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PROGRAMMA DI RICERCA 2005

italiano - english
Programmi di ricerca simili:
Classificazione scientifico-disciplinare
Classificazione geografica
Bibliografia
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-Le droit pénal international, Recueil d’Etudes en hommage à J.M. Van Bemmelen, Leiden, 1965
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Per riferimenti bibliografici più dettagliati si vedano i punti 2.4 delle singole unità di ricerca
Parole Chiave
COOPERAZIONE GIUDIZIARIA IN MATERIA CIVILE E COMMERCIALE; COOPERAZIONE GIUDIZIARIA IN MATERIA PENALE; SPAZIO GIUDIZIARIO EUROPEO; CRITERI DI GIURISDIZIONE E COMPETENZE ESCLUSIVE; LITISPENDENZA; RECIPROCO RICONOSCIMENTO ED ESECUZIONE DELLE DECISIONI; CONFLITTI DI LEGGE; PROCESSO PENALE; PROPRIETÀ INTELLETTUALE

Cooperazione giudiziaria civile e penale nel diritto dell'Unione europea. Esperienze a confronto, risultati e prospettive

Università degli Studi di Genova
Abstract
L'instaurazione di forme efficaci di cooperazione giudiziaria in materia civile e penale all'interno dell'Unione europea è presupposto essenziale per la conservazione e lo sviluppo dello spazio di libertà, sicurezza e giustizia,in cui sia garantita, in particolare,la libera circolazione delle persone.
Alla luce del continuo sviluppo del processo di integrazione europea,la ricerca si propone di analizzare criticamente,con riguardo in primis al settore civile, sotto il profilo della loro applicazione e in particolare con riferimento alla circolazione delle decisioni,gli strumenti normativi esistenti,sia quelli più "tradizionali" inerenti la competenza giurisdizionale e il riconoscimento delle decisioni in materia civile e commerciale (di cui alla convenzione di Bruxelles del 1968 e al reg. n.44/2001),sia quelli più recenti (v. il reg. n.1346/2000 sulle procedure di insolvenza;il reg. n. 1348/2000 sulla notificazione e comunicazione negli Stati membri degli atti giudiziari ed extragiudiziali in materia civile e commerciale;il reg. n.1347/2000 sulla competenza,il riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e in materia di potestà dei genitori sui figli di entrambi i coniugi,abrogato dal reg. n.2201/2003;il reg. n.1206/2001 sulla cooperazione fra le autorità giudiziarie degli Stati membri nell'assunzione delle prove in materia civile o commerciale;il reg. n.805/2004 che istituisce il titolo esecutivo europeo per i crediti non contestati).
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Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Sergio Maria CARBONE Università degli Studi di GENOVA
Obiettivo del Programma di Ricerca
Obiettivo della presente ricerca è, come si desume dal suo stesso titolo, lo studio delle forme attualmente esistenti e degli strumenti in corso di elaborazione inerenti la cooperazione giudiziaria in seno all'Unione europea tanto in materia civile, quanto in materia penale, con raffronto delle esperienze, dei risultati e delle prospettive di evoluzione dei settori in questione.
In virtù di una ripartizione delle competenze, e nell'ambito dell'autonomia scientifica che caratterizza le singole Unità (anche in base alla plurisettorialità propria della ricerca), lo scopo perseguito dalle Unità locali facenti capo all'Università degli Studi di Torino e all'Università Statale di Milano è quello di esaminare lo stadio attuale di evoluzione della cooperazione giudiziaria rispettivamente in materia penale e civile, mettendo in luce le più rilevanti e discusse problematiche applicative correlate al funzionamento degli strumenti normativi, più o meno recenti, elaborati dalle istituzioni comunitarie nell'ambito del terzo e del primo pilastro dell'Unione europea. Le Unità facenti capo all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e all'Università degli Studi di Genova si occuperanno, invece, precipuamente, di analizzare alcune proposte normative in itinere, presentate tanto in ambito civile quanto in ambito penale, al fine di evidenziare le possibili e/o auspicabili soluzioni relative ai differenti meccanismi di cooperazione giudiziaria attualmente al vaglio del legislatore >>>

Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
La base di partenza scientifica della ricerca in oggetto si fonda:
a) sulle scelte operate dal legislatore comunitario (talvolta con raffronto alle diverse scelte operate sul piano internazionale) in tema di cooperazione giudiziaria civile e penale, al fine di conservare e sviluppare uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia nel quale sia garantita, in particolare la libera circolazione delle persone e possa affermarsi una quinta libertà di circolazione, quella dei giudicati;
b) con particolare riferimento al settore della cooperazione giudiziaria in materia penale, sulle scelte dei legislatori nazionali (in particolare di quello italiano) in fase di attuazione della normativa elaborata in seno all'Unione, in quanto, come noto, gli strumenti adottati nell'ambito del terzo pilastro, diversamente dai regolamenti comunitari, non sono direttamente applicabili negli ordinamenti degli Stati membri, ma necessitano del recepimento nei sistemi nazionali;
c) sulle dissertazioni dottrinali di cui si è dato conto nei riferimenti bibliografici del modello A e dei modelli B delle singole Unità operative partecipanti al progetto di ricerca;
d) sugli esiti della giurisprudenza della Corte di Giustizia delle Comunità europee (in particolare con riferimento alla cooperazione giudiziaria civile, essendo ancora esiguo il numero di pronunce dei giudici comunitari inerenti la cooperazione giudiziaria penale) e della giurisprudenza nazionale (italiana e straniera) ed >>>