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PROGRAMMA DI RICERCA 2005
italiano - english
Unità di Ricerca
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- 4 - Sistemi e calcoli di ispirazione biologica e loro applicazioni -- BISCA
Classificazione scientifico-disciplinare
- Area scientifico disciplinare: Scienze giuridiche
- Area scientifico disciplinare: Scienze politiche e sociali
Classificazione geografica
- Regione: Puglia
Bibliografia
Su protocolli d'udienza, prassi e organizzazione degli uffici giudiziari:AA.VV., I rinvii e l'arretrato del processo civile, in Foro it., 1995, V, 263;
AA.VV., Processo e organizzazione, Milano, 2004;
AA.VV., Verso il Processo Telematico: Analisi e studi organizzativi, Roma, 2001;
ARATA, Un Sasso nello Stagno. Considerazioni organizzative sull'introduzione del Processo Civile Telematico nelle Corti Civili Italiane, in Studi Organizzativi n. 1, Milano, 2005;
BUONOMO, Processo telematico e firma digitale, Milano, 2004;
CAJOLA-SCARAMUZZI-VIGORITO, Il protocollo romano per la gestione delle udienze civili: prime esperienze, in Foro it., 2005, V, 65;
CAPONI, Per gli osservatori sulla giustizia civile, in Foro it., 2003, V, 253;
CHIARLONI, Civil Justice and its Paradox: An Italian Perspective, in Zuckerman, Civil Justice in Crisis. Comparative Perspectives of Civil Procedure, Oxford, 1999;
COMOGLIO, Riforme processuali e poteri del giudice, Torino, 1996;
- Etica e tecnica del "giusto processo";, Torino, 2004;
CONTINI, Processi di innovazione e context making: l'adozione della tecnologia dell'informazione negli uffici giudiziari, in Ciborra-Lanzara, Labirinti dell'innovazione. Tecnologia, organizzazione, apprendimento, Milano, 1999;
COSTANTINO G., La riforma della giustizia civile. Note sulle tecniche di attuazione e sui possibili obiettivi, in Riv. dir. proc., 1986, p. 336 ss., e in Atti dell'Incontro di studio "Riforme urgenti del processo civile", Milano, 1987, 9;
- Il processo civile tra riforme ordinamentali, organizzazione e prassi degli uffici. Una questione di metodo, in Riv. trim. dir. proc. civ., 1999, 77;
- Contributo alla ricerca di un modello processuale per i conflitti economici (Intervento al Convegno "La riforma delle società: la tutela giudiziaria. Dall'istituzione del Giudice di commercio alla revisione del diritto penale commerciale"; - Alba, 20 novembre 1999), in Società, 2000, 2, 161;
- La riforma del diritto societario: note sugli aspetti processuali, in Foro it., 2001, V, 273;
- Un protocollo romano per la gestione delle udienze civili (Presentazione), in Foro it,, 2003, V, 251;
- L'esperienza del processo nell'assetto attuale. Le prassi esistenti e quelle possibili, in Processo ed organizzazione, a cura di G. Gilardi, Milano, 2004, 23;
- Note sulla struttura della decisione nei processi a cognizione piena. Un modello per la consolle del giudice, in Tecnologia,Organizzazione e Giustizia, a cura di Stefano Zan, Bologna, 2004, 191;
- Note sulle tecniche di tutela collettiva (a proposito dei disegni di legge sulla tutela del risparmio e dei risparmiatori), in Riv. dir. proc., 2004, 1009;
FERRANTE-ZAN, Il fenomeno organizzativo, Roma, 1994;
GILARDI, Organizzare l'ufficio per il giusto processo, Relazione introduttiva al convegno Un progetto moderno per la giustizia civile, Alghero, 29-31 ottobre 2004, in www.magistraturademocratica.it;
GIULIANI, Dalla «litis contestatio» al «pleading-system» (riflessioni sui fondamenti del processo comune europeo), in Riv. dir. proc., 1993, 954;
HAZARD, Per un approccio manageriale al problema dei ritardi nell'amministrazione della giustizia, in Riv. trim. dir. e proc. civ., 1989, 961;
LAMORGESE-RANIERI-VIGORITO, Tribunale civile di Roma: prassi interpretative ed organizzative, in Foro it., 2001, V, 327;
LICCARDO, Il tempo del processo e il tempo del mercante, in Soc. dir., 1997, 1, 133;
- L'esecuzione immobiliare: prassi applicative e prospettive di riforma, in Documenti giustizia, 1997, 357;
MARCHESI, Ambiente normativo e competitivita, Roma, 2000;
- Giustizia: tempi e interazioni con il sistema, Roma, 2001;
- Litiganti, avvocati e magistrati : diritto ed economia del processo civile, Bologna, 2003;
