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PROGRAMMA DI RICERCA 2005

italiano - english
Programmi di ricerca simili:
Classificazione scientifico-disciplinare
Classificazione geografica
Bibliografia
Antonello Biagini, Storia dell’Albania, Milano: Bompiani 1998.
Antonello Biagini, Storia della Romania contemporanea, Milano: Bompiani 2004.
Domenico Caccamo, Gaetano Platania (a cura di), Il sud-est europeo tra passato e presente, Atti del Convegno internazionale: Università della Tuscia, Facoltà di Lingue e letterature straniere moderne, Cattedra di Storia dell'Europa Orientale, Viterbo 3-5 ottobre 1991, Cosenza: Periferia, 1993.
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Nicolao Merker (a cura di), La questione nazionale, Roma: Editori riuniti, 1999.
Georges Prévélakis, I Balcani, Bologna: Il mulino, 1997.
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F. D’Amoja, Declino e prima crisi dell’Europa di Versailles, Giuffré, Milano 1967.
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F. Curato, La conferenza di pace di Versailles, De Agostini, Novara 1979.
Parole Chiave
PRIMA GUERRA MONDIALE; VERSAILLES; STATO; NAZIONE; BALCANI; EUROPA CENTRO-ORIENTALE; IMPERTO OTTOMANO; TRATTATI DI PACE; NAZIONALITÀ

ALLE ORIGINI DEL "SISTEMA" DEGLI STATI NAZIONALI NELL'EUROPA CENTRO-ORIENTALE: LA PRIMA GUERRA MONDIALE E LA PACE DI VERSAILLES

Università degli Studi di Roma "La Sapienza"
Abstract
La fine della prima guerra mondiale, la dissoluzione dei grandi Imperi plurinazionali (ottomano e asburgico) e la trasformazione di quello zarista in nuovo sistema politico e istituzionale ispirato alle teorie marxiste relative alla soppressione della proprietà e dell'economia di mercato – l'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche (URSS) - aprono scenari internazionali nuovi e imprevisti. Le potenze vincitrici tentano, con la Conferenza della Pace di Versailles di disegnare un nuovo assetto europeo e internazionale avente come obiettivo la costituzione di un nuovo sistema di relazioni internazionali per dare concreta attuazione alle speranze e alle attese maturate nei popoli durante i difficili anni della guerra. La dissoluzione dei grandi Imperi plurinazionali – "le prigioni dei popoli" – avrebbe dovuto aprire una nuova epoca caratterizzata dalla presenza di quelle nazionalità finalmente libere di costituire un proprio Stato nazionale, sovrano, libero e indipendente secondo la maturazione del pensiero politico avvenuta nel secolo XIX. Il Congresso di Vienna del 1815, la Santa Alleanza e la Restaurazione post napoleonica rappresentano altrettanti momenti della riscossa reazionaria finalizzata a vanificare il portato modernizzatore della rivoluzione francese, della fine dell'assetto "nobiliare" del sistema sociale e della ascesa della borghesia come forza propulsiva di un cambiamento, questo sì, di portata epocale. La tensione ideologica interna alle varie societ >>>

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Antonello Folco BIAGINI Università degli Studi di ROMA "La Sapienza"
Obiettivo del Programma di Ricerca
Gli obiettivi del programma di ricerca riguardano l'ampio spettro di conseguenze che gli eventi storici internazionali della I guerra mondiale e della pace di Versailles ebbero sugli equilibri interni ai paesi dell'Europa centro-orientale e balcanica. L'importanza fondamentale di queste tematiche emerge in tutta la sua drammatica dimensione nel riemerge di conflittualità e di scontri etnici esplosi nel periodo interbellico e che recentemente, dopo la fine della Guerra fredda, si sono riproposti in tutta la loro violenza.
Nell'area danubiano-balcanica, d'altronde, l'obiettivo dello Stato nazionale, sovrano, libero e indipendente, che costituiva uno degli scopi della prima guerra mondiale perseguito attraverso lotte e sofferenze lungo tutto il secolo XIX, sembra alla fine raggiunto, anche se con differenti gradi di successo (sono di primario interesse i casi romeno, bulgaro e ungherese, assolutamente diversi tra loro). I grandi Imperi plurinazionali – quello austro-ungarico e quello ottomano – si sono dissolti, l'Impero zarista non esiste più in conseguenza della rivoluzione bolscevica dell'ottobre 1917. Il nuovo sistema politico sovietico riesce però a mantenere sostanzialmente intatta la configurazione geopolitica Eurasiatica del vecchio Impero mentre l'ideologia della rivoluzione d'ottobre, fondata su miti quali l'uguaglianza sociale e la fine dello "sfruttamento" borghese del proletariato, finisce per influenzare la politica europea degli anni Venti. Nel periodo >>>

Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
«I lampioni si stanno spegnendo su tutta Europa. Nel corso della nostra vita non li vedremo più accesi»: così si espresse l'allora ministro degli Esteri britannico Edward Grey la notte in cui il suo Paese entrò in guerra contro la Germania. In questa frase, piena di catastrofismo, era comunque contenuta l'idea che un mondo fosse ormai giunto a conclusione e che, alla fine del conflitto, esso non sarebbe più stato lo stesso. Il genere umano sopravvisse, ma il sistema ottocentesco crollò inesorabilmente, segnando così il passaggio ad un'epoca nuova, definita da una parte della storiografia "Secolo breve". D'altra parte, per oltre un secolo, i conflitti erano stati limitati sia dal punto di vista degli attori che vi presero parte, sia da quello della durata temporale, per cui è comprensibile come la società avvertisse il nuovo conflitto come un avvenimento destinato a mutare definitivamente la realtà in cui si trovavano a vivere. La fine della guerra ebbe realmente quegli effetti che molti si aspettavano; al di là delle conseguenze che l'esperienza bellica ebbe sulla società e sugli individui, a livello geo-politico il mondo che uscì dai Trattati di Pace di Versailles era completamente diverso da quello di cinque anni prima: due grandi imperi plurinazionali, quello ottomano e quello austro-ungarico, scomparvero dalle carte, sostituiti da una serie di nuovi stati nazionali; un altro, l'impero zarista, subì gli effetti della rivoluzione comunista, favorita proprio dall'andamento >>>