Vai al contenuto| Home page|

   Ti trovi in: HOME »Programmi, progetti e risultati »I progetti »PRIN - Programmi di ricerca di Rilevante Interesse Nazionale»Programma di ricerca
INIZIO_TESTO_DA_INDICIZZARE

PROGRAMMA DI RICERCA 2005

italiano - english
Programmi di ricerca simili:
Classificazione scientifico-disciplinare
Classificazione geografica
Bibliografia
P. CARETTI,Gli "accordi" tra Stato,Regioni e autonomie locali:una doccia fredda sul mito del "sistema delle conferenze"?,in Le Regioni n.5/2002,p.1169;
F.MERLONI,Gli strumenti di raccordo tra Regioni ed Enti locali, in Verso una fase costituente delle Regioni?,Milano,2001,p.47;
F.PIZZETTI,Il sistema delle conferenze e la forma di governo italiana, in Le Regioni, n. 3-4/2000,p.473;
P.CARETTI, Il sistema delle conferenze e i suoi riflessi sulla forma di governo regionale e locale,ivi,p.611;
G.DI COSIMO,Dalla Conferenza Stato-Regioni alla conferenza unificata (passando per lo Stato-città), in Le istituzioni del federalismo, n. 1/1998,p.11;
M.G.LA FALCE,La Conferenza Stato-Regioni:organizzazione e funzionamento,ivi,p.27;G. DI COSIMO,Le Regioni e la Conferenza,ivi,p.63;
M.MANETTI,Alcune riflessioni sul c.d. Senato federale, in www.associazionedeicostituzionalisti.it;
S.CECCANTI,Il servizio studi del Senato ricostruisce e suggerisce clausola tedesca, contestualità, limiti del bicameralismo paritario, in www.federalismi.it;
S. BONFIFLIO, Il dibattito sulla trasformazione del Senato in Italia: una ipotesi di riforma,ivi;
BIFULCO D., L’ inviolabilità dei diritti sociali, Napoli, 2004;
BETTINELLI, E., RIGANO, F. (a cura di), La riforma del Titolo V della Costituzione e la giurisprudenza costituzionale, Torino, 2004
RANCI, C., Oltre il Welfare State, Bologna, 1999;
PRISCO, S. (a cura di), Unione europea e limiti sociali del mercato, Torino, 2002;
PEZZINI, B., La decisione sui diritti sociali. Indagine sulla struttura costituzionale dei diritti sociali, Milano, 2001;
PINTO F., Manuale di “Diritto degli Enti Locali”, Giappichelli Ed., Torino, 2004;
PINTO F., “Il nuovo regionalismo nel sistema delle Fonti”, Giappichelli Ed., Torino, 2004.
CARAVITA B. (a cura di), I percorsi del federalismo, Giuffrè,2004/1.
ROLLA GIANCARLO, L’autonomia dei Comuni e delle Province, in La Repubblica delle autonomie. Regioni ed enti locali nel nuovo Titolo V, a cura di T. Groppi, M. Olivetti, Torino, Giappichelli, 2001, 157 ss.;
MANGIAMELI STELIO, L’autonomia locale nel disegno della riforma costituzionale, in S. Mangiameli, La riforma del regionalismo italiano, Torino, Giappichelli, 2002;
SANDULLI MARIA ALESSANDRA, Commento all’art. 2, in L’attuazione del nuovo Titolo V, Parte seconda, della Costituzione. Commento alla legge “La Loggia” (legge 5 giugno 2003, n.131), a cura di P. Cavaleri, E. Lamarque, Torino, Giappichelli, 2004, 28 ss;
LUCARELLI ALBERTO, Il fondamento giuridico del potere regolamentare dei comuni, in Percorsi del regionalismo italiano, Milano, Giuffrè, 2004, 101ss.;
PIZZETTI FRANCO, Le deleghe relative agli enti locali. Commento all’art. 2, in Stato, Regioni ed enti locali nella legge 5 Giugno 2003, n.131, a cura di G. Falcon, Bologna, Il Mulino, 2003, 41 ss.;
CAMERLENGO QUIRINO, Commento all’art. 4, in L’attuazione del nuovo Titolo V, Parte seconda, della Costituzione. Commento alla legge “La Loggia” (legge 5 giugno 2003, n.131), a cura di P. Cavaleri, E. Lamarque, Torino, Giappichelli, 2004, 76 ss.
PIERGIGLI VALERIA (a cura), Federalismo e devolution, atti del Convegno di Grosseto del 6 Novembre 2003, Milano, Giuffrè, 2005 (in corso di pubblicazione;
GROPPI TANIA, Autonomia costituzionale e potestà regolamentare degli enti locali, Milano, Giuffrè, 1994;
Parole Chiave
FEDERALISMO; POTESTA' LEGISLATIVA; CORTE COSTITUZIONALE; DIRITTI SOCIALI; GOVERNANCE; REGIONI; ENTI LOCALI; FUNZIONI NORMATIVE; COSTITUZIONALISMO MULTIVELLO

