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PROGRAMMA DI RICERCA 2005

italiano - english
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Classificazione geografica
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Parole Chiave
DINAMICHE DEMOGRAFICHE REGIONALI; POPOLAZIONE; MIGRAZIONI; COMUNITA' IMMIGRATE; RIMESSE; SVILUPPO ECONOMICO; CAPITALE UMANO; MERCATO DEL LAVORO

Dinamiche demografiche, migrazioni e loro impatto economico

Università degli Studi di Bari
Abstract
I vari paesi del globo presentano ancora oggi situazioni decisamente differenziate tra loro, dovute essenzialmente alla coesistenza di diversi modelli demografici e al persistere di forti divari di carattere economico-sociale.
Dal punto di vista strettamente demografico, le recenti statistiche delle Nazioni Unite sulle tendenze della popolazione mondiale ("World Population Prospects, The Revision 2002", edito nel 2003 e il "World Population Data Sheet" del Population Reference Bureau, 2004) confermano l'evidente sfasatura temporale nel processo di transizione demografica tra paesi a sviluppo ritardato (PSR) e paesi a sviluppo avanzato (PSA) ed, in particolare, mostrano una considerevole diacronia nella velocità di acquisizione dei comportamenti di fecondità e sanità classici dell'Occidente da parte dei paesi situati "a sud" del mondo.
Invero, dalle medesime fonti si rileva che anche in aggregati territoriali relativamente ristretti convivono situazioni estremamente eterogenee tra loro. In queste "macro-regioni" pare che la mancanza di concomitanza nell'evoluzione e nel completamento dei modelli transizionali sia attribuibile non solo al consolidamento dei differenziali economico-sociali, ma altresì alle profonde diversità storiche, culturali e religiose che hanno influenzato e che tuttora caratterizzano la loro demografia.
Ovviamente le eterogeneità nella dinamica demografica naturale in atto nei vari paesi, assieme ai differenziali economici e >>>

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Luigi DI COMITE Università degli Studi di BARI
Obiettivo del Programma di Ricerca
Le odierne tendenze evolutive delle popolazioni confermerebbero il persistere di una vigorosa dicotomia nei comportamenti demografici tra paesi a sviluppo avanzato e paesi a sviluppo ritardato.
In sintesi, nei primi pare si stia percorrendo la "fase finale" della prima transizione demografica e, in special modo, negli stati europei sembra che si stiano sperimentando situazioni peculiari della "seconda transizione", nelle quali trovano collocazione modelli riproduttivi e familiari tipici delle società post-moderne [Van de Kaa, 1987; Laesthaeghe, 1995] ed una struttura della popolazione "vecchia". Al contrario nei secondi, cioè nei PSR, non solo il processo classico transizionale è ancorché attuale, ma altresì a contesti che ne stanno superando le fasi finali, si contrappongono altri che ne stanno ancora attraversando le fasi iniziali o intermedie, cui corrispondono livelli di incremento demografico decisamente elevati e una struttura per età "giovane".
In generale per questi ultimi si potrebbe prevedere nel futuro uno scenario non differente da quello che attualmente contraddistingue le macro regioni più sviluppate del mondo. Al contempo, però, non si può escludere che nei PSR possano aversi transizioni demografiche "atipiche" o incomplete, come sta già accadendo con implicazioni diverse in alcuni stati della sponda africana del Mediterraneo e in taluni paesi asiatici [Wilson, Pison, 2004].
Ovviamente, questo dualismo tra PSA e PSR, di carattere >>>

Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
Le recenti statistiche delle Nazioni Unite sulle tendenze della popolazione mondiale ["World Population Prospects, based on the revision 2002", edito nel 2003 e il "World Population Data Sheet" del Population Reference Bureau, 2004] sembrerebbero comprovare a tutt'oggi la storica sfasatura temporale nel processo di transizione demografica tra paesi a sviluppo ritardato (PSR) e paesi a sviluppo avanzato (PSA).
Invero, sulle tendenze demografiche nella fase post-transizionale e sul declino della fecondità avvenuto nei PSA si dispone di un'intensa letteratura [cfr., tra gli altri, Livi Bacci, 1995a, Lesthaeghe, Willems 1999] che è stata arricchita da ulteriori contributi presentati in occasione di convegni internazionali (Euresco Conference "The Second Demographic Transition in Europe", Germania, 23-28 giugno 2001; Conferenza UIESP su "Low fertility: trends, theories and policies", Tokyo 21-23 marzo 2001). In particolare difficile e controverso appare ancora il dibattito sulla "seconda transizione demografica" che, secondo alcuni teorici, [Van de Kaa, 1987; Lesthaeghe, 1995] spiegherebbe i cambiamenti demografici nelle società post-moderne. Questo nuovo schema interpretativo della dinamica demografica individuerebbe nel posticipo dell'età al matrimonio, nell'aumento delle unioni consensuali, degli aborti e dei divorzi, nel passaggio da un modello di vita altruistico ad uno egoistico, nella maggiore libertà dei comportamenti sessuali discendente dalla rivoluzione >>>