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Bibliografia
FONTI EDITE:
Acta Siculo-Aragonensia, ed. F. Giunta e altri, 4 vv., Palermo 1972-78;
Acta Curie felicis urbis Panormi, a cura di vari autori, 12 vv., Palermo 1983-2002;
Documenti sulle relazioni tra la Sicilia e il papato fra Tre e Quattrocento. Documenti del pontificato di Bonifacio IX., ed. S. Fodale, Palermo 1983;
Pergamene siciliane dell'Archivio della Corona d'Aragona (1188-1347), a cura di L. Sciascia, Palermo 1994
BIBLIOGRAFIA:
F. Giunta, Aragonesi e Catalani nel Mediterraneo, 2 v., Palermo 1953-59;
V. D'Alessandro, Politica e società nella Sicilia aragonese, Palermo 1963;
H. Bresc, Un monde méditerranéen. Economie et société en Sicile 1300-1450, 2 v., Roma 1986;
Parole Chiave
M-STO/01; MEDITERRANEO; SOCIETA'; ISTITUZIONI; CHIESA
Attraverso nuove ricerche d'archivio, i cui documenti saranno editi, si studieranno le istituzioni politiche e quelle ecclesiastiche, considerandone le influenze reciproche, particolarmente in Sicilia nei secoli XIV e XV.
Obiettivo generale del programma di ricerca è lo studio delle istituzioni della società medievale in ambito mediterraneo. Tale studio riguarderà sia i caratteri della società stessa, sia quelli delle istituzioni politico-giuridiche ed ecclesiastiche, nelle loro relazioni. Ci si propone la ricerca di fonti inedite e la loro pubblicazione e la riedizione, quando necessaria, di fonti narrative. Si procederà inoltre allo studio di temi e aspetti specifici, i cui risultati saranno dati alle stampe. Nel corso di un convegno saranno presentate e dibattute le conclusioni della ricerca, nel loro insieme.
Le vicende del Vespro siciliano riaccendono nel Mediterraneo una fase di instabilità politica, che sembrava risolta con l'investitura pontificia di Carlo d'Angiò. Al centro della vicenda mediterranea è la Sicilia, nel suo difficile, nuovo rapporto istituzionale con la Corona d'Aragona. Dalla metà del Trecento l'incerta autonomia del regno siciliano entra in grave crisi, non più per le minacce angioine, quanto ormai per le pretese provenienti dall'Aragona. Si sviluppano intanto forme di autonomia signorile, che dapprima condizionano, quindi sostituiscono il potere regio (vicariato delle grandi famiglie baronali). Lo sbarco aragonese del 1392 e l'unione con l'Aragona pongono poi termine ad ogni autonomia siciliana e modificano gli equilibri mediterranei. Nella storiografia la vicenda non è stata ancora completamente approfondita nei suoi complessi aspetti istituzionali e nel ruolo svolto dal papato e dalle istituzioni ecclesiastiche, nella contemporanea evoluzione dello scisma.