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PROGRAMMA DI RICERCA 2005

italiano - english
Programmi di ricerca simili:
Classificazione scientifico-disciplinare
Classificazione geografica
Bibliografia
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Parole Chiave
POLITICHE PUBBLICHE; CENTRO-SINISTRA; TERRITORIO; INFRASTRUTTURE; TRASPORTI; WELFARE STATE; MODERNIZZAZIONE

Politiche pubbliche e sviluppo negli anni del centro-sinistra (1962-1974)

Università degli Studi di Siena
Abstract
La ricerca promuoverà lo studio delle politiche pubbliche, in quanto reti di decisioni che distribuiscono valori imperativi nella società, nell'Italia degli anni '60-prima metà degli anni ‘70 in rapporto allo sviluppo economico, alla cittadinanza sociale, al benessere sociale, all'evoluzione del sistema istituzionale e politico, ai processi di integrazione (o di frammentazione) sociale, nel rapporto alto/basso o centro/periferia. A tale scopo analizzerà il ruolo dei diversi attori nazionali e locali –istituzioni, enti territoriali, corpi amministrativi, partiti, forze imprenditoriali, organizzazioni degli interessi, associazioni– nella formazione e nell'adozione delle politiche economiche, distributive, di investimento e di sostegno; le procedure e le tecniche utilizzate; i risultati conseguiti. Assumerà un taglio comparativo tra realtà territoriali significative, grazie ad un'accentuata sinergia tra le unità di ricerca locali, prevedendo a tale scopo interazioni e forme varie di collaborazione.

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Maurizio DEGL'INNOCENTI Università degli Studi di SIENA
Obiettivo del Programma di Ricerca
L'attesa è di portare un contributo decisivo alla conoscenza dei comportamenti e degli eventi di una fase storica che ebbe un'influenza duratura sulla storia italiana. Ci si attende un contributo decisivo sull'interrogativo se intervento pubblico fu conseguente e a supporto dello sviluppo, e se l'"imprenditore pubblico" sostituisse o integrasse l'iniziativa privata carente; e se la classe politica assecondò, preparò, guidò, insomma operò in modo congruo rispetto alle opzioni possibili.
Attraverso l'analisi delle politiche pubbliche e delle politiche di lobbying delle classi dirigenti locali (riunite negli enti locali, nelle camere di commercio, negli istituti di credito, nelle associazioni di imprenditori), e delle tipologie dell'intervento d'investimento, distributivo, di assistenza e promozione), l'obiettivo è di pervenire a una più approfondita valutazione dell'identità italiana, intorno ai temi centrali dello sviluppo/modernizzazione e rendita/arretratezza, equilibrio e squilibrio, integrazione e disuguaglianze/frammentazione. Ci si attende infine che la rilevanza degli studi metodologico-concettuali e dei risultati empirici sulla "dimensione locale" dia un contributo importante al tema del localismo/regionalismo, troppo spesso assunto da una parte a sinonimo di particolarismo, clientelismo, familismo, frammentazione, chiusura, dall'altra considerato come via di accumulazione di capitale sociale, sviluppo territoriale, valorizzazione della risorsa-uomo. Ciò vale >>>

Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
La fase storica di sviluppo e di forti trasformazioni economiche e sociali che interessò i paesi occidentali dal secondo dopoguerra alla metà degli anni Settanta, che non a caso è stata definita da Eric J. Hobsbawn "età dell'oro", cambiò profondamente il volto dell'Italia, sulla spinta dell'accelerata industrializzazione e dell'esodo dalle campagne, consentendole di passare gradualmente dalla periferia al centro del sistema economico mondiale e di colmare almeno in parte il tradizionale divario dai paesi più avanzati. Il grande cambiamento coincise in Italia con gli anni dei governi centristi e, dal 1962 al 1974, con quelli di centro-sinistra,che assunsero la sfida tanto impegnativa quanto ambiziosa che si proponeva l'integrazione economica fra le varie parti d'Italia.
La confluenza in sede governativa fra la Dc e il Psi scaturì soprattutto da un intreccio di moventi di carattere economico e sociale, nell'attesa che fosse possibile, mediante un grappolo di riforme incardinate sul terreno della programmazione economica, venire a capo di alcuni nodi strutturali che il "miracolo economico" non aveva sciolto o aveva aggravato: dal dualismo fra Nord e Sud, al divario fra consumi privati e consumi pubblici; dalla perpetuazione di privilegi e rendite di posizione, alla sopravvivenza di forti sperequazioni nella redistribuzione del reddito, alla mancanza di adeguate forme di assistenza sociale, al permanere di squilibri territoriali e sociali perfino nelle zone pi >>>