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PROGRAMMA DI RICERCA 2005
italiano - english
Unità di Ricerca
- Università degli Studi di FIRENZE
STUDI SULLO STATO
FIRENZE(FI) - Università degli Studi INSUBRIA Varese-Como
ECONOMIA
VARESE(VA) - Università degli Studi "G. d'Annunzio" CHIETI-PESCARA
ECONOMIA E STORIA DEL TERRITORIO
CHIETI(CH) - Università degli Studi di NAPOLI "Federico II"
TEORIA ECONOMICA E APPLICAZIONI
NAPOLI(NA)
Programmi di ricerca simili:
- 1 - Nuove potenze economiche regionali e sistemi locali di produzione: emergere di nuove minacce o di opportunità?
- 2 - Gli effetti economici della mobilità internazionale dei fattori produttivi
- 3 - Dinamiche demografiche, migrazioni e loro impatto economico
- 4 - Flussi migratori, crescita e istituzioni
- 5 - Trappole della povertà ed equilibri multipli: uno schema interpretativo per lo sviluppo del Mezzogiorno
- 6 - Modelli econometrici per l'analisi dell'integrazione finanziaria ed economica nell'Unione Europea Allargata
- 7 - Democratizzazione e adeguamento istituzionale: l'azione dell'Unione europea nei paesi del recente allargamento e nei possibili nuovi paesi membri
- 8 - La riorganizzazione dei sistemi universitari e di alta formazione nelle "economie della conoscenza" europee
- 9 - Politiche dell'Unione Europea, processi di integrazione economica e commerciale ed esiti del negoziato WTO
- 10 - L’importanza delle imperfezioni nei mercati finanziari per la stabilità, la crescita e le politiche economiche.
Classificazione scientifico-disciplinare
- Area scientifico disciplinare: Scienze economiche e statistiche
Classificazione geografica
- Regione: Toscana
Bibliografia
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Parole Chiave
INTEGRAZIONE ECONOMICA; POLITICA ECONOMICA EUROPEA; COMMERCIO INTERNAZIONALE; INTEGRAZIONE MONETARIA E FINANZIARIA; POLITICA INDUSTRIALE; MODELLI MACROECONOMETRICI; PREVISIONE ECONOMICAConsolidamento e allargamento dell'economia europea: un approccio modellistico integrato
Università degli Studi di FirenzeAbstract
Questa ricerca affronta lo studio dell'integrazione economica nell'Europa allargata. Lo studio analizzerà anche quei paesi - quali la Romania, la Bulgaria, la Turchia e gli Stati Balcani - che sono candidati prossimi o futuri ad ulteriori allargamenti dell'Unione Europea e che sono, comunque, strettamente coinvolti nel processo di ristrutturazione delle economie europee; l=allargamento progressivo dell'Unione Europea è caratterizzato anche dal più vasto processo di integrazione che avviene attraverso vari strumenti come quelli messi in atto, ad esempio, da istituzioni quali l'Organizzazione del Commercio Mondiale. Questi processi richiedono cambiamenti economici e istituzionali dei paesi coinvolti; all'inizio si verifica una intensificazione dei rapporti che definiscono accordi non solo economici che conducono ad una prima tappa che può essere identificata con l=adesione ad un mercato unico. Ma questo processo non ha un completamento prestabilito, bensì è caratterizzato da un rafforzamento continuo di rapporti tra le diverse economie. Il recente allargamento, le prossime fasi di allargamento (per quei paesi già coinvolti nelle negoziazioni) e per i futuri paesi che vorranno aderire all'Unione Europea, tutto ciò costituisce un campo di studio tanto interessante quanto quello offerto dai precedenti allargamenti.Questo progetto punta su alcune questioni principali: 1) flussi commerciali e specializzazione commerciale tra i paesi considerati; 2) modifiche strutturali >>>
Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Maurizio GRASSINI Università degli Studi di FIRENZEObiettivo del Programma di Ricerca
Il progetto è diretto all'analisi di alcune questioni relative ad un processo di integrazione economica che coinvolge economie di recente industrializzazione. Questo processo sarà studiato dalle quattroUnità di ricerca (UR) seguendo schemi che assicurano una concreta integrazione dei relativi programmi. Le UR studieranno l'impatto di questa integrazione economica in corso tra vecchi e nuovi stati membri dell'Unione Europea, nonché i processi analoghi in atto in alcuni paesi non europei coinvolti nel processo di globalizzazione.L'evoluzione dei flussi commerciali tra paesi è un indicatore importante dello stato come anche della volontà di integrazione presente nei paesi. L'integrazione può andare oltre quella commerciale interessando questioni monetarie e finanziarie. Infatti, una più stretta integrazione monetaria e finanziaria rafforza i rapporti commerciali - come l'esigenza di potenziarli - pone il problema di definire un sistema monetario adatto allo scopo.
Le varie prospettive di analisi che rappresentano i programmi di ricerca delle varie UR trovano un loro momento unitario molto significativo se ci poniamo nell'ottica di studiare l'integrazione economica come il risultato di un equilibrio tra molti fattori: da una angolazione di contabilità nazionale, flussi di risparmio e di investimento da e verso l'estero si riflettono nel saldo del conto corrente della bilancia dei pagamenti di ciascun paese; da prospettive più internazionali invece >>>
Durata
24 mesiBase di partenza scientifica nazionale o internazionale
Il recente allargamento dell'Unione Europea è stato oggetto di numerosi studi diretti alla valutazione dei costi e dei benefici di questo radicale cambiamento della struttura della UE. Da un punto di vista economico, l'allargamento ha comportato non solo una riduzione del Pil pro capite per la UE nel suo insieme, ma anche un ampliamento della distanza tra paesi ricchi e paesi poveri. L'allargamento che seguirà con l'inclusione della Romania e della Bulgaria come anche di quello diretto versi i Balcani ridurrà ulteriormente il Pil pro capite. L'allargamento alla Turchia, sebbene sia non immediato e non ancora ben definito, indurrebbe un aumento del 20% della popolazione e un aumento di Pil pari a due terzi di quello portato dagli ultimi nuovi membri. Il confronto tra gli attuali membri della UE e i candidati a nuovi allargamenti (Romania, Bulgaria e Turchia) fa emergere notevoli differenze nel peso del settore agricolo nella formazione del Pil e una persistente inflazione a due cifre. Questi paesi, in ogni caso, presentano alcuni caratteri propri dei paesi membri della UE da più vecchia data; le loro economie segnano un alto grado di apertura sui mercati internazionali, un persistente squilibrio dei conti con l'estero e un rilevante debito estero come percentuale sul Pil.Sia le statistiche che studi recenti (Landesmann and Steher (2002), Baldone, Sdogati e Tajoli (2002), Grassini et al. (2001)) mettono in evidenza come, durante gli anni novanta, i nuovi paesi membri >>>