PROTO PISANI, Intervento breve sullagiustizia civile, in Foro it., 2004, V, 1;
XILO, L'esperienza dei laboratori sperimentali del Processo Civile Telematico, in Zan (a cura di), Tecnologia, Organizzazione e Giustizia. L'evoluzione del Processo civile Telematico, Bologna, 2004;
XILO-ZAN, Il problema "organizzazione"; nella giustizia civile italiana, in Questione giustizia, 2000, 484;
ZAN, Tecnologia, Organizzazione e Giustizia. L'evoluzione del Processo civile Telematico, Bologna, 2004;
- Fascicoli e Tribunali, il processo civile in una prospettiva organizzativa, Bologna, 2003;
Sugli accordi processuali e la loro qualificazione nel nostro ordinamento:
ANDRIOLI, Volontà e giudizio nel processo civile, in Ann. Genova, 1962, 109;
ASPRELLA, Dell'accordo processuale, ovvero della derogabilità convenzionale delle fasi che scandiscono il processo ordinario, in Giur. merito, 1999, 716;
AULETTA, Il contratto come rimedio endoprocessuale, in www.judicium.it;
BERRI, Questioni varie in tema di ricorso «per saltum» in cassazione a norma dell'art. 360, ult. comma, c.p.c., in Giur, it., 1977, I, 1, 230;
BONGIORNO, voce Accordo processuale, in Enc. giur., Roma, 1988, I, 1;
CALVOSA, Sospensione del processo civile (di cognizione), in Novissimo Dig. it., III, Torino, 1964, 953;
CARNACINI, Tutela giurisdizionale e tecnica del processo, in Studi in onore di E. Redenti, II, Milano, 1951, 695;
CARNELUTTI, Meditando Capograssi; variazioni sull'accordo, in Riv. dir. proc., 1957, I, 501;
DE STEFANO, Studi sugli accordi processuali, Milano, 1959;
GOLDSCHIMIDT, Der Prozeβ als Rechtslage, Berlin, 1925, 364;
GRASSO, La collaborazione nel processo civile, in Riv. dir. proc., 1966, I, 585;
LIEBMAN, Risoluzione convenzionale del processo, in Riv. dir. proc., 1932, I, 260;
- Fondamento del principio dispositivo, in Riv. dir. proc., 1960, I, 551;
LO MORO, L'esame contabile, in Riv. trim. dir. e proc. civ., 1977, 205;
NASI,Disposizione del diritto e azione dispositiva. Contributo allo studio del principio dispositivo nel processo civile di cognizione, Milano, 1965, 226;
NICOLETTI, Alcune considerazioni attorno ai rapporti tra «negozio» e «processo», in Riv. trim. dir. e proc. civ., 1969, 1488;
SATTA, Accordo (dir. proc. civ.), voce dell'Enc. dir., I, Milano, 1958, 300;
Sull'esperienza dei sistemi processuali stranieri:
ASPEN, Procedural Reform in United States Courts, in 14 C.J.Q., 1995, 107;
CAPONI, Le riforme della giustizia civile italiana degli anni novanta sullo sfondo della giustizia civile tedesca, in Riv. trim. dir. proc. civ., 1998, 565;
CHAYES, The Role of the Judge in Public Law Litigation, in 89 Harv. L. Rev., 1976, 1281;
ENGESTROM-BROWN-CHRISTOPHER-GREGORY, Coordination, cooperation, and communication in the Courts: Expansive transitions in legal work, in Cole-Engestrom-Vasquez (a cura di), Mind, Culture and Activity, New York, 1997;
FAZZALARI, La giustizia civile in Europa, Padova, 1994;
FLANDERS, Case management and court management in United States District Courts, Fed. Jud. Center, 1977;
- Blind Umpires - A Response to Professor Resnik, in 35 Hastings L. J., 1984, 505;
FRIESEN-GALLAS-GALLAS, Managing the Courts, New York, 1971;
JACOB, The fabric of English Civil Justice, Londra, 1987, pubblicato nella traduzione italiana con il titolo La giustizia civile in Inghilterra, Bologna, 1995;
Manual for Complex Litigation, in www.fjc.gov/newweb/jnetweb.nsf/ autoframe?openform&url_r=pages/556&url_l=index;
MULLENIX, The counter reformation in procedural justice, in Minn. L. Rev., 1992, 77;
RESNIK, Managerial Judges, in 96 Harv. L. Rev., 1982, 376;
- Risoluzione alternativa delle controversie e processo: uno sguardo alla situazione nordamericana, in Riv. trim. dir. e proc. civ., 1997, 699;
SCOTT, Caseflow management in Trial Court, in Zuckermann-Cranston (a cura di), The Reform of CivilProcedure Essays on "Access to Justice", Oxford, 1955, 5;
SHAPIRO, Federal Rule 16: a look at the theory and practice rulemaking, in 37 U. Pa. L. Rev., 1989, 1669;
SHERMAN, A Process Model and Agenda for Civil Justice in the States, in 46 Stan.L. Rev., 1994, 1564;
ZUCKERMANN-CRANSTON (a cura di), The Reform of Civil Procedure Essays on "Access to Justice", Oxford, 1955.