REGIONALISMO-FEDERALISMO TRA ISTANZE COOPERATIVE E SOLUZIONE GIUDIZIALE DELLE CONTROVERSIE

Università degli Studi di Palermo
Abstract
La riforma del titolo V, parte II della Costituzione sta conoscendo un percorso attuativo irto di difficoltà ed incertezze legate in parte alla scarsa chiarezza del nuovo testo ed in parte alla incompiutezza dello stesso disegno costituzionale. Sicché se da un lato, la nuova architettura scaturente dall'art. 114 Cost. sembra aver introdotto un sistema poliarchico in cui tutti gli elementi costitutivi della Repubblica dai Comuni allo Stato sono pariordinati, dall'altro il legislatore costituzionale non ha previsto idonei strumenti di raccordo tra i diversi livelli di governo. Ne è risultato un quadro normativo-costituzionale operante spesso sulla base di principi confliggenti che hanno contribuito ad aumentare la conflittualità Stato-Regioni e quindi hanno reso frequente il ricorso al giudice costituzionale per la risoluzione delle relative controversie. Si è assistito ad incisivi interventi della Corte costituzionale che hanno contribuito a rendere il sistema più razionale ed organico.
Muovendo dalla premessa secondo cui la riforma costituzionale ha introdotto un assetto costituzionale policentrico fondato sulla pariordinazione dei diversi livelli di governo, la ricerca si propone di affrontare i nodi problematici di aree cruciali affrontate dalla riforma (potestà legislativa statale e regionale, ripartizione della potestà amministrativa tra centro e periferia, livelli essenziali delle prestazioni, sistema degli enti locali) attraverso l'esame del contributo della >>>

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Giovanni PITRUZZELLA Università degli Studi di PALERMO
Obiettivo del Programma di Ricerca
La ricerca nel suo complesso si propone di approfondire i nuclei problematici emersi in sede di attuazione della riforma del titolo v parte II della Costituzione con particolare riguardo alle refluenze che il contributo della giurisprudenza costituzionale e l'utilizzo di strumenti consensuali sono destinati ad avere sui processi federativi in atto. In particolare sotto il primo profilo si pone il problema dell'ambito entro cui confinare la funzione arbitrale della Corte costituzionale e del punto ove può spingersi la interpretazione costituzionale per evitare di superare lo steccato proprio delle scelte politiche relative alla costruzione della forma di Stato.
Pertanto il programma di ricerca ha come obiettivo lo studio: a) dei possibili strumenti di raccordo Stato-Regioni operanti a livello intergovernativo e di quelli che dovrebbero essere messi a punto e che dovranno operare invece a livello parlamentare; b) del sistema delle garanzie e delle tutele nei confronti degli enti locali; c) della ripartizione delle funzioni amministrative fra gli enti territoriali; d) dei livelli essenziali delle prestazioni relativi ai diritti civili e sociali e degli eventuali interventi che lo Stato centrale deve assicurare ai territori con minore capacità fiscale per abitante; e) della delimitazione degli ambiti materiali di competenza legislativa dello Stato e delle regioni; f) dell'attuale ruolo assunto dalla legge statale; g) dell'individuazione delle fonti competenti a >>>

Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
Il progetto di ricerca tocca alcuni dei nervi lasciati scoperti dalla riforma costituzionale del 2001: in un momento in cui, peraltro, si profila la possibilità di ulteriori interventi di trasformazione del regionalismo (si discute, infatti, di nuove leggi di revisione costituzionale che dovrebbero incidere sulla medesima materia), la tormentata vicenda, tutt'altro che conclusa, dell'attuazione del nuovo Titolo V della Costituzione, evidenzia tutte le difficoltà interpretative connesse alla ricostruzione sistematica del nuovo testo costituzionale. Molteplici, e di notevole spessore, sono le incertezze che si riverberano sull'assetto complessivo dei pubblici poteri. Il nuovo modello di federalismo-regionalismo ha profondamente rivoluzionato, infatti, il sistema delle fonti del diritto, potenziando, almeno nelle intenzioni, l'ambito della potestà normativa delle Regioni e, specularmente, costringendo ad una totale rivisitazione della funzione legislativa dello Stato. E' stata rafforzata la potestà statutaria delle Regioni (incisa già dalla l.c. n. 1/1999), così come la potestà legislativa, che sembrerebbe diventare il perno della produzione normativa dell'ordinamento repubblicano nel suo complesso, anche se rimangono da sciogliere alcuni nodi cruciali concernenti non solo l'elencazione delle materie ex art. 117 Cost., ma anche l'esatta definizione del rapporto con la potestà esclusiva dello Stato. Parimenti problematica appare la questione della potestà regolamentare delle >>>