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PROGRAMMA DI RICERCA 2005
italiano - english
Unità di Ricerca
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Classificazione scientifico-disciplinare
- Area scientifico disciplinare: Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche
- Area scientifico disciplinare: Scienze economiche e statistiche
Classificazione geografica
- Regione: Friuli Venezia Giulia
Bibliografia
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Holm Sundhaussen, Historische Statistik Serbiens 1834-1914. Mit europäische Vergleichsdaten, München, 1989
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Alexandra Yerolympos, Urban transformations in the Balkans (1820-1920): Aspects of Balkan Town Planning and the Remaking of Thessaloniki, Thessaloniki, 1996.
Parole Chiave
EUROPA ED EUROPA SUD-ORIENTALE; CITTÀ-CAPITALE E MODERNIZZAZIONE; PROGETTAZIONE URBANA; BELGRADO; BUCAREST; SOFIACittà dei Balcani, città d'Europa.
Capitali e capoluoghi nello sviluppo di una società moderna in Serbia, Romania e Bulgaria, 1830-1923.
Università degli Studi di Trieste
Abstract
L'idea centrale del presente progetto riguarda un aspetto-chiave dei rapporti storici fra la regione balcanica e l'Europa centro-occidentale. Essa si è formata durante lo svolgimento del PRIN 2003 "Uno studio comparativo sulla costruzione dello stato in Europa sud-orientale, 1829-1960" coordinato da Armando Pitassio. E' l'idea di una modernizzazione selettiva, concentrata nelle città-capitali, intrinsecamente connessa all'impiantarsi e alla crescita degli stati-nazione, e proiettata alla omologazione europea. Essa comporta un rovesciamento di prospettiva rispetto a una tradizione storiografica (di derivazione romantica) che privilegiava il contenuto etnico dell'identità nazionale. Il presente progetto si focalizza sulle forme moderne che nelle capitali della regione balcanica vengono impresse a diversi aspetti della vita nazionale – compreso lo stesso "contenuto etnico"!Obiettivo della ricerca è ricostruire la crescita di tre capitali e di alcune città-capoluogo nella regione balcanica secondo modelli dedotti da vari aspetti – fra i quali particolare rilievo assumono l'urbanistica, l'architettura, i simboli nazionali e le infrastrutture – di modernità europea, trasmessi lungo determinati canali di comunicazione metropoli-periferia e applicati da operatori di formazione sia estera che indigena, con risultati che evolvono dall'imitazione al sincretismo alla originalità. Il processo sarà interrotto dalla guerra europea e comunque reimpostato su scala diversa dopo la >>>
Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Marco DOGO Università degli Studi di TRIESTEObiettivo del Programma di Ricerca
Pur nella diversità di background e di percorsi, le società dell'Europa sud-orientale si sono inserite nei circuiti intellettuali europei, negli ultimi due secoli e mezzo, attraverso le loro élites urbane: dapprima viaggiatori che scoprivano nelle grandi città europee i benefici dei Lumi e della modernità, poi classi dirigenti che costruivano in loco, nelle rispettive capitali, strutture fisiche e culturali sul modello dell'Europa evoluta. Fino a tempi relativamente recenti, nei Balcani la quasi totalità della produzione e del consumo intellettuale si è svolta in un ambiente urbano dichiaratamente europeizzante e problematicamente consapevole del rapporto con la "nazione rurale" e con la tradizione. Potremmo perfino dire che la specificità dello sviluppo storico/intellettuale di questa parte d'Europa si riassume nell'idea di città e nelle sue ibridazioni. E' un tema pressoché sconosciuto al pubblico italiano, che è piuttosto abituato a guardare all'Europa del sud-est come ad un museo etnografico en plein air.La plurisecolare sottoposizione diretta (territori serbi e bulgari) o indiretta (principati di Valacchia e Moldavia) al regime ottomano ha ostacolato lo scambio sia demografico che culturale fra città e campagna nella regione. Paradossalmente, nelle condizioni della libertà nazionale (autonomia, indipendenza), si viene accentuando nel XIX secolo l'«effetto giraffa», ossia la distanza culturale fra masse contadine ed élites urbane: non più per effetto di >>>
Durata
24 mesiBase di partenza scientifica nazionale o internazionale
Se la modernizzazione delle capitali balcaniche raggiunge il culmine nei due-tre decenni a cavallo fra XIX e XX secolo, il processo presenta anche tendenze di lungo periodo. La conquista demografica cristiana delle città ottomane è già in corso nel XVIII secolo, ed è fra i temi privilegiati dell'opera classica di Nikolai Todorov. Essa dà luogo alla formazione di una embrionale classe agiata cristiana legata ai commerci e in special modo allo scambio internazionale. In che misura ciò rappresenti un fattore di modernizzazione delle città è spiegabile non tanto con categorie culturaliste, ma piuttosto con il progressivo inserimento dell'economia ottomana nel commercio europeo e con l'intercettazione dei benefici delle Capitolazioni da parte degli operatori commerciali cristiani sudditi ottomani. Nel XIX secolo intervengono poi alterazioni violente della struttura della popolazione in alcune città ottomane investite da guerre e insurrezioni dei sudditi cristiani.Nel periodo 1830-1878 la modernizzazione delle città balcaniche procede in modo differenziato secondo lo status giuridico dei diversi paesi: principati autonomi e tributari Serbia, Valacchia e Moldavia; regno indipendente la Grecia; provincia ottomana la Bulgaria.
Nelle terre bulgare è la nuova élite mercantile a sostenere finanziariamente l'impianto di un sistema scolastico, autogestito dalle comunità locali e non osteggiato dalle autorità riformiste ottomane ("riforme a costo zero": vedi M. Dogo 2003) >>>