Parole Chiave
PROCESSO CIVILE; GIUSTO PROCESSO; ODINAMENTO GIUDIZIARIO; PROCESSO CIVILE TELEMATICO; PROVVEDIMENTI ORDINATORI DEL GIUDICE CIVILE; ORGANIZZAZIONE DEGLI UFFICI GIUDIZIARI; UFFICIO PER IL PROCESSO CIVILE; ACCORDI PROCESSUALI; PROTOCOLLI D'UDIENZAIl processo civile giusto ed efficiente: organizzazione degli uffici, informatizzazione, protocolli d'udienza e accordi processuali.
Università degli Studi di BariAbstract
E' condivisa l'opinione che l'efficienza della giustizia civile passi solo in parte da una corretta disciplina processuale e che invece un ruolo sempre più determinante sia dato dalle prassi operative e dalla capacità organizzativa che il «sistema giustizia» nel suo complesso è in grado di darsi.In questa prospettiva la ricerca si propone:
1) di monitorare le prassi e i protocolli d’udienza esistenti all’interno dei diversi uffici giudiziari;
2) di studiare, sotto il profilo dell’organizzazione, il protocollo d’udienza quale formalizzazione negoziata fra giudici, avvocati e cancellieri, delle prassi comportamentali ritenute concordemente più opportune per il funzionamento del processo civile;
3) di studiare, sotto il profilo giuridico, la natura e l’efficacia degli accordi processuali, nonché la loro eventuale ammissibilità anche al di fuori dei casi tassativamente previsti dalla legge;
4) di individuare le prassi ed i protocolli d’udienza che assicurino maggiore efficienza al processo civile, per proporne una generalizzata e uniforme applicazione su tutto il territorio, analogamente a quanto avviene negli ordinamenti giuridici stranieri (soprattutto di common law);
5) di studiare l’incidenza dell’informatizzazione degli uffici giudiziari (Processo Civile Telematico) sul funzionamento del processo civile.
Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Giorgio COSTANTINO Università degli Studi di BARIObiettivo del Programma di Ricerca
Il progetto di ricerca è finalizzato al raggiungimento di tre diversi obiettivi:a) effettuare una verifica dell'efficienza del sistema giustizia in Italia attraverso una analisi ricognitiva, comparatistica e propositiva;
b) studiare le modalità nomofilattiche, organizzative e tecnologiche attraverso le quali pervenire ad un processo civile non solo giusto ma anche efficiente, la cui concreta gestione e durata siano in primo luogo determinabili e, quindi, ragionevoli;
c) elaborare uno o più modelli operativi di funzionamento dell'ufficio giudiziario, concepiti, nell'ambito del quadro normativo e teorico attualmente disponibile, in base alla ricognizione delle esperienze (italiane e straniere) esistenti, con esclusivo riferimento alla tutela ordinaria di cognizione.
L'analisi si avvarrà delle competenze specifiche vuoi di tipo giuridico, per quel che concerne i profili di gestione del processo attraverso lo screening dell'esistente, sia normativo che pratico, e delle proposte di riforma; vuoi di natura organizzativa, necessarie per affrontare lo studio delle caratteristiche strutturali e comportamentali del sistema giustizia, e dei suoi meccanismi di integrazione.
Lo studio in questione presenta due ordini di difficoltà costituiti, sul piano scientifico, dalla natura insindacabile dei provvedimenti discrezionali del giudice, oggetto di scarsa attenzione della dottrina; sul piano pratico, dalla attenzione rivolta verso problematiche >>>
Durata
24 mesiBase di partenza scientifica nazionale o internazionale
L’analisi organizzativa (Engestrom et al. 1997) supportata da numerose ricerche empiriche condotte in questi anni (C.O. Gruppo 2001; Zan 2003; Zan 2004; Xilo 2004; Arata 2005) ha messo in evidenza importanti caratteristiche specifiche relative agli assetti strutturali e comportamentali dei tribunali. Il tribunale, lungi dall’essere una “organizzazione unica” (Hjern, Porter 1981) si configura come una sorta di “condominio” (Zan 2003) cioè di uno spazio fisico all’interno del quale una pluralità di attori organizzativi svolge una pluralità di funzioni ed attività solo in parte coordinate e governate (Friesen et al. 1971). Il processo civile, inteso come modalità pubblica di soluzione delle dispute tra due o più attori, si sostanzia in una serie di eventi (dalla notifica fino alla registrazione della sentenza) che si susseguono nel tempo sotto la (presunta) regia del codice di procedura civile, che dovrebbe fungere da principale, se non unico, meccanismo di integrazione dell’intero sistema organizzativo. Le diverse fasi del “ciclo di vita” del processo vedono, in forme diverse ma ricorrenti, diversi tipi di interazione tra i diversi attori del processo che tendono ad assumere nel tempo e nei luoghi assetti tendenzialmente stabili ancorché fortemente diversificati da luogo a luogo.Il senso comune, in assenza di serie ricostruzioni analitiche delle caratteristiche organizzative del sistema giudiziario (Guarnieri >>>



