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PROGRAMMA DI RICERCA 2005
italiano - english
Unità di Ricerca
- Università degli Studi di GENOVA
CULTURA GIURIDICA "GIOVANNI TARELLO" DI.GI.TA.
GENOVA(GE) - Università degli Studi di VERONA
STUDI GIURIDICI
VERONA(VR) - Università degli Studi di TORINO
SCIENZE GIURIDICHE
TORINO(TO) - Università degli Studi del PIEMONTE ORIENTALE "Amedeo Avogadro"-Vercelli
SCIENZE GIURIDICHE ED ECONOMICHE
VERCELLI(VC) - Università degli Studi "Magna Graecia" di CATANZARO
SCIENZA E STORIA DEL DIRITTO
CATANZARO(CZ)
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- 10 - Disuguaglianza: gerarchia, ingiustizia, pluralità. Con edizione di testi
Classificazione scientifico-disciplinare
- Area scientifico disciplinare: Scienze giuridiche
Classificazione geografica
- Regione: Liguria
Bibliografia
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Parole Chiave
STORIA DEL DIRITTO; IUS COMMUNE; UMANESIMO GIURIDICO; STORIA DEL DIRITTO CANONICO; IURISDICTIO; STORIA DELLA CHIESA; STORIA DEL PROCESSO CIVILEPermanenze e discontinuità nei processi di costruzione degli ordinamenti giuridici moderni (secc. XV-XVIII)
Università degli Studi di GenovaAbstract
Al centro della ricerca è stato posto il problema delle "permanenze" e dei "cambiamenti" che contraddistinguono l'esperienza giuridica tra XV e XVIII secolo, nella convinzione che si tratti di una prospettiva di indagine proficua per affrontare temi fondamentali della storia del diritto.Le trasformazioni delle istituzioni giuridiche e politiche europee nei secoli in esame hanno prodotto letteratura e fonti normative ancora in parte da studiare. La ricostruzione proposta dalla storiografia è risultata per alcuni aspetti non del tutto soddisfacente o parzialmente lacunosa.
Sono infatti ancora aperte, ad esempio, rilevanti questioni relative a:
- la periodizzazione stessa dei fenomeni presi in esame;
- l'identificazione di quali siano stati gli effetti dei processi di elaborazione dottrinale in rapporto alla cultura giuridica tardo-medievale (quella identificata come "tradizionale");
- le effettive pratiche delle amministrazioni, sia quelle statali (in primis quelle giudiziarie), sia quelle ecclesiastiche, sia i loro reciproci rapporti.
La subordinazione della "legge" al "principe" (in parte realizzata, in parte solo enunciata) ridisegna le relazioni tra "iura propria", "ius commune" e "interpretatio" dei giuristi, inducendo sia soluzioni normative sia opere scientifiche differenti da quelle del passato.
Un primo filone di analisi, a cavallo tra storia giuridica, storia istituzionale e storia del pensiero giuridico-politico >>>
Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Rodolfo SAVELLI Università degli Studi di GENOVAObiettivo del Programma di Ricerca
Il gruppo di ricerca intende arricchire le conoscenze relative ad una tematica fondamentale della storiografia giuridica, benché fin'ora prevalentemente enunciata in scritti programmatici, ma solo parzialmente studiata negli snodi effettivi. Secondo un'immagine tralatizia, fra XV e XVIII secolo si sarebbe collocato un periodo ora contraddistinto dalla "crisi del diritto comune", ora definito come età del "diritto comune particolare", in cui il "diritto statuale" sarebbe "l'unica fonte normativa in quanto emana dal principe" [Calasso].Il gruppo di ricerca intende affrontare singoli aspetti e problematiche che si collocano cronologicamente all'interno di quella che convenzionalmente si definisce l'età moderna, per verificare se, in che misura e con quali modalità si siano verificati questi cambiamenti.
La scelta stessa di due termini presenti nel titolo della ricerca ("permanenze" / "discontinuità") indica quelli che possono essere i punti di riferimento entro cui verificare determinati assunti; la storia giuridica in età moderna non può essere presa come una mera, lunghissima transizione, teleologicamente predeterminata, il cui punto di partenza è un ordine tardo medievale (connotato dallo "ius commune") e quello di arrivo è il nuovo ordine otto-novecentesco, dominato dall'esperienza dei codici e delle costituzioni. Si intende pertanto verificare, attraverso ricerche di settore e tematiche tra loro correlate, significativi elementi che caratterizzano in modo >>>
Durata
24 mesiBase di partenza scientifica nazionale o internazionale
La categoria tradizionale del "tardo diritto comune" risulta oggi parzialmente logorata da un punto di vista storiografico: tale categoria identifica sia un periodo (collocabile tra la metà XV e la metà del XVIII secolo) sia un metodo (con una storia senz'altro più risalente). A fianco di quest'ultimo, apparentemente incomunicanti, si collocherebbero, in successione temporale, altre "scuole" poco legate al mondo della prassi, altri movimenti di pensiero (l'umanesimo giuridico, la scolastica spagnola, la scuola olandese, etc.).Volendo schematizzare ed estremizzare, si potrebbe affermare che questo orientamento ha portato ad un certo disinteresse verso una lunga fase della storia giuridica italiana, a prima vista appiattita sulla tradizione, in un'attesa plurisecolare di un "nuovo" che si sarebbe iniziato a intravedere solo dalla seconda metà del XVIII secolo. A questo parziale disinteresse ha contribuito anche la crisi politica degli stati italiani di quel periodo (la famosa età della dominazioni "straniere" e del predominio spagnolo) rispetto al formarsi dei coevi stati "nazionali" europei.
Un discusso saggio di Osler ha criticato la visione "teleologica" di uno sviluppo progressivo della cultura giuridica europea, connotato dal succedersi di tappe che avrebbero portato dalla scuola dei commentatori alla scienza giuridica tedesca dell'Ottocento. Bisogna riconoscere come nel pur breve articolo (a parte talune asprezze polemiche) sono stati messi a fuoco punti >>>



