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PROGRAMMA DI RICERCA 2005

italiano - english
Programmi di ricerca simili:
Classificazione scientifico-disciplinare
Classificazione geografica
Bibliografia
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Parole Chiave
COMPETENZE PERSONALI; COMPETENZE SOCIALI; COMPETENZE DI SALUTE; CAPITALE SOCIALE; SENSO DI COMUNITÀ; VALUTAZIONE; FIDUCIA; PARTECIPAZIONE; RESPONSABIITÀ CIVICA

Il soggetto attivo come capitale sociale. Ricerca, intervento e formazione per lo sviluppo di competenze individuali e sociali.

Università degli Studi di Torino
Abstract
Il programma, partendo da una prospettiva che coniuga i dati soggettivi con quelli oggettivi, i processi psicosociali con le dinamiche e le caratteristiche del contesto, si propone una molteplicità di finalità: 1) teoriche; 2) metodologiche; 3) applicative.
1) Per quanto riguarda gli obiettivi teorici si tratta di individuare alcuni costrutti e concetti ampiamente utilizzati nell'ambito di una prospettiva che ha i suoi riferimenti nella psicologia di comunità, nella psicologia ambientale, nonché in una prospettiva epidemiologica. Ci riferiamo a concetti quali capitale sociale, competenze personali, competenze di comunità, partecipazione, legami sociali, empowerment individuale e sociale. Alcuni di questi concetti, come è noto, si riferiscono ad una prospettiva "macro", volta a studiare i processi sociali che caratterizzano i contesti urbani contemporanei; l'intento è quello, partendo da alcune considerazioni poste dalla letteratura di riferimento, di rilevarne alcuni limiti concettuali (che peraltro gli stessi autori di riferimento pongono), integrando una esplicazione dei processi "macro" che alcuni di questi costrutti permettono, con una riflessione che colleghi, come sopra anticipato, il dato contestuale con quello psicosociale.
La ricerca di quadri di riferimento teorici "forti" che pongano le basi per una robusta "teoria della pratica" è un dibattito molto attuale. In questo progetto di ricerca una delle finalità che si propone la sinergia tra le 5 Unit >>>

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Norma DE PICCOLI Università degli Studi di TORINO
Obiettivo del Programma di Ricerca
Negli ultimi anni sono sempre più frequenti, in Italia, interventi di prevenzione e di promozione del benessere (anche grazie ad alcune leggi che ne hanno reso possibile la realizzazione). Interventi che vengono organizzati per lo più nei contesti abituali di vita quali, ad esempio, la scuola, il paese, il quartiere, la città, ed è importante comprendere in che modo le caratteristiche del contesto (setting) influenzano le persone che vi sono inserite, così come in che modo queste ultime a loro volta influenzano i loro contesti. La conoscenza del territorio e dei contesti di vita, delle problematiche e delle risorse esistenti, diventa necessaria e indispensabile ai fini delle scelte progettuali e delle attività da implementare. E' altresì fondamentale, in quest'ottica, che i diversi operatori e servizi che lavorano negli stessi ambiti e nello stesso territorio, comunichino fra di loro per raggiungere gli obiettivi stabiliti: questo porta quindi a ipotizzare percorsi formativi coerenti con la riflessione qui riportata. Inoltre si fa strada (anche se forse in Italia molto più faticosamente che in altri Paesi) la necessità di sviluppare una "cultura della valutazione" poiché diventa sempre più impellente la necessità di valutare i cambiamenti prodotti dai progetti nelle singole persone e nei contesti in cui queste sono inserite. Per questi motivi è necessario affinare strumenti concettuali e metodologici di lettura e interpretazione della realtà non confinati ai singoli >>>

Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
Il programma di ricerca qui presentato ha alla base il dibattito vivace tra gli studiosi che intendono contribuire allo sviluppo teorico e metodologico della psicologia di comunità, disciplina relativamente giovane e ancora in via di consolidamento, se rapportata ad altre discipline psicologiche affini, ma considerate come più solide da un punto di vista soprattutto della riflessione teorica e scientifica.
Oggi, a circa 40 anni dalla nascita ufficiale di questa disciplina, è possibile affermare che essa si sia dotata di una propria identità concettuale e metodologica? La risposta non è univoca, infatti se da un lato guardiamo ai modelli teorici e alle proposte operativo-metodologiche che ne derivano ritroviamo indubbiamente concetti che la connotano e la caratterizzano quali quelli di empowerment, sviluppo di comunità, rete sociale, ricerca-azione, partecipazione; dall'altro il suo assetto teorico-metodologico ha comportato elaborazioni in zone di frontiera non sempre agevolmente praticabili, come asserisce Amerio (2000). Così come Wolff, il quale, in un articolo del 2000, ritiene che il posto che occupa la psicologia di comunità applicata sembrerebbe incerto e ancora non ben definito.
Levine e Perkins (1987) sostengono che la psicologia di comunità sia sostanzialmente "un modo di pensare"; essa si presenterebbe cioè non tanto come una disciplina intesa classicamente, ma come una ideologia, un insieme di valori ed un atteggiamento "l'atteggiamento è di >>>