citare il dibattito sulla natura storica del Novecento, che ha sottolineato lo sviluppo della società del Welfare come una delle caratteristiche del secolo appena terminato.D'altra parte sta la svolta verificatasi negli anni'70- inizio anni '80;allora la natura non controversa dell'allargamento dello stato sociale come caratteristica fondamentale della cittadinanza e della statualità dei paesi industriali avanzati , con una crescita continuativa e ininterrotta di un secolo, ha cominciato ad essere messa in discussione nelle pratiche politiche e nelle concezioni dei diritti di cittadinanza e del rapporto tra stato e cittadino: un processo che è stato definito come "crisi" ( ma sarebbe meglio dire "trasformazione" ) del welfare e dei diritti sociali. Negli ultimi 25 anni un gruppo di storici o di scienziati sociali a forte sensibilità storicista >>>Durata
24 mesiBase di partenza scientifica nazionale o internazionale
Nella storica tripartizione dei diritti di cittadinanza avanzata da H.T.Marshall nel suo celebre "Cittadinanza e classi sociali", i diritti sociali sono venuti temporalmente per ultimi, dopo quelli umani (l'habeas corpus)e politici. Il concetto giuridico e costituzionale di "diritto sociale" sostiene la titolarietà da parte del cittadino a una condizione economica e sociale dignitosa per la propria sussistenza, il proprio benessere, e la propria collocazione nei rapporti pubblici e privati; questo soprattutto in rapporto ai grandi rischi della società industriale quali vecchiaia, inabilità,malattia o disoccupazione, e alla prestazioni fondamentali di una cittadinanza esistenzialmente dignitosa come il diritto alla casa e all'istruzione.La sicurezza sociale è stata a lungo controversa come fonte di "diritti" e tra fine ottocento e gli anni tra le due guerre,quando la sicurezza sociale come "diritto" ha la sua prima compiuta formulazione nella costituzione di Weimar,le è stata frequentemente invece attribuita la qualità di intervento a sostegno di condizioni particolarmente disagiate, manifestazione della solidarietà sociale, rete di sicurezza contro disagi e rischi materiali e sociali. Assumendo il concetto di diritti sociali nel proprio titolo,questo Progetto Nazionale si innesta pienamente nella storia novecentesca della sicurezza sociale, che ne è quindi il fondamento e che qui di seguito viene brevemente sintetizzata.Nel ventesimo secolo la >>>



