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PROGRAMMA DI RICERCA 2005
italiano - english
Unità di Ricerca
- Università degli Studi di ROMA "La Sapienza"
STORIA MODERNA E CONTEMPORANEA
ROMA(RM) - Università degli Studi di NAPOLI "L'Orientale"
STUDI DELL'EUROPA ORIENTALE
NAPOLI(NA) - Università degli Studi di GENOVA
STORIA MODERNA E CONTEMPORANEA
GENOVA(GE) - Libera Università degli Studi "S. Pio V" ROMA
PIO V
ROMA(RM)
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- 1 - Alla ricerca di un ruolo globale: l'Europa nelle relazioni internazionali (1968-1981)
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- 4 - La fine della guerra fredda o il successo della globalizzazione ? Alla ricerca di un nuovo paradigma intepretativo per spiegare la trasformazione del sistema internazionale, 1985-1992.
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Classificazione scientifico-disciplinare
- Area scientifico disciplinare: Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche
Classificazione geografica
- Regione: Lazio
Bibliografia
Antonello Biagini, Storia dell’Albania, Milano: Bompiani 1998.Antonello Biagini, Storia della Romania contemporanea, Milano: Bompiani 2004.
Domenico Caccamo, Gaetano Platania (a cura di), Il sud-est europeo tra passato e presente, Atti del Convegno internazionale: Università della Tuscia, Facoltà di Lingue e letterature straniere moderne, Cattedra di Storia dell'Europa Orientale, Viterbo 3-5 ottobre 1991, Cosenza: Periferia, 1993.
Richard J.Crampton, Bulgaria: 1878-1918: a history, New York: Columbia University Press, 1983. Istvan Deak, Beyond nationalism: a social and political history of the Habsburg officer corps, 1848-1918, New York: Oxford University Press, 1990.
Istvan Eordogh, Alle origini dell'espansionismo romeno nella Transilvania ungherese, 1916-1920, Cosenza: Periferia, 1992.
François Fejto, Requiem per un impero defunto: la dissoluzione del mondo austro-ungarico, Milano 1991.
Viktor E. Meier, La rinascita del nazionalismo nei Balcani, Bologna: Il mulino, 1969
Nicolao Merker (a cura di), La questione nazionale, Roma: Editori riuniti, 1999.
Georges Prévélakis, I Balcani, Bologna: Il mulino, 1997.
Marek Waldenberg, Le questioni nazionali nell'Europa centro-orientale: storia e attualità, Milano: Il saggiatore, 1994.
M. Ambri, I falsi fascismi: Ungheria, Jugoslavia, Romania 1919-1945, Jouvence, Roma 1980.
Antonello Biagini, Momenti di storia balcanica (1878-1914), Ufficio Storico dell’Esercito, Roma 1981.
Francesco Caccamo, L’Italia e la Nuova Europa. Il confronto sull’Europa orientale alla conferenza di pace di Parigi, Luni Editore, San Pedrino Vignate (Milano) 2000.
F. D’Amoja, Declino e prima crisi dell’Europa di Versailles, Giuffré, Milano 1967.
Pasquale Fornaro, L’Ungheria dei Consigli e l’Europa danubiana nel primo dopoguerra, FrancoAngeli, Milano 1987.
Franco Gaeta, Democrazie e totalitarismi dalla prima alla seconda guerra mondiale (1918-1945), Il Mulino, Bologna 1982.
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J. LeBreton, Una storia infausta, Il Mulino, Bologna 1994.
Angelo Tamborra, L’Europa centro-orientale nei secoli XIX-XX (1800-1920), in Storia Universale, Casa Editrice Vallardi, Appiano Gentile (Como) 1973.
F. Curato, La conferenza di pace di Versailles, De Agostini, Novara 1979.
Parole Chiave
PRIMA GUERRA MONDIALE; VERSAILLES; STATO; NAZIONE; BALCANI; EUROPA CENTRO-ORIENTALE; IMPERTO OTTOMANO; TRATTATI DI PACE; NAZIONALITÀALLE ORIGINI DEL "SISTEMA" DEGLI STATI NAZIONALI NELL'EUROPA CENTRO-ORIENTALE: LA PRIMA GUERRA MONDIALE E LA PACE DI VERSAILLES
Università degli Studi di Roma "La Sapienza"Abstract
La fine della prima guerra mondiale, la dissoluzione dei grandi Imperi plurinazionali (ottomano e asburgico) e la trasformazione di quello zarista in nuovo sistema politico e istituzionale ispirato alle teorie marxiste relative alla soppressione della proprietà e dell'economia di mercato – l'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche (URSS) - aprono scenari internazionali nuovi e imprevisti. Le potenze vincitrici tentano, con la Conferenza della Pace di Versailles di disegnare un nuovo assetto europeo e internazionale avente come obiettivo la costituzione di un nuovo sistema di relazioni internazionali per dare concreta attuazione alle speranze e alle attese maturate nei popoli durante i difficili anni della guerra. La dissoluzione dei grandi Imperi plurinazionali – "le prigioni dei popoli" – avrebbe dovuto aprire una nuova epoca caratterizzata dalla presenza di quelle nazionalità finalmente libere di costituire un proprio Stato nazionale, sovrano, libero e indipendente secondo la maturazione del pensiero politico avvenuta nel secolo XIX. Il Congresso di Vienna del 1815, la Santa Alleanza e la Restaurazione post napoleonica rappresentano altrettanti momenti della riscossa reazionaria finalizzata a vanificare il portato modernizzatore della rivoluzione francese, della fine dell'assetto "nobiliare" del sistema sociale e della ascesa della borghesia come forza propulsiva di un cambiamento, questo sì, di portata epocale. La tensione ideologica interna alle varie societ >>>Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Antonello Folco BIAGINI Università degli Studi di ROMA "La Sapienza"Obiettivo del Programma di Ricerca
Gli obiettivi del programma di ricerca riguardano l'ampio spettro di conseguenze che gli eventi storici internazionali della I guerra mondiale e della pace di Versailles ebbero sugli equilibri interni ai paesi dell'Europa centro-orientale e balcanica. L'importanza fondamentale di queste tematiche emerge in tutta la sua drammatica dimensione nel riemerge di conflittualità e di scontri etnici esplosi nel periodo interbellico e che recentemente, dopo la fine della Guerra fredda, si sono riproposti in tutta la loro violenza.Nell'area danubiano-balcanica, d'altronde, l'obiettivo dello Stato nazionale, sovrano, libero e indipendente, che costituiva uno degli scopi della prima guerra mondiale perseguito attraverso lotte e sofferenze lungo tutto il secolo XIX, sembra alla fine raggiunto, anche se con differenti gradi di successo (sono di primario interesse i casi romeno, bulgaro e ungherese, assolutamente diversi tra loro). I grandi Imperi plurinazionali – quello austro-ungarico e quello ottomano – si sono dissolti, l'Impero zarista non esiste più in conseguenza della rivoluzione bolscevica dell'ottobre 1917. Il nuovo sistema politico sovietico riesce però a mantenere sostanzialmente intatta la configurazione geopolitica Eurasiatica del vecchio Impero mentre l'ideologia della rivoluzione d'ottobre, fondata su miti quali l'uguaglianza sociale e la fine dello "sfruttamento" borghese del proletariato, finisce per influenzare la politica europea degli anni Venti. Nel periodo >>>



